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Da Rai a Fininvest

DA RAI A FININVEST – IL FLOP DI MILLY CARLUCCI

| by | Da Rai a Fininvest

 10 Febbraio 1988. La serata che doveva presentarsi come la meno pericolosa in termini di audience, il mercoledì sera, segnò l’esordio del quarto grande acquisto di Canale 5 in Fininvest: Milly Carlucci.

Il suo show era intitolato Ewiva ed era realizzato nello stesso Studio 1 del Centro Palatino in Roma da dove era terminato da poco Festival di Pippo Baudo.

La trasmissione prevedeva sei puntate, ognuna delle quali dedicata a un tema particolare affrontato da Milly e dai suoi ospiti: nella prima puntata si parlò d’amore; nella seconda di avventura e di viaggi; nella terza si sarebbe discusso della donna; nella quarta dell’uomo; nella quinta dei piaceri in generale e di quelli della gola in particolare; nella sesta di ecologia.  Nel corso di ogni puntata, oltre a cantare la sigla (rimasta inedita) “Va be’, va be'”, Milly Carlucci era chiamata a reinterpretare una canzone di successo con l’aiuto del coreografo Perry Moore e dei ballerini solisti del programma. Questi i titoli delle canzoni: “I just can’ t stop loving you”, “Satisfaction”, “Malafemmena”, “Miss You”, “Venus”, “Killing Me Softly”.
Ma già nel primo appuntamento il varietà riuscì a incollare al televisore soltanto 3.7 mln di telespettatori e il 13% di sh.

Occorreva correre immediatamente ai ripari e per tutta la settimana successiva alla prima emissione di Ewiva, si diede vita ad una vera e propria operazione di restyling che doveva essere eseguita in tutta fretta. Si arrivò così alla seconda puntata con un’attesa snervante soprattutto per le aspettative relative agli ascolti.
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DA RAI A FININVEST – IL FLOP DI RAFFAELLA CARRA’

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Dicembre 1987. Su Canale 5 inizia a circolare un promo in cui un inconfondibile camminata scandiva i numeri 9 1 88. Questi numeri simboleggiavano l’ingresso in Fininvest di Raffaella Carra’ (strappata alla concorrenza per 8 miliardi di lire con contratto di 2 anni in esclusiva), ovvero la data del debutto del suo grande show miliardario, secondo soltanto a Risatissima e perfettamente in linea con i costi stratosferici del Festival di Pippo Baudo.

Partiamo dalle dichiarazioni che Raffaella Carra’ rilasciò in merito al suo passaggio in Fininvest, estrapolate da un articolo de La Stampa di martedì 24 marzo 1987:

Finalmente potrò collaborare con Pippo Baudo dopo tanti anni di rivalità. Anch’io dico grazie alla Rai, ma sento che qui sarò più libera, avrò più possibilità di lavorare all’estero e per me la presenza di Baudo, come direttore artistico, sarà davvero un optional. Lui (Pippo Baudo) mi ha detto: “Se hai bisogno di me sono qua, altrimenti fai da sola”. Ed è un optional veramente di lusso.

Arrivò sabato 9 Gennaio 1988 e dallo Studio 10 di Cologno Monzese (utilizzato per la prima volta nella sua interezza) partì l’attesissimo Raffaella Carra’ Show.

I momenti comici vennero affidati a Lello Arena e Alfredo Papa; direttamente da Doppio Slalom arrivò Corrado Tedeschi per curare i collegamenti del gioco-sponsor Motta.

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DA RAI A FININVEST – IL FLOP DI ENRICA BONACCORTI

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27 Settembre 1987. Si appresta a debuttare in Fininvest Enrica Bonaccorti con la conduzione del nuovo varietà domenicale di Canale 5, La giostra. In onda dallo Studio 2 del Centro Palatino in Roma, il programma della conduttrice savonese era un classico varietà con canzoni, interviste, giochi, ospiti e faceva da collante ai diversi segmenti che componevano il contenitore pomeridiano. Questi spazi furono affidati ai maggiori volti Fininvest: Pippo Baudo, Sandra Mondaini, Catherine Spaak, Mike Bongiorno, Licia Colò, Gianmarco Tognazzi, Marco Columbro. La suddetta formazione avrebbe dovuto mettere k.o la prima edizione di Domenica In firmata da Gianni Boncompagni e condotta da Lino Banfi. E invece, non fu così.

I risultati d’esordio furono catastrofici: 9% per il talent show Tu come noi con Pippo Baudo, 8% per la versione junior di Ok il prezzo è giusto Ok Bimbi con la stessa Enrica Bonaccorti e la partecipazione di Sandra Mondaini nelle vesti di Sbirulino e 7% per Fans Club con la giovane coppia Colò-Tognazzi. Ascolti meno sconfortanti ma ugualmente flop li fecero Forum con Catherine Spaak al 13%, Parole d’oro con Mike Bongiorno al 15% e la versione Vip di Tra moglie e marito di Marco Columbro al 17%.

La giostra ne uscì quindi altamente sconfitta con un risultato medio di soli 1.5 mln di telespettatori e il 10% di sh. Il tutto contro i 4.5 mln e il 40% di sh di Domenica in.

In seguito si dovette ricorrere a cambiamenti drastici come la cancellazione dei segmenti Tu come noi (per volontà dello stesso Pippo Baudo) e Fans Club, venne modificato l’orario di trasmissione e soprattutto ridotto e rivisto lo spazio condotto da Enrica Bonaccorti. Ma i dati non cambiarono e La giostra dovette soccombere al trionfo del competitor per l’intera stagione televisiva. Probabilmente la trasmissione fu penalizzata dalla mancanza della diretta all’epoca non consentita alle tv private nazionali e dalla eccessiva frammentazione dell’offerta.

Alle fatiche della domenica pomeriggio però, Enrica Bonaccorti affiancherà la conduzione di un nuovo varietà quotidiano nella fascia preserale dal titolo Ciao Enrica. Si cercò di ricreare l’atmosfera di Pronto, chi gioca? ma ci si ritrovò di fronte ad un altro disastroso fallimento.

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DA RAI A FININVEST – IL FLOP DI PIPPO BAUDO

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Dicembre 1986. Il sistema di rilevazione dati Istel cede il posto ad Auditel ed i primi responsi nei confronti delle reti Fininvest non sono dei più felici. Anzi. La situazione è piuttosto distastrosa, sia in prima serata (nel totale medio di fascia la RAI vince con il 56% di sh. distanziando Fininvest al 37%) che nel daytime (la sfida domenicale vede soccombere Maurizio Costanzo e la sua Buona domenica al 9% con 1.1 mln mentre la Domenica in di Raffaella Carrà porta a casa un mostruoso 40% e 5 mln di telespettatori).

Silvio Berlusconi decise quindi di correre ai ripari annunciando in pompa magna l’esodo di quattro personaggi RAI a Fininvest.

Il 1987 si apre con una mega conferenza stampa in cui venne comunicato ufficialmente dallo stesso Silvio Berlusconi il passaggio sulle reti Fininvest di Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Enrica Bonaccorti e Milly Carlucci.

Un importante investimento che venne a costare complessivamente la stratosferica cifra di 40 miliardi di lire. Essi furono così suddivisi:

Pippo Baudo : 20 miliardi per 5 anni di esclusiva

Raffaella Carrà : 8 miliardi per 2 anni di esclusiva

Enrica Bonaccorti : 7 miliardi per 3 anni di esclusiva

Milly Carlucci : 5 miliardi per 3 anni di esclusiva

Nonostante le ottime premesse però, il faraonico investimento si rivelò un flop su tutti i fronti. Ed è proprio di questo che andrò parlare in questa nuova rubrica composta da quattro appuntamenti speciali ed intitolata Da Rai a Fininvest.

In questo post mi limiterò a raccontarvi la prima esperienza nella tv commerciale di Pippo Baudo. Prima esperienza a cui ne succederà una seconda tra il 1997 e il 1999.

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