IL DECRETO MILLEPROROGHE SALVA ANCHE LA RAI, ESCLUDENDOLA IN EXTREMIS DAI CONFINI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
IL DECRETO MILLEPROROGHE SALVA ANCHE LA RAI

Dal titolo sembra una cosa da niente, ma in effetti l’inserimento a sorpresa nel Decreto Milleproroghe salva la Rai da una situazione di stallo nella quale si sarebbe trovata restando negli elenchi della Pubblica Amministrazione. Subito dopo il salto pagina, si riporta in sintesi quanto apparso sulla stampa negli ultimi giorni, in particolare l’articolo de La Repubblica a firma di Aldo Fontanarosa.

La Rai non è una ASL e neppure un Ministero. La Rai non è un ufficio pubblico qualunque. Il Governo Gentiloni – con il Decreto Milleproroghe del 29 dicembre – riporta la tv di Stato fuori dai confini della Pubblica Amministrazione. Il Premier ed ex Ministro delle Comunicazioni salva la Rai, ma può farlo a termine, per un solo anno.

Il caso nasce tre mesi fa, il 30 settembre, quando l’ISTAT classifica viale Mazzini come struttura pubblica. Il nuovo status viene deciso su invito dell’istituto europeo di statistica, l’EUROSTAT. Alla notizia, la Rai vede la morte con gli occhi. Una ragnatela di vincoli si abbatterà sulla tv pubblica, già a partire dal 1° gennaio 2017, per appalti, acquisti e assunzioni.

Le procedure automatiche di taglio della spesa statale (tipiche della spending review) la investiranno come una qualsiasi porzione della Pubblica Amministrazione. La tv di Stato protesta con Renzi (allora in carica) e chiede peraltro che le regole del gioco non cambino in continuazione.

Solo un anno fa la Legge n. 220 del 2015 ha autorizzato Viale Mazzini ad operare come una spa di tipo privato (sia pure con proprietà statale). Un anno dopo, l’ISTAT la equipara ad un ospedale, ad una scuola. Ora il Governo Gentiloni sana la situazione, sia pure sul filo di lana.

Quando entra in Consiglio dei Ministri, il Decreto Milleproroghe non contiene la norma salva-Rai, che viene infilata all’ultimo momento. Peraltro un decreto che nasce per prorogare, per definizione, non può offrire una soluzione definitiva. La televisione pubblica rimane fuori dalla Pubblica Amministrazione per 12 mesi. Poi si vedrà.

Su una cosa, il nuovo Governo tiene il punto. A scanso di equivoci, precisa che resta in vigore il tetto agli stipendi dei dipendenti, consulenti e collaboratori di Viale Mazzini. Tetto che la Legge sull’editoria di ottobre fissa per 240 mila euro lordi l’anno. Sempre il Governo, con il Milleproroghe, rinvia di tre mesi la firma della Convenzione che assegnerà alla Rai il servizio pubblico tv per i prossimi dieci anni. La scadenza, che era fissata il 31 gennaio 2016, ora slitta di novanta giorni.

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3 Comments

3 Comments on IL CONSUETO DECRETO MILLEPROROGHE SALVA ANCHE LA RAI, ESCLUDENDOLA IN EXTREMIS DAI CONFINI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

  1. KanLio
    KanLio
    31 dicembre 2016 at 13:59 (3 settimane ago)

    Su una cosa, il nuovo Governo tiene il punto. A scanso di equivoci, precisa che resta in vigore il tetto agli stipendi dei dipendenti, consulenti e collaboratori di Viale Mazzini. Tetto che la Legge sull’editoria di ottobre fissa per 240 mila euro lordi l’anno

    quindi? cosa succede i compensi dei conduttori?

  2. Sanfrank
    Sanfrank
    31 dicembre 2016 at 14:03 (3 settimane ago)

    Kanlio, per gli artisti penso proprio che valgano le regole di mercato. Si specifica che trattasi di un tetto ai compensi per dipendenti, consulenti e collaboratori, già fissati con una legge di qualche tempo fa.

    La novità era l’assimilazione della Rai alla Pubblica Amministrazione. Se non avessero inserito questa proroga, la Rai avrebbe avuto le mani legate praticamente su ogni decisione

  3. Ital
    31 dicembre 2016 at 15:59 (3 settimane ago)

    Mi sembra scelta saggia ….
    Poi se Gentiloni ….tiene un occhio e una eventuale mano di aiuto per Mediaset nel casi Vivendi ..non vedo perché non debba farlo anche per la Rai …