DUCCIO FORZANO RISPONDE ALLA COMMUNITY DI BUBINOBLOG (PRIMA PARTE): SANREMO 2014 FLOP PER COLPA DELLA NOSTRA PRESUNZIONE, A POLITICS CLIMA DI FORTE DELUSIONE, 10 COSE MAL COLLOCATO MA CORAGGIOSO, RISCHIATUTTO UN GRANDE PRIVILEGIO

Esclusiva BubinoBlog – Un ringraziamento speciale a Duccio Forzano per averci onorato di un suo ritaglio di tempo in cui iniziare a rispondere tempestivamente alle domande rivolte dalla Community, nonostante sia per lui un periodo molto impegnativo.

Naturalmente grazie anche al nostro LucaG per questa ennesima esclusiva di grande prestigio e colpo di coda dell’anno che sta per concludersi. Ecco a voi una prima parte (le altre risposte arriveranno prossimamente):

GP 9 – Ciao Duccio, l’edizione del Festival di Sanremo da te diretta che ricordi con particolare affetto e perché?

Ciao, come si dice Sanremo è Sanremo e sono affezionato a tutte e quattro le edizioni che ho diretto. Se dovessi scegliere direi quella del 2013, dove ho avuto la possibilità di gestire fin dall’inizio anche la scenografia e il progetto fotografico con Francesca Montinaro e Ivan Pierri.

MARII – Sanremo 2010. In pochi ci credevano, ma invece è stato un successo. Come avete reagito a questo boom inaspettato e che ricordi ha della Clerici?

Salve, Sanremo 2010 è stato un Festival di cuore con una conduttrice seria, una grande professionista che si è caricata sulle spalle l’eredità dell’edizione precedente (condotta da Paolo Bonolis), riuscendo a trasmettere al pubblico spensieratezza e clima festoso. Antonella non può fare altro che lasciare un ottimo ricordo.

MARII – Sanremo 2011. Tra Canalis e Belen c’era rivalità, litigavano dietro le quinte?

Tra le due showgirl non c’era assolutamente alcuna rivalità. Anzi, c’è stata una grande collaborazione.

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MARII – Primo Festival – delle ultime due annate, 2013-2014, ndr – di Fabio Fazio boom, il secondo invece flop. Secondo lei cosa non ha funzionato: cast cantanti, cast conduttori, ospiti o altro?

Il secondo Festival di Fazio non ha funzionato per la nostra presunzione. Abbiamo vissuto sugli allori del successo dell’edizione precedente e abbiamo alzato troppo l’asticella, autocitandosi e mettendo in scena numeri assolutamente inadatti a Sanremo.

MARII – Questo autunno ha diretto 10 cose che si è rivelato un flop (media finale dell’11,5% di share). Cosa pensa non sia piaciuto? Il format o i conduttori? Ad esempio, io ho trovato da spettatrice Insinna poco adatto a questo genere di programma.

10 cose non ha funzionato. Si poteva andare meglio e, a parte le considerazioni sui conduttori, credo che ci sia stata una errata collocazione di palinsesto, ma un coraggio da leoni della rete a presentare un programma per un pubblico più giovane (almeno nella prima puntata).

ZEUS – Buonasera e grazie per la disponibilità! Dance Dance Dance non è stato preso da nessuna rete generalista, il format secondo me è interessante e poteva fare bene sia in Rai che Mediaset. Per lei perché questa scelta?

Sono d’accordo sul fatto che Dance Dance Dance avrebbe potuto spaccare anche nelle reti generaliste, ma come sempre bisogna crederci ad un progetto e probabilmente i responsabili delle reti generaliste non lo hanno fatto.

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FYVRY – Ha diretto le prime due puntate del remake di Rischiatutto: quale emozione ha provato nel dirigere una trasmissione che, in qualche modo, ha fatto la storia della TV?

Più che un emozione ho provato a rispettare ciò che professionisti di livello hanno realizzato quasi 40 anni fa. Il pensiero di aver vissuto il Rischiatutto da ragazzino come spettatore e fan e poi di avere il privilegio di dirigerlo è una sensazione inspiegabile. Sinceramente ancora faccio fatica a credere di aver avuto questa grande fortuna.

FYVRY – Fra gli addetti ai lavori, c’è qualche volta la sensazione di realizzare un prodotto che potrebbe “non funzionare”? E qual è il clima che si avverte in studio quando i risultati non arrivano, come nei casi recenti di 10 cose e di Politics o, andando un po’ indietro nel tempo, in quello di Italiani (2001)?

Quando si lavora ad un progetto ci si crede sempre fino in fondo, almeno così è per me, e quando ci si accorge che qualcosa non funziona si prova a modificare, ma come sempre è solo il pubblico che poi decreta con gli ascolti il successo e il fallimento di un programma tv. Il clima dopo la prima puntata, quando il programma non rispetta le aspettative minime, non è dei migliori, ma come sempre ognuno reagisce a modo suoi. A Politics non siamo riusciti ad avere più tempo a disposizione per aggiustare il tiro e il clima di delusione era molto forte. Bonolis invece nonostante tutto era sempre propositivo e sorridente.

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FYVRY – Per 11 anni ha fatto la regia di Che tempo che fa. Negli anni, qual è stato l’ospite che più ha messo in difficoltà la regia e gli autori? Grazie in anticipo delle eventuali risposte.

A Che tempo che fa ogni ospite ha esposto le sue esigenze e a modo suo ci ha messo “in difficoltà”, ma quando la squadra è affiatata, come quella che ho avuto nei dieci anni del programma che ho diretto, i problemi non esistono.

SANFRANK – Sapendo che Lei è stato il regista di ”Che tempo che fa”, devo ammettere che a me fa sempre una certa impressione che il programma faccia i botti (come a Capodanno) con le geniali incursioni di Luciana Littizzetto, anche se magari poco prima c’era un personaggio cruciale che, per un motivo o per un altro, è salito agli onori della cronaca. Come a dire che si può anche ospitare Obama…ma il picco Auditel sarà sempre di Lucianina. Da addetto ai lavori come spiega questa dimostrazione di affetto degli italiani nei confronti di quel particolare segmento del programma? Qual è l’alchimia che conoscono solo in pochi e che consente loro di “bucare lo schermo”, incontrando i favori della gente che li segue nel tempo con immutato affetto?

Luciana Littizzetto ha trovato la formula giusta e nel quarto d’ora in cui si esibisce dà voce, a modo suo, ai pensieri comuni della gente e con Fazio che gli fa da spalla come nessun’altro al mondo.

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