In questi giorni fervono i preparativi in redazione (e non solo) per la preparazione dei post legati all’Eurovision Song Contest 2017 che si terrà in Ucraina, a Kiev (speriamo, almeno… visto il clima d’incertezza anche in termini di produzione dell’evento), e le 43 Nazioni in gara hanno ormai concordato da alcune settimane la partecipazione dei loro rappresentanti, tra delegati scelti internamente e altri ancora tramite concorsi canori e talent show.

La Russia, all’ultimo momento, aveva deciso di inviare a Kiev la cantante Yulia Samoylova con il brano “Flame is burning” ma ora dovrà decidere se ritirarsi completamente dalla manifestazione oppure scegliere un altro artista che non abbia niente a che vedere con restrizioni da parte dell’Ucraina. Infatti Yulia nel 2015 ha tenuto un concerto in Crimea e per la legge ucraina visitare tale zona, contesa con la Russia, è un atto illegale. 

Yulia non può quindi più mettere piede sul suolo ucraino e insieme a lei altri 140 artisti russi che hanno visitato la Crimea, anche semplicemente di passaggio. Ma il sospetto delle autorità è che Yulia abbia approfittato del suo concerto anche per fare attività politica a favore delle azioni di Putin. Sospetti che sarebbero stati confermati.

La Russia non era certo all’oscuro dell’attività di Yulia svolta in Crimea e molti pensano che la scelta sia ricaduta su di lei proprio per costringere l’Ucraina a prendere una decisione che l’avrebbe messa in cattiva luce di fronte al mondo. Yulia è sulla sedia a rotelle fin dalla nascita a causa dell’atrofia muscolare spinale e il motto dell’Eurovision di quest’anno è “Celebriamo la diversità”. Tutti fattori che fanno fare alla Russia la parte della “povera vittima”: una strategia propagandistica silente decisamente efficace.

Staremo a vedere adesso quali saranno le reazioni in Russia e se questo divieto non possa mettere a rischio l’intera manifestazione, con un aumento esponenziale delle tensioni sociali tra i due Paesi che potrebbe scoppiare di nuovo ai massimi livelli e quindi un concreto rischio per la sicurezza di tutti i rappresentati e partecipanti in gara.

Voci di corridoio affermano che i broadcaster del Belgio (RTBF), dei Paesi Bassi (AVROTROS) e del Regno Unito (BBC) sarebbero eventualmente pronti a farsi carico all’ultimo minuto della manifestazione se non ci fossero più le condizioni di sicurezza per ospitarlo in Ucraina.

Se tutto dovesse rimanere immutato, l’appuntamento è per il 9, 11 e 13 maggio. Le prime due semifinali su Rai 4 e la finalissima su Rai 1.

11 Comments