LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO 1986-36° EDIZIONE. SI TORNA A CANTARE. IL CASO BERTÈ. IL FESTIVAL DELLE DONNE (E CHE DONNE)

A cura di Sante Longo – I primi anni ottanta hanno relegato il più importante festival della canzone italiana, e tra i più importanti del mondo, ad una manifestazione macchiettistica che fungeva esclusivamente da vetrina di prodotti confezionati, anche se ancora inediti sul mercato, privando il pubblico delle emozioni e delle bellezze di una gara. Nel 1986 molte delle certezza (negative) che dalla fine degli anni settanta hanno fatto perdere valore e credibilità sulla scena musicale, decisamente peggio di quello che avvenne agli inizi dei ’70 con il rischio chiusura nel 75, legato più che altro alla concorrenza interna tra i varietà della RAI, che fecero disamorare le case discografiche, spariscono e si torna finalmente a qualcosa di musicalmente degno.

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Solo l’anno prima i discografici si dichiaravano restii all’idea che a Sanremo si potesse tornare a cantare dal vivo, anche se le dichiarazioni più forti le lasciarono alla possibilità del ritorno dell’orchestra, che comunque tornerà da lì a poco. Ma nel 1986 il regolamento prevede il ritorno delle voci dei cantanti sulle basi musicali, e addirittura il divieto che in esse ci fossero voci guida e coretti, tanto che alcuni hanno dovuto registrare nuovamente la base per evitare la squalifica, mentre altri si sono fatti accompagnare da coristi sul palco (come Loredana Berté che si fa accompagnare da Aida Cooper, nota corista che non riuscirà, nonostante le qualità a intraprendere la strada solista). Non sono poche le polemiche. Secondo alcuni la RAI non possiede i mezzi tecnici per esibizioni dal vivo, risollevando la questione dell’inadeguatezza tecnica della nostra televisione di Stato, problematica spesso richiamata anche in tempi recenti; secondo altri è una mattanza per i cantanti che avrebbero molti rischi in più cantando in diretta, anche se è più divertente, poiché non li si ritiene all’altezza di una manifestazione dal vivo, anche se poi li si elogia durante i loro tour.

Finita l’era del playback, finisce anche il dominio assoluto della Baby Records che non potendo investire nel totip e non potendo offrire il prodotto finito dal palco dell’Ariston, nel 1986 non sarà nemmeno in gara. Il regolamento della XXXVI edizione del Festival di Sanremo è quasi totalmente analogo a quello dell’anno precedente, ad esclusione del fatto che i giovani che raggiungono la finale sono 7 e non 8. Ma le varianti più importanti al regolamento sono sostanzialmente 2: la fine del playback e il sorteggio di 24 province i cui voti al totip serviranno per stilare la classifica finale.

La sezione principale del Festival continua a chiamarsi “Big italiani e stranieri”, ma in gara non ci saranno cantanti con un passaporto diverso da quello italiano, nemmeno come parte di cori accompagnatori o musicisti che coadiuvano l’artista in gara, come avverrà nel 2004.
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Ma tra i cantanti in concorso, alcuni ritorni e alcune belle conferme arricchiscono il cast. Sergio Endrigo torna dopo 10 anni, con la stessa canzone che l’anno prima era stata bocciata. Tornano Orietta Berti e Donatella Rettore e, per la prima volta, si esibiscono sul palco dell’Ariston Renzo Arbore, Nino D’Angelo, Loredana Bertè, i Righeira, Scialpi (nella foto) e Rossana Casale. Grandi nomi all’epoca che non avevano certo bisogno del Festival per farsi notare. È inoltre da sottolineare come per Eros Ramazzotti, Mango, Zucchero ed Enrico Ruggeri quest’anno rappresenta quello giusto per la consacrazione e la conferma definitiva, anche internazionale.

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Dopo due edizioni con la gara parallela delle nuove proposte, e il debutto di nomi importanti (all’epoca) come Eros Ramazzotti, Flavia Fortunato, Cristiano De Andrè e Mango, nel 1986 questa sezione non offre grandi sorprese, almeno a breve termine. I nomi che si faranno notare sono entrambi fuori dalla finale. Paola Turci e Gigi (Gatto) Panceri sono gli unici nomi che otterranno successo a partire da questa edizione, che però vede tra i partecipanti anche Aleandro Baldi, vincitore della sezione giovani nel 1992 e del Festival nel 1994.

Del resto poche sorprese e poche canzoni che resteranno nella memoria collettiva in questa sezione che perde sul nascere l’importanza che stava cominciando ad avere, anche se poi negli anni ’90 la riconquista.

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Dopo il 1961 con Lilly Lembo e Giuliana Calandra, a Sanremo torna una donna come padrona di casa. La scelta cade su Loretta Goggi (nella foto), signora della televisione italiana dai primi anni sessanta, esplosa a metà degli anni settanta come attrice, conduttrice e cantante. E dopo Nilla Pizzi nel 1981, è la seconda scelta da parte dell’organizzazione che prima di calcare il palco come conduttrice è anche stata in gara, tra l’altro vincendo un premio.

A lei vengono affiancati, come successe nel 1984, i conduttori di Discoring. Per Loretta Goggi, lo stile sobrio e neutro di conduzione rappresenta un successo e un cambio di rotta per il Festival, che in passato aveva visto il conduttore esaltare gli ospiti o i cantanti in gara, o addirittura prendersi più spazio del dovuto come aveva fatto Cecchetto. Inoltre a LORETTA GOGGI viene affidata anche la sigla d’apertura del Festival, onore che ricade su “Io Nascerò”, che sarà un grande successo, mentre la sigla finale è “Russians” di Sting.

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Uno dei punti fermi del Festival di Sanremo, è la voce data alla stampa e ai critici, per premiare il miglior brano in gara attraverso il premio della critica. Ormai questo premio della critica ha compiuto 5 anni e ha premiato canzoni che hanno conquistato il mercato e l’affetto del pubblico, oltre che aver incrementato l’importanza dell’artista che l’ha conquistato.

Nel 1986 a vincere questo ambito riconoscimento è ENRICO RUGGERI, esordiente a Sanremo nel 1980 ma ormai richiesto autore e raffinato interprete, con RIEN NE VA PLUS. Questo per quanto riguarda la sezione principale della Gara, mentre tra i giovani delle nuove proposte a vincere, dopo la doppia premiazione del 1985, è LENA BIOLCATI con GRANDE GRANDE AMORE, anche vincitrice della sezione, facendo sì che per la prima volta critica e giurie vadano d’accordo.

Secondo il regolamento, a decretare la vittoria finale del Festival non saranno tutti i voti giocati al Totip, ma solo quelli di 24 province estratte a sorte, moltiplicati per 5. Questo permette di evitare che i giochi delle case discografiche possano prevalere sui gusti reali del pubblico ma anche di danneggiare alcuni artisti, come ad esempio Nino D’angelo o Donatella Rettore, che sono molto amati in alcune aree d’Italia ma poco conosciuti in altre. E che infatti vengono danneggiati da un sorteggio che non comprende le province campane o venete. La serata finale si svolge, come nelle ultime 3 edizioni, con l’esibizione dei finalisti della sezione nuove proposte prima e dei big in gara poi.

Mentre si fa il calcolo dei voti salgono sul palco gli ospiti, alcuni già esibitisi nel corso delle serate precedenti.

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A vincere è EROS RAMAZZOTTI, come già si vociferava da mesi grazie al suo exploit in Italia e all’estero. Ma durante la proclamazione, Renzo Arbore, arrivato secondo, non aspetta l’annuncio da parte della conduttrice (alza la mano di Eros subito dopo la proclamazione del terzo premio) e così nasce il sospetto che il vero vincitore sia in realtà lui e che, come aveva precedentemente detto, non volendo vincere avesse ceduto la vittoria. Mentre terza si piazza un’ottima Marcella.

La categoria NUOVE PROPOSTE ha invece un meccanismo di voto diverso anche per quest’anno.

biolcatiCi saranno 300 giurati scelti tra chi abbia guardato almeno una serata e abbia acquistato almeno un disco degli artisti in gara nella precedente edizione. Questi, per la maggior parte giovani tra i 16 e i 25 anni, danno un voto da 1 a 3 alle canzoni in gara e mandano in finale 7 delle 14 canzoni facenti parte del gruppo delle nuove proposte. A vincere sarà LENA BIOLCATI (nella foto), già terza l’anno precedente, a cui andrà, come già detto, anche il premio della critica per la sezione che rappresenta.

Grazie alla scelta della conduttrice e alla presenza di alcune delle protagoniste della scena musicale italiana, l’edizione del 1986 del Festival di Sanremo è stata definita IL FESTIVAL DELLE DONNE. La presenza neutrale e rassicurante di una delle signori della tv, si contrappone alla forza con cui le regine della musica si impongono al pubblico, alcune scandalizzando altre cambiando genere. MARCELLA, ANNA OXA, LOREDANA BERTÉ, con le quali è doveroso citare anche Donatella Rettore, Fiordaliso, Rossana Casale e le altre donne al Festival, che si fanno notare in un modo o nell’altro.

Come ogni anno non mancano le polemiche e gli scandali.

Per quest’anno i due più eclatanti sono offerti dalle 2 star presenti in gara:

oxaANNA OXA offre al pubblico un look trasgressivo che mette in evidenza la sua femminilità. Non credeva di scandalizzare la stampa e il pubblico mostrando l’ombelico a Sanremo, dato che era stato sdoganato anni prima dalla Carrà nel corso di uno dei Varietà più seguiti della storia della televisione italiana, ma evidentemente i ben pensanti ritenevano Sanremo un tempio della bigottaggine e quindi scoppiò un caso che però venne messo in silenzio da un altro ben più grande.

berte-1LOREDANA BERTÉ è la protagonista del caso dell’anno. Solo qualche anno prima aveva dichiarato che non sarebbe mai andata a Sanremo, partecipando come ospite fuori gara in una serata non strettamente associata a Sanremo, quasi un decennio prima. A distanza di poco tempo, eccola in gara con la sua forza espressiva e interpretativa che non si limita alla voce. Decide di portare sul palco i tre stadi principali della vita di una donna:

– durante la prima serata si presenta con un finto pancione, accompagnata da ballerine anche loro fintamente gravide. Alla polemica scoppiata risponde “volevo solo fare spettacolo sfruttando la fase più animalesca della femminilità, la gravidanza, dando l’immagine inedita della donna incinta aggressiva, forte, dinamica, sicura. volevo scioccare e volevo farlo proprio a Sanremo”, ma poi in un certo senso ridimensiona le sue dichiarazioni affermando “Perché il mio pancione è di cattivo gusto e il clarinetto no? io volevo lanciare un messaggio perché la gravidanza per una donna non è un momento di empasse né una ghettizzazione”;

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– durante la seconda serata mette da parte il pancione e si presenta sul palco vestita da pre adolescente, a rappresentare la fase di crescita continua del senso di responsabilità delle donne e il carattere spesso indicato come capriccioso e lunatico;

– durante la serata finale indossa un abito nuziale nero (che figata!), come abnegazione all’uomo, cosa che è spesso imposta, anche silentemente, dalla società.

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La XXXVI edizione del Festival di Sanremo ha meno ospiti stranieri ma tutti di richiamo e di importanza internazionale, mentre non ci sono ospiti italiani, per la prima volta dal 1976.

Tra i nomi ospiti nel corso delle 3 serate del Festival troviamo i DEPECHE MODE, i DOUBLE, i DRUM THEATRE, FALCO, i FINE YOUNG CANNIBALS, i KING, i MENUDO (in cui milita un giovanissimo Ricky Martin), i MR. MISTER, i PREFAB SPROUD, gli SPANDAU BALLET, STING, i TALK TALK, VIKKI CARR.

Unici ospiti non musicali sono IL TRIO formato da Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez. Da qualche anno sono saliti alla ribalta grazie alla loro comicità surreale e attuale allo stesso tempo. A Sanremo saranno ospiti altre volte in futuro, spesso regalando la miglior performance dell’intera edizione.

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Il Trio: Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez

L’Europa dell’Est non è più un tabù, e dopo l’interesse mostrato dalle televisioni russe e dal pubblico dell’est, anche Sanremo si trasferisce lì. Ad appena 2 mesi dalla fine del Festival una delegazione di cantanti partirà per l’Unione Sovietica per un tour di Sanremo.

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I Menudo

A partecipare saranno Eros Ramazzotti, Renzo Arbore, Loredana berté, Luca Barbarossa, Rettore, Flavia Fortunato, Mango, Enrico Ruggeri, Marco Armani, Orietta Berti, Zucchero, Lena Biolcati, Miani, Francesco Hertz e Giampiero Artegiani. A loro si aggiungeranno Gino Paoli, Dori Ghezzi e Gianni Nazzaro. A presentare la serata, che prenderà il nome di “Canzoni e Fiori dall’Italia” saranno MILVA, amata in tutta Europa, ed Ella Pugaciova, star russa, da centinaia di milioni di copie vendute.

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Vikki Carr

Il 1986 ha regalato alla musica alcuni classici della tradizione italiana e le conferme di alcuni artisti che non saranno fondamentali sulla scena musicale italiana. Per i miei gusti sono stati più interessanti gli ospiti dei cantanti in gara, ma anche tra i brani in concorso c’è stato qualcosa degno di nota. Vediamo un po’ nel dettaglio chi sarà in gara nella categoria principale della gara.

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Depeche Mode

RENZO ARBORE arriva a Sanremo dopo 20 anni di successi radiofonici e televisivi, oltre che come talent scout di successo (su tutti ha scoperto il talento di Roberto Benigni). Dopo il secondo posto a Sanremo nel 1986 comincia a girare il mondo con l’Orchestra Italiana, rivisitando la musica tradizionale napoletano e ottenendo un grandissimo successo.

MARCO ARMANI torna a Sanremo provando a centrare il successo che non arriva ancora, nonostante i buon piazzamenti sanremesi e Ron e Luca Carboni come produttori.

Dopo il debutto sanremese nel 1981 (con lo stesso brano che gli ha regalato la vittoria a Castrocaro nel 1980), LUCA BARBAROSSA torna a sanremo con un brano che diventerà uno dei classici dedicati alla sua città.

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Prefab Sproud

LOREDANA BERTÉ muove i primi passi nel mondo dello spettacolo alla fine degli anni sessanta, come ballerina in alcuni musical, come Renato Zero, con cui nasce una grande amicizia proprio in questo periodo. Ma il suo successo e la sua fama esplodono nel 1975 con SEI BELLISSIMA, canzone che la impone al pubblico e sul mercato italiano ed estero. Sorella di Mia Martini, ha un carattere opposto rispetto al suo e ama provocare e scandalizzare. Per la prima volta in gara a Sanremo, è protagonista di una serie di polemiche legata alle sue esibizioni che seguono la trilogia della femminilità.

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ORIETTA BERTI torna tra i big dopo le ultime partecipazioni che l’hanno vista aspirante (nonostante i 15 anni di carriera alle spalle, adesso diventati 20) e arriva sesta con una canzone piena di luoghi comuni e demagogia.

FRED BONGUSTO mancava da Sanremo da 19 anni, essendoci stato l’ultima volta nel 1967. Nel corso degli anni settanta è stato un richiesto compositore di colonne sonore, ma negli anni ottanta è tornato alla sua attività di crooner, tornando al successo anche grazie alle trasmissioni televisive che si occupano di revival.

ROSSANA CASALE esordisce nel mondo della musica a soli 10 anni, ma si forma per tutti gli anni settanta come corista per artisti affermati come Mina, Cocciante, Bertè, Mia Martini o la Vanoni. Debutta come solista nel 1979, ma è nel 1983 che conosce il successo. Interprete delicata e di spessore, porta a Sanremo il jazz italiano.

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Dopo un anno di pausa dal palco sanremese, ma pur sempre da menzionare tra i protagonisti, essendo l’autore del brano portato al successo da Luis Miguel, TOTO CUTUGNO torna all’Ariston non senza polemiche, dato che ha rischiato l’espulsione dalla competizione a causa del fatto che non voleva registrare nuovamente la sua base per eliminare i cori guida. Arriverà quarto, confermando l’affetto del pubblico, anche con i voti limitati solo a 24 province.

NINO D’ANGELO rappresenta per la Campania e il Sud Italia il nuovo Mario Merola. Comincia la carriera di cantante nel 1976, dopo una gavetta fatta di matrimoni e feste di piazza, che affianca alla sceneggiata napoletana. Nei primi anni ottanta, grazie al successo che ottiene con la sua musica, diventa anche protagonista di alcune pellicole cinematografiche. Un successo strepitoso che lo porta a Sanremo, dove rischierebbe la vittoria se tra le province sorteggiate ci fosse anche quella di napoli. Ma così non è e per fortuna si ferma al settimo posto.

Dopo 10 anni di silenzio discografico, intervallato solo da alcune apparizioni televisive, SERGIO ENDRIGO torna a Sanremo con lo stesso brano che aveva presentato alla commissione selezionatrice l’anno precedente, non senza polemiche.

Al suo quinto Festival consecutivo dal suo esordio nel 1982, FIORDALISO si conferma interprete valida e di spessore che sa unire il suo talento ai gusti del pubblico.

Torna a Sanremo, dopo il terzo posto tra le nuove proposte nel 1984, anche FLAVIA FORTUNATO che ha intrapreso una fulgida carriera televisiva che affianca a quella di cantante.

Nonostante l’anno prima tra le nuove proposte non fosse stato promosso in finale, il successo di pubblico e critica ottenuto da MANGO lo portano a gareggiare tra i big e a ben figurare con una delle canzoni che più segna la sua carriera.

Dopo un periodo in cui si è proposta come femme fatale, MARCELLA si ripresenta a Sanremo come interprete sofisticata e romantica. Il cambio di repertorio la porta sul podio sanremese facendola arrivare terza.

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Al quinto festival, e terzo consecutivo, ANNA OXA si conferma interprete dotata di talento, carisma e trasgressione, oltre che di carica trasformistica che la rendono unica nel panorama italiano, sia per la versatilità interpretativa che per il look. A Sanremo del 1986 scandalizza i ben pensanti mostrando l’ombelico, ma restando sempre sobria e raffinata.

Il 1986 è l’anno della conferma per EROS RAMAZZOTTI che, dopo aver conquistato i mercati italiani, europei e dell’america latina, conquista anche il premio più ambito dal punto musicale in Italia. Dopo la vittoria non tornerà più a Sanremo, fatta esclusione nel 2006 come ospite d’onore.

DONATELLA RETTORE torna a Sanremo dopo le deludenti prestazioni del 1974 e del 1977 (deludenti per le giurie, ma ottime dal punto di vista vocale) e soprattutto dopo aver conosciuto il grande successo a cavallo tra gli anni settanta e ottanta.

Stefano Righi e Stefano Rota sono i RIGHEIRA. Cominciano ad incidere nel 1981 e sfondano sul mercato nel 1983. Il successo li porta anche all’estero ma resta un successo effimero. Negli anni successivi infatti si limita ai confini nazionali e quando arrivano a Sanremo sono già in fase decadente. Simpatico il loro look.

Dopo il suo esordio solista nel 1983, ENRICO RUGGERI ha visto le sue quotazioni crescere sia come interprete che come autore e nel 1986 ottiene finalmente un riconoscimento da parte della critica con il premio da questa assegnato.

SCIALPI debutta a 21 anni e per lui è subito successo grazie alla canzone orecchiabile, al look e soprattutto al lancio pubblicitario che sottolinea intelligentemente la sua bellezza. Nel 1986 tenta la carta di Sanremo, ma non credo abbia mai avuto la speranza di piazzarsi bene. Sinceramente ascoltandolo oggi mi domando se davvero il suo successo sia mai stato meritato.

Dopo la prova del 1984, gli STADIO tornano a sanremo e ancora una volta confermano il fatto che il loro pubblico non gioca a totip. Il loro successo sul mercato è indubbio e quindi non si capisce come sia possibile ricevere 800 mila voto meno di Fred Bongusto, che venderà meno della metà di quanto venderanno loro. Ma è il mistero delle classifiche sanremesi.

Per ZUCCHERO questa quarta presenza sanremese sarà anche l’ultima. Sin da quando ha esordito tra gli aspiranti, ha sempre presentato brani raffinati che hanno raggiunto il successo ma che la classifica sanremese vedeva relegati al ventesimo posto o giù di lì. E se prima aveva bisogno di una grande platea per promuoversi e farsi conoscere, adesso non ha più questa necessità e si appresta a conquistare i mercati di tutto il mondo.

Tra i Big abbiamo davvero dei campioni di vendita, o nomi celeberrimi del passato, mentre tra le Nuove Proposte abbiamo nomi che stenteranno a farsi ricordare.

AIDA SATTA FLORES arriva a Sanremo dopo aver vinto a Castrocaro nel 1985 e forte del consenso unanime che ha da parte della critica, ma le giurie non la apprezzano e non raggiunge la serata finale.

GIAMPIERO ARTEGIANI torna a Sanremo dopo il magro bottino dell’anno precedente, conquistando il podio. I suoi tentativi come interprete, poco rassicurati dalle vendite, lo portano a propendere per il ruolo di autore, con cui riuscirà ad ottenere un grandissimo successo.

Scoperto da Bigazzi, ALEANDRO BALDI arriva a Sanremo nel 1986 e, pur piacendo alle giurie, non riesce ad imporsi e il mercato lo ignora per lungo tempo. Torna a Sanremo nel 1989 tra gli esordienti.

Dopo il terzo posto tra le nuove proposte nel 1985 e l’ottimo piazzamento a Tokyo, LENA BIOLCATI torna a Sanremo e dimostra di avere ottime qualità, vincendo nella sua categoria e aggiudicandosi anche il premio della critica, ottenendo anche sul mercato maggiori consensi rispetto alla sua predecessora.

ANNA BUSSOTTI canta in concorsi canori locali da quando era bambina e arriva a Sanremo grazie ad un concorso interno a Fantastico 6 (che sostituisce il concorso 2 voci per Sanremo interno a Domenica In). In realtà in quel concorso arriva solo seconda, ma viene scelta lei per arrivare sull’Ariston, senza superare lo scoglio delle eliminatorie.

Al suo secondo tentativo sanremese IVANO CALCAGNO non raggiunge nemmeno la serata finale.

LANFRANCO CARNACINA è al suo secondo tentativo sanremese e ancora una volta raggiunge la finale ma non si fa apprezzare dal pubblico. Continuerà a militare nell’ambito dello spettacolo, ma cme conduttore televisivo sulle reti locali romane.

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Giacomo Cocola e Ottavio Angelillo formano il duo dei CHIARI E FORTI (nella foto). Nonostante il nome importante del produttore (Lavezzi) e il fatto che ottavio sia il fratello di Edy Angelillo, non riescono a sfondare nemmeno come ospiti televisivi. Poveri, eppure giacomo è così carino.

FRANCESCO HERTZ approda alla musica studiando clarinetto e sassofono al Conservatorio di Parma ma nel 1983 si dedica alla musica leggera vincendo a Castrocaro nel 1985. Canta come solista per un paio d’anni e poi si dedica al sassofono, fin quando nel 1993 entra a far parte dei Nomadi restandoci fino agli anni 2000.

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I Meccano

NADIA BANI e WALTER BASSANI sono i MECCANO, che si fanno interpreti della scena elettronica riuscendo a conquistare il mercato europeo e mantenendo il successo per alcuni anni.

Dopo il secondo posto ottenuto nel 1985 a causa delle raccomandazioni di Cinzia Corrado, MIANI torna a Sanremo e questa volta viene bocciato dalle giurie. Proseguirà la sua carriera limitatamente al Veneto.

GIGI PANCERI esordisce a Sanremo nel 1986 e non viene premiato dalle giurie che gli negano l’accesso alla finale. Tornerà a sanremo 6 anni dopo grazie ad una botta di culo che lo vede autore di una canzone scelta da Mina e che gli regala una nuova notorietà e anche un ottimo successo commerciale che lo vedrà protagonista nel corso degli anni novanta.

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Mr. Mister

Dopo un grande successo negli anni settanta e il successivo scioglimento, con relativi tentativi di carriera solista, torna a Sanremo anche la SCHOLA CANTORUM, NOVA per l’occasione in quanto rinata da pochissimo, anche se non ci sono cambiamenti nella formazione. Inseriti tra le nuove proposte senza un perché, come fu per i Collage, anche loro non arrivano alla finale.

PAOLA TURCI suona nei locali romani quando viene notata e portata a Sanremo da un’etichetta discografica d’elite. La giuria non la apprezza e le nega la finale, ma lei continuerà il suo percorso fino ad imporsi qualche anno dopo.

Tra scandali e gossip, anche se con pochi giovani importanti, nel complesso è una delle edizioni migliori degli anni ottanta.
Vediamo un po’ cosa credo sia giusto sapere, ma solo come curiosità.

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Talk Talk

ANEDDOTI E CURIOSITÀ

Nel sorteggio che decideva le province da prendere in esame per il voto finale è esclusa la provincia di Napoli e questo danneggia notevolmente Nino D’Angelo, che riuscirà ugualmente a piazzarsi bene, nonostante da Roma in su sia praticamente sconosciuto.

Le province estratte sono: Rovigo, Pavia, Bergamo, Cremona, Novara, Verona, Alessandria, Milano, Torino, Firenze, Terni, Ancona, Ravenna, Pistoia, Pescara, Parma, Bologna, Cagliari, Lecce, Salerno, Matera, Catanzaro, Trapani e Bari.

La stampa musicale comincia già ad identificare il Festival di Sanremo come un evento televisivo che serve a poco per il mercato musicale.

Il cast delle Nuove Proposte viene deciso a porte chiuse durante una selezione avvenuta il 21 e 22 gennaio. A decidere chi dovesse arrivare sul palco saranno Gianni Ravera, presidente della Publispei e una compaggine dello staff interno della stessa casa di organizzazione. In pratica, come già ci ha ampiamente dimostrato in passato, a decidere chi dovesse partecipare tra le nuove proposte è il solo Gianni Ravera.

Loredana Berté partecipa per sdoganare il Rock al Festival, in quanto vetrina importante anche a livello internazionale. Pronostica che con la sua partecipazione, dopo un decennio di grandissimi successi, saranno in molti a pensare di usare l’Ariston per promuovere i loro lavori, come Pino Daniele, Lucio Dalla, Francesco de Gregori o Antonello Venditti.

Donatella Rettore vorrebbe arrivare almeno seconda perché vuole vincere il cavallo dato in dono ai primi due classificati da Totip.

Aida Cooper accompagna sul palco Anna Oxa, Marcella e Loredana Berté per accompagnare e facilitare gli attacchi dei loro brani. Solo Loredana Berté a termine dell’esibizione la citerà ringraziandola.

Toto Cutugno deve regiatrare nuovamente la base presentata al Festival in quanto conteneva cori guida, non più permessi dal nuovo regolamento.

Gianni Ravera, primo sostenitore del Playback, cambia registro e dichiara “In un Festival della canzone, dire che i cantanti devono cantare, è come scoprire l’acqua calda”.

Durante il Festival di Sanremo ha luogo un concorso collaterale, dedicato esclusivamente a cantanti stranieri, chiamato SanremoVideo. Sono in gara i videoclip che accompagnano i brani musicali del momento. Il vincitore è Absolute Beginners. ANCHE DAVID BOWIE HA VINTO SANREMO.

La scenografia, sempre di Enzo Somigli, è uno spazio urbano: sei pedane mobili, sovrastate da tre pannelli luminescenti ottagonali; scale apparentemente divise su tre livelli, in quanto sfalsate, incorniciate da 2 colonne. Il tutto è bianco.

Mario Maffucci (padre dello Zero Assoluto), capostruttura Rai, definisce l’esibizione con pancione della Berté come volgare, incomprensibile e tardofemminista.

Renso Arbore difende il doppio senso della sua “IL CLARINETTO” inserendola, come effettivamente è da fare, nel filone cantautorale umoristico che vede grandi esponenti, da Gaber a Jannacci, passando per Carosone e Van Wood. Si fa accompagnare sul palco da un quartetto presentato come “tre amici e mio cognato” e durante la prima serata dichiara: “nutro sempre il sogno di diventare un conduttore RAI, ma temo che questa sanremata mi pregiudichi”.

Per la prima volta Sanremo cade a San Valentino.

I Righeira si presentano con una capigliatura “a unicorno”, dopo una serie di acconciature ideate da Marco Orea Malià.

Renzo Arbore nel pomeriggio del sabato della finale dichiare: “Non mi interessa vincere. Non sarebbe nemmeno giusto. Non ci penserei due volte a cedere la mia vittoria a qualche giovane che se la merita davvero”. È secondo le indiscrezioni è proprio quello che fa. Quando viene dichiarato il terzo posto. Immediatamente dopo fa un passo avanti e prendendo il braccio di Eros Ramazzotti, lo solleva e lo dichiara vincitore, spiazzando Loretta Goggi, che però dà conferma.
Restano però i dubbi sul fatto che sia stato deciso prima che lui avrebbe ceduto la sua vittoria.

I Meccano incidono il loro brano in inglese e raggiungono un enorme successo in Europa.

Gianni Ravera muore durante la tournée da lui organizzata in Russia.

La XXXI edizione dell’Eurovision Song Contest va in scena da Bergen e vede il debutto dell’Islanda, oltre al ritorno di Jugoslavia e Paesi Bassi. Mentre a ritirarsi dalla competizione saranno l’Italia, inspiegabilmente dato che Eros Ramazzotti avrebbe potuto stravincere, e la Grecia. Nonostante il ritiro dell’Italia, durante la manifestazione ci sono cantanti di origini italiane in gara. Si tratta di Sandra Kim, rappresentante del Belgio e vincitrice della manifestazione. È la cantante più giovane in gara nella competizione europea, dichiara di avere 15 anni, ma in realtà ne ha 13 e mezzo (è nata il 15 ottobre 1972).

Per l’ultima volta nella storia di Sanremo il direttore artistico e organizzatore della kermesse è Gianni Ravera che a pochi mesi dalla fine del Festival è morto.
Questo è il Festival definitivo per la conferma definitiva per Ramazzotti, Mango, Scialpi ed Enrico Ruggeri, ma dalle nuove proposte, a parte la prima partecipazione di Paola Turci, nessuna sorpresa. La novità migliore è che si torna a cantare dal vivo!

Tra polemiche, scandali e musica la classifica finale è la seguente:

1 – Adesso tu (Eros Ramazzotti, Piero Cassano e Adelio Cogliati) Eros Ramazzotti- 2.667.284 voti
2 – Il clarinetto (Claudio Mattone e Renzo Arbore) Renzo Arbore- 2.185.692 voti
3 – Senza un briciolo di testa (Gianni Bella, Mogol e Geoff Westley) Marcella- 2.170.986 voti
4 – Azzurra malinconia (Toto Cutugno) Toto Cutugno- 1.700.648 voti
5 – È tutto un attimo (Adelio Cogliati, Franco Ciani, Mario Lavezzi e Umberto Smaila) Anna Oxa- 1.675.098 voti
6 – Futuro (Umberto Balsamo e Lorenzo Raggi) Orietta Berti- 1.381.726 voti
7 – Vai (Nino D’Angelo e Antonio Annona) Nino D’Angelo- 1.322.677 voti
8 – Cantare (S. Jodice, Fred Bongusto e Mimmo Di Francia) Fred Bongusto- 863.202 voti
9 – Re (Armando Mango e Giuseppe Mango) Loredana Berté- 742.124 voti
10 – Fatti miei (Zucchero Fornaciari, Enzo Malepasso e Luigi Albertelli) Fiordaliso- 629.856 voti
11 – Uno sull’altro (P. Armenise e Marco Armenise) Marco Armani- 622.926 voti
12 – Canzone italiana (Claudio Mattone e Sergio Endrigo) Sergio Endrigo- 503.334 voti
13 – Amore stella (Guido Morra e Maurizio Fabrizio) Donatella Rettore- 437.182 voti
14 – Lei verrà (Giuseppe Mango e Alberto Salerno) Mango- 407.348 voti
15 – Innamoratissimo (Tu che fai battere forte il mio cuore) (Stefano Rota, Stefano Righi, La Bionda, Sergio Conforti e Cristiano Minellono) Righeira- 407.342 voti
16 – No East, No West (Giovanni Scialpi, Thoty e Franco Migliacci) Scialpi- 361.682 voti
17 – Rien ne va plus (Enrico Ruggeri) Enrico Ruggeri- 340.694 voti
18 – Via Margutta (Luca Barbarossa) Luca Barbarossa- 331.116 voti
19 – Verso il 2000 (Antonello de Sanctis, Alberto Cheli e Elio Palumbo) Flavia Fortunato- 289.804 voti
20 – Brividi (Guido Morra e Maurizio Fabrizio) Rossana Casale- 226.652 voti
21 – Canzone triste (Canzone d’amore) (Zucchero Fornaciari) Zucchero Fornaciari- 188.868 voti
22 – Canzoni alla radio (Luca Carboni, Gaetano Curreri e Ricky Portera) Stadio- 82.378 voti

Categoria Nuove Proposte

1 – Grande grande amore (Stefano D’Orazio e Maurizio Fabrizio) Lena Biolcati- 720 voti
2 – La nave va (Aleandro Civai) Aleandro Baldi- 708 voti
3 – E le rondini sfioravano il grano (Giampiero Artegiani e Marcello Marrocchi) Giampiero Artegiani- 620 voti
4 – E camminiamo (Piero Calabrese, Ventura, Piero Calabrese e Lanfranco Carnacina) Lanfranco Carnacina- 604 voti
5 – Ipnotica (Aldrighetti e Walter Bassani) Meccano- 583 voti
6 – Ma non finisce mica qui (Guido Morra e Maurizio Fabrizio) Francesco Hertz- 568 voti
7 – Come una guerra (Rapetti e Angelillo) Chiari e Forti- 539 voti

Non finaliste

– Azzurra anima (Macchiarella e Alberto Cheli) Nova Schola Cantorum
– Croce del sud (Aldrighetti, Aida Satta Flores e Cossu) Aida Satta Flores
– L’uomo di ieri (Mario Castelnuovo e Gaio Chiocchio) Paola Turci
– Nessun dolore (Alberto Salerno e Pino Mango) Anna Bussotti
– Quando l’unica sei tu (Adelio Cogliati e Ferrara) Ivano Calcagno
– Ribelle su questa terra (Miani e Piero Montanari) Miani
– Scherzi della vita (Luigi Panceri e Piero Cassano) Gatto Panceri

21 Comments
  • #PEPPE

    Ben ritornato a Sante Longo e al suo post su Sanremo
    Considerando che mancano 36 giorni al 7 Febbraio e che i post da fare sono ancora 30 finiremo li li con l’inizio della Kermesse
    Molto bene!!!!!

  • Sante Longo

    Buon anno a tutti e scusate l’assenza.. ma è stato un periodo nero

  • Marii

    Finalmente torna la rubrica su Sanremo

    Ecco il mio podio
    1) Eros Ramazzotti
    2) Anna Oxa
    3) Renzo Arbore

  • lucio voreno

    Consacrazione per Eros Ramazotti.
    Scemenza sorteggiare le province per il voto.

  • Sante Longo

    E la scemenza viene anche ripetuta..

  • Sanfrank

    Questo Sanremo me lo ricordo. Ancora ricordo il clamore sul caso Bertè che non fu visto benissimo in Italia, pensando che la maternità non potesse essere usata come un pretesto per fare spettacolo.
    Effettivamente la canzone non era un granché e, furbescamente, Loredana puntò tutto sullo show. Se ne parlò per mesi…

  • Sante Longo

    Se non avessi avuto queste 2 settimane nere, non mi sarei fermato.. grazie per aver atteso il ritorno

  • Sante Longo

    L’anno dopo si ritornò a parlare di gravidanza, con Romina incinta di Cristel

  • Sanfrank

    Notare la foto di Paola Turci che oggi è sempre bella, ma all’epoca era bellissima, prima dell’incidente stradale che le sfigurò il volto.
    A mio parere e per i miei gusti personali, la Turci mi piace più oggi che da ragazza. Però all’epoca era davvero bellissima, anche se la canzone non mi piaceva molto

  • Sanfrank

    Eccola la canzone della Bertè, nella serata premaman

  • Sanfrank

    Sante, ma quella di Romina era una gravidanza vera.
    Ricordo che proprio le donne non la presero bene quell’interpretazione di Loredana Bertè

  • Sanfrank

    Questa la partecipazione della Oxa, quando ancora non si faceva abbindolare dall’entourage ed era una cantante da brividi.
    … E notate la presenza scenica da 10 e lode. Che artista e che tempi

    Per me Eros meritava di vincere, ma per la Oxa il secondo posto era DOVEROSO. Canzone bellissima

  • Sanfrank

    A proposito. Da sottolineare il penultimo posto di Zucchero con “Canzone triste”. Quando una partecipazione serve solo per fare vetrina e poi sboccia una carriera pluriennale di grandissimo successo. E non sarà l’unico caso nella storia del Festival!!!

  • Sante Longo

    Certo, ma fu criticata la scelta di Romina di partecipare nonostante fosse gravida. E la Bertè riaccese la polemica evidenziando come i giornali stessero dicendo nuovamente le stesse cose dette a lei, gravida per esigenze di spettacolo, anche per una gravidanza vera

  • Sante Longo

    A me Re piace moltissimo, come brividi, come rien ne va plus..

  • corrado

    mitica, unica e sola..MAXIANNAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  • _MissFairy_

    la Oxa ha sempre avuto look originali al festival

  • zeus

    Ben ritornato a Sante Longo e buon anno!!
    Bel Festival con la Consacrazione per Eros Ramazzotti.

  • _MissFairy_

    Sante

    ma secondo te la conduzione alla Goggi fu anche una ricompensa per la non vittoria a Sanremo del 1981?

  • zeus

    Mia Top 10:

    1-Adesso tu (Eros Ramazzotti, Piero Cassano e Adelio Cogliati) Eros Ramazzott
    2-È tutto un attimo (Adelio Cogliati, Franco Ciani, Mario Lavezzi e Umberto Smaila) Anna Oxa
    3-Senza un briciolo di testa (Gianni Bella, Mogol e Geoff Westley) Marcella
    4-Re (Armando Mango e Giuseppe Mango) Loredana Berté
    5-Rien ne va plus (Enrico Ruggeri) Enrico Ruggeri
    6- Lei verrà (Giuseppe Mango e Alberto Salerno) Mango
    7-Brividi (Guido Morra e Maurizio Fabrizio) Rossana Casale
    8-Via Margutta (Luca Barbarossa) Luca Barbarossa
    9-l clarinetto (Claudio Mattone e Renzo Arbore) Renzo Arbore
    10-Azzurra malinconia (Toto Cutugno) Toto Cutugno

  • Andystein

    Anche là Rettore si fece notare moltissimo, sia per il suo look alla mazinga/ angelo sia per la lira al dopo festival con la bella