pippo-houston

A cura di Sante Longo – Il 1986 ha regalato tantissime soddisfazioni a tutti coloro che lavorano per la Macchina organizzativa del Festival di Sanremo. Ottimi risultati per lo spettacolo televisivo, le vendite hanno segnato alcuni record, i cantanti in gara hanno visto la loro stella risplendere luminosissima, nonostante le nuove proposte non abbiano regalato nessun nome importante, almeno non a breve tempo. L’abbandono del Playback ha risvegliato nei cantanti la voglia di gareggiare, poiché anche se il rischio emotivo è maggiore, nulla può competere con la gioia di cantare per chi ne ha fatto la sua professione, anche se, come disse Fred Bongusto nel 1986, cantare su una base è decisamente un azzardo.

Nel 1987 torna la voglia di sperimentare, e lo si fa non tanto nel regolamento, che appare praticamente immutato, ma nella formula di gara e nella presenza di un dibattito sul Festival all’interno della manifestazione stessa. Questo dibattito, fortemente voluto da Pippo Baudo, è il precursore del Dopofestival che debutterà nel 1992, anno del grande ritorno di Baudo a Sanremo, dopo la parentesi Fininvest. Inoltre, dopo il Premio Tenco, nato nel 1974, inizialmente pensato per premiare la musica cantautorale e d’autore, come premio aggiuntivo rispetto a quelli più popolari rispetto alla gara principale del Festival della Canzone Italiana, nasce una manifestazione collaterale al Festival, ormai sede di musica Pop e melodica, escludendo le sonorità più sporche per riuscire a dare spazio a tutte le forme musicali italiane. Così Sanremo si fa sede del Festival della Canzone Italiana, del Premio Tenco e del Festival Sanremo Rock, che ha visto lanciare o consacrare nomi importantissimi sulla scena, dai Litfiba a Carmen Consoli.

sanremo-rock

Questa manifestazione si incontra con il più Mainstream Festival con la consegna dei premi che avviene durante un collegamento in diretta che avviene nel corso della serata d’apertura, con una emozionatissima Lorella Cuccarini, che dalla famiglia di Fantastico muove i primi passi verso la conquista del pubblico come showgirl di primo livello, prima di passare, anche lei, alla Fininvest e diventare volto di punta delle televisioni commerciali.

La XXXVII edizione del Festival di Sanremo rappresenta un passo in più verso la definitiva consacrazione nelle abitudini italiane e verso la forma attuale. Per la prima volta non si svolgerà in tre serate, ma in quattro, ufficialmente per dare spazio alla nuova categoria delle nuove proposte. Le prime due serate, come di consueto, sarebbero state eliminatorie, mentre la terza serata, quella del venerdì, come ancora adesso, sarebbe invece stata tutta appannaggio dei giovani delle nuove proposte, ma in realtà si gestisce male il tempo e uno spazio concepito all’interno della serata dedicata ai giovani per discutere l’andamento del Festival con giornalisti e cantanti, che avrebbe dovuto durare non più di mezz’ora, si protrae nel tempo, a causa di dibattiti e polemiche che hanno tenuto in piedi uno show imprevisto, ma di enorme successo, relegando di fatto i protagonisti della serata ben oltre la mezzanotte, cosa impensabile fino all’anno prima, dato che i giovani si sono sempre esibiti prima dei campioni, come dallo scorso anno sta facendo Conti.

Dato che per Sanremo questo è l’anno della prova del successo, essendo per la prima volta rilevato dall’Auditel, la formula di gara si modifica e i cantanti della categoria delle Nuove Proposte vengono relegati per tutta la manifestazione in orari di poco interesse, in terza serata, perché si riteneva che i Big avessero maggior appiglio per il pubblico. Nella serata del venerdì, però, la finale di categoria era prevista già a partire dalle 20.40, ma una nuova idea di Pippo Baudo prese il sopravvento, durando quasi 2 ore e mezza, facendo slittare le esibizioni degli ospiti, in collegamento dal PalaRock, e facendo quindi cominciare le esibizioni dei giovani finalisti quando in pratica era prevista la chiusura della serata e la loro premiazione.

Il regolamento è sostanzialmente lo stesso dell’anno precedente, anche se aumentano le canzoni che da 36 passano a 40, toccando un nuovo record per i brani in gara. In pratica le esibizioni tra gara e ospiti, superano abbondantemente le cento nel corso delle quattro serate. Sul piano del voto, invece, non cambia nulla rispetto al 1986 e così anche quest’anno vengono sorteggiate 24 province i cui voti però vengono moltiplicati per 7 e non per 5 come l’anno prima. Per i giovani invece i giurati passano da 300 a 500 e tutti di età compresa tra i 14 e i 24 anni. I 500 giurati per la categoria delle Nuove Proposte saranno cambiati nel corso delle due fasi della gara, così per le due serate eliminatorie ci sarà il voto espresso dai primi 500 giovani che decideranno quindi quali brani raggiungeranno la finale, mentre per la serata del venerdì il campione di giurati viene cambiato sorteggiandone altri 500 che saranno chiamati a dare il loro voto.

Lo spettacolo televisivo però appare discontinuo, nonostante tutte le precauzioni per renderlo accattivante e di appiglio per il pubblico. È come ci fossero due spettacoli differenti, divisi anche in due strutture diverse, con la gara canora all’Ariston, anche se, come detto, per i giovani sarà un po’ turbolenta, e gli ospiti al PalaRock, con poche eccezioni, presentati solo in collegamento, come se non fossero presenti appositamente per il Festival di Sanremo. Tra le varie polemiche nate prima dello spettacolo, c’è quella relativa alle accuse di plagio, presenti quasi ogni anno, che però sembrano quest’anno avere riscontro, seppure senza continuare in tribunale come la legislazione italiana prevedrebbe.

baudo-villa

Quello che certamente non manca è l’emozione. Non solo date dalla Gara, dalla polemiche, dai dibattiti accesi e dalle premiazioni. Le emozioni maggiori vengono offerte da eventi non strettamente legati al Festival, come la morte di Claudio Villa, che segna le esibizioni di quasi tutti i cantanti in scena nella serata finale, o almeno quelli che si sono esibiti dopo l’annuncio che avviene comunque in ritardo, ma the show must go on! Il problema vero è che l’organizzazione del Festival non ha memoria per gli avvenimenti importanti e, nel ventennale della morte di Luigi Tenco, proprio a Sanremo, nessuno l’ha ricordato. Non un cenno, non un memoriale. Ma è cosa poco grave se si pensa che si tratterebbe di un tributo e non di una commemorazione per un decesso recente nel tempo, come quello del Patron Gianni Ravera, Deus Ex Machina per decenni, morto pochi mesi prima, che viene solo citato. Stessa cosa sarebbe avvenuta per Claudio Villa. Ma Pippo Baudo non segue i testi che gli autori hanno preparato e così il mercoledì, a inizio serata, lo saluta annunciando che non versa in buone condizioni e che è stato ricoverato in un ospedale di Padova, mentre interrompe momentaneamente la gara il sabato, verso le 23, per annunciare la morte del grande cantante che ha fatto la storia della manifestazione, nel bene e nel male.

Il mercato ha sempre visto una compilation del Festival orfana di alcuni brani e per tutti i primi anni ottanta sono mancati proprio i vincitori. Ma, come nell’edizione precedente, anche quest’anno le canzoni sono tutte raccolte nella stessa compilation (prima erano solo le canzoni degli artisti legati alla Baby Record che mancavano), creando un album che racchiudesse per intero la manifestazione, comprendendo non solo i brani in gara, ma anche tutti i brani degli ospiti e, soprattutto, le sigle. In questa edizione la sigla d’apertura è stata composta da due autori di successo, come Pippo Caruso e Sergio Bardotti, e affidata al gruppo vocale esordiente dei Mediterranea, che nonostante questa importante occasione non riescono ad imporsi. La sigla finale invece non è stata scritta appositamente per il Festival, come già l’anno prima, ma si tratta di un brano di enorme successo interpretato da un gruppo che abbiamo visto come ospite sul palco dell’Ariston: i Frankie Goes to Hollywood concedono di utilizzare Warriors (of the Wasteland) come sigla di chiusura.

future
I Future

La gara si arricchisce grazie a nomi di rilievo, sia storicamente che pensando al mercato. Graditi ritorni che si fanno ben valere, conferme e belle sorprese, rappresenteranno una delle caratteristiche di questa edizione del Festival, che resterà tra le migliori della storia della manifestazione, segnando tra l’altro il record del 77,5 % di share nella serata finale. Dopo anni di silenzio torna Fausto Leali, che ritrova immediatamente il favore del pubblico raggiungendo nuovamente il grande successo dei suoi esordi. Torna anche Nada (nella foto sotto), che rimette piede in una competizione nazionale dopo un decennio immersa nella canzone d’autore, grazie soprattutto alla sua collaborazione duratura con Piero Ciampi. Il suo ritorno viene però salutato con diffida dal pubblico che vota, che non la premia, relegandola in ultima posizione, ma tornerà il successo mainstream anche per lei.

nada

Belle conferme invece per Nino Buonocore, Mango, Scialpi, Fiorella Mannoia, Sergio Caputo e per i nomi che sanno che a Sanremo riescono sempre a restare a galla. Una menzione speciale vale per il nuovo trio della musica italiana, formato da tre artisti che in realtà hanno percorsi artistici decisamente differenti, ma che insieme rappresentano una bella novità. Infatti trionferanno al Festival e sugli scaffali dei negozi di dischi, per poi interrompere la loro collaborazione, che prevedeva anche tour insieme, a causa delle case discografiche, che cominciano a vederli e proporli, come una entità unica, non più come artisti separati, anche in occasione di lavori individuali.

zarrillo

Anche nella categoria nuove proposte ci saranno delle belle sorprese. Torna nella categoria delle nuove proposte Michele Zarrillo, già aspirante nel 1981 e nel 1982, che riuscì a raggiungere un bel successo. Per lui la retrocessione sta decisamente stretta. Come in passato quella dei Collage e della Schola Cantorum, ma al contrario loro, che dimostrarono di essere stati retrocessi perché non avevano più i favori del pubblico, Michele Zarrillo trionfa senza rivali in categoria. Tornano anche Claudio Patti, i Chiari e Forti e Paola Turci, in gara anche l’anno precedente.

turci

La gara vede anche un adolescente, poco più che un bambino. Enrico Cifiello, che poi legherà il suo nome al Jazz Underground, ha solo 13 anni. È probabile che la sua presenza sia da accomunare all’Eurofestival del 1986, che vede trionfare la tredicenne Sandra Kim, sdoganando il concetto di pubertoso canterino, ma per fortuna non si è corso il rischio potesse vincere dato che la canzone faceva cagare. Per la conduzione, ancora una volta si è pensato a Pippo Baudo, alla sua quarta conduzione, ma sempre più padrone di casa. Sul palcoscenico è solo, senza vallette o co-conduttori e porta a Sanremo il suo stile di conduzione. Si rifà soprattutto al successo di Fantastico, chiacchierando con tutti i cantanti prima che si esibiscano. A coadiuvarlo del difficile compito della gestione delle due facce della manifestazione, anche se non dall’Ariston, è Carlo Massarini, conduttore radiofonico e televisivo esperto nella musica internazionale, che ha il compito di introdurre, presentare e intervistare gli ospiti che si esibiscono al PalaRock. Sarà presente sul palco dell’Ariston solo durante il dibattito che ha luogo il venerdì sera, per poi tornare al PalaRock appena terminato.

trio

La finale parte con dei vincitori annunciati, anche se già durante la serata si mette in dubbio possano davvero trionfare. Lo svolgimento della finale prevede l’esibizione di Michele Zarrillo, vincitore tra le Nuove Proposte, nella prima parte della serata, per poi cedere il passo ai cantanti della categoria principale, che da questa edizione cambia denominazione, diventando “Big Italiani”, perdendo la parvenza internazionale. Unici ospiti della serata finale sono Whitney Houston ed Alla Pugacheva, star russa sconosciuta in Italia.

houston

A trionfare sarà l’esperimento, che sembra destinato ad avere un lungo seguito, del trio Ruggeri-Tozzi-Morandi, con oltre 5 milioni e mezzo di voti.
Secondo, a sorpresa, invece sarà Toto Cutugno, anche lui con oltre 5 milioni di voti, mentre Al Bano e Romina Power si ritrovano terzi dopo aver visto le loro quotazioni salire decisamente durante tutta la giornata di sabato. Proprio questo porta Al Bano a restare amareggiato per la mancata affermazione.
La felicità della vittoria è smorzata dall’annuncio della morte di Claudio Villa con cui Gianni Morandi ha più volte diviso il palcoscenico nelle varie canzonissime o cantagiri durante gli anni sessanta.

Come già detto, in occasione del Festival di Sanremo, ma a seguito della nascita di una serie di progetti, nasce un inedito trio che sembra destinato a grandi collaborazioni. Tre cantanti con caratteristiche vocali, stilistiche e autorali completamente differenti, che può rappresentare una marcia in più per la discografia italiana. L’idea nasce condivisa dopo un’occasione durante la quale si sono ritrovati ad esibirsi nella stessa manifestazione. I tre protagonisti del progetto però sono d’accordo col mantenere le carriere separate, unendole di tanto in tanto per tour e relativo album live, oltre che per collaborazioni come quella che presentano sul palco.

al-bano-romina-power

Purtroppo però il progetto è destinato a non vedere la luce a causa delle pressioni da parte delle case discografiche che non puntano più sui tre artisti individualmente, seppure i tre hanno progetti separati da portare a termine, e tutto viene presentato, pubblicizzato, lanciato in trio. Questa ingerenza da parte del mercato fa perdere ai tre l’entusiasmo e il progetto naufraga lasciandoli però molto legati. Il loro legame è fortissimo fuori dal mondo discografico anche grazie alla comune passione per il calcio. Questa passione li vede protagonisti non solo nella musica, ma anche sui campi grazie alla loro presenza fissa nella nazionale cantanti, con la quale giocano numerose partite di beneficenza.

Nelle nuove proposte italiane invece non ci sono rivali per Michele Zarrillo, che si mostra da subito una spanna sopra tutti gli altri finalisti. La serata delle nuove proposte era prevista per il venerdì, ma esigenze di spettacolo hanno avuto la meglio su quelle che vedeva i cantanti della categoria messi al centro della kermesse. Infatti invece di esibirsi durante la serata, vengono mandati sul palco a mezzanotte inoltrata, dopo oltre 2 ore di dibattito sul Festival. Il podio delle nuove proposte vede Michele Zarrillo trionfare sui suoi concorrenti, Miki Murru sul secondo gradino e i Future terzi. Proprio loro saranno destinati a vincere l’anno seguente, come fu per Lena Biolcati, terza nel 1985 e prima nel 1986. Ma tra i finalisti c’è una già elegante e raffinata interprete e autrice che risponde al nome di Mariella Nava.

michele-zarrillo

Per quanto riguarda invece il premio dato dalla stampa specializzata e dalla critica, a trionfare è nuovamente Enrico Ruggeri, autore della canzone portata al Festival da FIORELLA MANNOIA, la quale si conferma interprete apprezzatissima e di spessore, soprattutto capace di fare ottime scelte autorali. QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO è destinata ad essere una delle canzoni simbolo del suo repertorio, e una delle più note tra quelle che hanno partecipato al Festival di Sanremo. Con la vittoria del premio della critica, per Fiorella Mannoia cadono le ultime barriere alla conquista di coloro che ancora non erano stati rapiti dalle sue qualità e, per Enrico Ruggeri, è la conferma definitiva del fatto che è tra gli autori più apprezzati in Italia.

fiorella-mannoia

Nella sezione Nuove Proposte a vincere il premio della critica è, per la prima volta, PAOLA TURCI, con una canzone scritta da Mario Castenuovo che, proprio come autore, otterrà successi decisamente maggiori che come interprete. Per Paola Turci è un modo per non mettere da parte il suo grande talento come interprete, pensiero che alla sua casa discografica era venuto in mente dopo la seconda bocciatura consecutiva a Sanremo e dopo il successo che ancora non era arrivato. Ma questo sarà solo il primo passo verso una carriera ricca, soprattutto di riconoscimenti da parte della critica.

Durante la settimana prima del Festival di Sanremo, si tiene la prima edizione del Sanremo Rock che per in un certo senso resta legata al Festival di Sanremo, almeno in questa prima edizione, dato che durante la prima serata del Festival, in collegamento dal PalaRock, dove si è tenuta la manifestazione, vengono premiati i vincitori della manifestazione parallela, da una giovane ed emozionata Lorella Cuccarini, protagonista di Fantastico, ma ancora poco abituata ai grandi eventi. Ad essere premiati saranno i DENOVO, che vedremo a Sanremo l’anno dopo, gli AVION TRAVEL che addirittura lo vinceranno nel 2000 e vinceranno 2 premi della critica su 2 partecipazioni, e i WALHALLA, che a dispetto del nome non sono metallari, ma si dedicano a ballate rock.

Il Festival del ventennale della morte di Luigi Tenco, è macchiato da un’altra morte che segna la storia della manifestazione e porta il lutto in tutta la musica italiana. Mercoledì 4 febbraio, data d’inizio del Festival, Claudio Villa è stato ricoverato d’urgenza e Pippo Baudo lo saluta in apertura della manifestazione. Ma le condizioni del grande cantante romano, uno dei pilastri della musica italiana (per quanto a me non piaccia), si aggravano tanto da fargli dichiarare prima di morire “non vivo così, morire è meglio”. Muore nel pomeriggio del sabato, ma a Sanremo la notizia arriva quando lo spettacolo è inoltrato, perché effettivamente ci sono tante di quelle cose da seguire e l’assenza di internet non è che rendesse le notizie così veloci.

Alle 23 circa Pippo Baudo interrompe la gara per qualche minuto dicendo:

“PURTROPPO DEBBO DARE UNA BRUTTA NOTIZIA. E MI SEMBRA DOVEROSO INTERROMPERE PER UN MOMENTO QUESTO SPETTACOLO CHE E’ FATTO DI FESTA, DI GIOIA E DI CANZONI, PER RIVOLGERE L’ULTIMO APPLAUSO A CLAUDIO VILLA”.

In effetti Claudio Villa è stato tra i maggiori protagonisti del Festival. Ha partecipato 13 volte alla gara, vincendo ben 4 volte e arrivando 3 volte secondo, ma è stato soprattutto protagonista delle polemiche che maggiormente hanno segnato il corso della manifestazione fino a quel momento, come ad esempio quella relativa alle giurie nel 1982 che ha rischiato di far chiudere il Festival per sempre.

geldof
Bob Geldof

Il parterre degli ospiti della XXXVII edizione del Festival di Sanremo è ricco e di sicura presa sul pubblico. Tra gli ospiti si susseguono vere star del rock, del blues e del soul, ma anche del Pop internazionale che proprio in questi anni si afferma come genere principe. Gli ospiti si esibiranno dal PalaRock per evitare quanto avvenuto durante il 1985, con un Baudo che si mostra eccessivamente prostrato verso gli ospiti internazionali, dando troppo risalto agli ospiti, piuttosto che ai cantanti italiani presenti e alla gara stessa.

kensit
PATSY KENSIT DEGLI EIGHTH WONDER E L’INCIDENTE DELLA SPALLINA

Tra i protagonisti di questa manifestazione musicale nella gara di Sanremo troviamo BOB GELDOF, il bellissimo COREY HART, i CURIOSITY KILLED THE CAT, i CUTTING CREW, gli EIGHTH WONDER, la cui cantante PATSY KENSIT è protagonista di uno spiacevole incidente che resterà nella storia del festival: una delle bretelline dell’abito della cantante si rompe mostrando il suo seno per pochi attimi prima che lei riesca a tirare su l’abito, WHITNEY HOUSTON. WHITNEY HOUSTON, unico ospite a cui è stato chiesto il bis nella storia del Festival fino a quel momento (a cui si unirà solo Mirelle Mathieu nel 1996), figlia dalla leader delle Sweet Inspiration e nipote di Dionne Warwick con la musica nel sangue, i LEVEL 42, NICK KAMEN, prodotto da Madonna che raggiunge un grande successo anche grazie alla sua avvenenza, cominciando la sua carriera come modello (celebre è lo spot levi’s che lo vede protagonista), PAUL SIMON, i PET SHOP BOYS, ALLA PUGACHEVA star indiscussa in Russia, ha presentato il Tour “Sanremo a Mosca” con Milva l’anno precedente, i SIMPLY RED, presentati come esponenti della musica negroide da Massarini, gli SMITHS, gli SPANDAU BALLET, gli STYLE COUNCIL, le BANGLES, la TOM ROBINSON BAND, gli ERASURE e gli Europe.

kamen
NICK KAMEN

Nel 1987 prende vita un’idea di Pippo Baudo che sarà destinata poi a diventare appuntamento fisso per il Festival. Durante la terza serata ha luogo un dibattito televisivo (prima bozza del Dopofestival che nascerà ufficialmente nel 1992, quando Baudo tornerà a Sanremo). Durante il dibattito molti sono i giornalisti e gli ospiti che prendono la parola come Loredana Bertè, RenatoZero, Mino Reitano, Dario Argento e Gianni Minà. Tra gli opinionisti era prevista la presenza di Adriano Celentano che avrebbe voluto interpretare una canzone contro il nucleare, ma gli viene impedito di esibirsi fuori concorso, secondo regolamento. È esclusa anche la presenza di Beppe Grillo, che la Publispei ha preferito non ingaggiare più all’ultimo momento. A destare maggiore brusio è la gravidanza di Romina Power, che le impedisce di partecipare alle prove e che sveglia la polemica da parte di Loredana Bertè, la quale richiama la sua esibizione dell’anno precedente e dice “e vera la pancia non piace, e finta non piace: decidetevi!”

In sala sono presenti quasi tutti i cantanti in gara, con un attivo Toto Cutugno che interviene spesso, svegliando l’interesse del dibattito chiedendo anche la possibilità di una doppia esecuzione con artisti stranieri che possono esportare la nostra musica all’estero. Gli viene risposto che è un’utopia, ma questa sua idea sarà presa in considerazione e realizzata soltanto tre anni dopo.

pravo
Patty Pravo

Ma l’argomento che maggiormente ha tenuto banco è il plagio che riguarda PIGRAMENTE SIGNORA. La canzone che presenta Patty Pravo risulta essere sostanzialmente identica a “To The Morning” di Don Fogelberg. Patty Pravo non conosceva il brano in questione e una volta ascoltatolo ha un mancamento che la porta a perdere momentaneamente conoscenza e a disertare il dibattito.

Tanti gli argomenti e i cantanti in gara. Andiamo a conoscerli.

AL BANO & ROMINA POWER tornano a Sanremo dopo aver trionfato nel 1984 e intorno alla loro esibizione infuriano le polemiche. Romina è in avanzato stato di gravidanza e questo la porta a dover saltare le prove in più occasioni, ma gli amanti del gossip pensano più a criticare la sua scelta di cantare in quello stato, tanto da scatenare le ire di Loredana Bertè durante il dibattito televisivo del venerdì. la loro NOSTALGIA CANAGLIA arriverà terza.

LUCA BARBAROSSA torna a Sanremo con uno dei brani che segnerà la sua carriera, dandogli definitivamente il consenso della critica e confermando il suo successo anche tra il pubblico.

LENA BIOLCATI ha per due volte partecipato a Sanremo tra le nuove proposte, e per due volte ha raggiunto il podio. Nel 1987 partecipa tra i big grazie alla vittoria nella sezione secondaria dell’anno prima. Riesce a partecipare, cosa non permessa a Cinzia Corrado nel 1986, grazie al fatto che abbia nel suo curriculum la vittoria in un concorso internazionale e soprattutto perché, se pur non sfondando, ha ottenuto decisamente più successo rispetto alla sua collega.

NINO BUONOCORE è sulle scene nazionali dal 1980 anche se il successo l’ha conosciuto solo grazie al cambio di direzione nel suo stile autorale. Già nel 1983 tentò la strada del Festival, essendo però eliminato durante la prima serata. Dal 1983 ha inanellato una serie di successi, anche se non esorbitanti, che gli hanno permesso di consolidare il suo ruolo sulla scena musicale italiana.

SERGIO CAPUTO fa il suo esordio sulla scena musicale nel 1978 ma la musica ha ancora un ruolo secondario nella sua vita. La sua cifra stilistica, che unisce sonorità swing anni cinquanta e mambo ad una scrittura ironica e dissacrante, lo portano ad un successo costante e stabile e decide così di dedicarsi principalmente alla musica, cominciando anche a partecipare a manifestazioni nazionali come ad esempio il Festival di Sanremo.

Dopo l’esibizione perfetta del 1986, ROSSANA CASALE torna a Sanremo con un altro brano raffinato e distante dai brani populisti a cui Sanremo ha abituato il suo pubblico durante gli anni ottanta. Nonostante il Totip non sia a suo favore, la jazzista ha già una base di fan che le assicura un successo importante almeno per qualche anno.

Il periodo d’oro di MARIO CASTELNUOVO procede anche se il cantante decide di dedicarsi con maggiore attenzione al ruolo di autore, che l’ha visto premiato dalla critica grazie al brano scritto per il Festival in corso, interpretato da Paola Turci. Questa sarà per lui l’ultima partecipazione ad un concorso musicale in qualità di interprete, attività che smetterà di svolgere nel 1987 stesso.

L’astro di CHRISTIAN comincia a perdere luminosità e il pubblico non gli dà le stesse soddisfazioni che gli dava fino a qualche anno prima. Anche i giocatori del Totip non votano per lui che effettivamente è rimasto fermo ad uno stile musicale senza mai evolversi per anni.

TOTO CUTUGNO torna a Sanremo portando avanti il suo stile, che tante soddisfazioni gli ha dato sul mercato e nell’ambito dei concorsi musicali. Con “Figli” riesce a raggiungere ancora una volta la seconda posizione in classifica, ottenendo più di 5 milioni di voti.

EDUARDO DE CRESCENZO torna a Sanremo per la terza volta e per la prima volta invece partecipa con un brano scritto da lui. Le sue capacità interpretative vengono maggiormente apprezzate grazie al trasporto con cui interpreta le sue parole, anche se i voti lo vedono ancora una volta a metà classifica.

PEPPINO DI CAPRI torna a Sanremo per la settima volta e si fa particolarmente apprezzare con un brano delicato e romantico, che rientra nel suo repertorio pur senza aggiungere nulla alla sua storia d’artista.

TONY ESPOSITO si fa strada nella musica italiana come session man e percussionista, accompagnando alcuni dei più grandi artisti italiani già dalla fine degli anni sessanta. Nel corso dei settanta si avvicina al jazz, e conquista il successo vero nei primi anni ottanta, grazie ad una svolta pop che però non gli fa perdere l’interesse per le percussioni.

flavia-fortunato

FLAVIA FORTUNATO (nella foto sopra) è ancora una volta sul palco dell’Ariston, anche se in molti la vedono come raccomandata, dato che è strano vederla tra i big nonostante in pratica il suo successo come cantante non sia mai arrivato. Però se la si considera come personaggio televisivo, è più comprensibile la sua presenza, così come quella di Francesco Nuti l’anno dopo o di Gigi Sabani e Marisa Laurito nel 1989, ma anche quella di Renzo Arbore nel 1986.

Le due ultime partecipazioni sanremesi di DORI GHEZZI l’hanno vista salire sul podio, e se nel 1983 fosse stata ufficializzata la separazione netta tra le due gare, la vincitrice del festival sarebbe stata lei. Torna dunque a Sanremo forte del successo, anche se questa volta senza la presenza ingombrante di suo marito.

A distanza di 14 anni dalla sua ultima apparizione sanremese, e dopo un lungo periodo di silenzio, torna FAUSTO LEALI, grazie soprattutto alla ribalta offertagli il duetto con Mina registrato nel 1986. Il suo ritorno lo vede trionfare sui suoi timori e sullo spettro del passato, rappresentando per lui una rinascita artistica e una seconda fase anche di maggiore successo rispetto alla prima.

Il 1987 è per MANGO l’anno della conferma definitiva. Dopo essersi fatto nuovamente apprezzare a Sanremo, si appresta a lanciare quello che sarà il suo brano più rappresentativo e che segnerà l’estate del 1987 e la sua carriera: Bella d’estate.

FIORELLA MANNOIA è ormai un’interprete affermata e apprezzata tanto dal pubblico quanto dalla critica. Uno dei suoi punti di forza è la capacità di scegliere i brani da interpretare e soprattutto gli autori. Infatti grazie alla scelta giusta le viene attribuito il premio della critica, per la prima volta.

Dopo la bellissima prova d’interprete data l’anno prima, MARCELLA torna a Sanremo con un altro brano scritto da suo fratello, confermando il suo rinnovato stile da interprete elegante e raffinata che assume una maturità sempre crescente. Gran bella prova.

GIANNI MORANDI, UMBERTO TOZZI ed ENRICO RUGGERI partecipano a Sanremo unendo i loro stili differenti creando una bella novità per il panorama italiano, che però fiutando il successo rovina l’intenzione mandando tutto all’aria. La vittoria sanremese è una conferma per tutti i componenti dell’inedito trio. Morandi vede confermato il suo rinnovato successo, Tozzi alla sua prima esperienza sanremese vede una conferma al suo ruolo d’autore, mentre Ruggeri a quella di interprete, nonostante per lui arrivi anche il premio della critica come autore.

A distanza di 15 anni dalla sua ultima partecipazione sanremese (le ultime due le valsero un primo e un terzo posto), e dopo una militanza nella musica colta italiana, NADA torna a Sanremo con un brano dal ritmo bolero e un testo non di facile presa, ma regalando un capolavoro al panorama musicale degli anni ottanta. Sempre grandissima interprete.

LE ORME sono solo quello che rimane della formazione rock progressive che durante gli anni settanta hanno dato lustro al genere in Italia. Per fortuna anche i membri del gruppo si accorgono di essere solo i fantasmi di quello che erano e si sciolgono definitivamente dopo qualche anno. Sono gli unici artisti sotto contratto con la Baby Records in gara, anche se lo fanno a titolo personale, distaccandosi dalla casa discografica per l’occasione.

PATTY PRAVO torna a Sanremo con un bellissimo brano, elegante e raffinato, che viene accusato di plagio e che porta la cantante ad uno svenimento a causa della forte emozione.

ricchi-e-poveri

Dopo la vittoria del 1985, i RICCHI E POVERI tornano a Sanremo confermando il nuovo stile ballereccio, leggero e di facile appiglio, confermando così anche il successo che dal 1981 li ha travolti portandoli ad affermarsi in tutto il mondo. Maledetti anni ottanta.

scialpi

Per SCIALPI Sanremo rappresenta un modo per ampliare il suo pubblico, mostrando anche il suo lato elegante e romantico. Purtroppo il pubblico non apprezza e comincia via via a perdere anche il suo seguito di ragazzine urlanti, grazie al fatto che di bellocci che cantano se ne producono ormai tantissimi nell’era dell’immagine.

Alla gara dei Big, si contrappone anche quella delle Nuove Proposte che vede 16 protagonisti.

Prima di cercare la strada nella musica, BERGER si diploma al conservatorio e si laurea in scienze politiche. Solo in seguito decide di tentare la strada della musica leggera, come cantante. Ma la programmazione delle esibizioni a notte inoltrata non giova alla sua carriera musicale che si limiterà a vederlo come produttore di artisti folk.

ALESSANDRO BONO comincia a farsi conoscere nel 1983 e già nel 1984 avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo con “Terra Promessa”, che però viene affidata ad un altro debuttante, selezionato dall’allora patron Giannni Ravera. Si tratta di un rinvio per Alessandro che arriverà comunque a Sanremo, con un brano che porta la sua firma, che non lo vede arrivare in finale ma che gli regalerà un’iniziale notorietà.

I cugini Giacomo Cocola e Ottavio Angelillo ci riprovano, e dopo un anno durante il quale i CHIARI E FORTI non hanno riscosso successo sul mercato, ma sono stati tra i protagonisti delle riviste teen, tornano a Sanremo, questa volta non raggiungendo nemmeno la finale.

Con i suoi 13 anni e 75 giorni è il cantante più giovane ad aver preso parte al Festival di Sanremo fino all’edizione del 2003 quando poi il Festival si è fatto prestare i cantanti dallo Zecchino d’oro vedendo in gara una dodicenne. FRANCESCO CIFIELLO comincia da giovanissimo a cantare nelle balere e nei locali rock. Dopo Sanremo si avvicina al jazz e adesso è parte integrante della scena underground jazzistica.

CHARLEY DEANESI comincia ad avvicinarsi alla musica nel 1970, a 9 anni, come chitarrista, attività che lo porta a collaborare anche con artisti internazionali come i Simple Minds o Alberto Radius. Sanremo non gli porta fortuna anche a causa del fatto che si è esibito ad un orario improponibile. Adesso vive nel sud del pacifico. Beatallui.

Antonella Gaudenziano, Pietro Paolo Di Filippo, Gian Luca Tilesi e i fratelli MASSIMILIANO e davide Spurio sono i FUTURE. Insieme dal 1985, dopo una bella gavetta per alcuni, come lo studio con De Piscopo, le feste dell’Unità e i piano bar, si fanno apprezzare a Castrocaro nel 1986 e sono a Sanremo nel 1987 dove arrivano terzi tra le nuove proposte.

UMBERTO MARZOTTO decide di percorrere una strada meno facile rispetto a quella a cui è destinato per nascita e dal 1979 si dedica alla musica. Grazie alla conoscenza e all’incoraggiamento di Vasco Rossi e Fabrizio de Andrè, comincia a credere nelle sue potenzialità e approda a Sanremo, dove però non raggiunge la finale con una canzone che a me fa davvero venir voglia di linciarlo. Il suo allontanamento dalla famiglia, tra le più importanti d’Italia, lo vede pian piano cadere in un baratro da cui non uscirà più, tanto da essere diseredato da suo padre per via degli atteggiamenti che danneggiano il buon nome della famiglia e da essere arrestato i flagranza di reato mentre acquista un elevatissimo quantitativo di droga, utile anche allo spaccio, solo l’anno dopo.

Notato da uno dei Pooh, come anche Lena Biolcati, MIKI riesce a farsi notare nel 1986 e approda con successo al Festival di Sanremo, ma la sua fama non esplode.

ANDREA MIRÓ comincia da subito a masticare musica e nel 1982, a 15 anni, è violinista nell’Orchestra del Conservatorio di Asti, in cui si diploma. Ha 20 anni da compiere quando arriva a Sanremo, grazie alla bella vittoria a Castrocaro nel 1986, e si ferma ad un passo dal podio.

MARIELLA NAVA si è già spianata la strada cominciando come autrice e scrivendo ormai da 6 anni anche per nomi importanti come Gianni Morandi. Nel 1987 approda a Sanremo e riesce a raggiungere la finale nonostante sia una cantautrice troppo impegnata per il pubblico giovane sanremese.

RICKY PALAZZOLO ad appena vent’anni ha una lunga gavetta alle spalle, avendo suonato in tutti i locali di Roma e avendo interpretato fotoromanzi (quanti bellocci che si prestano alla musica, ma i produttori dell’epoca lo sapevano che bello non voleva anche dire cantante?) e riesce ad arrivare a Sanremo, facendo una bella figura a Castrocaro che ormai rappresentava la vera fucina di talenti. Tanto valeva usare quel concorso come vetrina per i giovani e Sanremo solo per i big. Sarà nuovamente a Sanremo, tra i Ragazzi di via Meda, ma in realtà intraprende una strada differente, come produttore discografico, ottenendo numerosi successi grazie a Simone Cristicchi e Niccolò Fabi su tutti.

Dopo una gavetta attraverso i canali televisivi commerciali CLAUDIO PATTI torna a Sanremo e rimedia al brutto piazzamento del 1985 riuscendo questa volta a raggiungere la finale.

PAOLO SCHERIANI si fa conoscere giovanissimo ad alcune manifestazioni canore nazionali, arrivando a Sanremo nel 1987 e facendosi apprezzare dalla critica e dalla stampa specializzata. Pur se in circuiti regionali, è ancora in attività, più come mimo che come cantante.

teo

TEO ha alle spalle una tournée con Ivan Cattaneo (beato Cattaneo) e alcuni 45 giri quando arriva a Sanremo. Non riesce a raggiungere la finale anche a causa del ritornello insulso della sua canzone, e dopo il servizio militare (che interrompe per una breve licenza partecipando a Sanremo) si ricicla come attore di sceneggiati per poi diventando autore di fiction.

PAOLA TURCI torna a Sanremo dopo la non esaltante classifica festivaliera dell’anno precedente, ma il suo talento fa sì che i discografici credano ancora in lei che per tutta risposta, pur non riuscendo raggiungere la finale, si porta a casa il primo dei suoi tre premi della critica.

Dopo le esperienze del 1981 e del 1982, e il periodo dedicato a perfezionare il suo personaggio e il genere musicale, torna a Sanremo MICHELE ZARRILLO, retrocesso tra le nuove proposte nonostante sia già apprezzato dal pubblico. Ma questa “retrocessione” gli ha permesso di essere vincitore della categoria per supremazia dichiarata sugli altri, naturalmente secondo il pubblico dell’epoca.

Tanti gli argomenti, tante le voci protagoniste. Allo stesso modo tante le curiosità.

ANEDDOTI E CURIOSITÀ

La presenza di una quarta serata al mercoledì, e non alla domenica, come altre volte si era sperimentato, porta ad un maggior numero di giocate, portando un incremento dei voti del 33%.

I big in gara sono selezionati da una commissione composta da Pupi Avati, Stelvio Cipriani e dal presidente dell’ente organizzatore, Carlo Bixio.

A meno di un mese dal Festival, Pippo Baudo entra in forte contrasto con il Presidente della Rai, Enrico Manca. Il dirigente lo accusa di fare programmi “Nazional-Popolari”, utilizzando il termine in senso dispregiativo, contrapponendolo a quelli di qualità e culturali. Baudo risponde dichiarando che avrebbe cominciato dunque ad ideare programmi regionali e impopolari, senza fare riferimento al grandissimo successo ottenuto da Fantastico, terminato il 6 gennaio. Questo scontro porterà Baudo a firmare per la Fininvest pochi mesi dopo.

Beppe Grillo avrebbe dovuto prendere parte al Festival di Sanremo come presenza sul paolo, ma a causa di una battuta sui Socialisti, la RAI interdice la sua presenza, ma demandando la decisione all’organizzazione della Publispei. Nonostante assenza di veti, si deciderà per evitare la sua presenza all’Ariston.

Per la prima volta la scenografia è affidata a Gaetano Castelli, che ne realizza una semplice e asettica, arricchita però da laser ed effetti luminosi.

Tanti Auguri, interpretata da Marcella, è scritta da Gino Paoli, che non può firmarla perché sotto contratto con un’altra etichetta.

Gli ospiti si esibiscono in playback al PalaRock, davanti ad una platea scarna. Il biglietto costa 3o mila lire, per uno spettacolo di 33 minuti, e in pochi sono disposti a pagare.

Gli intermezzi comici al Festival, sono affidati a Zuzzurro e Gaspare.

Pigramente Signora contiene nel testo la parola Clonazione. Sembra un amaro gioco del destino, dato che proprio questo brano sarà accusato di Plagio.

bangles
Bangles

Il dibattito su Sanremo vede la partecipazione di Loredana Bertè, Renato Zero, Mino Reitano, Dario Argento, Gianni Minà, Giucas Casella, Ramona Dell’Abate, Czaba Della Zorba (modella vincitrice del titolo Ragazza In 1986) e i corrispondenti dei quotidiani. Mentre sono esclusi gli inviati dei settimanali, dei giornali sportivi e di quelli partitici. Anche Adriano Celentano viene invitato al dibattito, anche per presentare il brano “La luce del sole”, ma l’AFI si oppone ricordando la clausola che vieta esibizioni fuori gara a cantanti italiani.

La RAI decide di non diffondere la notizia della morte di Claudio Villa durante il TeleGiornale delle 20.30, per non dare un senso negativo all’intera manifestazione. A Sanremo, come a casa, la notizia non è diffusa fin quando non arriva a Baudo quando la manifestazione è ormai nel pieno del suo corso. Pippo decide di interrompere momentaneamente la gara per ricordare uno dei più grandi protagonisti della scena musicale nazionale.

La serata finale vede una lunga sfilza di nomi salire sul palco come accompagnatori. Traoviamo così Lino Banfi, Gelindo Bordin, Eleonora Brigliadori, Jerry Calà, Mara Venier, Maria Canins, Barbara de Rossi, Dalila di Lazzaro, Edwige Fenech, Giuliano Gemma, Gigi e Andrea, Monica Guerritore, Antonellina Interlenghi, Gabriele Lavia, Stefano Mei, Sandra Milo, Federica Moro, Francesco Moser, Andrea Occhipinti, Gigi Proietti, Sara Simeoni, Marina Suma e Paolo Villaggio.

Tutti i finalisti delle Nuove Proposte si esibiscono durante la serata finale.

Dopo la vittoria Gianni Morandi dichiara: “Nono riesco ad essere contento fino in fondo, perché cinque minuti prima di venire a cantare ci è arrivata la notizia che mi ha sconvolto. Claudio Villa era parte delle mia vita, ho diviso vent’anni di lavoro con lui.”

Dopo la premiazione la conferenza stampa dei vincitori dall’Ariston viene boicottata dalla RAI. I vincitori della sezione big vengono portati al teatro del Casinò dove si registra lo speciale condotto da Maurizio Costanzo e per questo molti cronisti lasciano l’Ariston, lasciando Zarrillo conversare con i pochi rimasti.

La XXXII edizione dell’Eurovision Song Contest vede il record di nazioni partecipanti dato che in gara cene sono ben 22, e solo Malta, il Marocco e il Principato di Monaco saranno assenti tra le nazioni che hanno preso parte almeno una volta alla manifestazione. Questo vuol dire che l’Italia e la Grecia, ritiratesi l’anno precedente, tornano in gara. La manifestazione andrà in onda da Bruxelles dopo la vittoria del Belgio nel 1986 e avrebbe dovuto vedere il debutto dell’Unione Sovietica, che invece non farà mai parte del concorso, mentre le ex repubbliche sovietiche cominceranno a candidarsi nel 1993. A vincere sarà l’Irlanda con Johnny Logan, già vincitore alla sua precedente partecipazione all’Eurofestival. Per l’Italia il rappresentante torna ad essere il vincitore del Festival di Sanremo, e non succedeva dal 1969. Ma non sarà presente il trio, bensì il solo Umberto Tozzi, molto conosciuto all’estero, che chiede di essere accompagnato da Raf, debuttante di lusso dopo l’exploit di Self control e dopo aver firmato come autore la canzone che ha vinto il Festival. L’Europa li premia facendoli arrivare terzi.

L’edizione del 1987 è ricca di sorprese, conferme, emozioni e novità, anche se non sul piano del regolamento.
Ad essere premiati sono artisti che hanno avuto nella loro carriera il consenso del pubblico e della critica, prima per alcuni e dopo per altri.
La classifica non presenta sorprese eclatanti, ma rispecchia per la prima volta quello che sarà il reale andamento sul mercato.

eccola:
1 – Si può dare di più (Giancarlo Bigazzi, Umberto Tozzi, Giancarlo Bigazzi e Raffaele Riefoli) Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi -5.575.402 voti

2 – Figli (Toto Cutugno) Toto Cutugno -5.299.344 voti

3 – Nostalgia canaglia (Vito Pallavicini, Willy Molco, Albano Carrisi, Romina Power e Vito Mercurio) Al Bano e Romina Power -4.415.396 voti

4 – Io amo (Toto Cutugno, Franco Fasano e Fausto Leali) Fausto Leali -2.390.316 voti

5 – Il sognatore (Toto Cutugno e Depsa) Peppino di Capri 2.113.446 voti

6 – Tanti auguri (Gino Paoli e Gianni Bella) Marcella -1.833.606 voti

7 – Canzone d’amore (Toto Cutugno, G. Rampazzo e Dario Farina) Ricchi e Poveri -1.452.680 voti

8 – Quello che le donne non dicono (Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone) Fiorella Mannoia -1.082.624 voti

9 – Come dentro un film (Luca Barbarossa) Luca Barbarossa -916.812 voti

10 – Aria e musica (Silvio Amato e Franco Morgia) Christian -785.680 voti

11 – Vita mia (Stefano D’Orazio e Marco Tansini) Lena Biolcati -709.660 voti

12 – Destino (Guido Morra e Maurizio Fabrizio) Rossana Casale -680.548 voti

13 – Canto per te (Elio Palumbo, Antonello de Sanctis e Miro Banis) Flavia Fortunato -536.624 voti

14 – E non si finisce mai (Adelio Cogliati e Piero Cassano) Dori Ghezzi -435.910 voti

15 – L’odore del mare (Guido Morra, Eduardo De Crescenzo e Maurizio Fabrizio) Eduardo De Crescenzo -411.300 voti

16 – Bella età (Franco Migliacci, Giovanni Scialpi e R. Zanelli) Scialpi -411.204 voti

17 – Dimmi che cos’è (Aldo Tagliapietra) Le Orme -383.604 voti

18 – Dal cuore in poi (Alberto Salerno, Armando Mango e Giuseppe Mango) Mango -372.014 voti

19 – Sinué (Gianluigi Di Franco, Tony Esposito) Tony Esposito -345.802 voti

20 – Pigramente signora (Mauro Arnaboldi e Franca Evangelisti) Patty Pravo -300.072 voti

21 – Il Garibaldi innamorato (Sergio Caputo) Sergio Caputo -239.840 voti

22 – Madonna di Venere (Mario Castelnuovo) Mario Castelnuovo -225.316 voti

23 – Rosanna (Nino Buonocore) Nino Buonocore -188.224 voti

24 – Bolero (Gerry Manzoli) Nada -104.214 voti

Categoria nuove proposte

1 – La notte dei pensieri (Luigi Albertelli, Luigi Lopez e Michele Zarrillo) Michele Zarrillo -1.225 voti

2 – Straniero (Michele Porru e Marco Tansini) Miki -1.175 voti

3 – Briciole di pane (M. Festuccia) Future -1.161 voti

4 – Notte di Praga (A. Istrioni e Graziano Pegoraro) Andrea Mirò -1.086 voti

5 – Un bacio alla mia età (Silvio Testi, R. Zanelli e R. Musumarra) Enrico Cifiello -1.052 voti

6 – La forza della mente (Claudio Patti e Norina Piras) Claudio Patti -1.003 voti

7 – In volo nel futuro (Alberto Salerno e Renato Brioschi) Ricky Palazzolo -990 voti

8 – Fai piano (Maria Giuliana Nava) Mariella Nava -849 voti

Non finaliste

– Campi d’atterraggio (Rapetti e Angelillo) Chiari e Forti
– Conta chi canta (Umberto Marzotto) Umberto Marzotto
– L’esteta (P. Scheriani, Gianni Farè e P. Scheriani) Paolo Scheriani
– Ma che bella storia (Enzo Miceli, Gaetano Lorefice e Enzo Miceli) Teo
– Nel mio profondo fondo (Alessandro Pizzamiglio) Alessandro Bono
– Non cadere mai in ginocchio (Alberto Salerno e A. Bartolozzi) Berger
– Primo tango (Gaio Chiocchio, Mario Castelnuovo e Roberto Righini) Paola Turci
– Stringimi le mani (Roberto Ferri e C. Deanesi) Charley Deanesi

15 Comments

15 Comments on LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1987 – 37° EDIZIONE. QUATTRO SERATE. UN DOPOFESTIVAL ABBOZZATO. L’ULTIMO ADDIO AL REUCCIO

  1. Beppe
    Beppe
    3 gennaio 2017 at 19:25 (2 mesi ago)

    Con questo festival Baudo, pone le basi per i futuri successi negli anni ’90.

    Il cast all star di questa edizione portò ad ascolti davvero eccezionali.

  2. Sante Longo
    Sante Longo
    3 gennaio 2017 at 19:35 (2 mesi ago)

    77,5 % la finale, ma 68% di media per le 4 serate

  3. _MissFairy_
    _MissFairy_
    3 gennaio 2017 at 19:47 (2 mesi ago)

    ma perchè Zarillo ancora tra le nuove proposte?

  4. Sante Longo
    Sante Longo
    3 gennaio 2017 at 20:10 (2 mesi ago)

    Perché non era ancora un big vero. Il mercato non lo vedeva tra i primi posti e all’epoca i big erano veri big..

  5. Sante Longo
    Sante Longo
    3 gennaio 2017 at 20:11 (2 mesi ago)

    Ma meglio così.. in questo modo ha vinto il primo premio 🙂

  6. _MissFairy_
    _MissFairy_
    3 gennaio 2017 at 20:54 (2 mesi ago)

    momenti top

    Baudo che cazzia Patsy Kensit per via della spallina

    Whitney Houston che concede il bis

  7. lucio voreno
    3 gennaio 2017 at 21:28 (2 mesi ago)

    Benedetti anni ottanta: Cutugno vicino a insidiare la vittoria del trio.
    Raf coautore della canzone vincente di lì a poco pubblicherà Gente di mare.
    Mannoia con una delle sue canzoni iconiche.

  8. zeus
    zeus
    3 gennaio 2017 at 21:32 (2 mesi ago)

    Mia Top 10:

    1-Quello che le donne non dicono (Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone) Fiorella Mannoia
    2-Si può dare di più (Giancarlo Bigazzi, Umberto Tozzi, Giancarlo Bigazzi e Raffaele Riefoli) Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi
    3-Io amo (Toto Cutugno, Franco Fasano e Fausto Leali) Fausto Leali
    4-Il Garibaldi innamorato (Sergio Caputo) Sergio Caputo
    5-Nostalgia canaglia (Vito Pallavicini, Willy Molco, Albano Carrisi, Romina Power e Vito Mercurio) Al Bano e Romina Power
    6- Figli (Toto Cutugno) Toto Cutugno
    7-Dal cuore in poi (Alberto Salerno, Armando Mango e Giuseppe Mango) Mango
    8-Canzone d’amore (Toto Cutugno, G. Rampazzo e Dario Farina) Ricchi e Poveri
    9-Come dentro un film (Luca Barbarossa) Luca Barbarossa
    10- Vita mia (Stefano D’Orazio e Marco Tansini) Lena Biolcati

  9. FEDE
    FEDE
    3 gennaio 2017 at 22:47 (2 mesi ago)

    Ottimo lavoro come sempre Sante!
    Domanda.. Gli autori non volevano che Baudo salutasse Claudio Villa nella serata del mercoledì?

  10. Sante Longo
    Sante Longo
    3 gennaio 2017 at 23:12 (2 mesi ago)

    Non era previsto. Dato che si era attenti agli ascolti, non volevano si andasse fuori dallo schema.
    Ma dopo il saluto, non è certo stato ripreso dai vertici, anzi..

  11. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 0:15 (2 mesi ago)

    Io ho appena consegnato anche il 1988, con una delle canzoni più amate del festival.. sono cotto. La mia sveglia mi ha buttato giù dal letto alle 5..

  12. marii
    Marii
    4 gennaio 2017 at 1:21 (2 mesi ago)

    Che festival boom! Ecco il mio podio

    1) quello che le donne non dicono
    2) io amo
    3) si può dare di più / nostalgia canaglia

  13. aleimpe
    4 gennaio 2017 at 10:32 (2 mesi ago)

    Sante, In quel Sanremo c’erano anche come ospiti Lorella Cuccarini e Giorgio Falletti, lo sai ?

  14. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 15:17 (2 mesi ago)

    Lorella l’ho citata. Consegnava i premi per Sanremo rock la prima serata. Faletti era in finale.. portò la suora.. ero sicuro di averlo citato

  15. aleimpe
    4 gennaio 2017 at 23:36 (2 mesi ago)

    Sante, e la Cuccarini c’era anche l’ ultima sera del Sanremo 1987 in una esibizione, vero ?