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A cura di Sante Longo – Ormai il Festival di Sanremo ha assunto le dimensioni di una corazzata. Da alcuni anni è in costante crescita, sia sotto l’aspetto organizzativo che pensando all’evento televisivo. Non è certo da meno il peso che comincia ad avere sul mercato, che lo riporta ai fasti degli anni sessanta, con i brani sanremesi che primeggiano anche nelle classifiche di fine anno, cosa che attualmente risulterebbe un’eccezione straordinaria. Ma l’escalation che la manifestazione sta seguendo ha una virata esagerata nel 1989, passando da un grande evento al superfestival con le dimensioni di un vero Kolossal.

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Con il passaggio dalla PUBLISPEI alla OAI, il Festival cambia radicalmente forma e lo fa trasformandosi in un Kolossal senza precedenti. Le serate vengono portate dalle 4 delle ultime due edizioni a 5, aumentano anche le categorie in gara per dare spazio anche a coloro che non possono essere definiti “campioni” della musica italiana, ma nemmeno novità, che in questo modo possono portare il loro repertorio sul palco dell’Ariston. Quello che viene messo in piedi dal nuovo direttore artistico, Adriano Aragozzini (nella foto sopra), è un vero motore mediatico, che pur riservandosi di essere tutto incentrato sulla musica, strizza l’occhio al pubblico televisivo e soprattutto fa in modo che anche il target giovane si appassioni al Festival, grazie alla presenza in qualità di ospiti in primis, ma anche come cantanti in gara, di alcuni dei beniamini dei giovani e giovanissimi, accanto a nomi di sicuro appeal per i loro genitori e anche nonni.

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Ma non è tutto qui, perché la settimana sanremese è anticipata da un mese e mezzo di preparativi pubblici, da sfilate di carri fioriti, parte integrante del carnevale di Sanremo, con l’intento di invitare tutti ad assistere al Festival e dalla nascita di un concorso per selezionare i cantanti che andranno a gareggiare nella categoria Emergenti. Il cast del Festival di Sanremo del 1989 vede in gara tutta la musica italiana dell’epoca, dal demenziale al jazz raffinato, dal cantautore impegnato alla canzonetta furbetta e populista, comprendendo anche il rap fatto male e la stonatura senza rimedio. Ma è un cast che accontenta tutti senza lasciare nessun amaro in bocca.

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Tra i CAMPIONI mancano i Future, vincitori della categoria nuove proposte nell’anno precedente, che vengono scartati in quanto non abbastanza noti da poter gareggiare al fianco di Gino Paoli, Ornella Vanoni o Mia Martini. A giustificare la loro assenza, annunciata a seguito della loro vittoria, come ormai da tradizione, è anche il fatto che la categoria dei Big ha cambiato nome e con il nome anche i requisiti per poterne far parte. La categoria adesso si chiama “Campioni”, e quindi si intende campioni di vendite e di notorietà, e di sicuro loro non rispettano questi requisiti fondamentali.

Vediamo un duo inedito formato da Fausto Leali con Anna Oxa, lui tornato al successo da qualche anno, lei nei suoi tempi d’oro, che sbaragliano ogni concorrenza, gli habituè della competizione come Toto Cutugno, Al Bano e Romina, i Ricchi e Poveri, Fiordaliso, Peppino di Capri, ma anche debutti sanremesi interessanti ed eccellenti come quello di Renato Carosone ed Enzo Jannacci. Non mancano i ritorni come quello della Vanoni, di Gino Paoli e di Mia Martini.

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Ma a destare maggiore interesse per i giovani è l’arrivo di Jovanotti, stella della radio e della musica giovane, allegra e scanzonata, pupillo di Claudio Cecchetto e tra i protagonisti della DeeJay Television che porta su Italia uno le stella della Radio, facendole diventare personaggi televisivi, lanciando ad esempio Gerry Scotti, che a dispetto di quello che farà dopo pochi anni, sembra essere un vero idiota; poi c’è Francesco Salvi (nella foto sopra), campione di vendite durante l’anno precedente, ma noto soprattutto come personaggio televisivo, proprio come Marisa Laurito (nella foto sotto), attrice teatrale e conduttrice, impegnata in quel periodo anche con la conduzione di Domenica In, che la vede intrattenere anche fino a 8 milioni di spettatori, e come Gigi Sabani, imitatore e personaggio televisivo esploso alla fine degli anni settanta, che durante la serata finale eseguirà la sua canzone dando sfogo all’estro e alla fantasia.

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La categoria degli emergenti ha visto una dura lotta tra 36 interpreti, tra i quali ne sono stati scelti solo 8:
turciPAOLA TURCI, già presente a Sanremo per tre anni di fila e per due volte vincitrice del premio della critica;

STEFANO BORGIA, anche lui noto agli spettatori Sanremesi già dai primi anni ottanta;

ALEANDRO BALDI, sulla scena da qualche anno, tentata la carta del Festival qualche anno prima, ha continuato raccogliendo non poche soddisfazioni personali;

GEPY & GEPY, noti anche a livello internazionale, sulla scena da quasi 20 anni, ma in una fase calante della carriera;

MARINA ARCANGELI, voce della Schola Cantorum, gruppo con cui ha ottenuto grande successo negli anni settanta, è già stata a Sanremo 2 volte;

SANTAROSA, gruppo fondato da Alberto Feri, già a Sanremo come solista nel 1973 e come riserva e interprete della sigla nel 1975;

STEVE ROGERS BAND, gruppo di supporto di artisti di fana internazionale, come ad esempio Vasco Rossi. Si fanno notare nell’estate del 1988 con “Alzati la gonna”;

AIDA COOPER, nota come corista praticamente di tutte le più grandi interpreti femminili degli anni ottanta, tenta la carta da solista, con una canzone pessima.

La terza categoria è quella delle nuove proposte, quest’anno denominata NUOVI che vede il ritorno in gara di Mietta, Jo’ Chiarello, Franco Fasano, Stefano Ruffini e Stefania La Fauci, oltre ad alcuni debutti presso il grande pubblico, tra cui il più interessante è quello dei LADRI DI BICICLETTE.

La conduzione ha dato non pochi problemi. Fino a poco prima della messa in onda era quasi sicura la presenza di Renato Pozzetto, che invece avrebbe preteso un cachet troppo esoso, portando la produzione a cercare di rimpiazzarlo, ma dopo i rifiuti già incassati di Enrico Montesano e di Renzo Arbore, non era possibile chiamare qualcuno con un anticipo di sole due settimane. Così i 4 conduttori per caso, scelti per annunciare gli ospiti dal Palabarilla, vengono promossi sul palco principale, lasciando basiti un po’ tutti a causa delle loro gaffes senza freno.

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Si tratta di:

ROSITA CELENTANO, figlia di Adriano e Claudia Mori, in cerca di una sua strada, ha provato a fare l’attrice e adesso si diletta in tv. È la figlia meno volenterosa della coppia: almeno gli altri 2 fanno qualcosa. Giacomo canta, fa concerti nelle piazze, prova a sfondare da mille anni, Rosalinda è attrice e anche brava. Lei? La showgirl che non fa nulla.

GIANMARCO TOGNAZZI, figlio di Ugo Tognazzi, attore che sente forte le critiche che arrivano dalla stampa e risponde a tono: “se uno non è mai andato in barca a vela è ovvio che non sappia andare in barca a vela”. È comunque il più brillante tra i 4 figli d’arte. Simpatico il modo in cui esordisce, portando un punteruolo alla Dominguin, per rompere il ghiaccio.

PAOLA DOMINGUIN, figlia di Lucia Bosè e di Dominguin, nonchè sorella di Miguel Bosè. È una modella che cerca di farsi strada nello spettacolo, ma si rivela un vero disastro.

DANNY QUINN, protagonista dello sceneggiato I PROMESSI SPOSI, attore, figlio di Anthony Quinn, molto attivo soprattutto in Italia.

Con loro sul palco dovrebbe esserci anche Cristian De Sica a cui però stra stretto il ruolo di “figlio di..” e rinuncia, per poi sperare ogni anno di essere chiamato alla conduzione del Festival.

Il vuoto lasciato dai 4 “figli di” sul palco del Palabarilla viene riempito da KAY SANDVIK, già inviata come presentatrice degli ospiti, a cui viene affiancata Claire Ann Matz.

Le 5 serate del Festival sono davvero ricche di musica.

Durante la prima e la seconda serata, si ascoltano la metà delle canzoni in gara (per ognuna delle due serate):
12 campioni, poi tutti in finale; 4 esordienti, che verranno dimezzati; 8 nuovi che diventeranno 4; alcuni ospiti.

La terza serata invece vede i 24 campioni esibirsi con circa un minuto di canzone, oltre alla finale della categoria Emergenti, che vede trionfare Paola Turci.

Nel corso della quarta serata si esibiscono nuovamente i campioni con i ritornelli delle loro canzoni in gara, e si svolge la finale della categoria Nuovi.

Mentre la serata finale è appannaggio dei Campioni che si esibiscono ormai a votazione chiusa, in attesa del verdetto finale, che non sarà una sorpresa.

Nel corso della serata finale Beppe Grillo imperversa.

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A trionfare è l’inedito duo formato da FAUSTO LEALI e ANNA OXA, che viene sfruttato dalla RAI anche in occasione dell’Eurovision Song Contest.

La loro è stata una rincorsa verso la vittoria, eppure la meriterebbero sia perché rappresentano la qualità della musica leggera italiana, che perché hanno segnato il tempo. Dietro di loro il Populismo di Toto Cutugno, che all’epoca aveva molto successo, e il populismo buonista ecologista di Al Bano e Romina Power (secondo brano che racconta l’inquinamento, ma a confronto di “L’arca di Noè” questa sembra una prova di dilettanti).

Finalmente, dopo tre tentativi andati a vuoto, riesce ad affermarsi anche Paola Turci che sbaraglia la concorrenza. Inoltre, grazie al contributo di Amedeo Minghi, anche Mietta riesce ad affermarsi, dopo il passo falso del 1988. A votare per le categorie degli Emergenti e dei Nuovi, sarà una giuria composta da 1000 individui tra i 15 e i 40 anni.

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La critica premia Mietta, Paola Turci e Mia Martini

Il premio della critica vede premiate le migliori canzoni in gara scelte dalla stampa specializzata e dalla critica. La sezione Campioni vede vincere MIA MARTINI, al suo ritorno a Sanremo dopo l’ostracismo da parte degli addetti ai lavori nell’ambito musicale. La sua “ALMENO TU NELL’UNIVERSO” fu scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972, ma tenuta nel cassetto fino a questo momento. Per Mia Martini è un trionfo sotto ogni aspetto: riesce a riconquistare il mercato dopo 5 anni di silenzio, e soprattutto rientra nel cuore del suo pubblico, conquistandone di nuovo. Per la categoria Emergenti, a vincere è PAOLA TURCI, al suo terzo premio consecutivo, che finalmente la porta nel firmamento delle stelle della musica italiana. Tra le novità il premio della critica è andato a MIETTA.

Adriano Aragozzini è il nuovo patron del Festival di Sanremo, che organizza per l’occasione un Superfestival. Ripropone il “Corso Fiorino” e soprattutto dà vita ad una nuova gara musicale per scegliere i concorrenti della categoria emergenti, proprio come fu fatto nel 1956 per scegliere i cantanti in gara e come farà Baudo negli anni novanta. Gli Anni Ottanta per il Festival di Sanremo sono stati fondamentali. A decretarne il successo è soprattutto l’abbinamento al TOTIP, che porta tutto il pubblico a dare la loro preferenza e quindi a sentirsi parte integrante della gara. Decine di milioni di voti sono stati inviati decretando di volta in volta vincitori popolari che hanno visto bissare la vittoria sanremese con un successo sul mercato. Nel corso dei 6 anni durante i quali questa modalità di voto è stata utilizzata, molte sono state le polemiche e le ricerche di soluzioni. Nel 1989 inoltre i voti non sono stati dati in base ai gusti e alle canzoni preferite dal pubblico, ma in base a quello che ci si aspettava. In pratica non sono stati votati i brani più belli, ma quelli che ci si aspettava nei primi posti. Questo perché il premio associato alla classifica indovinata era davvero ambito. A causa di ciò sarà l’ultimo anno del Totip e dal 1990 si tornerà alle giurie demoscopiche.

Durante il Festival del 1989 c’è una grande novità dal punto di vista televisivo. Per la prima volta in 39 anni il Festival di Sanremo viene interrotto da spot Pubblicitari come succede per gli eventi della televisione commerciale. Inoltre, oltre a questa grossa novità, durante la quarta serata si è in pratica svolta una sorta di lungo promo del palinsesto della RAI per i mesi successivi. Aragozzini ha dichiarato candidamente che non avrebbe potuto fare altrimenti per via del poco tempo a disposizione.

Abbiamo citato già tre volte la gara che è stata istituita per selezionare gli 8 protagonisti della sezione emergenti. Nella prima metà di Gennaio del 1989 su RAI 1, comincia ad andare in onda una trasmissione televisiva che si prefigge di selezionare gli 8 concorrenti della categoria Emergenti tramite una gara tra 36 cantanti. Tra loro nomi noti e anche interpreti simbolo della musica italiana, allontanatisi dalla musica per un periodo e costretti a ricominciare, come ad esempio GILDA GIULIANI, che preferisce mettere temporaneamente da parte la musica, dopo il grande successo, i fasti dell’Olympia e i successi in Giappone.

Dopo una iniziale presentazione, con una serata a settimana, durante i giorni precedenti rispetto al Festival va in scena la selezione finale nel corso di tre serate.

Durante la prima serata i 12 cantanti in gara erano:

Marina Arcangeli, Aleandro Baldi, Steve Rogers Band (che saranno selezionati), Marina Barone, Daiano, Ubaldo Fassio, Michele Pecora (mai stati a Sanremo), Luca Sardella (proprio quel Luca Sardella), Antonio Buonomo, I Grimm, i Milk & Coffee (già stati in gara nel corso degli anni precedenti), e soprattutto GILDA GIULIANI, che nel 1973 si è rivelata grazie a “Serena” e nella sua carriera ha anche vinto il concorso internazionale di musica popolare di Tokyo.

Nella seconda serata sono in scena:

Santarosa, Stefano Borgia e Aida Cooper (che poi saranno selezionati), Luca Bonaffini, Luciano Bruno, Carlo Alberto Cherubini, Pino D’Angiò, Goran Kuzminac, Paola Rose, Alberto Solfrini, i Novecento (nessuno dei quali è mai stato in gara a Sanremo), e soprattutto i NUOVI ANGELI, che negli anni settanta hanno ottenuto record di vendita.

Nel corso della terza serata salgono sul palco:

Gepy & Gepy, Paola Turci (che poi saranno selezionati), Arion, i Bravo, Franco Calvia, i Cimarosa, Piero Cotto, Mirella Felli, Los Marineros, Pamela Paris, Mimmo Politanò, Luciano Rossi (nessuno dei quali è mai stato in gara a Sanremo).

Tra loro GILDA GIULIANI e I NUOVI ANGELI avrebbero meritato di far parte della categoria “Campioni” sia per la notorietà, che per le vendite che hanno collezionato, anche se alcuni anni prima.

Il cast scelto da Aragozzini è davvero ricco di stelle.
Alcuni importanti ritorni, campioni di vendita, nomi che fanno parte della memoria collettiva, mostri sacri, sia tra i cantanti in gara che tra gli ospiti, ma di loro parleremo più tardi.

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In gara troviamo GINO PAOLI e ORNELLA VANONI, che mancano da Sanremo dagli anni sessanta; torna anche MIA MARTINI, dopo l’ottima prova del 1982, e soprattutto dopo un silenzio forzato dovuto alle maldicenze sul suo conto.

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Tra le stelle in gara troviamo Anna Oxa, Fausto Leali, Jovanotti (nella foto sotto), Renato Carosone, Enzo Jannacci (nella foto a sinistra), Eduardo De Crescenzo. Insieme ai popolarissimi Toto Cutugno, Riccardo Foglia, Albano e Romina Power, Fiordaliso, i Ricchi e Poveri, a cui aggiungiamo star televisive come Gigi Sabani, Francesco Salvi e Marisa Laurito. Tra i ritorni sul palco di Sanremo troviamo ORNELLA VANONI, che mancava da 19 anni ma che non ha smesso mai di collezionare successi per tutti gli anni settanta e ottanta. Torna a Sanremo con una canzone scritta per lei da GINO PAOLI, anche lui di ritorno all’Ariston, dopo 23 anni e dopo un silenzio durato una decina d’anni per tornare nella metà degli anni ottanta.

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Dopo la partecipazione sanremese nasce una nuova collaborazione che porta i due artisti a lavorare insieme per la nascita di un album e un tour dal titolo INSIEME, che li vede fondere le loro carriere in un meraviglioso mash up.

Il 1989 segna per Sanremo il vero cambio verso il futuro, ma non necessariamente in meglio.

La presenza di personaggi televisivi e di cantanti in cerca di rilancio (che in questa edizione saranno tra i migliori, ma che in futuro falseranno la gara) porta ad una snaturazione della manifestazione, ma per quanto riguarda questa edizione è indubbio che sia la migliore dal punto di vista musicale, di cast e di ospiti di tutta la storia del Festival.

Come già l’anno precedente come sigla del Festival è stata scelta un’altra canzone simbolo al suo trentesimo anniversario, e ancora una volta si tratta di una canzone di Domenico Modugno.

Mentre l’anno precedente è stata reinterpretata da Luciano Pavarotti, in questo caso si tratta della versione originale del brano.

L’intermezzo comico propriamente detto è affidato per la seconda volta al trio composto da Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez. L’ambiente cattolico grida allo scandalo a causa di uno sketch che vede la presenza di “San Remo”. Lo sketch non era inedito ed era anche stato salutato con favore dalla stampa cattolica che diceva “CI HA SALVATI IL TRIO”, per poi correggersi il giorno dopo intimando “Scherzate con i fanti..”, ma in questo modo le canzoni sono state messe in secondo piano rispetto a questa polemica.

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Dopo il festival del 1978 e la capatina brevissima del 1988, il mattatore della finale del 1989 è BEPPE GRILLO che può finalmente parlare dei cantanti, di Sanremo, e della televisione. Va contro Jovanotti, suggerendogli di andare a lavorare, va contro Sandro Mayer, contro Maffucci dicendo che avrebbe dovuto leggere i testi prima ma che non si era accorto del fatto che fossero dell’anno precedente. Aragozzini, dopo le polemiche, in un’intervista a caldo, dichiara che l’anno successivo non ci saranno comici, se non in platea, in silenzio.

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Un giovanissimo Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti

Gli ospiti del Festival di Sanremo del 1989 si esibscono nella tensostruttura PalaBarilla, presentati da Kay Sandvik e Claire Ann Matz.

Il panorama musicale viene racchiuso tutto in pochi giorni di spettacolo che vede susseguirsi su quel palco il meglio di quanto presente sulla scena mondiale: band giovani accanto a mostri sacri della musica e soprattutto a campioni di vendita e idoli dei più giovani.

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Simply Red

BOY GEORGE, con i Culture Club, i BROS., CHARLES AZNAVOUR, CHICO BUARQUE, CLIFF RICHARDS, i DEPECHE MODE, ELTON JOHN, gli EUROPE, JOAN MANUEL SERRAT, KIM WILDE, LITTLE STEVEN, NICK KAMEN, OFRA HAZA, PAPA WINNIE, RAY CHARLES con DEE DEE BRIDGEWATER, JOHNNY CLEGG & ROACHFORD, SANDIE SHAW, i SIMPLY RED, TANITA TIKARAM, TRACY SPENCER, TUCK & PATTI e YAZZ, si esibiscono nel corso delle 5 serate, soprattutto nel corso delle prime quattro, lasciando in finale solo i veri mostri sacri, per dedicare loro il giusto tributo.

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Depeche Mode

Come sempre i veri protagonisti sono i cantanti, con i brani che porteranno in gara, quindi proviamo a conoscerli.

Dopo essere saliti su tutti i gradini del podio, trionfando anche sui mercati europei, a Sanremo tornano AL BANO & ROMINA POWER, con un rap che parla di inquinamento e, come dice Beppe Grillo, fanno venir voglia di inquinare.

FRED BONGUSTO torna a Sanremo dopo aver partecipato nel 1986 e porta una canzone elegante e delicata che conferma la sua capacità interpretativa che l’ha reso noto nei primi anni sessanta, e che lo porterà ad esibirsi ancora nelle serate dedicate al revival.

RENATO CAROSONE si diploma al conservatorio di Napoli e comincia la sua carriera nel secondo dopoguerra come direttore d’orchestra. Dopo aver formato un trio, gira il mondo unendo la tradizione napoletana al jazz e raggiunge uno strepitoso successo nel 1957, ma decide di lasciare le scene nel 1960, per poi tornare a suonare nel 1975 riprendendo i suoi successi e sfornandone di nuovi (e facendo parte della mia vita perchè era il cantante preferito di mia nonna). Nel 1989 è per la prima e unica volta a Sanremo, a quasi 69 anni.

Ormai il pubblicitario SERGIO CAPUTO ha lasciato spazio al musicista a tempo pieno. Dopo tutti i successi raggiunti in questi ultimi anni, torna a Sanremo arrivando però ultimo.

Dopo due ottime esibizioni sanremesi, ROSSANA CASALE torna al Festival con un’altra prova jazz oltre la media qualitativa degli altri brani in concorso.

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Dopo il terzo posto guadagnato nel 1985, GIGLIOLA CINQUETTI (nella foto sopra) torna a Sanremo con “Ciao”, mostrando un lato sexy. Però lei si è scrollata di dosso questa nuova immagine dichiarando che ha indossato una minigonna di jeans non per essere sexy, ma per essere sé stessa, mostrandosi così come veste nella quotidianità.

Dopo 4 secondi posti, TOTO CUTUGNO torna a Sanremo con una canzone dedicata alle mamme e riesce nuovamente a raggiungere la piazza d’onore, anche se questa volta il distacco è davvero notevole.

EDUARDO DE CRESCENZO conferma le sue qualità interpretative portando a Sanremo un pezzo scritto da Mariella Nava, che verrà portato davvero al successo da Mina, che la reinterpreterà a pochi mesi del Festival.

PEPPINO DI CAPRI continua la sua tradizione di partecipare al Festival di Sanremo per rimpinguare il suo repertorio, ma senza in realtà aggiungere a questo brani destinati a restare nella storia come quelli interpretati negli anni sessanta e settanta.

FIORDALISO torna a Sanremo per la settima volta concludendo lo splendido decennio che ha appena vissuto sul palco che l’ha vista esordire e a cui deve tutta la sua fama. Per la seconda volta arriva all’Ariston accompagnata dalla voce di Claudio Cabrini, come anche nel 1988. Dopo la pausa del 1990, tornerà a sanremo nel ’91, sfrutando la formula dell’accompagnamento con l’artista straniero.

Dopo lo strepitoso successo ottenuto da “Andamento Lento” nel 1988, risultato essere il singolo sanremese più venduto e tra i primi dieci singoli più venduti dell’anno, TULLIO DE PISCOPO torna a Sanremo con le sue percussioni riuscendo a bissare il successo dell’anno precedente.

La fase d’oro di RICCARDO FOGLI è ormai passata, ma di certo non la sua popolarità che associata alla qualità delle proposte sanremesi riesce a mantenerlo ancora in auge, portandolo nel 1989 a sfiorare il podio, scippato dal rap ignobile della coppia Carrisi-Power.

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DORI GHEZZI (nella foto sopra) dopo la sua svolta impegnata (in pratica dopo aver rotto il duo con Wess) ha ottenuto nuove soddisfazione dal mercato e dalla critica e per lei questo sarà l’ultimo Festival per poi dedicarsi alla produzione dei lavori del marito Fabrizio de Andrè.

ENZO JANNACCI fa il suo esordio a Sanremo con una canzone grottesca ed ironica che sputtana il disinteresse di chi dovrebbe invece tutelarci. La sua carriera, cominciata oltre 20 anni prima, è ricca di soddisfazioni e premi. Uno dei padri del genere grottesco e della musica comica italiana, ha collaborato con alcuni dei maggiori cantauori italiani, affermandosi anch’egli come tale. È riconosciuto unanimamente da critica e stampa come uno dei maggiori esponenti della musica d’autore italiana.

A Sanremo arriva il fenomeno del momento. JOVANOTTI comincia la sua carriera come DJ per una radio locale nel 1982, a soli 16 anni, e nel 1987 arriva a Radio DeeJay, dove, sotto gli auspici di Claudio Cecchetto, riesce a costruire un personaggio che conquista i giovani e che riesce a vendere centinaia di migliaia di copia con canzoni che io nemmeno definirei tali. A Sanremo la sua esibizione, costantemente stonata, conquista il pubblico ed arriva quinto. Ma a lui fare musica solo per guadagnare non interessa e, quando riesce a staccarsi da Cecchetto, comincia a dare una svolta alla sua scrittura, diventando anche intimista, e quello che dal 1992 in poi ha fatto è storia, riuscendo a farsi apprezzare dal pubblico e dalla critica (che all’epoca lo definiva un esempio di idiota che non avrà futuro) allo stesso modo. Arriva al Festival mentre era al servizio di leva, proprio come Adriano Celentano nel 1961.

Il 1989 è l’anno della presenza massiccia dei personaggi televisivi e pseudo tali. Ce ne erano già stati in passato, come Gino Bramieri, Enrico Beruschi, Loretta Goggi, Renzo Arbore e Francesco Nuti, ma mai tutti insieme. Tra quelli presenti alla XXXIX edizione del Festival, MARISA LAURITO è il personaggio con la storia più interessante e ricca, avendo lavorato in Teatro anche con il grande Eduardo de Filippo ed essendo stata una delle maggiori interpreti del teatro napoletano per anni. Nella stagione televisiva 1988/1989 è anche al timone della Domenica della RAI, dandole un bacino d’utenza di molti milioni di spettatori toccando anche punte di 8 milioni. E la canzone ha anche quel tocco di simpatia e ironia che non la rende affatto spiacevole.

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Dopo 7 anni dalla sua prima, e unica fino ad allora, partecipazione al Festival di Sanremo, che l’ha portata a dare vita al premio della critica, istituito proprio per lei, e soprattutto dopo 5 anni di silenzi dovuti all’ostracismo da parte dell’ambiente musicale, torna a Sanremo MIA MARTINI, con una canzone scritta per lei nel periodo d’oro della sua carriera. Nel 1985 aveva presentato una canzone alla commissione selezionatrice che però si era rifiutata di ascoltarla ritenendola una menagramo. A causa della cattiveria dei produttori, dei suoi colleghi e dei discografici, è stata costretta al silenzio che l’ha portata alla depressione, che sei anni dopo rispetto a questo ritorno, la porta alla morte. Ma prima di quel momento sono ben 6 anni di rinnovato successo, proprio grazie a questo ritorno.

L’inedito duo formato da FAUSTO LEALI e ANNA OXA trionfa e viene sfruttato dalla RAI anche in occasione dell’Eurovision Song Contest. La loro è stata una rincorsa verso la vittoria, eppure la meriterebbero sia perchè rappresentano la qualità della musica leggera italiana che perchè hanno segnato il tempo.

GINO PAOLI, di ritorno all’ariston dopo 23 anni e dopo un silenzio durato una decina d’anni per tornare nella metà degli anni ottanta e regalare al pubblico ancora un ventennio di ottima musica.

Ormai per RAF la strada verso il successo è in discesa e ogni suo nuovo lavoro ottiene ottimi riscontri. Nel 1989 porta a Sanremo quello che sarà quasi un manifesto della fine del decennio, e una delle canzoni simbolo di tutta la sua carriera.

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I RICCHI E POVERI tornano ancora una volta a Sanremo, cambiando però strada rispetto a quanto presentato nel 1988, e quasi tornando a quello che facevano negli anni settanta, mettendo da parte la musichetta allegra molto anni ottanta e puntando sulle loro doti vocali e sulla qualità del testo.

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L’altro personaggio principalmente televisivo in gara nel 1989 è GIGI SABANI. Divenuto noto dopo la partecipazione a “La Corrida” radiofonica nel 1973, arriva in televisione alla fine degli anni settanta per poi sfondare il teleschermo quando diventa il conduttore di una trasmissione sulle reti Fininvest (OK, il prezzo è giusto), ma si era già fatto molto apprezzare grazie alle sue imitazioni. A Sanremo canterà con la sua voce nel corso delle prime serate, ma poi, durante la finale, darà sfogo alla sua verve artistica e canterà con le voci di Baglioni, Cutugno, Arbore, Grillo, ecc… ecc…

Ed ecco il terzo dei personaggi televisivi: FRANCESCO SALVI. Vera sorpresa durante la stagione musicale del 1988 che l’ha visto trionfare sul mercato risultando il più venduto in assoluto con “C’è da spostare una macchina” (e poi c sorprendiamo per “Andiamo a Comandare” o per le milioni di visualizzazioni di Fedez – che io apprezzo in un certo senso – e altre cretinate simili). La sua carriera comincia nel 1978 come attore cinematografico, anche se in parti minori, ed esplode grazie a DRIVE IN. Da quel momento in poi la sua fama sarà sempre collegata al piccolo schermo, nonostante non smetta di lavorare al cinema, e si dedicherà anche in maniera proficua alla musica andando a Sanremo 4 volte, ottenendo sempre ottimi risultati di vendita.

Tra i ritorni sul palco di Sanremo troviamo ORNELLA VANONI, che mancava da 19 anni ma che non ha smesso mai di collezionare successi per tutti gli anni settanta e ottanta. Torna a Sanremo con una canzone scritta per lei da GINO PAOLI. La rivedremo ancora nel 1999, anche se era prevista la sua partecipazione anche nel 1996, poi saltata perché la sua canzone è risultata essere un plagio.

Ai big della musica italiana, campioni di vendite o almeno arcinoti al pubblico, viene contrapposta una nuova categoria, ad Appannaggio dei cantanti che da qualche anno rincorrono il successo. Alcuni di loro (soprattutto tra coloro che hanno partecipato alla fase di selezione) in realtà l’avevano ottenuto, assaporandolo con piacere, ma nell’epoca dell’immagine l’hanno poi perso.

AIDA (COOPER) è molto nota negli ambienti musicali ormai da oltre un ventennio! Esordisce nel 1966 partecipando a Castrocaro ma non riesce a sfondare come cantante solista. Si ricicla corista e partecipa a tutti i più importanti tour dei più importanti artisti italiani e anche stranieri, continuando a provare la strada solista, ma a causa della scelta sbagliata della sua produttrice (una certa Mara Maionchi che una ne ingarra e mille le sbaglia) vede la sua carriera fermarsi ancora una volta..

MARINA ARCANGELI si ritrova suo malgrado tra gli esordienti nonostante sia stata la voce femminile della SCHOLA CANTORUM durante gli anni settanta e all’epoca della riformazione del gruppo vocale. Nonostante la sua notorietà e le sue innate e indubbie qualità non riesce a raggiungere la finale di categoria.

ALEANDRO BALDI aveva già partecipato da solista al Festival di Sanremo e si era fatto notare per la qualità della sua scrittura. Riesce a sbaragliare la concorrenza durante lo show “Aspettando Sanremo” e raggiunge la finale della categoria emergenti, m non riesce ancora ad emergere.

Anche STEFANO BORGIA è già stato a Sanremo e comunque è di casa in RAI, essendo lui uno dei cantanti delle trasmissione musicali della televisione pubblica, ed è proprio grazie a questo vantaggio che riuscì a partecipare a Sanremo nel 1985 e che riesce a conquistare le giurie, fino ad arrivare secondo nella categoria. Ma in sè racchiude anche una buona capacità compositiva.

GEPY & GEPY comincia ad esibirsi nella seconda metà degli anni sessanta e si fa conscere in Italia e all’estero grazie all’originalità dei suoi pezzi e della sua voce. Il vero successo arriva nel 1978 e lo vede, con il suo gruppo, in testa alle classifiche a cavallo tra gli anni settanta e i primi anni ottanta, ma nonostante questo non sono ritenuti degni di partecipare tra i big.. mah.. Aragozzini era pazzo!

I SANTAROSA, sono formati da TIZIANA DE SANTIS, Alberto Feri, Paolo Verdi e Marco Toninelli e si fanno notare partecipando a “Un Disco per l’Estate” nel 1978. All’epoca proposero un brano che conteneva medley di brani anni cinquanta, introducendo di fatto la moda del revival che negli anni ottanta ha imperversato. Però, nonostante il colpo di genio, hanno avuto sempre maggiore successo con le ospitate e le serate piuttosto che sul mercato. Si sono mantenuti attivi per molti anni e nei primi anni novanta la voce femminile dei Santarosa è stata quella di Irene Grandi.

La STEVE ROGERS BAND nasce come band per accompagnare i concerti di Vasco Rossi e sulla scia degli Stadio, nati come loro per questo, cercano di intraprendere una loro strada separata dai successi del Blasco. Cominciano ad incidere pezzi loro nel 1982 e nel 1988 sfiorano il successo al Festivalbar con “alzati la gonna”, che con Fichi-fichi, ha deviato la mia mente da bambino di 7 anni e mezzo nell’estate del 1988. Ma quando arrivano a Sanremo, tra gli esordienti, la band formata da Massimo Riva, Maurizio Solieri, Claudio Golinelli, Domenico Camporeale e Daniele Tedeschi è ormai in caduta libera.

Dopo 3 partecipazioni a Sanremo tra le nuove proposte, e due premi della critica, PAOLA TURCI riesce a liberarsi dal giogo che la vuole tra le novità e gareggia tra gli esordienti trionfando essendo effettivamente almeno una spanna sopra tutti gli altri. Per la terza volta vince anche il premio della critica e viene consacrata finalmente BIG della musica italiana.

Per la categoria delle Nuove Proposte, da quest’anno solo “Nuovi”, non ci sono volti noti. Solo alcuni hanno partecipato a Sanremo precedentemente senza raggiungere la finale, né il pubblico, anche se sorprende vedere tra i Giovani la stessa Chiarello laciata 8 anni prima da Franco Califano.

Le sorelle BRIGITTA e BENEDICTA BOCCOLI cominciano la loro carriera prendendo parte ad alcuni spot pubblicitari, per poi arrivare a prendere parte ad alcune fortunate trasmissioni RAI, partecipazioni che contribuiscono a renderle molto note. Brigitta comincia la sua carriera nello spettacolo sin da bambina, e a 10 anni è in un film di Fulci, mentre Benedicta arriva allo spettacolo come “Spalla” della sorella nonostante sia 6 anni più grande. A Sanremo cantano una canzone scritta da Jovanotti più nelle corde di Brigitta, che ha ancora 17 anni da compiere, mentre Benedicta ne ha 22. Dopo il Festival cominceranno a calcare i palchi teatrali e per tutti gli anni novanta lavoreranno ininterrottamente in tutti i teatri d’Italia. Oggi Brigitta è una stella del Circo Orfei.

JO’ CHIARELLO torna a Sanremo dopo il tentativo andato male del 1981. Ormai è diventata un’interprete elegante e raffinata e ricordo benissimo la mia ammirazione verso il suo look da cavallerizza, mentre la canzone all’epoca non mi piaceva. Certo che ricordarsi dei suoi stivali quando io avevo 8 anni non è proprio il massimo.

Composto da Claudio Ubertosi, Gian Paolo Compagnoni, Pier Ferrari e Andrea Mangoli, gli ELITE si formano nei primi anni ottanta e raggiungono il successo nel 1988 entrando in classifica soprattutto in Francia, Germania e nei Paesi dell’est Europa. Questo successo oggi li avrebbe fatti gareggiare tra i big (come è stato per Mazzocchetti nel 2007), ma all’epoca li fece salire sul palco dell’Ariston tra i nuovi, facendo sì che raggiungessero la semifinale.

FRANCO FASANO torna a cantare a Sanremo dopo la sua prima partecipazione, sfortunata, del 1981. Ma in realtà è sempre stato presente per tutti gli anni ottanta, come autore di brani di successo, come ad esempio Regalami un sorriso, Io amo, Mi Manchi e anche Ti Lascerò. Dopo questa partecipazione a Sanremo, che lo vede terzo, interpreta anche la fortunatissima sigla di “Superclassifica Show” (Ho fatto 13).

GITANO debutta sulla scena musicale italiana a 15 anni, arrivando terzo a Castrocaro nel 1975 e da quel momento fa una lunga gavetta che lo porta a collezionare esperienze. Ma nonostante gli oltre dieci anni di carriera non ha mai inciso nessun disco e per questo gareggia tra le nuove proposte, arrivando quarto.

GLORIA (NUTI) è già stata a Sanremo nel 1979, nella formazione degli Ayx, come già Bacchelli qualche anno prima, ma dopo aver lasciato la formazione ha cominciato a cercare una sua strada partecipando a Castrocaro nel 1981 e ad Un Disco per l’Estate nel 1985. A Sanremo nel 1989 viene criticata per la carica con cui interpreta la sua BASTARDO. Nel 1994 vince come autrice la sezione nuove proposte per poi trasferirsi a Londra, dove continua a lavorare nello spettacolo, ma prediligendo produzioni televisive e cinematografiche.

GIANLUCA GUIDI è figlio di Johnny Dorelli e tenta la strada già percorsa dal padre cominciando dalla musica leggera. A Sanremo 1989 è semifinalista tra le nuovo proposte.

STEFANIA LA FAUCI torna a Sanremo dopo il tentativo del 1988 e le va nuovamente male, non riuscendo nemmeno a raggiungere la semifinale come nell’anno precedente.

I LADRI DI BICICLETTE si formano a metà degli anni ottanta, ma fanno il loro debutto davanti al grande pubblico solo nel 1989 in occasione del Festival di Sanremo. La formazione composta da Paolo Belli, Enrico Prandi, John Norman, Paolo Torelli, Massimo Morselli, Corrado Terzi, Cesare Barbi, Enrico Guastalla, Nick Norman, Beppe Cavani e Raffaele Chiatto, ha chiare venature funky e riesce a sfondare nonostante sia eliminata nel corso della prima serata.

NADIA BANI mantiene il nome di MECCANO, con cui nel 1985 ha raggiunto il successo internazionale e con cui nel 1986 è già stata a Sanremo in duo con Walter Bassani. la canzone che porta in gara non piace alle giurie e viene eliminata al primo ascolto.

Dopo la partecipazione al Festival del 1988, durante il quale non ha superato lo scoglio del primo ascolto, MIETTA torna a Sanremo sotto l’egida di Amedeo Minghi e grazie al brano che lui le scrive riesce a vincere la categoria e anche il premio della critica.

ANTONIO MURRO non è proprio un esordiente avendo lavorato per anni sui palcoscenici teatrali al fianco di Eduardo de Filippo e di Lando Buzzanca, tra la metà degli anni settanta e la metà degli anni ottanta (aveva solo 15 anni quando esordì). Nel 1987 partecipa ad un Festival della musica mediterranea e ottiene uno strepitoso successo in Turchia e in Medio Oriente, ma in Italia non viene apprezzato.

STEFANO RUFFINI torna a Sanremo dopo il tentativo dell’anno precedente e presenta un brano qualitativamente migliore, che riesce a superare il primo ascolto, ma che si ferma in semifinale. Continua la sua carriera come musicista e nel 1997 accompagnerà i Jalisse sul palco dell’Eurofestival, per poi prestarsi al doppiaggio televisivo e cinematografico.

AIDA SATTA FLORES torna a Sanremo dopo il primo tentativo nel 1986, quando partecipò dopo aver vinto a Castrocaro. Questa volta con maggiore consapevolezza e con la forza di un’esperienza in più riesce a raggiungere la semifinale, ma si ferma lì. Tornerà a Sanremo nel 1992.

Fabrizio Palermo, Mauro Palermo, Andrea Ge, Dario Fochi e Frankie di Foggia, sono gli SHARKS. In attività ormai da 10 anni hanno raggiunto la notorietà solo nel 1987, ma riuscendo a scalare le classifiche anche in Europa. A Sanremo portano una canzone scritta da Vasco Rossi, ma non raggiungono la finale. Si scioglieranno non molto tempo dopo ma resteranno attivi nell’ambito musicale. Soprattutto Francesco Palermo, che darà vita ai ClanDestino, in cui milita anche Ligabue, e che poi collaborerà con Ruggeri.

VALENTINI torna a Sanremo dopo il tentativo andato male del 1985. Dopo il suo debutto musicale, a Castrocaro nel 1984, ha avuto modo di farsi conoscere dal pubblico e, se contiamo anche le due presenze sanremesi, ne ha avute d occasioni, ma il pubblico proprio lo rifiuta. Per fortuna che quando arriva a Sanremo nel 1989 sta scrivendo la tesi e potrà quindi intraprendere una nuova carriera.

I cantanti in gara, tra le 3 diverse categorie, sono ben 48, un nuovo record, poi imbattuto (e dubito che si corra il rischio di avere una gara con più interpreti in futuro).

Con una tale mole di personaggi, ne va da sé che le curiosità siano tante.

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Elton John

ANEDDOTI E CURIOSITÀ

La OAI riceve l’incarico di organizzare il Festival meno di 2 mesi prima rispetto alla messa in onda, riuscendo a scrivere un regolamento con i fiocchi, non dispersivo nonostante tutta la carne sul fuoco, e tra i migliori di tutta la storia del Festival.

Per accedere alle tre categorie bisognava rispettare dei requisiti importanti:
per i Campioni il requisito di notorietà e vendita;
per gli Emergenti aver inciso almeno un LP;
per i Nuovi avere almeno un singolo edito.

Il “Corso Fiorito” voluto da Aragozzini per presentare il Festival del 1989 ha un pubblico di oltre 40 mila persone.

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Gli Europe

La trasmissione “Aspettando Sanremo”, durante la quale vengono selezionati gli 8 emergenti, va in onda su Rai 1 alle 16 a giorni alterni e non convince né il pubblico né la RAI che non la riproporrà. Durante la terza serata ci sarà lo svenimento di Pino D’Angiò in diretta.

Data la presenza di Enzo Jannacci, anche Giorgio Gaber vorrebbe essere presente, ma è bloccato da una forte sciatalgia e decide di evitare lo stress della partecipazione, ritirando la sua candidatura.

Quando Gino Paoli partecipa a Sanremo, lo fa da deputato, eletto nel 1987, primo parlamentare in gara in qualità di cantante.

La scenografia è opera di Carlo Cesarini da Senigallia, che elimina le atmosfere asettiche per richiamare il Teatro, nascondendo il palco dietro un sipario che sarà aperto ogni sera a inizio serata, rivelando un smbolo della città ospitante al giorno.

Paola Dominguin annuncia che la sigla è interpretata da “Renato” Modugno.

Francesco Salvi si fa accompagnare da 4 ballerini con maschere da cane, gallo, maiale e cavallo.

La stampa paragona Sanremo ad un supermercato in cui si trova tutto, spiegando con questo il successo ottenuto: “al Festival c’è tutto. Ci sono l’anziano e il giovanissimo, gli sposi e le sorelle, il non vedente e il ciccione, la cugina dell’attore e il figlio d’arte, i napoletani e i milanesi, la melodia, la droga, Gesù, il buco nell’ozono, l’effetto serra, le mamme, il sesso, la prima volta, la droga e il maiale”.

Il capo struttura RAI, parlando della scelta per la conduzione dice: “La scelta fatta continua ad essere imbarazzante.. pardon, interessante.”. Dichiara inoltre che sono loro un elemento attrattivo per il pubblico, in attesa di scoprire se ce l’avrebbero fatto ad arrivare a fine serata o semplicemnete a scoprire quale sarebbe stata la gaffe successiva.

Gigi Marzullo è il responsabile dei collegamenti con l’Abacus e durante un collegamento li definisce “Figli di…”. Tognazzi stizzito comincia a dargli del lei per sottolineare che loro sono solo ragazzi con tutta la possibilità di crescere e migliorarsi.

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Aznavour

Gli ospiti si esibiranno quasi tutti in Playback, ad eccezione di Ray Charles con la Bridgewter, Buarque, Serrat e Aznavour. È annunciata anche la presenza di Henry Belafonte che però annuncia il suo forfait solo all’ultimo momento.

La stampa definisce Jovanotti “un implacabile rappresentante dell’idiozia che adulti furboni hanno trasformato in un mito istantaneo pronto a logorarsi in non più di un anno”.

Dopo la vittoria Mietta dichiara: “non sono contenta di aver vinto perché se non trovo chi mi consiglia rischio di essere dimenticata già tra sei mesi”.

Aragozzini decide di ospitare tutti i nomi con programmi da promuovere in Rai durante la quarta serata. Saliranno, in una imbarazzante passerella senza senso, Lino Banfi, Heather Parisi, Fabrizio Frizzi ed Elisabetta Gardini, Edwige Fenech, Daniele Trambusti, Alessandro Benvenuti, Lando Buzzanca, Bruno Gambarotta, Johara, Simona Marchini, Michele Placido, Franco e Ciccio, Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi.

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Ray Charles con Dee Dee Bridgewter

Gino Paoli, Al Bano e Romina Power durante l’esibizione avranno appuntata in petto una spilletta, simbolo della lotta contro l’inquinamento della Valle Bormida.

Dopo la vittoria di Celine Dion nel 1988, a organizzare la XXXIV edizione dell’Eurovision Song Contest è la Svizzera, che sceglie come sede Losanna. Torna in gara anche Cipro dopo l’esclusione dell’anno precedente, e così le nazioni in gara sono 22. L’Italia punta sull’affiatamento della coppia vincitrice del Festival di Sanremo, che porta una sorta di proseguo del brano sanremese arrivando noni, mentre a vincere saranno i RIVA, gruppo Jugoslavo, croato, che presentano l’unico brano non melodico in gara. Tra i cantanti in concorso c’è anche il clone tedesco di Nino D’Angelo, che tanto ama il cantante napoletano, che oltre a copiargli l genere musicale e il look, ne mutua anche il nome, chiamandosi NINO DE ANGELO, mentre il suo vero nome è Domenico Gorgoglione.

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Il XXXIX Festival di Sanremo ha toccato il punto più alto dal punto di vista dello spettacolo, essendo stato progettato a monte come kolossal, ma allo stesso tempo anche il punto più basso parlando di conduzione e concessioni al pubblico televisivo, accettando in gara tra i big ben 3 personaggi principalmente del piccolo schermo.

L’edizione fu presentata da Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi (e con Kay Sandvick e Ann Clare Matz in collegamento dal PalaBarilla).

A movimentare le serate ci pensarono Beppe Grillo che si beccò anche qualche querela, il trio Solenghi-Lopez-Marchesini, oltre alle gaffes dei conduttori che spesso facevano ridere molto più dei comici ospiti.

Grande fu il successo televisivo, con venti milioni di ascoltatori nell’ultima serata.

Fu il festival più lungo della storia!
Cominciato in pratica 2 mesi prima del Festival vero e proprio perchè bisognava selezionare i candidati a concorrere nella categoria emergenti e durato in diretta 5 serate, cosa adesso normale, ma all’epoca impensabile.

Fu un trionfo sotto ogni aspetto e oltre ai 20 milioni di telespettatori, anche le classifiche di vendita regalarono ottimi riscontri.

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Bros

Queste invece sono le classifiche ufficiali di quel festival dei record:

1 – Ti lascerò (Franco Fasano, Fausto Leali, Franco Ciani, Fabrizio Berlincioni e Sergio Bardotti) Fausto Leali e Anna Oxa -5.851.574 voti
2 – Le mamme (Toto Cutugno e Stefano Borgia) Toto Cutugno -1.969.704 voti
3 – Cara terra mia (Albano Carrisi, Romina Power e Vito Pallavicini) Al Bano e Romina Power -1.188.172 voti
4 – Non finisce così (Laurex, Marco Patrignani, Claudio Cofani e Franca Evangelisti) Riccardo Fogli -985.291 voti
5 – Vasco (Lorenzo Cherubini, Claudio Cecchetto e Luca Cersosimo) Jovanotti -981.646 voti
6 – Se non avessi te (Toto Cutugno) Fiordaliso con Claudio Cabrini -907.979 voti
7 – Esatto (Francesco Salvi e Mario Natale) Francesco Salvi -869.662 voti
8 – Chi voglio sei tu (Piero Cassano e Adelio Cogliati) Ricchi e Poveri -681.179 voti
9 – Almeno tu nell’universo (Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio) Mia Martini -651.484 voti
10 – Io come farò (Mauro Pagani, Gino Paoli e Sergio Bardotti) Ornella Vanoni -589.356 voti
11 – Il mio pianoforte (Rodolfo Fiorillo, Mimmo Di Francia e Giuseppe Faiella) Peppino di Capri -570.706 voti
12 – Il babà è una cosa seria (Salvatore Palomba e Eduardo Alfieri) Marisa Laurito -562.897 voti
13 – Questa volta no (Paola Penzo e Gino Paoli) Gino Paoli -513.108 voti
14 – ‘Na canzuncella doce doce (Claudio Mattone) Renato Carosone -411.254 voti
15 – Cosa resterà degli anni ’80 (Giancarlo Bigazzi, Giuseppe Dati, Raffaele Riefoli e Giancarlo Bigazzi) Raf -404.277 voti
16 – Il cuore delle donne (Mauro Paoluzzi, Oscar Avogadro e Roberto Ferri) Dori Ghezzi -386.944 voti
17 – Se me lo dicevi prima (Enzo Jannacci, Maurizio Bassi e Enzo Jannacci) Enzo Jannacci -357.446 voti
18 – Ciao (Gepy & Gepy, Massimiliano Governi e Roberto Russo) Gigliola Cinquetti -347.680 voti
19 – A che servono gli Dei (Maurizio Fabrizio e Guido Morra) Rossana Casale -322.973 voti
20 – E allora e allora (Mario e Giosy Capuano e Tullio De Piscopo) Tullio De Piscopo -278.456 voti
21 – Come mi vuoi (Maria Giuliana Nava, Eduardo De Crescenzo e Maria Giuliana Nava) Eduardo De Crescenzo -243.403 voti
22 – Scusa (Fred Bongusto, Emilio Campassi e Sergio Iodice) Fred Bongusto -214.071 voti
23 – La fine del mondo (Toto Cutugno, Franco Fasano e Depsa) Gigi Sabani -128.730 voti
24 – Rifarsi una vita (Sergio Caputo) Sergio Caputo -112.822 voti

Categoria Emergenti

1 – Bambini (Roberto Righini e Alfredo Rizzo) Paola Turci
2 – Sei tu (Toto Cutugno e Stefano Borgia) Stefano Borgia
3 – E sia così (Aleandro Civai) Aleandro Baldi
4 – Per lei (Sergepy) Gepy & Gepy

Non finaliste

– Marina Arcangeli “Il poeta” (Marco Luberti)
– Aida Cooper “Questa pappa” (Alberto Salerno, Mario e Giosy Capuano)
– Steve Rogers Band “Uno di noi” (Massimo Riva, Maurizio Solieri)
– Santarosa “Anni migliori” (Fabrizio Berlincioni, Dario Baldan Bembo)

Categoria Nuovi

1 – Canzoni (Amedeo Minghi) Mietta
2 – Io e il cielo (Elio Palumbo – Alberto Cheli) Jo Chiarello
3 – E quel giorno non mi perderai più (Fabrizio Berlincioni – Franco Fasano) Franco Fasano
4 – Pelle di luna (Dora Vuolo Famiglietti – Mino Reitano – Antonio Fusco – Gegè Reitano) Gitano

Semifinaliste

– Amore è (testo di Alberto Testa; musica di Augusto Martelli) Gianluca Guidi
– Certi uomini (Aida Satta Flores) Aida Satta Flores
– Se (Bettalico e Gian Paolo Compagnoni) Elite
– Si chiama Hélène (Grazia Di Michele e Marco Luberti) Stefano Ruffini

Non semifinaliste

– ‘A paura (V. Mercurio) Antonio Murro
– Bastardo (Roberto Casini, Gloria Nuti e Roberto Casini) Gloria Nuti
– Bocca di fragola (Antonio Valentini) Valentini
– Ladri di biciclette (Paolo Belli) Ladri di Biciclette
– Le ragazze come me (E. Aldrighetti, Walter Bassani e Ierovante) Meccano
– Stella (Lorenzo Cherubini, M. Bonsanto e R. Rossi) Brigitta e Benedicta Boccoli
– Tentazioni (D. Fochi, V. Rossi, F. Palermo, M. Palermo, F. Di Foggia e A. Ge) Sharks
– Tutti i cuori sensibili (Erminio Sinni, Stefania La Fauci e Erminio Sinni) Stefania La Fauci

21 Comments

21 Comments on LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1989 – 39° EDIZIONE. IL KOLOSSAL, LE TRE CATEGORIE, I BENIAMINI DELLA TELEVISIONE

  1. Sanfrank
    Sanfrank
    6 gennaio 2017 at 20:30 (2 mesi ago)

    Ecco approntato Sanremo Story con il 1989
    E pensare che quella copertina si Sorrisi con il cast me la ricordo come fosse ieri

  2. Sante Longo
    Sante Longo
    6 gennaio 2017 at 20:33 (2 mesi ago)

    Un anno eccezionale! Il 1989 è stato per me l’anno o della folgorazione: da quel momento la passione per Sanremo è andata ben oltre i miei gusti musicali.. e avevo 8 anni

  3. Sanfrank
    Sanfrank
    6 gennaio 2017 at 20:33 (2 mesi ago)

    Questo è l’anno in cui esplode il fenomeno Mietta che successivamente parteciperà con Minghi in coppia a Sanremo piazzandosi al terzo posto con Vattene amore.

    Mietta è mia concittadina e nella mia vita ho conosciuto un suo zio, davvero simpaticissimo. Non lo vedo da anni

  4. Sanfrank
    Sanfrank
    6 gennaio 2017 at 20:35 (2 mesi ago)

    Sante spero non sia per Il babà è una cosa seria 😆

    La scenografia era bellissima

  5. Sante Longo
    Sante Longo
    6 gennaio 2017 at 20:40 (2 mesi ago)

    Mietta io l’ho conosciuta direttamente.. durante l’università ho vissuto con sua cugina venusia

  6. bubinoblog
    bubinoblog
    6 gennaio 2017 at 20:55 (2 mesi ago)

    Che Festival, che canzoni conosciutissime…. buon inzio anno Sante!!

  7. Sante Longo
    Sante Longo
    6 gennaio 2017 at 21:15 (2 mesi ago)

    Buon anno a te bubino! Ben tornato.. 🙂 aspetto che tu legga gli ultimi 4 post su Sanremo e che dica la tua.. sono proprio gli anni da cui cominci a ricordare bene 🙂

  8. Fafo1970
    6 gennaio 2017 at 21:30 (2 mesi ago)

    Sante come mai non hai pensato di presentarti a Rischiatutto su Sanremo? Sei bravissimo

  9. Sante Longo
    Sante Longo
    6 gennaio 2017 at 21:47 (2 mesi ago)

    Ma magari

  10. Fafo1970
    6 gennaio 2017 at 21:50 (2 mesi ago)

    Io ho fatto il provino…ora aspetto la seconda edizione probabilmente in autunno…
    .

  11. Enrick81
    6 gennaio 2017 at 21:55 (2 mesi ago)

    No Vasco no io non ci casco X quelli che la notte ritornano alle 3, anche io seppur bambino quel festival me lo ricordo

  12. corrado
    6 gennaio 2017 at 21:58 (2 mesi ago)

    ma quanto era bella MAXIANNA???? quanto????
    brava è scontato.

  13. Beppe
    Beppe
    6 gennaio 2017 at 21:59 (2 mesi ago)

    Annata spettacolare per Sanremo sotto ogni punto di vista: dai capolavori “Ti lascerò ” e “Almeno tu nell’universo”, al trash più assurdo e divertente, assicurato dalla Laurito, Salvi e Sabani, oltre al trash che riservarono i 4 figli d’arte. E poi il Trio con la mitica imitazione delle sorelle Carlucci e ancora Grillo che dichiaro` che il festival fa schifo.
    Per non parlare del cast di superospiti !
    Insomma un’edizione perfetta.

  14. corrado
    6 gennaio 2017 at 22:01 (2 mesi ago)

    i festival di aragozzini erano dei veri e propri carrozzoni, inimmaginabili ad oggi con la crisi perdurante da anni.

  15. Sante Longo
    Sante Longo
    6 gennaio 2017 at 22:05 (2 mesi ago)

    Però io una categoria emergenti la rimetterei..
    Baudo l’ha fatto in un certo senso, con le nuove proposte dell’anno prima, nel 95, 96 e 97.. e grazie a lui Giorgia e Carmen Consoli (ad esempio) hanno avuto un seguito altrimenti compromesso

  16. lucio voreno
    6 gennaio 2017 at 23:20 (2 mesi ago)

    bella edizione, vittoria meritata per il duo Oxa Leali.

  17. zeus
    zeus
    7 gennaio 2017 at 0:13 (2 mesi ago)

    Bellissima edizione !!
    Mia Top 10:

    1-Almeno tu nell’universo (Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio) Mia Martini
    2-Ti lascerò (Franco Fasano, Fausto Leali, Franco Ciani, Fabrizio Berlincioni e Sergio Bardotti) Fausto Leali e Anna Oxa
    3-Cosa resterà degli anni ’80 (Giancarlo Bigazzi, Giuseppe Dati, Raffaele Riefoli ) Raf
    4- Cara terra mia (Albano Carrisi, Romina Power e Vito Pallavicini) Al Bano e Romina Power
    5-Io come farò (Mauro Pagani, Gino Paoli e Sergio Bardotti) Ornella Vanoni
    6-Come mi vuoi (Maria Giuliana Nava, Eduardo De Crescenzo e Maria Giuliana Nava) Eduardo De Crescenzo
    7-Le mamme (Toto Cutugno e Stefano Borgia) Toto Cutugno
    8-Vasco (Lorenzo Cherubini, Claudio Cecchetto e Luca Cersosimo) Jovanotti
    9-Il babà è una cosa seria (Salvatore Palomba e Eduardo Alfieri) Marisa Laurito
    10- Esatto (Francesco Salvi e Mario Natale) Francesco Salvi

  18. Sanfrank
    Sanfrank
    7 gennaio 2017 at 0:23 (2 mesi ago)

    Sante, nella categoria emergenti effettivamente ci starebbero benissimo gli ex talent, facendo gareggiare i big senza i dubbi che le fanbase falsino la gara

  19. Sante Longo
    Sante Longo
    7 gennaio 2017 at 8:10 (1 mese ago)

    Appunto. Magari alcuni talent tra i big ci sono di diritto, ma altri no, e sarebbe un’ottima idea.. anche solo il lunedì, dopo averli presentati in una fascia quotidiana o a domenica in durante le domeniche post Natale..

  20. marii
    Marii
    7 gennaio 2017 at 22:56 (1 mese ago)

    Che bel festival.. un’edizione veramente ottima.. vittoria meritata per Anna Oxa e fausto leali ma almeno tu nell’universo meritava il podio!!!
    Meritate anche le vittorie di Mietta e Paola Turci!