LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO 1988-38° EDIZIONE. UN SANREMO, TRE SANREMO. IL DISASTRO DEL PROCESSO. ESORDIENTI COL BOTTO (SIA TRA I BIG CHE TRA I GIOVANI) massimo_ranieri_ieri

A cura di Sante Longo – Nel 1987 Pippo Baudo ha costruito un evento che andasse ben oltre le sole sfere musicali, ma allo stesso tempo anche decisamente più avanti rispetto alle dinamiche televisive. Grazie ai suoi quasi 25 anni di esperienza, e soprattutto grazie ad uno stile che lo ha portato ad inanellare una serie di grandi successi (e a scoprire una serie di personaggi diventati poi stelle del nostro spettacolo), riesce a smarcarsi totalmente da quelle che sono le liturgie festivaliere, avvicinando il Festival di Sanremo a lui, piuttosto che adattarsi ad una macchina più grande di quanto non lo sia chiunque sia chiamato a condurlo. Baudo riesce a modellare il Festival a sua immagine, riesce a dare un’anima ad una gara musicale che fino all’anno prima era un evento senza volto, ma con una struttura che appariva inattaccabile.

L’aggiunta di una quarta serata, l’introduzione dei cantanti per smorzare la loro tensione, uno spazio per provare da subito a dire cosa piace a cosa non piace alla stampa specializzata, sono tutti elementi introdotti da lui, come la scelta del cast musicale in quanto direttore artistico. Le sue intuizioni fanno scuola, verranno assimilate dalla kermesse, diventandone quasi caratteristica, fin quando non risultò naturale anche il passaggio da 4 a 5 serate, altra novità introdotta per suo volere.

L’eredità lasciata dal Festival del 1987 è decisamente pesante, fatta di brani di successo, cantanti del passato che hanno riassaporato il grande successo, giovani proposte che hanno mantenuto le promesse. Ogni volta che le premesse sono state queste, l’anno successivo si rivela essere una catastrofe, se non sotto il profilo musicale, almeno sotto l’aspetto dei cantanti. Ma il 1988 sfonda ogni muro, segna nuovi record su tutto e riesce a restare indelebilmente nella mente degli appassionati e non.

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Bon Jovi

Il regolamento del XXXVIII Festival di Sanremo resta invariato rispetto agli ultimi anni. A cambiare è ancora una volta il numero delle canzoni in gara, che segna un nuovo record, come da record è anche il numero degli ospiti. Dopo il successo ritrovato da parte di Fausto Leali, saranno in molti a tornare in gara cercando di emularlo; tra loro Massimo Ranieri, Mino Reitano, Ron o i New Trolls. Questi record dati da cantanti in gara o artisti ospiti (quindi un record di esibizioni) ne hanno un altro in serbo: le ore di diretta previste per questi 4 giorni di spettacolo sono 17, desinate però ad aumentare. Un effluvio di diretta che però è macchiato da una regia incompetente che non smette di commettere errori di ogni sorta, dal volume delle basi alle didascalie fino ad arrivare poi alle inquadrature più imbarazzanti.

Tra tante canzoni dedicate all’amore, come da tradizione del Festival di Sanremo, alcuni brani si fanno notare per l’importanza del tema che portano sul palco, come lo stupro o l’inseminazione artificiale e l’ingegneria genetica. Alla conduzione del Festival di Sanremo nel 1988, l’organizzazione era intenzionata a mettere volti noti ma non in ambito prettamente televisivo, non presentatori professionisti. Si era così pensato a Christian De Sica che, forte delle sue qualità da intrattenitore e crooner, avrebbe voluto creare lo spettacolo nello spettacolo ottenendo un rifiuto da parte della RAI. In effetti come avrebbe potuto, con 44 canzoni in gara, mille mila ospiti e la gara? Utopista De Sica!

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A-Ha

Dopo il tramonto della possibilità della sua conduzione, si pensa all’attore Luca Barbareschi, che comincerà a muovere i primi passi in tv con “C’eravamo Tanto Amati” o a Gigi Sabani, personaggio televisivo ma non un conduttore vero e proprio, a parte l’esperienza di “Ok, Il prezzo è giusto”. Alla fine la scelta ricade su Miguel Bosè, cantante e attore, figlio dell’attrice italiana Lucia Bosè e del toreador Dominguìn, e su Gabriella Carlucci, valletta a Portobello nei primi anni ottanta e poi co-conduttrice dei programmi musicali itineranti come Festivalbar e Azzurro.

Ma questo solo per quel che riguarda la gara principale. Infatti anche quest’anno gli ospiti saranno presentati in un’altra struttura. Così, mentre sul palco dell’Ariston troviamo Bosè e Carlucci, dal PalaRock gli ospiti saranno annunciati da Carlo Massarini, come nel 1987. Ma non finisce certo qui! Infatti ci sono altri ospiti presenti al Casinò, sede dei primi 26 Festival, e a curare i collegamenti sarà Kay Sandvick.

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INXS

Nel trentennale della canzone più famosa del Festival di Sanremo, divenuta anche simbolo della nuova tradizione musicale italiana, si decide di scegliere proprio NEL BLU DIPINTO DI BLU come sigla del Festival, ma non nella versione originale, bensì reinterpretata dal grande tenore LUCIANO PAVAROTTI, per unire le due facce della musica Italiana. La sigla finale è invece affidata ad un progetto musicale chiamato ESPRESSIONE MUSICA, nome che però nasconde Francesco Baccini e 3 coristi a fargli da sfondo. I Big italiani vengono trattati con i guanti, come se si avesse paura di offenderli in qualche modo. Anche l’andamento delle serate li vedono agevolati. Si esibiscono in ognuna delle serate, senza rischio di eliminazione, esibendosi ben 3 volte ognuno, come minimo; le loro esibizioni sono mandate in onda nella prima parte della diretta, relegando costantemente i giovani in terza serata; la regia mostra un occhio di riguardo e si rivela attenta e capace, mentre quando sul palco ci sono i Giovani sono numerose le distrazioni. La gara delle Nuove Proposte, invece viene spezzettata in più giorni.

In gara saranno 16 aspiranti:
Antonacci, Bungaro, De Rossi, Future, Giorgia (Iorio), Ice, La Fauci, Lijao, Mietta, Miki, Mirò, Nava, Palatresi, Ruffini, Tedesco e Turci.

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DEF LEPPARD

Molti tra questi nomi sono poi diventati importanti nel panorama italiano, ma durante la gara del 1988 passarono inosservati a causa della modalità di presentazione. Anche le nuove proposte si esibiscono durante tutte le serate. Le prime due serate sono, per loro, eliminatorie. Si esibiscono in 8 per ogni serata, vedendo uscire dalla gara la metà dei cantanti in gara. In 8 dunque si esibiranno anche durante la serata di venerdì, permettendo a chi ha superato le eliminatorie di esibirsi una seconda volta, ma essendo ancora una volta scremati, fino a restare in 4, che si esibiranno in apertura, per fortuna, della serata finale. Le eliminazioni della serata del venerdì crea scompiglio tra le maestranze critiche poiché gli addetti ai lavori vedono definitivamente uscire di scena le loro canzoni preferite in questa sezione. A votare sarà una giuria composta da 250 giovani. Ma a destare polemiche e sconcerto è proprio il fatto che i giovani vengono puntualmente fatti esibire a notte fonda e si fanno paragoni con i giovani del passato. Se fossero stati trattati così tutti i debuttanti a Sanremo, non avremmo mai conosciuto Celentano, Modugno, Dorelli, Milva, Little Tony, Cinquetti, Solo, Renis, Gaber, Caselli, Dalla, Nada e tanti, tanti altri…

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TERENCE TRENT D’ARBY

Come già detto, il Festival di Sanremo nel 1988 si divide in 3 parti, effettivamente e perfettamente, separate tra loro:
– La Gara effettiva, che si gioca sul palco dell’Ariston e che vede lo svolgimento della gara vera e propria;
– Sanremo Graffiti, che va in scena dal Casinò di Sanremo, che porta sul palco alcune vecchie glorie, tra coloro che sono stati in gara a Sanremo negli anni sessanta, come doppia esecuzione. Questa fase della manifestazione serve più che altro a promuovere un tour teatrale che ha lo stesso titolo e che vede LARA SAINT PAUL tra le promotrici, in un revival sanremese che comincia ad essere già visto con gli occhi malinconici del “prima era tutto più bello”. In effetti la scelta della location è azzeccata e scelta con attenzione dagli autori che volevano lasciare il pubblico a perdersi nei ricordi del Sanremo che fu;
– La rassegna degli ospiti stranieri, che in questa edizione raggiungono livelli di eccellenza grazie agli ex Beatles, Harrison e McCartney, ma soprattutto grazie al fatto che ci sono ben 25 nomi che rappresentano ogni genere musicale di successo in quegli anni.

La serata Sanremo Graffiti è, come già detto, l’anteprima dello spettacolo omonimo che girerà l’Italia, ma non solo, in una operazione di revival nostalgico, ideata da Lara Saint Paul, che alla carriera più che decennale in qualità di cantante, associa una carriera parallela in TV, come conduttrice e autrice, e Memo Remigi, tra i veri fautori dell’ondata dei revival all’inizio degli anni ottanta. Tra gli ospiti che prenderanno parte a questa operazione nostalgia, troviamo:
ANTOINE, a Sanremo ben 6 volte a cavallo tra gli anni ’60 e ’70.
BEN E. KING, a Sanremo in gara solo nel 1964.
PAUL ANKA, a Sanremo in gara nel 1964 e nel 1968.
SANDIE SHAW, a Sanremo nel 1970, ma ci tornerà nel 1990.
Loro rappresentano solo un assaggio di quello che chi ha apprezzato gli anni sessanta potrà trovare. E saranno diretti, per completare l’opera di nostalgia, dal Maestro Bruno Canfora, che sarà aiutato dal Maestro Michele Montereali.

Il parterre degli ospiti stranieri è ricchissimo e vede personaggi che resteranno celebri a lungo, altri diventati leggende e meteore che però hanno vissuto un momento di fulgida visibilità, tra loro troviamo i norvegesi A-HA, ART GARFUNKEL, durante la fase solista, BELINDA CARLISLE, BLACK, BON JOVI, BRYAN FERRY, CHRIS REA, DEBBIE GIBSON, DEF LEPPARD, EIGHTH WONDER, già protagonisti nel 1987, GEORGE HARRISON, GUESCH PATTI, gli INXS, JOE COCKER, JOHNNY HATES JAZZ, MANHATTAN TRANSFER, NEW ORDER, PAUL McCARTNEY, RICK ASTLEY, ROBBIE ROBERTSON, SINITTA, accompagnata dai suoi ballerini sexyssimi (nella foto sotto), TERENCE TRENT D’ARBY, i TOTO, WENDY & LISA e i WET WET WET.

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Dopo la sua presenza nel 1978 in qualità di guastatore, e dopo il niet del 1987, torna a Sanremo anche BEPPE GRILLO, che però non rende memorabile la sua presenza festivaliera del 1988, ricordata quasi esclusivamente per l’uscita di scena, dopo il primo intervento durante la prima serata, che lo vede lasciare il palco portato via da una fune che lo solleva, facendogli lasciare l’Ariston dai tralicci del soffitto. Dopo il dibattito, che durante la puntata del venerdì dell’edizione precedente ha acceso il Festival, si ripete l’esperimento.

In assenza di Baudo e della sua capacità di moderare situazioni simili, si è pensato di chiamare un “esperto di processi”, e così ALDO BISCARDI, nel corso della serata del venerdì, scelta a tutti gli effetti come serata “jolly”, utile per smorzare la tensione della gara dei big, è chiamato a condurre e mediare al “Processo al Festival”, mentre ci sono anche Sandro Paternostro a fare il difensore e Vincenzo Mollica ad accusare. Dopo un inizio sconcertante, i cantanti cominciano a lasciare “quell’insulso postribolo televisivo”. Il primo a dar vita alle danze è Francesco Nuti, che poi viene via via seguito da quasi tutti gli altri. A causa di questo fallimento, l’idea del Dopofestival, o in ogni caso di un luogo dove commentare il Festival, verrà messo da parte fino al ritorno di Pippo Baudo che ne farà una parte importante del Festival stesso. Questo a riprova che le sue idee erano geniali, ma dovevano solo essere lavorate da autori capaci.

I vincitori nella categoria Big erano largamente stati annunciati sin da quando si delineò il cast dei partecipanti, anche se effettivamente a creare polemiche non è stato questo, quanto il fatto che la canzone vincitrice in questa edizione, nel 1987 fu stata scartata dalla commissione selezionatrice, anche se in effetti interpretata da Gianni Nazzaro. Tra grandi ospiti, momenti imbarazzanti e belle performance il responso del Totip è rispettato:

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Vince Massimo Ranieri, con un brano melodico interpretato magistralmente da un interprete popolare, non solo come cantante, anzi adesso soprattutto come attore. podioSecondo arriva Toto Cutugno, che sperava questa volta di bissare il successo del 1980, anche perché è in televisione tutte le domeniche e sperava questo potesse giovarlo. Terzo arriva Luca Barbarossa, con un brano difficile sia come impatto che per argomento trattato, che durante la premiazione legge un telegramma da parte di Franca Rame che lo ringrazia a nome delle donne.

Nella sezione Nuove Proposte la gara invece è stata stanca.

La stampa e la critica avevano già dichiarato che i loro vincitori erano quasi tutti stati eliminati, e si trattava di Biagio Antonacci, Mariella Nava, Bungaro, Andrea Mirò, gli Ice.
Durante la semifinale speravano in Giorgia Fiorio e in Paola Turci, poi eliminate in semifinale.
Così il favorito alla vigilia della finale era Stefano Palatresi, poi arrivato secondo, battutto dal gruppo dei FUTURE, mentre terzi arrivano i Lijao.

palatresi

Il 1988 ha regalato alla musica italiana alcune delle sue perle più belle, insieme a brani dimenticabilissimi. Grandi nomi, accanto a nomi che lo diventeranno, e qui nasce la mia passione per Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri, Fausto Leali, Luca Barbarossa, Anna Oxa, Loredana Bertè (avevo 7 anni e 2 mesi, non potevo certo appassionarmene prima), ma anche per Paola Turci e Mariella Nava.

Per la seconda volta consecutiva il premio della critica è appannaggio di FIORELLA MANNOIA che quindi, dopo la conferma dell’anno prima, questa volta si consacra tra le regine della musica italiana, definitivamente eletta dalla critica come interprete di maggior impatto in Italia. Anche per l’autore si tratta del secondo premio, dopo quello vinto nel 1982 proprio per premiare la sua canzone e l’interprete. Anche nella sezione nuove proposte il premio della critica vede una consacrazione come interprete più promettente per Paola Turci, al suo secondo premio consecutivo, anche se ancora una volta non riesce a raggiungere la serata finale.

Una delle cause principali della polemica scattata intorno al Festival di Sanremo vede protagonisti i FIGLI DI BUBBA, che altro non sono che la PFM con giornalisti e volti noti televisivi, che rischiano l’esclusione a causa della loro difesa contro la censura da parte di Fininvest verso il programma di Antonio Ricci “MATRIOSKA”. Dopo aver scandito nettamente a fine canzone “Matrioska libera” e rischiando l’esclusione, decidono di sfidare la censura sanremese e cantano durante la serata finale il testo originale che recita “fanculo l’esclusiva, fanculo la tv”.

Come sempre, prima delle polemiche, ci sono i cantanti, c’è la gara.

26 i Big in gara, regalando una manifestazione da brividi, tra le migliori edizioni del Festival di sempre.

LUCA BARBAROSSA torna a Sanremo con un po’ di snobismo (perché poi?) e dichiara di sentirsi un ospite e non un cantante in gara, per quanto poi arrivi terzo e sia scelto per rappresentare l’Italia all’Eurofestival.

berteDopo la presenza nel 1986 che non ha risparmiato polemiche e scandali, e la presenza sul palco il Venerdì sera, tra gli opinionisti del dibattito del venerdì nell’edizione del 1987, LOREDANA BERTÈ torna a Sanremo con un brano in linea con il suo personaggio e la sua musica.

NINO BUONOCORE torna a Sanremo per la terza volta confermando la raffinatezza delle sue interpretazioni e composizioni, anche se il successo di Scrivimi sarà lontano e inarrivabile per lui.

Dopo una lunga carriera come autore e talent scout/produttore, FRANCO CALIFANO ha cominciato a cantare in prima persona e si presenta anche a Sanremo con un brano che poteva risparmiarci, tenendo presente che ha scritto dei veri capolavori.

Personaggio dell’anno, padrone di casa a Domenica In, campione di vendite, reduce da tour trionfali, torna a Sanremo sperando di vincere, ma TOTO CUUGNO è ancora una volta secondo.

Dopo la vittoria al concorso collaterale SanremoRock, i DENOVO hanno saputo imporsi anche sul mercato, tanto da essere ammessi a Sanremo nella categoria Big. Nella formazione troviamo Luca Madonia e Mario Venuti.

TULLIO DE PISCOPO è tra i massimi percussionisti mondiali e ha maturato le sue esperienze grazie a formazioni jazz-rock che vedeva al suo fianco anche il grande Quincy Jones. Dopo un lungo periodo in cui gira il mondo, comincia a cantare a sua volta raggiungendo un ottimo successo sul mercato.

Ormai è chiaro che PEPPINO DI CAPRI partecipa a Sanremo solo per rinnovare la notorietà maturata dagli anni sessanta e per poter continuare a fare serate in tutta Italia. I brani che presenta non saranno aggiunti al suo repertorio, che si concentra su un revival a sé stante.

Gli anni ottanta di DRUPI sono stati eccezionali sotto ogni punto di vista: ha raggiunto successi di vendita, soprattutto all’estero (est Europa) che lo vedono ancora oggi tra i cantanti italiani di maggiore successo, ha ben figurato anche in Italia sia in concorsi musicali, come Sanremo, che sul mercato… un decennio d’oro per lui.

I FIGLI DI BUBBA, sono un complesso estemporaneo messo in piedi dal genio di MAURO PAGANI e FRANZ DI CIOCCIO, reduci della PFM, insieme a personaggi noti della musica, della televisione e del giornalismo. Tra loro troviamo Sergio Vastano, Enzo Braschi, Roberto Gatti, Alberto Tonti e Roberto Manfredi, oltre alle CocoNuts, coriste di Kid Creole. Sul palco di Sanremo si battono contro la censura da parte di Berlusconi verso il nuovo programma di Antonio Ricci e quando rischiano l’espulsione decidono di mandare a fanculo la censura sanremese cantando il testo originale!

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La carriera di FIORDALISO (nella foto sopra) ha spiccato il volo e potrebbe mantenersi alta senza la presenza sanremese, dato che è forte di un grande successo anche in Spagna e in America Latina, ma lei non rinuncia alla vetrina che il Festival offre, e torna per la settima volta consecutiva, questa volta coadiuvata dalla voce di CLAUDIO CABRINI, che l’accompagnerà anche come seconda voce nel 1989.

FLAVIA FORTUNATO, ancora una volta a Sanremo senza un successo discografico, è attaccata da più fronti e si nasconde dietro l’autoironia, scherzando su chi possa raccomandarla.

Dopo il grandissimo successo del 1987, FAUSTO LEALI torna a Sanremo con una canzone bellissima che lo riporta in auge nel panorama musicale italiano per tutti gli anni novanta, dopo una pausa durata 15 anni. Anche in questo caso figura tra gli autori e arriva a sfiorare un podio che raggiungerà l’anno dopo.

Al suo ultimo Festival di Sanremo, fino a quello che attendiamo tra un mese circa, FIORELLA MANNOIA, dopo la collaborazione con Ruggeri e Fossati, spicca definitivamente il volo come interprete di primo piano sulla scena italiana. E il suo secondo premio della critica la aiuta in questo.

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Il periodo come interprete elegante e raffinata di MARCELLA continua e le regala ancora una volta un successo. Interprete versatile come poche, dopo 15 anni di carriera riesce a mantenere vivo l’interesse intorno al suo nome.

Dopo 12 anni di successi questa partecipazione sanremese dei MATIA BAZAR è l’ultima che vede Antonella Ruggiero come cantante del gruppo e ancora una volta per loro è il successo.

I NEW TROLLS tornano a Sanremo ma senza aggiungere nulla alla loro storia. Nel 1985, con Faccia di cane, fecero un bel salto, ma questa volta un brano senza slanci e senza infamia nè lode, li rende comunque tra i migliori in gara.

FRANCESCO NUTI è il terzo personaggio principalmente televisivo che partecipa a Sanremo in qualità di cantante, dopo Gino Bramieri nel 1962 ed Enrico Beruschi nel 1979 a cui possiamo aggiungere Loretta Goggi nel 1981 che però aveva lanciato la sua carriera musicale ormai da qualche anno, grazie alle sigle televisive.

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Al suo sesto Festival di Sanremo, con il suo sesto cambio di look, ANNA OXA porta sul palco dell’Ariston una canzone bellissima, tra le migliori del suo repertorio, che la vedeva come favorita alla vittoria. Ma purtroppo gli errori della regia danneggiano la performance mandando la base troppo alta fino, a coprire la voce della cantante e celando le interpretazioni facciali, elementi principali del brano. Me nonostante la mancata affermazione nella gara, Quando nasce un amore risulta tra i brani più venduti dell’anno e lei sarà scelta come conduttrice, con Enrico Montesano, dell’edizione del 1988 di Fantastico.oxa-3

Dopo il boom con “Self control”, la vittoria al festival 1987 come autore e il terzo posto con Umberto Tozzi all’Eurofestival dell’anno precedente, RAF arriva a Sanremo tra i big lanciando definitivamente la sua musica.

MASSIMO RANIERI era in tournèe con Rinaldo in Campo quando ha partecipato a Sanremo nel 1988, con una canzone che era stata scritta per Gianni Nazzaro. Ma dopo il successo di Fausto Leali nel 1987 decide di tornare a mettersi in gioco gareggiando a Sanremo e trionfando con un brano che mette in evidenza tutte le sue qualità vocali.

Dopo 14 anni e numerosi successi, MINO REITANO torna a Sanremo cercando di tornare al successo, con una canzone in cui crede davvero. Vorrebbe la sua ITALIA come inno dei mondiali di calcio Italia 90, ma effettivamente è così banale e senza senso che proprio non si capisce in cosa credesse. Però almeno risulta simpatico ed autoironico, così comincia a frequentare i salotti televisivi.

Dopo i brani leggeri che hanno interpretato dai primi anni ottanta, i RICCHI E POVERI portano a Sanremo un brano che parla di ingegneria genetica e inseminazione artificiale, mostrandosi scettici e contrari alla pratica.. bah..

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A 18 anni dalla sua prima partecipazione sanremese, e dopo una carriera come autore di successo e cantautore impegnato, RON torna a Sanremo prima della svolta disimpegnata, anche se la sua canzone non ottiene il successo del Totip, ma vincendo sul mercato.

ALAN SORRENTI ha cominciato a dedicarsi alla musica nei primi anni settanta come interprete rock progressive, ma verso la fine degli anni settanta cambia genere e con la italo dance ottiene un successo continentale che spinge la RAI a scegliere lui per rappresentare l’Italia all’Eurofestival nonostante non avesse mai partecipato né a Sanremo né a Canzonissima. Durante gli anni ottanta il successo vacilla e tenta la carta di Sanremo per rinverdire i fasti.

Dopo il successo tra le nuove proposte nel 1987, MICHELE ZARRILLO torna a Sanremo tra i Big, ma senza farsi notare più di tanto, per quanto il brano sia di buona fattura.

Un bel cast, con molte belle canzoni, anche quello delle 16 nuove proposte.

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BUNGARO (nella foto sopra) comincia a dedicarsi alla musica da giovanissimo, ma pubblica il primo singolo nel 1987 per poi arrivare a Sanremo tra le nuove proposte nel 1988, ma senza farsi notare più di tanto, dovendo aspettare il 1991 per questo.

FABIO DE ROSSI si fa conoscere come cantante grazie alla sua presenza fissa nella trasmissione televisiva “Bella d’estate” e arriva a Sanremo nel 1988, cantando solo una volta verso l’una di notte.

Dopo i tentativi del 1983 e del 1984, e le grandi potenzialità di GIORGIA FIORIO, eccola tornare a Sanremo e sperare in una nuova chance, raggiungendo la semifinale della categoria nuove proposte.
Dopo questo ennesimo tentativo però abbandona la musica e si dedica, cominciando per gioco, ad un nuovo lavoro diventando una delle fotografe più apprezzate a livello mondiale.

BIAGIO ANTONACCI comincia a lavorare nella musica come corista e debutta a Sanremo nel 1988, a 24 anni, ma non raggiunge il successo, dovendo aspettare la prima metà degli anni novanta per affermarsi definitivamente.

Dopo la terza posizione raggiunta nel 1987, i FUTURE tornano a Sanremo e questa volta vincono sui preferiti dalla critica e sul favorito della vigilia. Dopo la proclamazione Miguel Bosè annuncia al gruppo che sarà tra i big l’anno seguente, come ormai di rito, ma il regolamento cambia e loro torneranno a Sanremo, ma ancora una volta tra le nuove proposte.. poveretti..

A metà strada tra tradizione sarda e rock d’autore, gli ICE si formano nel 1986 e, dopo aver vinto Castrocaro nel 1987, arrivano a Sanremo con il plauso unanime da parte della critica, ma l’aver cantato a notte fonda non li premia. Il gruppo, formato da Andrea Desole, Massimo Cossu, Uccio Soru, Giancarlo Longoni e Paolo Zanin, porta per primo a Sanremo un brano in lingua sarda.

STEFANIA LA FAUCI comincia a cantare a 20 anni come front woman di un gruppo di sole donne, per poi avviare una carriera solista che la vedrà a Sanremo per tre volte tra le nuove proposte.

Charly Cartisan, Fausto Cogliati e Livio Visentin cominciano a suonare insieme dal 1982 chiamandosi LIJAO proponendo un repertorio rock progressive, che però diventa pop nel 1987, quando arrivano alla ribalta nazionale arrivando anche al Festival di Sanremo. Sono terzi nel 1988, ma il mercato non porta le stesse soddisfazioni delle giurie.

La gavetta di MIETTA la vede vivere il sogno di Cenerentola e grazie all’impegno e allo studio, e grazie anche alla presenza costante in alcune trasmissioni televisive, il nome di Mietta si fa notare e arriva a Sanremo nel 1988, ma non raggiunge la finale e dovrà rinviare il successo di un anno.

Dopo aver esordito nel 1987, arrivando secondo, MIKI riprova la carta sanremese arrivando ancora una volta in finale, ma fermandosi quarto questa volta. Continuerà a cantare ma soprattutto in ambito locale.

Dopo la bellissima Notte di Praga, quarta nel 1987, ANDREA MIRÓ torna a Sanremo, ma non raggiunge la finale. Per tutti gli anni successivi, fino al 2000, collabora come musicista e corista per numerosi artisti, come ad esempio Vecchioni o Enrico Ruggeri.. la rivedremo a Sanremo nel 2000, in gara ancora tra le nuove proposte, e nel 2003 tra i Campioni.

Dopo l’ottimo debutto del 1987, MARIELLA NAVA ci riprova e torna a Sanremo nel 1988, ma senza raggiungere la finale nonostante la qualità del brano. Per qualche anno si concentrerà nel ruolo di autrice, anche per nomi importanti come De Crescenzo, Mina e Renato Zero, e tornerà a sanremo nel 1991, tra i campioni, su imposizione di Renato Zero.

STEFANO PALATRESI canta nelle più importanti trasmissioni televisive condotte da Renzo Arbore, sia in “Cari amici vicini e lontani” che in “Quelli della notte”. Quindi la sua carriera comincia nel 1984 e grazie a questo arriva a Sanremo, come favorito, nel 1988, arrivando secondo.
La sua carriera continua sempre all’interno di trasmissioni televisive, per tornare poi a Sanremo nel 1995, questa volta tra i campioni, nell’inedito Trio Melody.

STEFANO RUFFINI arriva a Sanremo dopo essersi diplomato alla tuscolana come interprete di musica leggera, ma non arriva in finale, tornerà a Sanremo nel 1989.

TANIA TEDESCO fa la gavetta cantando in un gruppo locale in e durante questo periodo viene notato da Angela Brambati dei Ricchi e Poveri, che la produce. A Sanremo è tra le favorite ma si ferma in semifinale, purtroppo.

Al terzo Festival di Sanremo, per PAOLA TURCI arriva un po’ di riconoscimento anche dalle giurie, che durante le prime due partecipazioni l’hanno fatta esibire una sola volta. In questa edizione raggiunge la semifinale e per la seconda volta vince il premio della critica. Grazie a questo doppio successo l’anno successivo non sarà tra le nuove proposte, ma tra gli esordienti, categoria a metà strada tra sconosciuti (o quasi) e Big della musica nostrana.

Un anno davvero ricco per il Festival, e per questo ricca sarà anche la presenza di aneddoti e curiosità cha da sempre caratterizzano la seconda faccio del Festival di Sanremo.

ANEDDOTI E CURIOSITÀ

Massimo Ranieri partecipa a Sanremo, vincendo, dopo aver fermato temporaneamente il suo Tour teatrale con Rinaldo in campo. Esattamente come fece nel 1962 Domenico Modugno.

La giuria che decreta la vittoria delle Nuove Proposte è composta da 519 giovani tra i 14 e i 26 anni, mentre nelle tre serate precedenti sono 250 a sera.

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Ai 4 conduttori designati, Bosè (nella foto a sinistra) e Carlucci per l’Ariston, Massarini per il PalaRock e Sandvik per il Casinò, si aggiunge Bruno Gambarotta, che cura e conduce i numerosi collegamenti con l’agenzia Abacus.

Massimo Ranieri non incide disci da oltre 10 anni. Solo pochi anni prima, per questa ragione, avrebbe rischiato di gareggiare tra gli aspiranti.

Dopo numerosi anni Mino Reitano torna ad occupare le pagine dei maggiori quotidiani, anche se per essere dileggiato per l’entusiasmo che mostra per il suo ritorno in gara.

Pippo Baudo, assente dopo il suo passaggio alla Fininvest, appare sullo schermo, grazie al video tributo per celebrare il Festival.

Beppe Grillo irrompe sulla scena al grido “Ve lo meritereste un pochino” e poi inanella una serie di situazioni italiane in chiave ironica, sulla stessa falsariga dei suoi interventi televisivi e teatrali.

Antonio Moretti, regista della manifestazione, deve aver pensato più volte di ritirarsi in segreto tra i monasteri del monte Athos. I suoi numerosissimi errori di regia hanno compromesso la gara, rovinando l’esibizione di Anna Oxa con una base troppo elevata rispetto al volume del microfono della cantante, oltre che riprendere ovunque, meno che il viso, durante i momenti topici del brano. Per questa ragione Anna Oxa minaccia di abbandonare il Festival.

Numerosi i refusi relativi alle didascalie che accompagnano i cantanti:
I Ricchi e Poveri, Flavia Fortunato e Michele Zarrillo sono tutti e tre Michele Zarrillo;
i Matia Bazar, Flavia Fortunato e Francesco Nuti canterebbero tutti “Sarà per te”;
Si esibiranno Tullio de Episcopo, Fiordalisio e Bonocore.
Certo, errori di distrazione, che però anche in una televisione locale sarebbero accettati.

Miguel Bosè raggiunge Massarini al PalaRock e si esibisce come cantante con ” Lay Down on me”, fuori programma. Tutti sono indignati da questo uso personalistico della grande manifestazione musicale, ma non lo si critica apertamente, perché (dicono) “attaccare Pippo Baudo voleva significare attaccare l’istituzione e criticare la manifestazione in sé, mentre attaccare Bosé vorrebbe dire andare sul personale”.

I Figli di Bubba, sono intenzionati a salire sul palco con “Scrondo”, il nano radioattivo (antesignano dell’alieno di Avanti un altro), tra i protagonisti della trasmissione “Matrioska” che intendono difendere dalla censura berlusconiana.

Flavia Fortunato, a chi continua incessantemente a darle della raccomandata per la sua partecipazione a Sanremo senza successi discografici, risponde “Se proprio devo avere questa fama, meglio la DC che i Radicali. Meglio un grande partito di maggioranza che la minoranza”.

Il Processo al Festival vede Aldo Biscardo come Giudice, Vincenso Mollica come parte dell’accusa, Sandro Paternostro come difesa. A loro si uniscono il monistro Franco Carraro e lo storico Giardi Borgna, con i direttori dei 4 più importanti quotidiani dell’epoca. I cantanti sono sul banco degli imputati, ma il dibattito non diverte e si affossa da solo, tanto che Francesco Nuti va via dicendo “Mi diverto più a cantare”, facendosi seguire da molti dei cantanti impoegnati nel processo. Tra i pochi a restare ci saranno Tullio de Piscopo, per rispetto al pubblico e ad un lavoro fatto da maestranze, e Toto Cutugno, accusato di populismo e di sfruttare questa direzione, che però entra in polemica con Biscardi dicendo “se fossi stato un figlio di buona donna, avrei partecipato con qualcosa di veramente semplice, e qui non ci sarebbe stato posto per nessuno”.

Paul McCartney domanda se non fosse più logico che a chiudere la manifestazione fosse lui, ma gli viene spiegato che si protrebbe raggiungera quasi l’alba. Gli organizzatori preparano un bis al pianoforte, ma i conduttori se lo lasciano sfuggire.

A metà serata, durante la finale, viene mandata la fase finale della discesa che vale per Alberto Tomba un ennesimo oro alle olimpiadi invernali di Calgary.

Achille Togliani premia i Future.

Dopo la proclamazione dei vincitori va avanti la lunga notte del PalaRock, poi replicata altre 2 volte in pochi mesi. La RAI si accorge in quella occasione di non saper gestire i grandi eventi, avendo un cast migliore degli MTV Music Award, ma non avendolo saputo sfruttare.

La XXXIII edizione dell’Eurovision Song Contest va in onda da Dublino il 30 aprile e vede i debutti sulla scena internazionali di star come Celine Diòn e Lara Fabian. In gara erano stati iscritti 22 brani, ma quello di Cipro fu escluso a pochi giorni dalla manifestazione perchè aveva perso alcuni requisiti previsti dal regolamento. Così alla fine le nazioni in gara sono state 21, tra cui l’Italia che si è fatta rappresentare da Luca Barbarossa. Nonostante le voci inconfondibili da subito di Lara Fabian e di Celine Diòn, la gara non appare scontata e mentre la prima resta fuori già da subito, Celine Dion riesce a vincere ma superando di un solo punto il secondo classificato. L’esibizione della Dion è bella da vedere grazie al vestito che si era messa.

Il primo Festival dell’era moderna senza Baudo, passato alle reti commerciali, si fa ricordare per la formula che vede la musica al centro di tutto: 3 spettacoli in uno, conduttori allo sbaraglio, ma mai come l’anno dopo, ospiti eccezionali e canzoni che sono rimaste nella memoria collettiva. 42 canzoni, nuovo record, un altro tentativo di “Dopofestival”, e una diretta senza precedenti. La classifica non regala sorprese tra i big e ha una gara stanca tra i giovani, tra cui nessuno riuscirà a sfondare dopo questa partecipazione, anche se in gara ci sono ben 6 nomi ancora in auge adesso (di cui 5 non finalisti e 1 semifinalista) che dovranno aspettare per potersi affermare.

La classifica è la seguente:

1 – Perdere l’amore (Marcello Marrocchi e Giampiero Artegiani) Massimo Ranieri -7.327.344 voti
2 – Emozioni (Toto Cutugno) Toto Cutugno -4.800.912 voti
3 – L’amore rubato (Luca Barbarossa) Luca Barbarossa -2.510.100 voti
4 – Dopo la tempesta (Alberto Salerno e Gianni Bella) Marcella -1.543.532 voti
5 – Mi manchi (Fabrizio Berlincioni e Franco Fasano) Fausto Leali -1.442.346 voti
6 – Italia (Umberto Balsamo) Mino Reitano -1.149.372 voti
7 – Quando nasce un amore (Adelio Cogliati, Franco Ciani e Piero Cassano) Anna Oxa -853.124 voti
8 – Per noi (Toto Cutugno) Fiordaliso con Claudio Cabrini -758.874 voti
9 – Nascerà Gesù (Umberto Balsamo) Ricchi e Poveri -654.466 voti
10 – Le notti di maggio (Ivano Fossati) Fiorella Mannoia -615.378 voti
11 – Inevitabile follia (Giancarlo Bigazzi e Raffaele Riefoli) Raf -561.206 voti
12 – Sarà per te (R. Mariotti) Francesco Nuti -556.824 voti
13 – Io per le strade di quartiere (Franco Califano e Toto Cutugno) Franco Califano -522.712 voti
14 – Nella valle dei Timbales (Mauro Pagani) Figli di Bubba -451.374 voti
15 – Come un giorno di sole (Giampiero Artegiani, Michele Zarrillo e Luigi Lopez) Michele Zarrillo -433.106 voti
16 – Io (Tony Cicco) Loredana Berté -394.116 voti
17 – Nun chiagnere (Lorenzo Raggi, Depsa e Franco Fasano) Peppino di Capri -369.828 voti
18 – Andamento lento (Tullio De Piscopo e Mario e Giosy Capuano) Tullio De Piscopo -345.252 voti
19 – La prima stella della sera (Aldo Stellita, Sergio Cossu e Carlo Marrale) Matia Bazar -329.156 voti
20 – Era bella davvero (Oscar Avogadro, Paolo Amerigo Cassella e Dario Farina) Drupi -282.880 voti
21 – Il mondo avrà una grande anima (Rosalino Cellamare) Ron -230.722 voti
22 – Una bella canzone (Oscar Avogadro e Mario Lavezzi) Flavia Fortunato -209.818 voti
23 – Cielo chiaro (Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo e Gianni Belleno) New Trolls -185.306 voti
24 – Ma che idea (Luca Madonia) Denovo -124.060 voti
25 – Le tue chiavi non ho (Alberto Salerno e Nino Buonocore) Nino Buonocore -91.408 voti
16 – Come per miracolo (Alan Sorrenti e Giorgio Cavalli) Alan Sorrenti -77.788 voti

Categoria Nuove Proposte

1 – Canta con noi (Marco Battistini, Mino Reitano, Gegè Reitano, Franco Sacco e Ricky Bolognesi) Future -1.255 voti
2 – Una carezza d’aiuto (Renzo Arbore e Claudio Mattone) Stefano Palatresi -1.199 voti
3 – Per noi giovani (Piero Cassano, Livio Visentin e Adelio Cogliati) Lijao -1.151 voti
4 – Ogni tanto si sogna (Michele Porru) Miki -1.135 voti

Semifinaliste

Io con te (Roberto Ferri e Mauro Paoluzzi) Giorgia Fiorio
– La notte delle favole (Depsa, Angela Brambati e Piero Ameli) Tania Tedesco
– Sarò bellissima (Gaio Chiocchio e Roberto Righini) Paola Turci
– Se fosse vero (Marco e Paolo Armenise ) Stefania La Fauci

Non finaliste

– Canto bolero (Marco Luberti, Grazia Di Michele e Francesco Gazillo) Stefano Ruffini
– L’ultima bugia (Massimiliano Governi e Fabio De Rossi) Fabio De Rossi
– Mama (Piero Marras) Ice
– Non è segreto (Armando Mango) Andrea Mirò
– Sarà forte (Pino Romanelli e Antonio Calò) Bungaro
– Sogno (Claudio Mattone) Mietta
– Uno spiraglio al cuore (Maria Giuliana Nava) Mariella Nava
– Voglio vivere in un attimo (Biagio Antonacci e Rosalino Cellamare) Biagio Antonacci

24 Comments

24 Comments on LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1988 – 38° EDIZIONE. UN SANREMO, TRE SANREMO. IL DISASTRO DEL PROCESSO. ESORDIENTI COL BOTTO (SIA TRA I BIG CHE TRA I GIOVANI)

  1. PEPPE
    #PEPPE
    4 gennaio 2017 at 19:08 (4 mesi ago)

    Canzone spettacolare quella di Ranieri,la poú bella tra tutte anche se quella di Oxa,Reitano,Mannoia erano cmq di buona fattura
    Festival che aprí poi i scenari a nuovi regolamento visto l’aumento di serate e cantanti
    Come fu per Leali e in tanti vollero o almeno cercarono di emularlo quest’anno credo sia un po per Zarrillo che tenta di bissare il successo degli Stadio….mi da questa impressione

  2. aleimpe
    4 gennaio 2017 at 19:09 (4 mesi ago)

    Nel corso della di finale di Sanremo 1971 venne annunciata la vittoria di Thoeni nella Coppa del Mondo di sci, lo sai ?

  3. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 19:20 (4 mesi ago)

    Sì, ma qui non si è solo annunciato la medaglia. Hanno interrotto la gara per collegarsi con Calgary per mezz’ora e più. Per vedere l’intera gara.

  4. Sanfrank
    Sanfrank
    4 gennaio 2017 at 19:29 (4 mesi ago)

    Sante me lo ricordo e con questa mossa la popolarità di Tomba la bomba crebbe smisuratamente

  5. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 19:30 (4 mesi ago)

    Soprattutto, tra le curiosità ogni volta inserisco un cammeo dell’eurofestival. Quest’anno debutta a livello internazionale Celine Dion

  6. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 19:31 (4 mesi ago)

    Tomba ebbe il successo di Totti all’epoca..

  7. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 20:15 (4 mesi ago)

    Io intanto scrivo del kolossal che fu il 1989.. sono alla bozza.. giornata lunghissima: sveglia alle 5, il lavoro, poi ristrutturazione e almeno fino a mezzanotte per l’articolo..

  8. lucio voreno
    4 gennaio 2017 at 21:25 (4 mesi ago)

    Bosè già a sanremo faceva le prove per lo stile di conduzione di Operazione Trionfo eehhh.
    Ranieri trionfa distaccando nettamente anche il buon Cutugno, nuovi successi per leali e Oxa tra non molto raccoglieranno anche il meritato successo sanremese.
    Ricchi e poveri con una canzone bella ma non nelle loro corde e agli antipodi da quello che avevano lanciato in quel periodo.
    Peggior piazzamento dei matia bazar con una canzone di non facile impatto

  9. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 21:30 (4 mesi ago)

    Il peggior piazzamento dei Maria bazar è nel 1977 (eliminati), senza contare il 2012 (eliminati)

  10. _MissFairy_
    _MissFairy_
    4 gennaio 2017 at 21:48 (4 mesi ago)

    Perdere l’amoreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    un pò di domande Sante

    Toto ma quanti secondi posti ha collezionato?

    Flavia Fortunato era la Bianca Atzei dei tempi?

    come mai la scelta Gabriella Carlucci e Miguel Bosè? non ricordo che Gabriella fosse molto più famosa di Milly negli anni 80 o sbaglio?

  11. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 21:59 (4 mesi ago)

    Toto Cutugno ha 6 secondi posti.

  12. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 22:02 (4 mesi ago)

    Flavia fortunato aveva una carriera televisiva vera.. era famosa, ma non come cantante.. voleva però esserlo a tutti i costi

  13. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 22:06 (4 mesi ago)

    Le 2 Carlucci avevano lo stesso successo, ma Gabriella era volto di punta della trasmissioni musicali, quindi già avvezza a questa conduzione

  14. marii
    Marii
    4 gennaio 2017 at 22:52 (4 mesi ago)

    Questi festival sono stati veramente belli

    Quando nasce un amore meritava il podio!!! Il settimo posto è troppo poco per una canzone del genere, mannaggia il regista!!! Tra i pezzi top oltre la oxa per me perdere l’amore, mi manchi, le notti di maggio, andamento lento lento e Italia

  15. Sante Longo
    Sante Longo
    4 gennaio 2017 at 22:58 (4 mesi ago)

    L’amore rubato lo dimentichi? Le notti di maggio, Io.. ce ne sono di bei brani

  16. aleimpe
    4 gennaio 2017 at 23:39 (4 mesi ago)

    Sante,
    Negli anni ’80 c’era una cantante che partecipò a Sanremo che fece anche Miss Italia ?

  17. zeus
    zeus
    5 gennaio 2017 at 0:09 (4 mesi ago)

    Tantissimi brani belli!!
    Mia top 10

    1-Perdere l’amore (Marcello Marrocchi e Giampiero Artegiani) Massimo Ranieri
    2-Quando nasce un amore (Adelio Cogliati, Franco Ciani e Piero Cassano) Anna Oxa
    3-Mi manchi (Fabrizio Berlincioni e Franco Fasano) Fausto Leali
    4- Le notti di maggio (Ivano Fossati) Fiorella Mannoia
    5-Inevitabile follia (Giancarlo Bigazzi e Raffaele Riefoli) Raf
    6-L’amore rubato (Luca Barbarossa) Luca Barbarossa
    7-Andamento lento (Tullio De Piscopo e Mario e Giosy Capuano) Tullio De Piscopo
    8-Io (Tony Cicco) Loredana Berté
    9-Italia (Umberto Balsamo) Mino Reitano
    10-Come un giorno di sole (Giampiero Artegiani, Michele Zarrillo e Luigi Lopez) Michele Zarrillo

  18. _MissFairy_
    _MissFairy_
    5 gennaio 2017 at 0:10 (4 mesi ago)

    che poi Andamento Lento vendette molto di più di Perdere l’amore che già di suo ha venduto tantissimo

  19. mac
    5 gennaio 2017 at 0:20 (4 mesi ago)

    Il festival 88 in origine fu proposto a Loretta Goggi, dopo il successo che ebbe nel 1986, ma Loretta come condizione voleva Gianni Brezza alla regia, la rai non accettò e Loretta rifiutò la conduzione.

    Flavia Fortunato, era meno raccomandata di altre/i ma facilmente attaccabile in quanto il suo produttore fino al 1987 non era ben visto da molti nell’ambiente. In realtà oltre ad essere famosa come conduttrice, vendette abbastanza bene con i 45 giri: Casco Blu, Verso il duemila, Canto per te, Ritrovarsi, Aspettami ogni sera quest’ultimo divenne un successo anche all’estero, fino all’ultimo 45 del 1992 Per Niente al Mondo. Di fatto arrivò tra i big, dopo due partecipazioni tra i giovani e un terzo posto dietro Eros Ramazzotti. Nel 1988 tenta il salto di qualità con la produzione di Lavezzi a cui seguiranno due album più autorali con pezzi di Cocciante, Antonacci, Ivan Graziani fino alla sua ultima partecipazione in coppia con Fasano con Per Niente al Mondo con cui scalò le…

  20. mac
    5 gennaio 2017 at 0:24 (4 mesi ago)

    con cui scalò le classifiche di vendite. Dopo di allora farà ancora per qualche anno teatro, conduzione radio e in tv fino al ritiro defintivo per motivi familiari, dopo la nascita di uno dei figli.

  21. Sante Longo
    Sante Longo
    5 gennaio 2017 at 6:37 (4 mesi ago)

    In quel periodo servivano certificazioni per arrivare tra i big, che lei non aveva. Per questo era attaccabile, come lo fu nell’83 Barbara Boncompagni, come lo è oggi bianca Atzei, solo che oggi l’obbligo di certificazione non c’è più.

  22. mac
    5 gennaio 2017 at 9:25 (4 mesi ago)

    All’epoca le soglie per le certificazioni erano altissime e non erano rese note come oggi con la fimi.
    I singoli che ho citato stettero in classifica per diverse settimane, in molti casi più di colleghe blasonate come nel 1986.
    Aspettami ogni sera, che arrivò terza la nuove proposte, fu un successo anche all’estero, infatti divenne anche una cover.
    E le arrivò tra i big del festival, solo due anni dopo, dopo aver piazzato in classifica anche il singolo, a mio avviso orribile, Casco Blu,
    Il paragone con la Boncompagni è fuori luogo, in quanto non è mai stata cantante e non ha mai avuto un singolo in classifica a differenza della Fortunato.
    Anche con la Aztei che non ha mai avuto un seguito di vendite nonostante sia sponsorizatissima.

  23. Gab
    Gab
    5 gennaio 2017 at 13:01 (4 mesi ago)

    Bisogna dire che con l’edizione di Baudo dell’anno prima, e fino alla metà degli anni 90, ultime edizioni di Baudo, Sanremo era veramente capace di sfornare decine di canzoni che poi sono rimaste negli anni, diventando grandi classici. E questo valeva sia per i Big che per i giovani. Tante sono le canzoni che sono diventate veri cult!

  24. Gab
    Gab
    5 gennaio 2017 at 13:03 (4 mesi ago)

    Il boom poi sarà proprio nei primi anni 90 dove oltre ai Big anche gli stessi giovani riusciranno ad imporsi nelle vendite.