LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO 1990-40° EDIZIONE. TORNA L’ORCHESTRA. TORNANO GLI ABBINAMENTI CON I CANTANTI STRANIERI. LA LAMBADA cutugno-carlucci-dorelli

A cura di Sante Longo – Il 1989 è stato un anno incredibile. Il nuovo Patron, è riuscito a creare un evento talmente imponente che anche i mille difetti sono passati inosservati, anche quelli ingombranti come la terrificante conduzione dei 4 figli d’arte. Un fiume in piena!

Ospiti internazionali di grande respiro, un cast di cantanti in gara, anche tra i giova volendo, che non delude nessuno e uno spettacolo televisivo che rappresenta davvero un evento imperdibile. Si torna a vedere il Festival esattamente come negli anni Sessanta.

Proprio partendo da questo presupposto e in vista dei suoi primi quarant’anni, la macchina organizzativa si fa mastodontica.

Il Festival di Sanremo raggiunge un traguardo importantissimo, che solo gli eventi sportivi avevano raggiunto prima, oltre al concorso di Miss Italia. Per questa ragione il Patron Aragozzini organizza un’edizione che rappresenta un vero kolossal rispetto a tutti gli altri eventi televisivi, rappresentando un vero e proprio ritorno all’importanza e al prestigio che il Festival aveva assunto nei primi anni della sua esistenza.

Il regolamento viene nuovamente stravolto, dopo i cambiamenti radicali dell’edizione precedente. Le categorie in gara tornano da 3 a 2, vedendo confermate le categorie “Campioni” e “Novità”, mentre viene soppressa la categoria “Emergenti” che pure ha ottenuto un buon successo e in cui avrebbero potuto gareggiare i Future (foto sotto), vincitori della categoria nuovi nel 1988, costretti a tornare in gara tra le nuove proposte.

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Le canzoni della categoria campioni sono tutte automaticamente in finale e vengono reinterpretate, fuori gara, da artisti internazionali di successo (chi più, chi meno). Questa idea era stata proposta da Toto Cutugno durante il dibattito del venerdì nell’edizione del 1987, ma gli fu risposto che si trattava di una mera utopia. Come in un senso di rivalsa, sarà proprio lui a scegliere un’accoppiamento talmente importante da offuscare tutti gli altri, soprattutto a livello mediatico.

Il ritorno dell’orchestra e l’abbinamento a cantanti che potrebbero dare il successo internazionale alle canzoni del Festival (come succedeva negli anni sessanta), rende la manifestazione nuovamente appetibile, tanto da essere al centro di una parodia completa ad opera del gruppo rock demenziale, mosso da un genio indiscusso, degli “Elio E Le Storie Tese”.

Le serate del Festival vengono sfruttate appieno e così divise:

– Nel corso della prima e della seconda serata si esibiscono 10 dei campioni e otto delle nuove proposte. Tra le Nuove Proposte la gara è già cominciata e di questi 8, 3 dovranno lasciare la gara.

– Nel corso della terza serata invece vengono presentati gli abbinamenti con gli artisti internazionali. Oltre alle esibizioni degli artisti internazionali, ha corso la finale della categoria Novità, tra cui viene eletto vincitore Marco Masini.

– La serata del sabato vede l’esibizione in apertura di serata del vincitore proclamato la sera prima e poi tutti i campioni e le star straniere.

La sigla delle quattro serate del Festival è costituita da un medley di tutte le canzoni di maggiore successo tra quelle passate da Sanremo. Ad interpretarla ci sarebbe dovuto essere Claudio Baglioni, malvisto dalla RAI poichè non facente parte della sua casa discografica, dunque il medley è costituito da un collage sonoro.

A presentare il Festival viene chiamata la coppia (male assortita) composta da Gabriella Carlucci e Johnny Dorelli.

Ma questa non è la prima scelta, e anzi sembra rappresentare un ripiego dopo il rifiuto, all’ultimo momento, delle prime scelte rappresentate da Gigliola Cinquetti (cantante di successo degli anni del boom sanremese, sostituita da Dorelli) e da Jovanotti (volto giovane che ha ottenuto uno straordinario successo sul mercato e anche in televisione).

La Carlucci rappresenta una vera sorpresa grazie alla sua verve e alla dialettica che l’ha fatta prendere di mira dalla comicità del trio, poiché troppa.

È stata fortemente voluta dalla RAI, ma sul palco di Sanremo lamenta il fatto che Johnny Dorelli, che avrebbe dovuto coadiuvarla, la tratta in realtà alla stregua di una valletta.

Inizialmente il nome che viene fatto ripetutamente come papabile alla conduzione del Festival è quello di JOVANOTTI. Dopo il 1989 il suo successo aumenta a dismisura e riesce ad ottenere anche un notevole successo durante le ospitate televisive che registrano picchi di ascolto da parte del neonato Auditel.

Dopo 10 anni a Sanremo torna l’orchestra che vede 45 musicisti e 8 coristi, selezionata da Gianmaria Berlendis e diretta da 23 direttori d’orchestra che si alternano. tra i maestri troviamo Peppe Vessicchio, Massimiliano Pani, Fio Zanotti, Vince Tempera, Lucio Fabbri e tanti altri.

Il ritorno dell’orchestra porta un nuovo senso all’intera kermesse sanremese che torna a rappresentare un vero e proprio evento, apportando nuove difficoltà per chi si esibisce dal vivo. Effettivamente, per tutti gli anni ottanta a caratterizzare il Festival ci sono state le basi musicali e, per alcuni anni, anche il playback, e risulta difficile adesso adattarsi a questa “novità”.

Inoltre la scenografia del Festival non aiuta affatto. Il palcoscenico misura 700 mq e l’orchestra viene relegata in un angolo di esso. Una struttura di polistirolo la separa dal resto del palco, distanziandola dal cantante che quindi sente poco l’attacco e fatica a mantenere l’intonazione a causa della difficoltà di ascolto.

Il Teatro Ariston era in ristrutturazione dall’estate del 1989 e così non poteva essere utilizzato per la XL edizione del Festival di Sanremo. L’organizzazione decise così di sfruttare una struttura, appena completata, che però si trovava a circa 8 km dalla città. Il PALAFIORI, destinato alla fiera della floricoltura, rappresenta sulla carta il luogo giusto, il più indicato. Non sono dello stesso avviso i commercianti, i ristoratori e gli albergatori sanremesi che vedono così ridotto il successo della settimana sanremese.

L’atmosfera del Mondiale Italia ’90, che di lì a qualche mese avrebbe accentrato tutti i media italiani, aleggia anche su Sanremo che così, per la prima volta, si ritrova ad avere una mascotte, REMINO, rappresentato da una chitarra che vede il manico concludersi con un fiore. Per rendere il tutto un po’ più antropomorfo e simpatico alla chitarra vengono aggiunte anche braccia e gambe.

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Ancora una volta, la terza su tre partecipazioni sanremesi di Mia Martini, il premio della critica viene assegnato proprio a lei. La lotta all’assegnazione è però molto dura a causa dell’ottima performance di Ray Charles, che pur se fuori concorso influenza molto sia i critici che la giuria. Poi per fortuna la stampa si rende conto che bisogna valutare i cantanti in gara e così assegna il premio della critica a MIA MARTINI, con “La Nevicata del ’56“. Per la categoria Novità, invece, MARCO MASINI con “Disperato” ha vita facile non essendoci nessuna canzone in grado di dargli filo da torcere, né per le giurie né per la stampa.

La serata finale del Festival vede ben 41 esibizioni musicali. Ad aprire la serata, come già detto, è Marco Masini, vincitore della categoria Novità, proclamato nel corso della serata precedente, e poi 5 blocchi di esibizioni: 4 campioni e a seguire i 4 artisti internazionali che ripetono la loro canzone.

I giurati, che per la serata finale sono 2000, votano nel corso del pomeriggio, dopo aver riascoltato le canzoni. La stampa è fortemente indignata a causa degli esiti del festival, ampiamente previsti anche da alcune trasmissioni dell’emittente concorrente (su tutti Striscia La Notizia).

Per la prima volta in tutta la sua carriera ormai quindicennale, la stampa e la critica sono a favore di Toto Cutugno che riesce a far parteggiare per sé, anche per merito della fortunatissima accoppiata con Ray Charles che ha dato alla sua GLI AMORI un tocco di qualità in più.

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A vincere, rispettando tutti i pronostici è il gruppo dei POOH, in attività da 25 anni circa.

Leggenda narra che abbiano accettato di partecipare al Festival solo perché è stata garantita tra i campioni la presenza di Lena Biolcati, vincitrice tra le nuove proposte nel 1986, e protetta dal gruppo, e tra le novità delle Lipstick, eliminate però dopo il primo ascolto. Loro non smentiscono, e anzi affermano: “Non ci sembra disdicevole sfruttare il nostro successo per lanciare artisti in cui crediamo”.

Ai Pooh è affiancata DEE DEE BRIDGEWATER, affermata cantante americana che ha raccolto ovazioni grazie alla collaborazione con Ray Charles. Proprio lui, RAY CHARLES, è l’artefice della seconda posizione raggiunta da Toto Cutugno che rappresenta un record essendo la quinta volta che raggiunge la piazza d’onore al Festival.

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Terzi si piazzano, prevedibilmente e non senza polemiche, il duo composto da AMEDEO MINGHI e MIETTA. Le polemiche nascono dal fatto che entrambi sono sotto contratto con la Fonit Cetra, casa discografica della RAI, la quale aveva dichiarato di volere l’affermazione dei due. In ogni caso il pubblico dimostra di gradire la canzone presentata dalla coppia e la porta al primo posto in classifica, facendola risultare la seconda canzone più venduta dell’anno.

L’artista straniera che reinterpreta la loro canzone è la non ancora diciottenne NIKKA COSTA.

Tra i giovani non c’è gara e MARCO MASINI riesce a sbaragliare tutti anche grazie all’esperienza e all’ottima reputazione che con gli anni si è saputo costruire.
Secondo si piazza Franco Fasano, già terzo nel 1989, mentre l’ultimo gradino del podio è invece occupato da Gianluca Guidi, che nel 1989 si era fermato in semifinale.

Non riescono a farcela i Future, vincitori della categoria nel 1988 e costretti a partecipare nuovamente tra le nuove proposte, che pur arrivando in finale non vedono premiata la loro canzone. Stessa sorte per i Lijao, terzi nel 1988.

Il ritmo dell’anno è quella LAMBADA che i Kaoma hanno portato al successo nel 1989. Loro affermano di suonare quel ritmo da un decennio, ma è solo dall’estate precedente che è diventato un caso mondiale. Anche il Festival di Sanremo si adegua e sono ben 4 i brani che vengono costruiti su ritmo di lambada tra quelli presentati nel 1990.

– EVVIVA MARIA è costruita su sonorità latino-americane;

– LA LAMBADA STROFINERA è ironica e molto meno sensuale, ma è pur sempre su ritmo lambada;

– UNA STORIA DA RACCONTARE si apre con un giro che sembrerebbe clonato proprio dalla lambada dei Kaoma;

– DONNA CON TE invece prende le sembianze della lambada proprio in quanto interpretata dai Kaoma nella versione internazionale.

Come aveva promesso Aragozzini l’anno precedente, dopo l’esibizione di Grillo, non ci furono comici a Sanremo, ma interventi comici sì. Furono affidati a RENATO POZZETTO, registrati e preventivamente ascoltati prima di essere mandati in onda, portando il disinteresse da parte del pubblico in sala che approfittava dell’intervento comico per lasciare il loro posto e tornare quando la gara stava per riprendersi. Anche gli applausi e le risate erano registrate e questo fa tanta, tanta tristezza.

Con un parterre di stelle come interprete fuori gara dei brani in concorso, non c’è stato molto spazio per gli Ospiti propriamente detti. Ce ne saranno uno per sera, ad esclusione della serata finale che aveva già ben 4 ore di diretta.

Durante la prima serata l’ospite d’onore fu LIZA MINNELLI.
Durante la seconda serata l’ospite d’onore fu TINA TURNER.
Durante la terza serata l’ospite d’onore fu ROD STEWART, che però si perse tra tutti gli ospiti previsti per la serata, alcuni dei quali decisamente più importanti di lui.

La XL edizione del Festival di Sanremo ha portato sul mercato alcune delle canzoni più belle della storia del Festival, alcune sottovalutate, altre passate inosservate a causa della poca visibilità che hanno ottenuto. L’edizione di passaggio tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, segna il passo anche al Festival che abbandona le sonorità che hanno caratterizzato le edizioni precedenti e, con il ritorno dell’orchestra, si appresta a maturare ancora.

Per la seconda volta, e a distanza di 34 anni da quando l’avvenimento bloccò l’italia, LA NEVICATA DEL 1956 segna il Festival di Sanremo. Lo fece nel 1956 quando una canzone dall’incedere allegro e ottimista vinse proprio come atto di rinnovata speranza dopo mesi di gelo che strinse nella sua morsa l’intera nazione. A distanza di 34 anni invece non è la speranza che tutto si risolva il prima possibile ad assegnare il premio della critica alla canzone interpretata da Mia Martini, ma la qualità del brano che riesce a riportare i ricordi verso quel tragico evento.

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Proviamo quindi a dedicarci ai protagonisti di questa edizione, associando il cantante in gara e l’ospite straniero a lui associato.

Per la prima volta nella loro ricca carriera, i fratelli GIANNI e MARCELLA BELLA duettano ottenendo consensi sia dal pubblico che dalla critica.

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GIANNI BELLA ha da sempre preferito il ruolo di autore a quello di cantante ottenendo sempre grandissimi successi, ma anche la sua attività di interprete non gli nega delle belle soddisfazioni. Mancava da Sanremo come interprete dal 1981.

MARCELLA esordisce a Sanremo nel 1972 cominciando sa subito una scalata al successo che la porta a raggiungere vette per altri inimmaginabili. Negli anni ottanta, grazie ad una svolta intimista e da interprete elegante, ha ottenuto ottimi risultati al Festiva di Sanremo, poi concretizzati sul mercato.

Saranno associati a LA TOYA JACKSON, la sorella maggiore di Michael Jackson.
Nel 1976 e nel 1977, La Toya e le sue sorelle Rebbie e Janet Jackson sono apparse in tutti i dodici episodi di “The Jacksons”, programma di varietà, con i loro fratelli Jackie, Tito, Marlon, Michael e Randy. Insieme con i loro fratelli (tranne Jermaine), La Toya e le sue sorelle hanno cantato, ballato e suonato scenette. Nel 1980, ha pubblicato il suo omonimo album di debutto. Al fine di distinguersi dai suoi celebri fratelli, i Jackson 5, La Toya voleva solo il suo nome per l’album. “Ho pregato tanto per averlo, ma mio padre disse: ‘E’ il tuo cognome. Devi usarlo.’ Ma ho voluto vedere cosa avrei potuto fare come individuo”.

EUGENIO BENNATO e TONY ESPOSITO sono insieme sul palco del fFestival di Sanremo per concretizzare il progetto MusicaNova, nato qualche anno prima.

EUGENIO BENNATO è tra i fondatori della NCCP – Nuova compagnia di Canto Popolare, nata nel 1967 e ne fa parte fino al 1976, quando intraprende la carriera solista rivolta alla spontaneità che si sposa con la musica popolare, e con questi presupposti dà vita al progetto MusicaNova, in cui milita anche Tony Esposito, con lui a Sanremo 1990.
TONY ESPOSITO, polistrumentista sulla scena dalla metà degli anni settanta, è per la seconda volta a Sanremo.

Associati a loro, i MONCADA, gruppo storico che nasce nel 1972, quando un gruppo di giovani universitari, dopo essersi esibito per un po’ di tempo nella TV Universitaria, a circuito chiuso, ha esordito ufficialmente con un concerto pubblico nell’antica Plaza Cadena, (oggi Plaza Agramonte) in un grande concerto commemorativo per il quinto anniversario della morte del “Che” Guevara. L’esordio del gruppo fu già, di per sé, il loro primo grande successo. Probabilmente è la formazione che ha coniugato meglio i ritmi tipici della musica cubana con il contenuto politico dei testi. Nella loro, ormai lunga, carriera hanno inciso 21 dischi ed hanno girato praticamente tutto il mondo con i loro messaggi musicali.

LENA BIOLCATI non riesce a trovare il successo nonostante le tre partecipazioni sanremesi che ha già all’attivo e i Pooh, come padrini putativi, che la sostengono in tutto e per tutto, tanto da decidere di partecipare al Festival solo se con loro sarà ammessa anche la Biolcati. Nonostante sia brava, questa sarà la sua ultima partecipazione sanremese per poi allontanarsi dalla musica dedicandosi al musical, prima come insegnante e poi come interprete.

Sarà associata a GILBERT MONTAGNE, musicista francese che si fa conoscere principalmente come pianista e organista, ma in seguito anche come cantante. Cieco dalla nascita, è ricordato soprattutto per la sua hit internazionale “the fool”, numero uno in tutta Europa nel 1971. In Francia è ancora un molto popolare e i suoi concerti hanno ancora molto successo.

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CATERINA CASELLI torna a Sanremo dopo 19 anni, ma soprattutto dopo aver abbandonato la carriera di interprete per una di produttrice discografica e talent scout. Suo è stato il merito di rilanciare Patty Pravo grazie alla partecipazione sanremese del 1984, ma i suoi più grandi successi arriveranno dagli anni Novanta senza interruzioni, mentre fino a quel momento saranno artisti già noti a darle soddisfazioni, dagli anni Novanta comincia a lanciare nomi nuovi, senza quasi mai sbagliare.

Sceglie di essere associata a MIRIAM MAKEBA. Storica interprete africane. Iniziò a cantare a livello professionale negli anni cinquanta, con il gruppo Manhattan Brothers per poi fondare una propria band, The Skylarks, che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Cominciò ad ottenere un notevole successo ma questo si tradusse con l’esilio imposto dal governo di Pretoria dopo il suo primo tour negli Stati Uniti del ’60. Non potevano tollerare che fosse diventata il simbolo di un popolo oppresso. Resterà lontana dal suo paese per ben trent’anni, una sofferenza enorme per lei, così legata alla propria terra. Nel 1966 Miriam Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l’album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte. L’album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafricani sotto il regime dell’apartheid. Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l’apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Miriam Makeba e condannandola all’esilio. Nel 1990 partecipò al Festival di Sanremo e la sua versione della canzone di Caterina Caselli divenne una ballata a favore della pace e dell’ugualianza e a seguito di questa esperienza Nelson Mandela convinse la Makeba a rientrare in Sudafrica.

La carriera di CHRISTIAN è in una fase di stallo e il cantante siciliano cerca il rilancio partecipando a Sanremo, dove negli anni Ottanta la sua stella è stata splendente e incontrastata sul mercato. Sarà però il suo ultimo Festival e per fortuna, e buona pace per lui, pian piano smette di cantare.

Viene associato a EDDIE KENDRICKS, noto per il suo caratteristico canto in falsetto, tra i co-fondatori del gruppo Motown The Temptations. Come solista, ha registrato a cominciare dal 1970 ottenendo da subito uno straordinario successo. Nel 1989 entra a far parte della Rock and Roll Hall of Fame. Tra e sue esperienze c’è anche la partecipazioen al Festival di Sanremo del 1990, senza però commercializzare il brano interpretato in accoppiata con Christian.

Alla sua decima partecipazione al Festival di Sanremo, TOTO CUTUGNO ha già in tasca una vittoria, 4 secondi posti e 1 terzo posto, a cui andrà ad aggiungersi la quinta medaglia d’argento proprio nel 1990, grazie soprattutto alla versione che della sua canzone fa Ray Charles, tanto da fargli guadagnare la stima anche dei critici, sempre ostili verso di lui. Grazie al secondo posto a Sanremo può partecipare all’Eurofestival, dove, grazie alla notorietà raggiunta all’estero, riesce a vincere l’unico trofeo che gli mancava.

Sceglie di essere associato a RAY CHARLES, tra i pionieri della musica soul, seppe coniugare sonorità diverse, dal rhythm and blues alla musica country. Nel 1990 partecipò, classificandosi al secondo posto, al Festival di Sanremo dove interpretò in coppia con Toto Cutugno la canzone Gli amori. Il suo ultimo contributo alla musica è stato la produzione di un disco di duetti con Elton John, Norah Jones e Johnny Mathis. Comincia ad incidere senza mai smettere di incassare successi in tutto il mondo

Decima volta a Sanremo anche per PEPPINO DI CAPRI, che torna a dare un ritmo più incalzante alle sue canzoni, mutuando la musica latina che tanto successo sta ottenendo in quel periodo.

Per questo gli viene associato il gruppo KID CREOLE & THE COCONUTS, diretto da August Darnell che ebbe un notevole successo anche in Italia negli anni ottanta. La loro musica, molto ritmata, incorporava svariati stili, tra i quali la salsa e i ritmi caraibici. Le Coconuts erano un trio femminile di coriste che lo accompagnava e la cui composizione è mutata nel tempo. Molto caratteristico era il look tipicamente vintage del gruppo, che si rifaceva agli anni quaranta e cinquanta. Il successo commerciale venne raggiunto nel 1982, ma già dall’anno seguente le vendite cominciarono ad essere costantemente in calo.

GRAZIA DI MICHELE comincia a fare musica nei primi anni settanta, quando ancora sedicenne dà vita, con altre due ragazze, al gruppo di ispirazione politica “Ape di vetro”. comincia ad esibirsi da sola, dando vita alla sua lunga carriera solista nel 1977, ma la notorietà nazionale e il successo arrivano nel 1986, per accompagnarla per un decennio pieno, facendola salire agli onori come una delle migliori cantautrici italiane.

Viene affiancata da NICOLETTE LARSON, il cui lavoro più noto risale alla fine degli anni settanta, quando duettò con Neil Young. il suo singolo di debutto la portò al primo posto della hit parade e all’ottavo dei più venduti dell’intero anno, ma non riuscirà più ad ottenere questi successi, nonostante la sua carriera prosegua tranquillamente per tutti gli anni ottanta.

RICCARDO FOGLI porta a Sanremo un altro bel brano, ma inspiegabilmente l’affetto del pubblico lo sta lentamente abbandonando, anche se il mercato gli regala gli ultimi spiragli.
Viene associato a SARAH JANE MORRIS, diventata famosa per la sua partecipazione all’album omonimo dei Communards, nel 1989.

Ha registrato come solista alcuni album, che hanno ottenuto successo soprattutto in Italia e in Grecia, ma la sua attività è soprattutto ricca di collaborazioni. Nel 1991 ha partecipatoal Festival di Sanremo, dove ha cantato in coppia con Riccardo Cocciante Se stiamo insieme, brano vincitore di quell’edizione, dopo aver affiancato, nell’edizione 1990, Riccardo Fogli con il brano Ma quale amore. È tornata al Festival nel 2006, per cantare con Simona Bencini il brano Tempesta, nella serata dedicata ai duetti. Il 16 febbraio 2012 ha partecipato nuovamente al Festival di Sanremo 2012 nella serata dei duetti internazionali al fianco di Noemi in To Feel in Love, versione inglese di Amarsi un po’ di Lucio Battisti. Tra il 2012 e il 2013 si svolge il Cello Songs Tour che vede la presenza di Noemi in alcune tappe svoltesi nel Regno Unito.

SANDRO GIACOBBE, dopo un decennio di ospitate televisive nella trasmissioni dedicate al revival, e dopo 7 anni dall’ultima partecipazione sanremese, tenta per l’ultima volta la strada del Festival per un definitivo rilancio, che non arriva.

Gli vengono associati gli AMERICA, nati negli alloggi della base militare americana a Londra, negli anni sessanta, raggiungendo un grande successo nel corso degli anni settanta. Nel 1990, dopo essere già stati a sanremo come ospiti, hanno partecipato al Festival di Sanremo proponendo la canzone Last Two to Dance, versione inglese della canzone di Sandro Giacobbe Io vorrei.

MANGO torna a Sanremo dopo i grandi successi che hanno lanciato definitivamente la sua carriera dal 1987, e torna sul palco del Festival come una star essendo tra i campioni di vendita di questa edizione, che però vedrà il suo singolo sanremese non brillare particolarmente.

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A lui è associato LEO SAYER, la cui prima hit risale al 1973 anche se a lungo si è specializzato in cover e colonne sonore. Nel 1990 ha collaborato con Alan Parsons e Eric Woolfson cantando nell’album Freudiana la canzone I Am a Mirror. Inoltre partecipa al Festival di Sanremo con “The Moth And The Flame” (versione inglese di “Tu…sì” di Mango).
Nel 1991 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con “All Alone” (versione inglese di “Dubbi no” di Mietta).

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MIA MARTINI torna a Sanremo. Il successo strepitoso ottenuto dal singolo presentato l’anno precedente, e dall’album che lo conteneva, ha fatto nuovamente splendere una delle stelle più grandi del nostro panorama musicale. A Sanremo porterà una canzone che ha il sapore dell’amarcord, che grazie alla sua voce tocca livelli elevatissimi di emozionalità e per la terza volta, su tre partecipazioni al Festival, vince il premio della critica, che dimostra così che avrebbe voluto la sua vittoria e non quella che effettivamente è stata.

A lei viene associato MIJARES, cantante messicano poco più che trentenne ma che lega la sua fama soprattutto ad alcune telenovelas messicane misconosciute in Italia. Nel 1990, è tra i protagonisti della XL edizione del Festival di Sanremo, dove interpreta La Nevada, la versione in lingua spagnola de La nevicata del ’56 di Mia Martini. UNA PESSIMA ACCOPPIATA.

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MILVA torna a Sanremo dopo 16 anni dalla sua ultima partecipazione, ma non per questo è tornata su quel palco per cercare un rilancio, anzi! Ha trascorso tutti gli anni settanta e ottanta in tour teatrale, in Italia e all’estero, guidata dal grande Giorgio Strehler, e diventando una delle interpreti più indicate per il vasto repertorio brechtiano. Quando arriva a Sanremo ha da poco terminato un tour in Russia, dove continua ad essere ancora molto popolare, perchè la qualità non è acqua.

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A lei viene associata SANDIE SHAW, cantante britannica, tra le più famose degli anni sessanta, soprannominata la cantante scalza per la sua abitudine di esibirsi sul palco a piedi nudi. Dopo la vittoria all’Eurovision Song Contest nel 1967 si afferma in tutta Europa. Nel 1970 è al Festival di Sanremo con Che effetto mi fa. Nel 1990 srà nuovamente a Sanremo ad interpretare uno dei brani in concorso, dopo 2 ospitate consecutive nel 1988 e nel 1989.

AMEDEO MINGHI e MIETTA uniscono le loro doti vocali e interpretative per provare a sbancare il Festival, e in un certo senso ci riescono arrivando terzi ma vincendo sul mercato, facendo risultare la loro canzone “Vattene Amore”, la seconda più venduta dell’intero anno.

AMEDEO MINGHI mancava da Sanremo, in gara, dal 1983, quando fu eliminato dopo il primo ascolto, ma la sua qualità come autore non è stata offuscata da quell’episodio, e lui è diventato uno dei cantautori pù affermati della scena italiana, sua è anche la canzone che ha dato la vittoria a MIETTA, l’anno precedente, tra le nuove proposte, facendola salire nell’olimpo dei campioni della musica italiana.

A loro viene associata NIKKA COSTA che iniziò ancora bambina la sua carriera di cantante, nel 1981, a 8 anni, con la canzone Out Here on My Own. Deus ex machina dell’intera produzione fu Tony Renis. A seguito di questo successo, l’album omonimo pubblicato nello stesso autunno ottenne un discreto successo di vendite, in parte uguagliato l’anno seguente con l’album Fairy Tales.

Dopo un lungo periodo di ritiro dalle scene iniziato con la morte del padre (avvenuta nel 1983) e intervallato da una partecipazione al Festival di Sanremo 1990 (dove, abbinata a Mietta e Amedeo Minghi, si esibì con All for the Love, versione inglese di Vattene amore) e un tour col cantautore Stefano Sani, la Costa è tornata con un album nel 2001.

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Nel 1990 non era prevista la partecipazione di ANNA OXA al Festival di Sanremo, ma la rinuncia di Patty Pravo ha aperto le porte del Festival ad una delle interpreti di maggiore qualità e carisma che l’Italia abbia mai potuto vantare. In soli 3 giorni è riuscita a rendere sua la canzone, facendola rientrare nel suo repertorio a gran voce, essendo “Donna con te” uno dei suoi maggiori successi. La classifica ufficiosa la vede quarta, quindi non ha deluso le aspettative, e anche il mercato premiano la sua interpretazione.

A lei vengono associati i KAOMA, gruppo musicale francese formato dai membri del gruppo Touré Kunda, scioltosi in precedenza. Raggiungono la popolarità nel 1989, quando venne pubblicato il singolo Lambada, di grandissimo successo in tutto il mondo e diventato un classico dei balli latini-americani. Nel 1990 partecipano al Festival di Sanremo proponendo, in abbinamento con Anna Oxa, una loro versione di Donna con te, che in Italia ha raggiunto la tredicesima posizione della classifica dei singoli.

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ROBY FACCHINETTI, DODI BATTAGLIA, RED CANZIAN e STEFANO D’ORAZIO sono i POOH. Dalle origini fino al 1972 Red Canzian non faceva parte del gruppo, che invece vedeva la presenza di Riccardo Fogli. Se tra il 1965 e il 1972 la produzione dei Pooh è stata a metà tra il bìtt e il pop, dai primi anni settanta, con la formazione definitiva, vira verso un pop italiano di ampio respiro, sempre contaminato da quello che veniva dall’estero, facendo dei POOH il gruppo di maggior successo italiano, insieme ai Nomadi. Negli anni settanta e ottanta hanno collezionato un successo dopo l’altro e quando vengono invitati a partecipare nel 1990, limitano la loro disponibilità al fatto che anche Lena Biolcati e le Lipstick siano ammesse alla competizione. Sarà la loro unica presenza al Festival, anche se Roby Facchinetti parteciperà nuovamente, ma in coppia cn suo figlio.

Scelgono di essere associati a DEE DEE BRIDGEWATER, considerata una delle poche eredi delle grandi voci femminili del jazz. Attiva musicalmente dai primi anni settanta, si fa notare anche come interprete di Musical, grazie a cui vince un importante Tony Aword. Una delle sue canzoni più famose è Till The Next Somewhere (Precious Thing) (1989), cantata assieme a Ray Charles., con cui parteciparono come Superospiti a Sanremo. La sua notorietà presso il grande pubblico italiano ebbe inizio da quel momento, e crebbe ulteriormente con la partecipazione alle due successive edizioni del Festival di Sanremo, quella del 1990 dove interpretò fuori gara Angel Of The Night, la versione in inglese del brano Uomini soli con il quale i Pooh vinsero la gara, e quella del 1991 dove interpretò fuori gara Just Tell Me Why, versione in inglese del brano Perché lo fai che valse il terzo posto a Marco Masini.

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Dopo la partecipazione a Sanremo nel 1988 con Italia, MINO REITANO sembra tornato popolare, grazie soprattutto alle sue presenze televisive che lo vedono protagonista di molti spettacoli sia RAI che Fininvest.

In questa edizione del Festival viene coadiuvato da VALERIA LYNCH, notissima artista Argentina, che ha cominciato la sua carriera nel Musical, per poi mantenerla sempre sulla cresta dell’onda, soprattutto grazie alla televisione. Nel corso della sua carriera, che l’ha vista collezionare successi soprattutto in America Latina di lingua spagnola, un attestato di riconoscimento al suo talento è dato dalla partecipazione al Festival di Sanremo, fuori gara, interpretando la versione internazionale della canzone di Mino Reitano.

I RICCHI E POVERI tornano a Sanremo con un brano che riprende i ritmi delle canzoni che per tutti gli anni ’80 li hanno visti in testa alle classifiche di tutta Europa.

Saranno associati a JORGE BEN, noto musicista e compositore brasiliano, il cui stile mescola ritmi tropicali, samba, bossa nova e funk, con testi che uniscono satira, humor e talvolta elementi esoterici. Nel 1964 è il primo cantante brasiliano a farsi conoscere a livello internazionale, ma è negli anni settanta che dà una svolta alla sua carriera grazie alle sperimentazioni e alle collaborazioni che lo vedono al fianco di artisti del calibro di Rod Stewart e Sergio Mendes. In Italia negli anni ’90 appare al Festival di Sanremo e suona in un disco di Tullio De Piscopo.

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Dopo il successo di “Esatto”, FRANCESCO SALVI torna a Sanremo e porta un po’ di satira celata dietro la leggerezza e il nonsense della sua proposta sanremese.

Sceglie di essere associato a PAPA WINNIE, grenadino, specializzato nel genere reggae, che ha ottenuto successo soprattutto nell’America Latina, in Asia e in Italia a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. Ha partecipato, in Italia, al Festivalbar del 1989 e nel 1990 rispettivamente con i brani Rootsie & Bootsie, singolo di buon successo commerciale, e Brothers and Sisters, oltre che al Festival di Sanremo 1990 in abbinamento a Francesco Salvi di cui ha cantato la sua versione, in chiave reggae, del brano intitolato A.

Finalmente PAOLA TURCI al suo quinto Festival di Sanremo, dopo 3 premi della critica e dopo aver trionfato nella categoria Emergenti, può gareggiare tra i Campioni, e lo fa con maturità ed eleganza, facendosi apprezzare anche da quel pubblico che ancora non la conosceva e confermando l’affetto da parte della critica e della stampa.

toquinho

A lei è associato TOQUINHO, chitarrista e cantante brasiliano di origini molisane. È diventato popolarissimo in Italia nel 1969 suonando nel disco “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”, realizzato da Sergio Endrigo, Vinícius de Moraes e Giuseppe Ungaretti, e che è la sua prima incisione in Italia; l’anno successivo collabora con Ennio Morricone nella realizzazione del disco Per un pugno di samba di Chico Buarque de Hollanda. Nel 1990 ha partecipato al Festival di Sanremo cantando in portoghese la canzone di Paola Turci, Ringrazio Dio. Il titolo della canzone era Nas asas de um violão (Sulle ali di una chitarra).

La gara dei giovani, dopo un cast di campioni di questo livello, è per forza di cose sottotono.

BEPPE DI FRANCIA e BEA GIANNINI sono un duo nato per l’occasione ma che è destinato a sciogliersi subito dopo la partecipazione sanremese. Di Francia esordisce a Castrocaro nel 1974 e tra le sue attività più soddisfacenti c’è una collaborazione con il Banco del Mutuo Soccorso, mentre la Giannini aveva tentato la strada di Sanremo più volte, venendo sempre scartata. A Sanremo arrivano mutuando una parte musicale dalla lambada dei Kaoma, e raggiungono la finale, ma restano nell’anonimato.

rosalinda-celentano

ROSALINDA CELENTANO è il quarto componente della famiglia Celentano a salire sul palcoscenico di Sanremo. Dopo Adriano nel 1961, la Mori nel 1970 (senza contare tutte le presenze successive) e Rosita come conduttrice nel 1989, tocca a Rosalinda che si comporta dignitosamente raggiungendo la finale e meritandosi il plauso della critica. Ma la figlia minore dei Celentano, quella più ricca di talento e spirito di iniziativa, percorrerà una strada diversa rispetto a quella del padre, e riuscirà ad affermarsi come attrice.

ROSÈ CRISCI debutta nel 1984 e tenta la strada dell’affermazione nazionale puntando più volta al palco di Sanremo. Nel 1990 ci riesce ma non riesce a raggiungere nemmeno la finale.

ARMANDO DE RAZZA comincia la sua carriera in teatro e riesce a calcare il palco al fianco di Dario Fo e Turi Ferro. Mette in mostra le sue doti canore in una trasmissione di Renzo Arbore, interpretando il personaggio del cantante spagnolo che vuole fare il figo e grazie alla sua ironia riesce ad infondere al personaggio notevoli intenti ambigui, infarcendo il testo di doppi sensi, cosa che fa anche a Sanremo, dove peraltro raggiunge la finale.

MAURIZIO DELLA ROSA è il fratello di Gianni Nazzaro ed esordisce nel mondo della musica alla fine degli anni settanta come musicista in un gruppo che riprende la musica napoletana barocca e settecentesca, per poi riuscire a debuttare come solista alla fine degli anni ottanta. Arriva a Sanremo per confermare la buona scia, ma ottiene solo alcuni attestati di stima senza riuscire ad approdare sul mercato..

Gli ELITE tornano a Sanremo perdendo un componente e passando da 4 a tre. La loro “Malinconia d’ottobre” è migliore della canzone che portarono a Sanremo nel 1989, ma non riescono a superare lo scoglio del primo ascolto.

FRANCO FASANO torna a Sanremo dopo il terzo posto raggiunto l’anno prima, ma questa volta, pur non vincendo, vede il suo secondo posto nella categoria come un lasciapassare alla categoria principale per i prossimi anni, grazie al successo ottenuto principalmente come autore.

I FUTURE tornano a Sanremo. Gli organizzatori fingono di ignorare il fatto che abbiano già vinto la categoria delle nuove propose e iscrivono il gruppo nuovamente tra i nuovi, poichè nonostante abbiano visto la vittoria nel 1988, non hanno dato seguito a questa vittoria con vendite degne di campioni: io avrei denunciato Aragozzini per questa infamata.

DARIO GAI esordisce nel vecchio Festival degli sconosciuti nel 1982 e da subito comincia a collaborare con Rita Pavone ed Enrico Ruggeri. Nel corso degli anni ottanta collabora anche con nomi del calibro di Renato Zero, fino ad arrivare a Sanremo raggiungendo la finale nel 1990.

GIANLUCA GUIDI torna a Sanremo dopo la buona prestazione dell’anno precedente, e questa volta raggiunge il terzo posto. Ma la strada che sceglierà di percorrere sarà solo collegata alla musica. Infatti dai primi anni novanta si dedicherà al teatro, al musical, interpretandolo e dirigendolo, ottenendo ottimi risultati.

Il barese SERGIO LACCONE tena la strada della musica girando per il mondo e suonando per strada e nei locali, fin quando approda nella trasmissione di Renzo Arbore che gli permette di ottenere la notorietà che cercava e che lo porta al Festival di Sanremo nel 1990. Purtroppo non raggiunge la finale.

I LIJAO tornano a Sanremo dopo l’ottima prova del 1988 che li vide arrivare terzi. Anche in questa edizione si comportano dignitosamente raggiungendo la serata finale, ma il fatto che dal 1982 in poi non abbiano mai davvero sfondato, porta i tre componenti a decidere di sciogliersi..

Le LIPSTICK arrivano a Sanremo spinte dai POOH, e, nonostante vengano eliminate, ottengono di reinterpretare la loro canzone durante la serata del venerdì adducendo motivi tecnici che hanno danneggiato la loro esibizione. Sono le prime italiane a cantare il GIRL POWER, che l’anno dopo vedrà concretizzarsi nel manifesto del womanismo di Jo Squillo…

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MARCO MASINI non è certo un volto nuovo. Pur essendo un debuttante quasi assoluto come cantante, avendo inciso solo 2 singoli, è sulla scena ormai da 5 anni, prima come corista, poi come autore. Nel 1987 è stato la voce guida per Tozzi e Raf all’Eurofestival e li ha seguiti nei loro tour internazionali. Avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo già nel 1989, ma poi fu sostituito. E meno male: così adesso abbiamo sia Mietta che Masini.

SILVIA MEZZANOTTE debutta a Sanremo nel 1990 con un brano scritto da un deputato: ed è la terza volta che un parlamentare scrive un testo per Sanremo. Dopo questo debutto, che la vede raggiungere la finale, continua a cantare nelle piazze fin quando viene notata dai Matia Bazar, che orfani di Aldo Stellita e della voce di Laura Valente, la chiamano per farla entrare nel loro organico.

STEFANIA MARTINELLI, ANDREA MAJOCCHI e ALBERTO DEPONTI si esibiscono nei locali con la loro musica elettronica fin quando vengono notati e messi sotto contratto con il nome di PROXIMA. La critica li stima paragonandoli ai primi Matia Bazar, ma da Sanremo non riescono ad ottenere alcuna soddisfazione e il tentativo discografico viene arenato. Si scioglieranno nel 1996, dopo 10 anni insieme.

Con tutti questi nomi, molti sono anche gli aneddoti e le curiosità che non possono mancare.

Clamorose sono alcune delle gaffes di Gabriella Carlucci durante la serata del venerdì, quando ad esempio chiede un applauso di solidarietà per Nicolette Larson, dicendo “anche se non la conoscete, fatele un applauso”, oppure quando fa una domanda a Jorge Ben e traduce la risposta con “non ci ho capito niente, ma tanto non ci importa”.

La struttura del PALAFIORI però non è ancora stata completata e risulta difficile far traslocare intere colonie di pipistrelli che durante la serata svolazzano sulla platea, tanto che la Carlucci, disturbata da questo svolazzare, dice allegramente, per sdrammatizzare, “Aragozzini non si è fatto mancare niente, ha invitato anche Batman!”.

A Sanremo del 1990 avrebbe dovuto partecipare anche PATTY PRAVO. Il brano che le fu proposto e che lei presentò alle selezioni è DONNA CON TE, che però non la convinceva troppo. Lo trovava in forte dissonanza con il suo personaggio, avrebbe dovuto cantare di una donna che si “sottomette” al volere del suo uomo quando invece il suo personaggio negli ultimi 15 anni ha preso la strada dell’indipendenza, affermando una forza femminile che non ha certo bisogno di un uomo al suo fianco.

Patty Pravo partecipa ugualmente alle prove, rassicurata dal fatto che avrebbero cambiato i versi che non la convincevano, ma quando le fu detto che non sarebbe stato possibile, affermò: “Io ho dato la mia parola e l’ho mantenuta, ma anche voi avreste dovuto mantenere la vostra. Un brano così non lo canto”. E solo pochi giorni prima del Festival fu fatta una selezione per attribuire la canzone ad una nuova interprete.

In lizza c’erano LORELLA CUCCARINI, LINA SASTRI e FIORDALISO, ma alla fine, alla vigilia del Festival, il brano fu assegnato ad ANNA OXA che ne fece uno sei suoi più grandi successi.

Molti abbinamenti tra cantante in concorso e artista straniero saltano a causa di problemi incorsi o semplicemente di forfait dell’ultimo minuto.

Tra gli abbinamenti mancati troviamo:

– Christian con i Village People, poi saltata a causa della malattia di Ray Stephens, cantante del gruppo americano;

– Milva con LISA STANSFIELD, saltata per un improvviso forfait della cantante inglese;

– Milva con Guesch Patti, saltata per il mancato preavviso che non ha permesso alla cantante francesi di annullare gli impegni precedentemente presi.

Le giurie sono composte, per le prime 3 serate, da un campione di 1000 persone, contattate telefonicamente dalla società TeleContatto. Tra queste il 60% sono acquirenti di dischi, mentre il 40% è semplicemente abbonato RAI, quindi pubblico televisivo.

Johnny Dorelli è sotto contratto con la Fininvest che concede la sua presenza a patto che non sia il vero conduttore. Infatti Dorelli avrebbe dovuto avere il ruolo di “umanizzatore cortese”, lasciando il campo della conduzione alla Carlucci, che invece si ritrova trattata alla stregua di una valletta per via delle manie da protagonismo di un Dorelli un po’ troppo sopra le righe.

Per raggiungere il PalaFiori sono stati istituiti treni navetta di collegamento, ma chi deve prendere parte alla serata, come cantante o come spettatore, si muove comunque in auto, generando un blocco del traffico stradale.

L’orchestra è posizionata in un angolo del palco, grande 700 mq. Il direttore d’orchestra non ha modo di guardare sia i musicisti che i cantanti, così per questi ultimi sono presenti degli autoparlandi spia come guida, non sempre utili. I cantanti si esibiscono ad una decina di metri di distanza dall’orchestra, protetta comunque da una struttura in polistirolo, dunque insonorizzato.

Il palco inoltre dista un’ulteriore decina di metri dalla platea, facendo sì che i 3400 spettatori presenti non riescano a sentire bene. A questo si aggiunge una temperatura di parecchi gradi inferiore rispetto a quella esterna, con un sistema di riscaldamento non funzionante e i servizi igienici di tipo chimico, non essendo la truttura effettivamente atta alla presenza di spettatori per ore intere.

La censura tocca i vincitori: I Pooh devono cambiare il nome del giornale a cui fanno riferimento nel loro brano, passando da “perduti nel corriere della sera” a “perduti nei giornali della sera”; Marco Masini deve invece cambiare il verso “questo ago disperato in me” con un più innocuo “questo fuoco disperato in me”.

Il medley scelto come sigla d’apertura è un mash-up tra “Nel blu dipinto di blu”, “Vola colomba”, “Ventiquattromila baci”, “Non ho l’età”, “Le mille bolle blu”, “47371943”, “Adesso tu”, “Si può dare di più” e “Ti lascerò”.

La RAI fa concorrenza interna e su Rai2 va in onda Milan- Juventus. Durante la prima serata del Festival.

Mentre Francesco Salvi si appresta a presentare con Dorelli l’arrivo sul palco di Papa Winnie, sale invece Antonio Cianci che vuole parlare del movimento religioso del Riavvicinamento, ma viene allontanato e denunciato a piede libero.

Voci non ufficiali circolano sul fatto che Toto Cutugno ha sborsato personalmente 150 milioni di lire da aggiungere al cachet disponibile per poter scritturare Ray Charles.

Dopo Ray Charles deve esibirsi Amedeo Minghi che però non riesce ad esprimersi e Dorelli lo anticipa dicendo che lo capisce e che sarebbe difficilissimo per chiunque esibirsi dopo di lui.

Mijares viene bocciato dalla stampa e dalla critica che dice che sembrava di sentire “riderà”.

Nelk corso della serata finale ci sono dubbi sulla affidabilità della scelta della TeleContatto per i 2000 giurati.

sanscemo

A partire dal Festival di Sanremo, nasce un’altra manifestazione con intento satirico. Il Festival di Sanscemo nasce da un’idea di Paolo Zunino, e dedicata al rock demenziale ed umoristico. Il nome è, ovviamente, una parodia del Festival della canzone italiana. Caratterizzato da un clima di totale irriverenza, che spesso sconfina nel trash, ma senza scadere nella volgarità eccessiva. Il pubblico ha la possibilità di fischiare e insultare i cantanti in gara e di lanciare verdure ed ortaggi sul palco; anzi non difficilmente il pubblico viene “scaldato” dal conduttore di turno, che li incita a sfogarsi contro chi è appena salito sul palco.

È tradizione fissa del festival di Sanscemo lanciare sui cantanti in gara, ma anche sui presentatori, ogni sorta di genere alimentare, per disturbarne l’esibizione e costringerli a delle spettacolari schivate. L’alimento più utilizzato è l’insalata (che viene distribuita al pubblico dall’organizzazione stessa del festival) e altri tipi di ortaggi, ma non è difficile veder volare anche pomodori, arance o fette di carne.

La prima edizione si svolge al Palasport di Torino (ribattezzato per l’occasione “Palacavolfiori”, in risposta al PalaFiori sanremese), e vede la partecipazione di artisti quali Fuorytono, Persiana Jones, Edipo e il Suo Complesso, i Figli di Guttuso, i Camaleunti, Lino e i Mistoterital, i Powerillusi, i PuuH e Marco Carena (che risulterà vincitore); ospiti fuori concorso gli Skiantos, considerati i “padri” del rock demenziale, il poeta Giorgio Scapecchi ed il cabarettista italo-francese Leo Bassi.

La XXXV edizione dell’Eurovision Song Contest va in scena da Zagabria, dopo la vittoria dei Riva l’anno precedente. Saranno 22 le nazioni che prenderanno parte alla gara canora, nonostante Malta avesse manifestato l’interesse a tornare in gara.

Però il regolamento non lo permetteva avendo fissato il tetto massimo delle canzoni in gara a 22. nel 1990 vige anche il limite minimo d’età per poter partecipare alla manifestazione europea, che vede i 16 anni compiuti come requisito minimo.

A vincere sarà l’Italia, per la seconda volta, grazie a Toto Cutugno e alla sua Insieme 1992. La canzone di Cutugno parla di fratellanza tra nazioni, un’apertura verso l’est Europa dopo la caduta del Muro di Berlino avvenuta nel 1989. Una canzone furbona e buonista che convince anche l’Europa.. ma come faceva?

Il secondo Festival targato Aragozzini fa, se possibile, le cose ancora più in grande rispetto all’anno prima: torna l’orchestra, tornano le doppie esecuzioni da parte di stranieri, anche se fuori gara, ci si sposta in una struttura che possa contenere un palco mastodontico e oltre 3000 spettatori, vengono chiamati a partecipare anche alcuni artisti che non avevano mai messo piede all’Ariston, e altri che dopo un’assenza duratura, dovuta ad una tounée mondiale sono felici di tornare.

L’esperimento della categoria “esordienti” viene abbandonato per dare maggiore risalto alla categoria Novità, che vede esordire alcuni nomi che resteranno a lungo nel mondo dello spettacolo, anche se alcuni in ambiti differenti.

A decretare la classifica finale non sarà più il Totip, e anche per la gara principale sarà una giuria a scegliere il vincitore.

La classifica finale vedrà ufficialmente dichiarati solo i primi tre classificati, mentre gli altri saranno 4° pari merito, ma successivamente le classifiche sono state rese pubbliche, anche se non ufficiali.

Questa sarà la classifica circolata come ufficiosa:

1 – Uomini soli (Valerio Negrini e Roby Facchinetti) Pooh
2 – Gli amori (Fabrizio Berlincioni, Toto Cutugno e Depsa) Toto Cutugno
3 – Vattene amore (Amedeo Minghi, Pasquale Panella, Augusto Martelli) Mietta e Amedeo Minghi
4 – Donna con te (Danilo Amerio e Luciano Boero) Anna Oxa
5 – Verso l’ignoto (Daniele Di Gregorio, Gianni Bella e Rosario Di Bella) Marcella e Gianni Bella
6 – La nevicata del ’56 (Carla Vistarini, Franco Califano, Massimo Cantini e Luigi Lopez) Mia Martini
7 – Sono felice (Rosalino Cellamare) Milva
8 – Ringrazio Dio (Alfredo Rizzo, Rambow e R. Silvestro) Paola Turci
9 – Io e mio padre (Grazia Di Michele) Grazia Di Michele
10 – Amori (Lena Biolcati e Robymiro) Lena Biolcati
11 – Bisognerebbe non pensare che a te (Guido Morra e Maurizio Fabrizio) Caterina Caselli
12 – Tu… sì (Armando Mango e Giuseppe Mango) Mango
13 – Ma quale amore (Andrea De Angelis, Laurex e Luigi Lopez) Riccardo Fogli
14 – Evviva Maria (Giuseppe Faiella e Depsa) Peppino di Capri
15 – Vorrei (Cristiano Malgioglio, Patrizia Vernola e Franco e Mino Reitano) Mino Reitano
16 – Io vorrei (Toto Cutugno e Sandro Giacobbe) Sandro Giacobbe
17 – Amore (Fabrizio Berlincioni, Christian, Silvio Amato e Franco Morgia) Christian
18 – A (Francesco Salvi, Mario Natale, Roberto Turatti, Silvio Melloni e Francesco Salvi) Francesco Salvi
19 – Buona giornata (Depsa, Mauro Paoluzzi e Vittorio Cosma) Ricchi e Poveri
20 – 900 auf wiedersehen (Eugenio Bennato, Tony Esposito e Carlo D’Angiò) Eugenio Bennato e Tony Esposito

Categoria Novità

1 – Disperato (Marco Masini, Giancarlo Bigazzi e Giuseppe Dati) Marco Masini
2 – Vieni a stare qui (Fabrizio Berlincioni, Adelio Cogliati, Italo Ianne e Franco Fasano) Franco Fasano
3 – Secondo te (testo di Giorgio Calabrese; musica di Augusto Martelli) Gianluca Guidi
– La lambada strofinera (Renzo Arbore e Armando De Razza) Armando De Razza
– L’età dell’oro (Maurizio Fabrizio e A. Maggio) Rosalinda Celentano
– Noi che non diciamo mai mai (Dario Gai) Dario Gai
– Sarai grande (Alberto Alessi, L. Pirrone e Alberto Alessi) Silvia Mezzanotte
– Ti dirò (R. Bolognesi, Armando Gentile, Romano Bais e Davide Spurio) Future
– Una storia da raccontare (Eliop e Politanò) Beppe De Francia e Bea Giannini
– Un cielo che si muove (Adelio Cogliati, Livio Visentin e Piero Cassano) Lijao

Non finaliste

– Che donne saremo (Valerio Negrini e Mario Tansini) Lipstick
– Favolando (Enzo Gragnaniello) Rosè Crisci
– Malinconia d’ottobre (Oscar Avogadro, Gian Paolo Compagnoni e M. Bettalico) Elite
– Oh dolce amor! (Stefania Martinelli e Andrea Majocchi) Proxima
– Per curiosità (Maurizio Nazzaro, Marco Luberti e Maurizio Nazzaro) Maurizio Della Rosa
– Sbandamenti (Sergio Laccone) Sergio Laccone

Star internazionali ed abbinamenti

– Angel of the Night – Dee Dee Bridgewater (Pooh)
– Good Love Gone Bad – Ray Charles (Toto Cutugno)
– All for the Love – Nikka Costa (Mietta e Amedeo Minghi)
– Donna con te – Kaoma (Anna Oxa)
– You and Me – La Toya Jackson (Marcella e Gianni Bella)
– La nevada – Manuel Mijares (Mia Martini)
– Deep Joy – Sandie Shaw (Milva)
– Nas asas de um violao – Toquinho (Paola Turci)
– Me and My Father – Nicolette Larson (Grazia Di Michele)
– Elle avait – Gilbert Montagné (Lena Biolcati)
– Give me a Reason – Miriam Makeba (Caterina Caselli)
– The Moth and the Flame – Leo Sayer (Mango)
– Speak to Me of Love – Sarah Jane Morris (Riccardo Fogli)
– Nobody Does the Lambada Like My Mother and My Father – Kid Creole & The Coconuts (Peppino Di Capri)
– Quisiera – Valeria Lynch (Mino Reitano)
– Last Two to Dance – America (Sandro Giacobbe)
– Amore – Eddie Kendricks (Christian)
– A – Papa Winnie (Francesco Salvi)
– Boa jornada – Jorge Ben (Ricchi e Poveri)
– 900 auf wiedersehen – Moncada (Eugenio Bennato e Tony Esposito)

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