EUROVISION UNA BARACCONATA PAROLA DI DIEGO PASSONI, AL COMMENTO SU RAI 4

Quest’anno gli spettatori dell’Eurovision Song Contest 2017 non sono proprio del tutto felici di come si stanno commentando le Semifinali su Rai 4 (a tal proposito, la seconda andrà in scena stasera, alle 21). Tra errori superficiali, come denominarlo ancora Eurosong o Eurosong Festival, e altri ben più gravi, tra cui una vittoria inesistente attribuita a Modugno e la convinzione che l’Ucraina fosse l’unica a esibirsi dal vivo tra i finalisti di diritto, di mezzo ci sono diversi scambi di battute infelici, troppo concentrate sulle personalità in gara che sulle canzoni. Parole, parole, parole che si sovrappongono in un logorroico tentativo di far chiacchierare anche lo spettatore a casa, che invece vorrebbe godersi in santa pace lo show e le canzoni (per fortuna c’è la possibilità di attivare l’audio originale!). Un commento italiano, oltre che provinciale e grossolano, talmente traboccante da essere spesso sfumato obbligatoriamente da regia. Un lavoro poco professionale. Per non parlare dei tweet invadenti a schermo, che fanno tanto social tv ma che si rivelano essere spesso imbarazzanti (qui e qui ne parla anche EurofestivalNews).

Se Andrea Delogu l’ha presa più alla leggera, scherzando sui suoi errori, in una chat su Facebook, che vi riportiamo di seguito, Diego Passoni deve esserci rimasto male e c’è andato invece giù pesante, arrivando a definire l’Eurovision una baracconata.

Un fan di Passoni e dello show Eurovisivo ha infatti scritto personalmente al commentatore di non essere felice di quanto si è sentito su Rai 4 e ha così ritenuto utile fornire dei consigli. Ma Passoni non ha voluto sentire ragione, rispondendo a tono.

“Evidentemente chi ci ha chiamati pensa che il commento sarcastico serva a far amare l’Eurovision anche a chi, a differenza tua, non ne conosceva l’esistenza. Può non piacerti, ed è legittimo, ma è l’unico modo perché abbia ancora più importanza in futuro: cercare di far crescere gli ascolti, e mi pare che la scelta abbia pagato. Mi immagino però come siete voi, arrabbiati per questi commenti, nelle vostre case, in religioso silenzio ad aspettare di ascoltare con l’audio perfetto ogni nota come fosse un oracolo… e secondo me sbagliate voi. Te lo dico con umiltà: francamente se non segui l’Eurovision per la baracconata che è ed è sempre stata, che cosa allora? Non si tratta di musica sopraffina, di virtuosi direttori d’orchestra o di Uto Ughi, è musica pop. A volte carina, a volte bella, a volte orrenda. Lo stesso vale per capelli, trucco e look. E chi fa musica pop sa che non vince mai la canzone. Vince una faccia, un abito, una coreografia e magari dei ballerini che interpretano al meglio che possono una canzone che si spera sia bella. La musica pop è un sogno raccontato nella lingua alla portata di tutti, quella facile. Infatti io tifavo Slavko, con la sua trecciona, le mosse da odalisca e le pose da Doris Day. Bravo lui, senza freni all’ironia, e che ha capito l’Eurovision molto più di te. E baci.”

(Discorso estrapolato da foto: 1 / 2 / 3 )

Insomma, una lezioncina che fa tanto Morgan dall’alto del piedistallo, dove l’incapacità di ascoltare gli altri, ben più appassionati, è palese. Ma d’altronde è facile, proprio come la musica pop, non riconoscere i propri errori e ammetterli in un mondo tutto public relations. Chissà cosa ne deve pensare Salvador Sobral del Portogallo, che porta tutt’altro che musica pop, oppure Joci dell’Ungheria, che parla delle sofferenze della vita. O Jamala, che l’anno scorso ha vinto parlando di guerra e violenza. Ma the baraccanota must go on. Insieme alla baracconata di commento.

21 Comments