RAFFAELLA CARRÀ: POCA PROMOZIONE E SOSTEGNO PER I VINCITORI DI THE VOICE E FORTE FORTE FORTE. IL 13% DEL TALENT DI RAIUNO? È UN RISULTATO DA NON SOTTOVALUTARE

Raffaella Carrà si riaffaccia domani sera in tv e precisamente su Raidue con la quarta stagione di The Voice of Italy e in una lunga intervista rilasciata ad Alberto Anile su Tv Sorrisi e Canzoni torna a parlare del suo desiderio di trovare nuovi giovani talenti e al tempo stesso il dispiacere della cancellazione di Forte Forte Forte. Su tutto spicca il poco sostegno verso i vincitori dei due talent Rai.

Hanno scritto che avrebbe dei suggerimenti per il programma. Quali?

Ho semplicemente detto che mi dispiace che i vincitori di “The Voice” non abbiano avuto la visibilità che era giusto aspettarsi. Questo è un programma umanamente molto difficile. Rimandare a casa dei concorrenti è durissimo e il primo anno mi ci sono quasi ammalata.

Ci spieghi meglio.

In questa fase della vita il mio sogno è vedere arrivare al successo un giovane talento, anche se non è della mia squadra. Allora mi piacerebbe che il vincitore fosse poi supportato al massimo dalla Universal, che cercasse dei buoni brani per lui, che lo mandasse a Sanremo. E che anche la Rai lo aiutasse con la promozione, che se lo tenesse caso, insomma. Il vincitore di “Forte Forte Forte”, per esempio, è un talento straordinario che meriterebbe di essere aiutato di più. Non è un rimprovero, per carità, ma un dispiacere e un’esortazione.

A proposito di Forte Forte Forte, il programma che l’anno scorso fu chiuso anzitempo e che la Rai ha deciso di non rifare: cos’è andato storto?

Io lo considero a tutt’oggi un’idea vincente. Trovare una persona che sappia cantare, ballare e condurre è molto difficile, me ne rendo conto, ma a me piacciono le sfide. I primi sei ragazzi bene o male stanno tutti lavorando, ma andavano seguiti di più, e un 13% di share con un programma del genere non è un risultato da sottovalutare. Quello che mi pesa davvero è il dolore per aver dovuto abbandonare questi giovani, che avrebbero invece dovuto continuare il loro percorso. Il talento è importante, ma ci vuole anche tanto tempo per affermarsi. Io ci ho messo una vita.

I talent show sono un trampolino di lancio ma da soli non bastano. Cosa consiglia al vincitore per il “dopo”?

Di non montarsi la testa ma soprattutto di circondarsi di persone che lo amino, che credano in lui, che lo correggano e lo consiglino senza avere alcun interesse economico. Se nella mia vita non avessi avuto accanto persone del genere non sarei qua. E’ così, da soli non si fa nulla.

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