TRA TANTI DISASTRI FICTION E SPAGNOLATE, PER CANALE 5 E' ORA DI SCROLLARSI UNA CERTA IMMAGINE E TORNARE A SPERIMENTARE UNA SERATA CON TELEFILM AMERICANI

L’introduzione a questo post sarà breve e coincisa, senza troppi giri di parole. E’ inutile negarlo: Canale 5 sta affrontando una delle più grosse crisi nel settore fiction, dove soltanto pochi storici brand o produzioni dal target ben consolidato riescono a salvarsi. Di recente, “Onore e il Rispetto” a parte, “Amore pensaci tu!” è finita in seconda serata (che ormai vuol dire l’1 di notte) e di “Solo per amore – Destini incrociati” probabilmente verranno bruciati i nastri. Stendiamo un velo pietoso su altre fiction andate in onda, tipo quella di Panariello di cui in pochi ricorderanno il titolo e “I misteri di Laura”, ma anche il revival sfumato de “Il bello delle donne”. Unicamente “Solo” con Marco Bocci è riuscita a salvarsi dalla scure. E il futuro sembra tutt’altro che brillante se ci attendono 22 puntate di “Sacrificio d’amore”, ancora “Furore 2” e “Squadra mobile 2”.

Per Canale 5 è giunto il momento di scrollarsi di dosso una certa immagine che ha acquisito negli ultimi tempi. Con il raddoppio de “Il Segreto” che allontana un certo tipo di pubblico, alle tante “spagnolate” e “francesate” naufragate, fino a prime visioni assolute di film che vengono matematicamente snobbate (fanno molto meglio le repliche). È ora di tentare, rischiare, e giocare la carta del telefilm americano. Con una selezione che deve essere attenta. L’obiettivo dovrebbe essere quello di istituire una unica serata ad hoc, dove sperimentare 2 serie tv statunitensi, cercando di ridurre quanto più possibile il gap di messa in onda. In un mondo in cui tutti si accede all’istante, poco importa se bisogna rispettare le pause della tv americana: l’importante è stare al loro passo, seguire il loro calendario, garantendosi il pubblico. Inutile aspettare mesi e mesi per creare una serata fissa nel tempo ma che ha perso l’appeal e la freschezza della messa in onda a stretto giro.

TRA TANTI DISASTRI FICTION E SPAGNOLATE, PER CANALE 5 E' ORA DI SCROLLARSI UNA CERTA IMMAGINE E TORNARE A SPERIMENTARE UNA SERATA CON TELEFILM AMERICANI

Quest’estate, ad esempio, è stata persa l’occasione da parte di Canale 5 di proporre il revival di “I segreti di Twin Peaks”, serie in Italia lanciata nel 1991 proprio dall’ammiraglia del Biscione. Un evento che non avrebbe fatto 4 milioni ma nemmeno il 7% di “Solo per amore” e, anche fosse avvenuto ciò, almeno sarebbe stato un flop giocato sulla sperimentazione. Perché non vedremo Twin Peaks? Problema di licenze e di diritti. Perché Mediaset è abituata a sedere sugli allori anche in questo settore, avendo a disposizione una esclusiva con Universal Studios e Warner Bros. che non si ferma ai film ma si estende anche alle serie televisive. Peccato che una situazione di esclusiva sia anche molto limitante per la rete e per il gruppo se da oltreoceano questi colossi non riescono a produrre qualcosa di adatto anche per le maggiori reti europee. Lo si è visto con i supereroi, che non funzionano più nemmeno su Italia 1, così come per altre serie che ormai sono destinati alle digitaline come Top Crime. Per fortuna, di mezzo, c’è sempre qualche accordo bilaterale. Esempio recente sono lo scambio avvenuto con “Last Man Standing” (distribuita in Italia da 20th Century Fox) e “Flash” ed “Arrow” che così sono andate in onda su Sky, all’interno della programmazione del canale Fox.

In questo post, come avete potuto vedere dalle immagini, vengono proposte due serie prodotte da ABC Studios per tentare una serata sperimentale su Canale 5. Serie che sono previste nel palinsesto della prossima stagione Tv americana. Di norma le serie ABC vengono mandate in onda a stretto giro su Sky per poi, spesso e volentieri, andare in onda in chiaro su Rai 2. Un caso eccezionale è quello di “Grey’s Anatomy”, serie ABC che va su Sky ma poi conclude il ciclo di passaggi su La7.

Con l’esempio riportato qui sopra, l’idea che viene qui lanciata è quello di tentare di strappare un accordo con la ABC Studios per portare queste serie su Mediaset quando, di norma, non ci finirebbero mai. Guardiamole nel dettaglio.

THE CROSSING

Il tema è quello della crisi dei migranti, declinata senza alcun pietismo in un contesto fantascientifico alla “Lost” o “Invasion” (altro serial ABC lanciato con successo da Canale 5 molti anni fa). Un giorno, su una spiaggia di una piccola cittadina che basa la sua economia sulla pesca, iniziano ad emergere i corpi di donne, uomini e bambini. Circa 500, di cui ne rimarranno in vita soltanto 47. Ma da dove arrivano questi migranti? Loro asseriscono di essere in fuga da una guerra scoppiata negli Stati Uniti. In corso, però, non c’è nessun conflitto. Si scopre che questi migranti vengono, in realtà, dal futuro e che questa guerra di cui parlano deve ancora avere inizio nel mondo in cui sono naufragati. “The Crossing” mette sul tavolo un tema attualissimo, mescolato al mistero e al soprannaturale, con molte riflessioni sull’impatto di uomini che dal nulla piombano su una piccola realtà cittadina.

THE GOOD DOCTOR

Nata dalla mente di David Shore, creatore di “Dr. House” (altra serie di successo prima di Italia 1 e poi di Canale 5), “The Good Doctor” è un medical drama prodotto da Sony Television e ABC Studios centrato sul protagonista dottore, dalla caratterizzazione totalmente opposta a quella di House. L’unica cosa che hanno in comune i due archetipi è che entrambi sono un disastro nelle relazioni sociali. Shaun è un giovane chirurgo con problemi autistici (nello specifico ha la sindrome dell’idiota sapiente) e che tuttavia ha un talento eccezionale nell’affrontare le decisioni importanti e portarle al termine con successo. Se House era cinico e sfrontato, Shaun è timido e professionale. La sua timidezza viene però vinta dal coraggio e superata dalla sua determinazione.

CONCLUSIONI

Con “The Crossing” alle 21,35 e “The Good Doctor” alle 22,30, Canale 5 potrebbe creare una serata sperimentale di Telefilm con due prodotti diversi ma estremamente interessanti e accattivanti al tempo stesso. Lo scoglio da superare è di tipo puramente contrattuale: Mediaset dovrebbe trattare con ABC Studios per portare queste serie sui suoi schermi.

L’idea qui dettagliata può essere una delle tante, costruita con due telefilm che possono catturare un certo tipo di pubblico commerciale. Ci sono tante altre serie in partenza che potrebbero avere le stesse potenzialità. Ovvero quello di riaccendere l’interesse da parte di un preciso target che scappa da Canale 5.

Voi quale telefilm proporreste per una serata sperimentale? “The Crossing” e “The Good Doctor” vi piacciono?

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