♫BUBINOMUSIC ♪SPECIALE SANREMO 2016: I DIECI BIG IN GARA STASERA – TESTI DELLE CANZONI – SONDAGGIO: CHI ASPETTI DI PIÙ?

♫BUBINOMUSIC ♪SPECIALE SANREMO 2016: I DIECI BIG IN GARA STASERA - TESTI DELLE CANZONI - SONDAGGIO: CHI ASPETTI DI PIÙ? logoBenvenuti su ♫BubinoMusic! La settimana più commentata della musica italiana è appena iniziata e questa sera andrà in onda il secondo appuntamento con il Festival di Sanremo 2016. E sarà un po’ come la prima sera perché oggi conosceremo gli altri 10 big in gara. Andiamo a vedere chi sono e con quale ordine scenderanno la scalinata per esibirsi sul palco dell’Ariston. E ovviamente il nostro sondaggio sul più atteso!

Toccherà ad una donna questa sera rompere il ghiaccio e dare il via alle danze. Sono passati 13 anni dal trionfo di Dolcenera nelle Nuove Proposte con Siamo tutti là fuori. Nel frattempo ha vinto il reality Music Farm (2005) e ha partecipato come Big ad altre tre edizioni del Festival, nel 2006 con Com’è straordinaria la vita arriva seconda tra le donne; nel 2009 con Il mio amore unico viene eliminata; l’ultima nel 2012 con Ci vediamo a casa, che si classifica sesta. Quest’anno si presenta con Ora o mai più e la cover di Amore disperato di Nada. Dopo Sanremo, comunque vada, per Emanuela c’è la poltrona di The Voice, in partenza a fine mese su Rai2.

DOLCENERA – ORA O MAI PIù di Dolcenera – Finaz

È tutta colpa di cose ovvie
Tu che mi offri
Se non fai più
Niente per la tua felicità
E queste cose ti bastano
Ora o mai più
Ora o mai più
Ora o mai
Vai solo fino al punto in cui
Non ti troverai più
Ma sarai tu
Finalmente a sorprenderti
E poi vedrai le cose cambiano
Ora o mai
Come può succedere
Che una cosa semplice
Quando tutto sembra uguale
Tutto quanto può cambiare
Una cosa semplice
Tu che vieni verso di me
E le cose cambiano
Ora o mai più
Ora o mai più
È tutta colpa di cose ovvie
Tu per chi soffri
Ma non so più
Se davvero tu mi ami o no
O è solo abitudine
Ora o mai
Come può succedere
Che una cosa semplice
Quando tutto è sempre uguale
Tutto quanto può cambiare
Una cosa semplice
Tu che vieni verso di me
E le cose cambiano
Ora o mai più
Ora o mai più
Ora o mai più
Tutto quanto può cambiare
Una cosa semplice
Tu che vieni verso di me
E le cose cambiano
Ora o mai più
Ora o mai più
Ora o mai più

Sarà poi il turno di un giovane rapper, anche lui napoletano proprio come Rocco Hunt che ha cantato ieri sera. Clementino, uno dei migliori rapper italiani, debutta tra i Campioni tre anni dopo essere salito sul palco dell’Ariston come ospite degli Almamegretta. Il suo ultimo album, Miracolo!, è uscito l’anno scorso. Il pubblico televisivo lo conosce anche per la sua partecipazione come concorrente a Pechino Express nel 2014 e nello stesso anno la vittoria al Summer Festival di Canale5 nei Giovani. Quest’anno porta al Festival Quando sono lontano e la cover di Don Raffaè di Fabrizio De André.

CLEMENTINO – QUANDO SONO LONTANO di C. Maccaro – V. Stein – K. Scherer

Vorrei tornare indietro! Ma quanti sbagli fra’
ho capito che non li ripeto,
Il cuore dentro si era fatto qui come la pietra,
A 15 anni una promessa che volevo questo e prendermi anche una cometa.
Quante notti oscurate, nocche spaccate, note stonate, quanti dei nostri a fare le cose sbagliate.
C’è chi si è perso dietro un muro e chi va avanti per il suo, c’è chi ha la forza tutti i giorni e poi combatte il buio.
Io che sto qui a guardare il mondo da più sfumature, lontano da mamma e papà dove sono le cure?
Circondato dal disordine, scappato come rondine, se guardo il mare fra’ mi sento un vortice.
E quann stong luntan, ricordo qualche anno fa
Guagliun miez a na via, na luce ind’a sta città
E mo ca song emigrante, e voglio o ciel a’guardà
Penso ca’ si stat a primma, tu si tutt a vita mia.
Quante cose cambiate negli anni
Un amico mi chiamava e diceva frate’!!!
«Perché se cadrai io ti rialzerò
O mi sdraio qui vicino a te»
La storia di un musicante emigrante anima vagante
E guarda come cambia tutto quando sei distante
E la voglia di sentirti grande
5 ragazzi e un volante
Uanema santa
«Ma k capa vacant»
Così mi tengo stretto dentro tutto quello che ho
Pregando che dall’alto qualcuno ci salvi perciò
Chi porta i figli a scuola tutti i giorni spera in un futuro migliore
E c’è chi guarda fuori e prega il Signore
Me lo lo riscrivo adesso con l’inchiostro sulla pelle
Di tutti quei ricordi come schiavi nelle celle
I chiari di luna, la notte più infame e ribelle.
Noi da bambini volevamo toccare le stelle.
E quann stong luntan, ricordo qualche anno fa
Guagliun miez a na via, na luce ind’a sta città
E mo ca song emigrante, e voglio o ciel a’guardà
Penso ca’ si stat a primma, tu si tutt a vita mia.
E voglio o’ciel a guarda da quando ero in fasce
Come fenice che fra poi da zero rinasce
Apar vasc, guardo fuori che piove è tempesta
Chi muore presto e nelle mani qua polvere resta.
Tutti quelli scappati altrove…
Fammi vedere il colore li dove non c’è sole
Il tempo che fra’ è passato qui
Ma ce truov semp miez a via!!!
E quann stong luntan, ricordo qualche anno fa
Guagliun miez a na via, na luce ind’a sta città
E mo ca song emigrante, e voglio o ciel a’guardà
Penso ca’ si stat a primma, tu si tutt a vita mia.
Ma ce truov semp miez a via!!!
Ma ce truov semp miez a via!!!
Ma ce truov semp miez a via!!!
Ma ce truov semp miez a via!!!

Terza apparizione sul palco dell’Ariston rappresentata da una vera e propria diva della canzone italiana. Twitter è già in delirio per Patty Pravo, che a Sanremo festeggia i suoi 50 anni di carriera. La sua prima volta al Festival risale al 1970 con La spada nel cuore assieme a Little Tony: arrivarono quinti. Ci tornò poi per altre otto volte: nel 1984 Per una bambola arriva decima, nel 1987 Pigramente signora arriva ventesima, nel 1990 Donna con te si ritira prima del termine della gara, nel 1995 I giorni dell’armonia arriva ventesima. Nel 1997 si presentò con …E dimmi che non vuoi morire, scritta per lei da Gaetano Curreri degli Stadio con Vasco Rossi, e arrivò in finale vincendo il premio della critica e per la miglior musica. Altre tre apparizioni negli anni 2000: nel 2002 con L’immenso è sedicesima, nel 2009 con E io verrò un giorno là arriva in finale ed infine nel 2011 con Il vento e le rose viene eliminata. Quest’anno canta Cieli immensi di Fortunato Zampaglione, l’autore di Guerriero e Ti ho voluto bene veramente di Marco Mengoni. Per la serata delle cover ha scelto Tutt’al più, una sua canzone del 1970. Patty Pravo canta Patty Pravo e il web esplode.

PATTY PRAVO – CIELI IMMENSI di F. Zampaglione

Cosa aspetti che ti dica
Se la colpa non è tua
Se di colpo fa fatica
Mentre tutto fugge via
A noi bastava solo l’amore
Il resto ci poteva mancare
E ridere scherzare poi svenire
Ma oggi che mi sembri migliore
Di quello che poteva sembrare allora
Ma tu chi sei
Che cosa vuoi
E come mai mi pensi
Non sono io
Nemmeno lei
Ma i cieli sono immensi
Guarda il cielo quante luci
Dal passato fino a qua
Quante luci nel silenzio
Lungo i viali di città
A noi bastava solo l’amore
Il resto ci poteva mancare
E ridere e scherzare e poi finire
E oggi che il passato è migliore
Di quello che poteva sembrare allora
Ma tu chi sei
Che cosa vuoi
E come mai mi pensi
Non sono io
Nemmeno lei
Ma i cieli sono immensi
E ridere guardando il mondo
Con la felicità di quando
Il cielo è immenso
E mai dimenticare
Quel che ci ha fatto vivere
Ma tu chi sei
Che cosa vuoi
E come mai mi pensi
Poi dirsi addio
Oppure mai
Ma i cieli sono immensi
Immensi
Immensi
Immensi
Immensi
Cosa aspetti che ti dica
Se la colpa non è mia

In arrivo sul palco un altro idolo del web pronto a far parlare di sè anche in questa occasione. Secondo classificato ad Amici nel 2009, dietro Alessandra Amoroso, Valerio Scanu ha vinto il Festival di Sanremo nel 2010 con Per tutte le volte che, scritta da Pierdavide Carone. Da allora ha seguito con orgoglio un percorso artistico che lo ha portato ad autoprodursi i propri album. Grande protagonista delle ultime due edizioni di Tale e quale show e naufrago all’Isola dei famosi, Valerio porta a Sanremo Finalmente piove, che da anche il nome al suo nuovo album, scritta da Fabrizio Moro. Nella serata delle cover canterà Io vivrò (senza te) di Lucio Battisti.

VALERIO SCANU – FINALMENTE PIOVE di F. Moro

Qualcuno è già partito è andato via senza lasciare traccia
Qualcuno è ritornato per metterci la faccia
Qualcuno si è sentito male per i troppi vizi
Qualcuno ha perso la partita ma non ha subito i fischi
Qualcuno non ha mai provato amore nel suo vivere
Oppure lo ha trovato ma non lo sa descrivere…
No tu non hai, tu non hai, tu non hai capito
No, tu non hai, tu non mi hai capito mai
Finalmente piove e il suo rumore non se ne va
Ma le mie parole le puoi capire
Senza dirtele in faccia
Le ho riflesse negli occhi
Le ho descritte negli attimi più ingenui di una storia che sta per finire
Qualcuno è andato avanti e poi è tornato al punto di partenza
Perché si è accorto in tempo che non aveva resistenza
No tu non hai, tu non hai, tu non hai capito
No, tu non hai, tu non mi hai capito mai
Finalmente piove e il suo rumore non se ne va
Ma le mie parole, le puoi capire
Senza dirtele in faccia
Le ho riflesse negli occhi
Le ho descritte negli attimi più ingenui di una storia che sta per finire
No tu non hai, tu non hai, tu non hai capito
No, tu non hai, tu non mi hai capito mai
Senza dirtele in faccia
Le ho riflesse negli occhi
Le ho descritte negli attimi più ingenui di una storia che sta per finire
Come un film d’autore o una canzone che se ne va

Dopo la quota Amici anche questa sera voliamo su X Factor e ascoltiamo il brano della prima vincitrice made in Sky “scoperta” da Simona Ventura. Francesca Michielin ha pubblicato lo scorso ottobre di20, album nato da singoli di successo come L’amore esiste (escluso dallo stesso Conti l’anno passato), Battito di ciglia e Lontano. Famosa per i duetti con Fedez Cigno nero e Magnifico, Francesca porta al suo primo Sanremo come cantante in gara la canzone Nessun grado di separazione e, nella serata delle cover, Il mio canto libero di Lucio Battisti.

FRANCESCA MICHIELIN – NESSUN GRADO DI SEPARAZIONE di Cheope – F. Abbate – F. Michielin – F. Gargiulo

È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione
Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce

Continuiamo sulla scia ex-Amici secondi classificati con Alessio Bernabei, di ritorno sul palco del Festival ma stavolta da solo. L’anno scorso ha infatti annunciato l’addio ai Dear Jack. La sua carriera solista parte proprio a Sanremo, dove un anno fa, assieme alla sua ex band, aveva conquistato il 7° posto con Il mondo esplode tranne noi. Il suo brano, Noi siamo infinito, porta la firma di Roberto Casalino e Dario Faini, tra i più richiesti autori del pop italiano. Nella serata delle cover canterà, insieme con Benji & Fede, A mano a mano di Riccardo Cocciante. Quota RTL assicurata anche quest’anno.

ALESSIO BERNABEI – NOI SIAMO INFINITO di R. Casalino – D. Faini – I.Amatucci

Il tuo corpo è la somma
Di tutti i desideri,
La tua testa il racconto di ciò che sei
E di quel che eri,
La complicità ama il silenzio
E in questo noi due siamo bravi,
Profeti e discepoli di verità e di segreti
E non è mica la fine
Semmai dovessimo sbagliare e perché
Le circostanze fanno la differenza,
Capovolgo la distanza che si azzera e siamo
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
La mia pelle è corteccia
Che si può anche scalfire,
La tua giacca s’impiglia ad un ramo
E mi potrò scaldare
Io ti devo tante cose,
La differenza tra luce e ombre,
Tra il coraggio e l’istinto
E la paura di non fallire
E non è mica la fine
Semmai dovessimo sbagliare e perché
Le circostanze fanno la differenza,
Capovolgo la distanza che si azzera e siamo
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
La tua libertà non è più effimera,
Lei non si misura,
Devi solo metterla in pratica
E non è mica la fine
Semmai dovessimo fallire
E perché capovolgo la distanza che si azzera e ora e sempre siamo…
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito

Se ieri sera è toccato a Morgan e Arisa, stasera sale sul palco un altro giudice di X Factor. Nel 1996 Elio e le Storie Tese sfiorarono la vittoria con La terra dei cachi e ci andarono molto vicino anche nel 2013 con La canzone mononota. Stefano «Elio» Belisari nel frattempo è diventato anche un personaggio televisivo molto amato proprio grazie al talent show che l’ha visto tornare dietro al bancone quest’anno. Al loro terzo Festival portano Vincere l’odio e la cover della Quinta di Beethoven nella versione di Walter Murphy.

ELIO E LE STORIE TESE – VINCERE L’ODIO di S. Belisari – S. Conforti – D. L. Civaschi – N. Fasani

Se mi guardi con quel sguardo dentro agli occhi
Io ti sfido a innamorarmi di te
Ma due occhi per sguardarsi sono pochi
Per amarci ce ne vuole almeno tre
Ce ne vogliono tre
Femminiello che vivi a Napoli
Coi problemi presenti a Napoli
Femminiello di una metropoli sul mare chiaro
Femminiello ma quanti ostacoli
Nel tuo cuore disperso a Napoli
Per fortuna che poi c’è il Napoli
Al San Paolo di Napoli
San Paolo, San Paolo, convertitoti nei pressi di Damasco
San Paolo, San Paolo, quante lettere scrivevi tu
San Paolo, San Paolo, ebreo ellenizzato di Tarso
San Paolo, San Paolo, per fortuna che il Signore ti è apparso
Perché tu perseguitavi i cristiani
E giustamente lui ti ha detto stop stop stop
Sto partendo con il treno per andare a Kathmandu
Dove ti sei trasferita per fondare una tv
Che trasmette televendite di vini calabresi
Che in Nepal vanno forte ma li fanno a Kathmandu
Quanto è bella la Calabria, quanto che sei bella tu
Tubero che mediti tranquillo sotto terra
Finché c’è una mano nerboruta che ti afferra
Tu dici «No no no », poi dici «Forse forse forse»
Poi ti lasci prendere
E ti abbandoni a questo mio pelapatate
Accompagnato dal tuo amico topinambur
Topinamburbera, sedicente burbera
Chi l’avrebbe detto, nascondevi un cuore d’oro
Sotto a quei 90 chili di burbera
Non cambiare mai burbera
Energumena, accarezzami lo stesso
Cantando questa canzone brutta
Brutta da cantare se vuoi
Sarà pure brutta però a me mi piace
Canzone brutta
Sarà capitato anche a voi
Di avere una canzone in testa
Brutta
Brutta.
E il messaggio che noi qui vogliam comunicar con questi ritornelli è:
Vincere l’odio

L’ottavo a salire sul palco sarà Neffa. La sua carriera ha avuto tante vite. Giovanni Pellino nasce musicista, cresce rapper negli Anni ’90 e raggiunge la maturità come cantautore con brani come La mia signorina, Prima di andare via, Molto calmo, Dove sei e la recente Sigarette, per non parlare delle collaborazioni con Fabri Fibra, Marracash, Rocco Hunt. Ha partecipato a Sanremo nel 2004 con Le ore piccole. Dodici anni dopo torna per la seconda volta con Sogni e nostalgia e la cover di ‘O Sarracino di Renato Carosone.

NEFFA – SOGNI E NOSTALGIA di G. Pellino

Qualche volta il mondo sembra così freddo e stanco
Negli sguardi che tu incontri non c’è molto per te
Ma se capita che il vento arrivi tra le foglie
Puoi fermarti per sentire un po’ la musica che fa
Qualche volta c’è chi ride perché sei nel fango
E chi gode a farti male per il gusto che c’è
Può succedere che un diavolo ti stia tentando
Puoi trovare sempre un angelo che poi ti salverà
Tutto passa e va sogni e nostalgia
Baci dolci e lacrime
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Un bel giorno arriverà da te la felicità
Una luce che si poserà sulle cose spente
E se al buio la paura viene lì e ti prende
Con il sole del mattino poi ogni fiore si aprirà
Tutto passa e va sogni e nostalgia
Baci dolci e lacrime
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Vedrai tutto passa e va sabbia e cieli blu
Cose da decidere
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Questa è per chi ha freddo e per chi è solo
Chiude gli occhi e non lo sa perché
Questa è per chi ha perso e non è un gioco
Questa è per il bene che ho per te

Come penultima esibizione è il turno di una bellissima rossa proveniente dalla cerchia degli Amici di Maria, anche lei seconda classificata, nel 2011. Ha già partecipato a due edizioni del Festival: nel 2013 con Scintille/Non so ballare e nel 2015 con Una finestra tra le stelle, che conquistò il quarto posto. Annalisa torna a Sanremo dopo aver debuttato come attrice (nel film Babbo Natale non viene da Nord) e conduttrice tv nel docureality Tutta colpa di Einstein, trasmesso da Italia 1. Al suo terzo Festival, cercando finalmente di vincerlo, Annalisa scarica Kekko e porta Il diluvio universale scritto anche da lei e, nella serata delle cover, America di Gianna Nannini, facendo una scelta stranissima per il suo timbro. Nali, e Chiara Galiazzo dove l’hai lasciata? #sischerza

ANNALISA – IL DILUVIO UNIVERSALE di D. Calvetti – A. Scarrone – D. Calvetti

L’amore non è una colpa
Non è un mistero
Non è una scelta
Non è un pensiero
L’amore quello dei film
L’amore del «che segno sei?…»
C’è affinità, un aperitivo, chissà se mai…
Magari… qualcosa… qualcosa succederà
L’amore di questa notte
Non conta niente,
Anzi, sia maledetto
E maledettamente
Io non tornerò
Perché non hai futuro
E io ha già poco tempo per me stessa,
Figuriamoci per gente come te
E intanto prendo questa metropolitana
L’unica che sorride è una puttana
E allora io preferisco sognare
Perché è così, è così, io lo so
Che mi lascio andare
E tu, che resti l’unico al mondo
Come una stanza da rifare,
Resti immobile all’altare,
Sei una canzone che non ho
Mai saputo cantare
L’amore succederà
O forse è già successo
Ma tu non l’hai visto
E lo vedi solo adesso
Ma stasera rimango a casa
A cucinare la vita
Come fosse un buon piatto da buffet
Lo so… l’amore è spudorato
L’amore è egoista
L’amore è un atto di necessità di te
E mentre sfoglio un altro stupido giornale
Penso che in fondo sia tutto regolare
E intanto io preferisco sognare
Perché è così, è così, io lo so
Che mi lascio andare
E allora io preferisco sognare
Perché da qui la realtà si nasconde meglio che
Sotto il diluvio universale
E tu, dall’altra parte del mondo
Come una stanza da rifare,
Resti immobile all’altare,
Sei la canzone che non ho
Mai saputo cantare

Gradito ritorno sul palco dell’Ariston dopo i fasti di turuturututtu. Chiudono la seconda serata gli Zero Assoluto. Dal successo di Semplicemente (2005) in poi, hanno lanciato numerose hit come Svegliarsi la mattina, finalista a Sanremo nel 2006. L’anno dopo tornarono al Festival accompagnati sul palco da Nelly Furtado, cantando Appena prima di partire, che arriverà nona. Matteo e Thomas si ripresentano all’Ariston forti del successo del singolo estivo L’amore comune. Canteranno Di me e di te, mentre per la serata delle cover hanno scelto Goldrake di Actarus.

ZERO ASSOLUTO – DI ME E DI TE di di T. De Gasperi – A. Filippelli – M. Maffucci – L. Vicini – T. De Gasperi – A. Filippelli – M. Maffucci

Parlami di te e dei tuoi silenzi
Dei tuoi occhi che sono sempre senza sguardi
Parlami per non dimenticare per non avere più timore
Parlami di partecipazione
Ma questa vita ci fa solo che mentire
Parlami perché ti so ascoltare
Anche se poi non so che dire
Di un amore che fa pugni senza guanti
Di ritorni che han sapore di partenze
Di un cuore che ha più stanze di un albergo
Mentre guardo le stelle levarsi nei tuoi cieli
Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti
Di temporali che ci urlano contro
Di me e di te
E basterebbe solo sporcarci di parole
Leggendoci negli occhi
La paura e l’emozione
Ci siamo persi in una strada tra follia e vita
La follia eri tu
In questa vita che grida e che spinge lontano
Se molli la presa mi scivoli piano
Ma che cosa vuol dire sentirsi insicuri
La teoria degli esclusi e la poesia degli illusi
Occhi chiusi
Di un amore che fa pugni senza guanti
Di ritorni che han sapore di partenze
Di un cuore che ha più stanze di un albergo
Mentre guardo le stelle levarsi nei tuoi cieli
Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti
Di temporali che ci urlano contro
Di me e di te
Di me e di te
Di me e di te
E tira su gli occhi
Non serve guardare lontano
Parliamoci adesso
Di un amore che fa pugni senza guanti
Di ritorni che han sapore di partenze
Di un cuore che ha più stanze di un albergo
Mentre guardo le stelle… le stelle
Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti
Di temporali che ci urlano contro
Di me e di te
Di me e di te
Di me e di te
E tira su gli occhi
Non serve guardare lontano
Parliamoci adesso
Di me e di te
Di me e di te
Di me e di te
Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti
Di temporali che ci urlano contro
Di me e di te
Di me e di te
Di me e di te

Si conclude anche oggi la nostra carrellata di testi, curiosi di ascoltare le canzoni questa sera e nei prossimi giorni. Ovviamente aspettiamo i vostri commenti su quale dei dieci BIG in gara stasera aspettate con più curiosità. L’appuntamento su questo blog è per questa sera con il liveblogging e le BubinoClassifiche, dove potrete votare tutte le canzoni. E ovviamente per domani, per fare il punto della situazione su questi nuovi dieci brani.