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NUOVI FORMAT: IN SOLITARY, ESPERIMENTO ANTI-SOCIAL AD ALTISSIMA TENSIONE

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Cinque giorni in assoluto isolamento, rinchiusi in una piccola stanza asettica senza dispositivi tecnologici per poter comunicare con l’esterno. Obiettivo: resistere. Al silenzio, alla noia, ai fantasmi della mente. La tv britannica Channel 5 si è messa ancora una volta al servizio della sociologia, lanciando un nuovo esperimento che nel Regno Unito sta facendo molto discutere. ‘In Solitary: The Anti Social Experiment‘ è il titolo del docu-reality (qui il trailer) trasmesso lo scorso 28 agosto in prima serata che ha visto cinque persone prendere parte a un’esperienza emotivamente davvero molto intensa, forse troppo. Un’infermiera, un noto presentatore televisivo, un operaio edile dipendente da social network, una mamma single e una ragazza separata da appena quattro mesi hanno potuto portare con sé solo tre oggetti personali (la minima  quantità di viveri per nutrirsi viene fornita dalla produzione): in pochi hanno pensato di sceglierne alcuni che li avrebbero aiutati a far trascorrere il tempo come acquerelli, mazzi di carte o attrezzi ginnici.

La primi forte crisi è arrivata a due ore dall’inizio dell’esperimento: l’infermiera Charmayne non ha retto alla solitudine e dopo quattro ore di pianto ha premuto il pulsante che le ha permesso di aprire la porta della sua stanza e uscire definitivamente dalla reclusione forzata. Il presentatore televisivo George Lamb ha resistito solo 23 ore: l’impossibilità di sopportare il silenzio e di distinguere il giorno e la notte lo hanno portato a uno stato d’angoscia tale da scegliere di uscirne sconfitto piuttosto che continuare a sopportare quelle condizioni.

Anche per gli altri tre concorrenti, nonostante alla fine siano riusciti a superare la sfida resistendo per tutti e cinque i giorni, non è stato affatto facile. Se l’operaio Lloyd aveva trovato inizialmente una via di fuga nel parlare con le telecamere in movimento (una sorta di Wilson per il naufrago Tom Hanks in “Cast Away”), le sue certezze sono vacillate nel momento in cui la produzione di “In Solitary”, in accordo con lo psicologo dello show, ha ordinato di mantenerle statiche. L’ansia invece ha preso il sopravvento sulla mamma Sarah con conseguenze preoccupanti sia a livello fisico che psicologico: oltre a dare di stomaco costantemente, la donna ha cominciato a temere che qualcuno potesse entrare all’improvviso nella stanza, dimenticando di poter contare su una sorveglianza continua. Reazioni che hanno portato gli autori a pensare di farle abbandonare il gioco prima della fine, ma Sarah ha retto. Lucy invece è sopravvissuta grazie alla sua passione per l’arte, disegnando e dipingendo sulle pareti della stanza.

Nonostante le difficoltà tutti e tre hanno dichiarato che questa avventura ha contribuito a rinforzarli psicologicamente e fisicamente, benedicendo la propria esperienza. Lo psicologo del programma ha evidenziato come tutti i volontari abbiano sottovalutato in partenza le difficoltà che avrebbe comportato l’esperimento, più adatto a persone introverse che estroverse: ha inoltre aggiunto che la chiave per resistere sia nel riuscire a convertire l’ansia in emozione. Quel che è certo è che “In Solitary” ha fatto molto discutere il pubblico inglese proprio sui social: se qualcuno è rimasto affascinato dalla forza del format, c’è chi non ha perso l’occasione per accusare la produzione di crudeltà gratuita ed eccessivo sadismo. Non sono poi mancati i commenti ironici, come per ogni docu-reality che si rispetti: “Tra gli oggetti avrebbero potuto portarsi tre mobili Ikea. Per montarli non basterebbero cinque giorni”.

@ilteledipendente

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7 Risposte

  1. mentecriticaoriginal ha detto:

    Potrebbe funzionare su italia 1…Ma non capisco il messo di toglierli i social e rinchiuderli in una sorta di cella senza finestre…Mah…

  2. Sante Longo ha detto:

    Io mi precipiterei ai casting! Se fanno portare un hard disk con dei film, o musica, un paio di libri e carta e penna, potrei anche restare per più tempo

  3. MasterBB ha detto:

    Una variante seria sarebbe togliere tutta la tecnologia e vedere come vivono i soggetti nel quotidiano, i problemi da affrontare , senza farli impazzire chiusi in una stanza minuscola

  4. MasterBB ha detto:

    Tremendo. Non c è nessun esperimento sociale, solo spettacolarizzazione. Non c è nessun nesso tra togliere i social e chiudersi in cella, praticamente, ma per carità

  5. sboy ha detto:

    STUPENDO. Mediaset di oggi non è più quella sperimentale e coraggiosa di una volta. Non avrebbero mai il coraggio di mandare in onda un programma del genere.
    Lo vedrei meglio su Sky 1 a mò di evento come solo loro sanno fare

  6. Cristian #TeamNali ha detto:

    Format boom da esperimento sociale

    Mi piacerebbe vederlo nella versione italiana

  7. Mitiko92 ha detto:

    Troppo estremo per i miei gusti…però potrebbe funzionare su Italia1.