5 MOTIVI PER SEGUIRE FINO ALL’ULTIMO BATTITO: PARLA LO SCENEGGIATORE ANDREA VALAGUSSA

ESCLUSIVA – Andrea Valagussa presenta su BubinoBlog la fiction “Fino all’Ultimo Battito”, al via giovedì 23 settembre in prima serata su Rai1. Uno dei titoli più attesi della stagione, vede la regia di Cinzia TH Torrini, firma di alcune delle serie più iconiche della tv italiana (Elisa di Rivombrosa, Terra Ribelle, Un’Altra Vita, Sorelle). Protagonisti delle 6 puntate di una serie che unisce con sapienza vari generi, dal medical al drammatico, sono Violante Placido, Bianca Guaccero, Marco Bocci e la straordinaria Loretta Goggi.

5 MOTIVI PER SEGUIRE FINO ALL’ULTIMO BATTITO
(a cura di Andrea Valagussa, sceneggiatore della serie)

REGIA

Non devo certo presentare io Cinzia TH Torrini, i suoi lavori parlano per lei, da Elisa di Rivombrosa fino a Pezzi Unici, passando per Sorelle e Un’altra Vita. Le sue doti sono quelle di donare carne e sangue ai personaggi scritti sulla carta, renderli vivi, passionali, veri. Questa a mio avviso la sua più grande qualità, ciò che conquista nei suoi lavori. Vedendola lavorare sul set credo di averne anche compreso il segreto. Sembra un grillo, non sta ferma un attimo, piena di consigli, suggestioni, energia, un vero e proprio tornado che poi si trasforma sullo schermo in passione e vita.

TRAMA

Il nostro protagonista è Diego Mancini, uno dei più giovani primari in Italia, cardiochirurgo capace di veri miracoli in sala operatoria. Nel privato ama Elena, la donna che finalmente sta per sposare e che gli porta in dote Anna, figlia di un precedente matrimonio. Dal loro amore è nato invece Paolo, il piccolo di casa. La loro è una famiglia che si ama, che accetta persino il ritorno dell’ex marito di Elena, Rocco, o la simpatia un po’ invadente di nonna Margherita, niente sembra poterli mettere in crisi tranne… la grave cardiopatia che minaccia il cucciolo di casa.

Diego, che passa la vita a salvare vite altrui, non può nulla per suo figlio, se non aspettare che arrivi il cuore giusto per il trapianto. Un’attesa straziante… Sarà proprio l’amore per il figlio, a spingerlo a tradire se stesso e la sua professione. Compie un’azione deprecabile, ma lo fa da scienziato, convinto di poter presto rimettere tutto a posto. Peccato non abbia fatto i conti con un boss della Sacra Corona Unita che, scoperto il suo segreto, lo costringerà in un vortice di segreti ed errori sempre più gravi. Partito per salvare la vita al figlio, Diego dovrà combattere fino all’ultimo battito per non perdere tutto.

Medical, famigliare, crime, ingredienti diversi per parlare, si spera, al pubblico più largo possibile. E il tutto con la spezia indispensabile dell’amore, una forza che ti spinge alle azioni più nobili, ma anche alle più deprecabili.

CAST

Marco Bocci, Violante Placido, Bianca Guaccero, Fortunato Cerlino, Loretta Goggi, Francesco Foti, Francesca Valtorta, Gaia Masciale, Michele Spadavecchia… più che un cast pare la formazione degli “Avangers”. E non ho citato nemmeno tutti! Un cast davvero stellare, in un’autentica gara di bravura.

Vorrei provare a raccontarveli in un aggettivo: Violante è dolcemente tenace, Bianca conturbante, Fortunato (pre)potente, Loretta rassicurante, Francesco mellifluo, Francesca empatica, Gaia fragilmente determinata, Michele tumultuoso. E poi c’è Marco. Per lui non basterebbe il dizionario dei sinonimi e dei contrari. E allora scelgo camaleontico, nel senso che è capace di attraversare i vari registri della storia rimanendo sempre credibile, intenso, vero. Un’interpretazione da Emmy!

SCENEGGIATURA

Qui non posso di certo lodarmi e allora faccio i complimenti ai colleghi che hanno fatto parte del gruppo di scrittura. A partire da Nicola Salerno, sceneggiatore esordiente, che ha avuto l’idea originale e poi le mie tre super colleghe: Fabrizia Midulla, Maura Nuccetelli ed Elisa Zagaria, una più brava dell’altra.

Originariamente il titolo della serie era Il medico della mala. In questo ossimoro c’è la bussola che ci ha guidato nella scrittura. L’idea di raccontare la storia di un antieroe, di qualcuno che potesse al contempo operare per il bene e per il male. L’obiettivo era intrattenere, appassionare, intrigare, ma anche far riflettere su quanto possa essere semplice sbagliare e non per forza per vanità, vizio o sete di potere. Perché a volte il male si nasconde dietro il più giustificato compromesso. Ed è un attimo ritrovarsi in un inferno da cui si rischia di non poter più tornare indietro.

PUGLIA

L’idea della Puglia nasce dalla voglia di raccontare una malavita diversa, non la camorra, la mafia o la ‘ndrangheta. La scelta è caduta sulla Sacra Corona Unita, l’unica mafia che ha una data di fondazione certa e per alcuni anche una data di morte e sconfitta.

Questa scelta ci ha regalato la possibilità di girare in una delle regioni più belle di Italia, dove c’è il mare, la campagna, gli ulivi, il sole, l’azzurro dei cieli e il bianco dei trulli. La storia è ambientata nello specifico a Bari. Sapete cosa si dice di questa città? Che se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari. Un paradosso che però contiene del vero. Bari ha un lungomare da togliere il fiato, la zona di Bari Vecchia è da cartolina, la basilica di San Nicola, la zona del porto, il castello… ogni angolo è sorprendente e diverso e aggiunge bellezza a una serie che spero vi sorprenderà e vi potrete godere fino all’ultimo battito!

Vi aspetto giovedì 23 settembre, ore 21,25, Rai1. NON MANCATE!

Foto: Federica Di Benedetto