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ADDIO MONTALBANO: CESARE BOCCI SI CONGEDA DA MIMÌ AUGELLO

Era stato Luca Zingaretti per primo a prendere tempo sul futuro di Montalbano. Dopo la morte, a distanza di pochi mesi, di tre colonne di una delle serie più amate di sempre in Italia, dubbi e incertezze sul da farsi per gli ultimi due romanzi inediti di Camilleri si sono rincorsi.

Il papà di Montalbano Andrea Camilleri, il regista Alberto Sironi e lo scenografo Luciano Ricceri non ci sono più. Rimane, già girato, l’episodio “Il metodo Catalanotti“, che dovrebbe andare in onda a marzo su Rai1. L’ultimo episodio prodotto. Doveva essere trasmesso già quest’anno ma si è preferito rimandarlo al 2021.

“Ho bisogno di tempo per riflettere”, ha detto Luca Zingaretti mentre l’ad Rai Fabrizio Salini ha aggiunto: “Per il momento non abbiamo nessuna novità specifica sul futuro della serie”. Se e quando “Il cuoco dell’Alcyon” e “Riccardino” verranno trasposti per la televisione non è dato sapere. I fan ci sperano ma le possibilità sono ridotte, sperando di venire smentiti dai fatti.

Una cosa è certa. Per Cesare Bocci, l’interprete del vice commissario e donnaiolo impenitente Mimì Augello, si è scritta la parola fine. “Il metodo Catalanotti” è il suo ultimo Montalbano. Si chiude un ciclo iniziato oltre vent’anni fa quando andò in onda su Rai2 il primo episodio del commissario Montalbano. Era il 6 maggio 1999 e il pubblico rimase ammaliato da “Il ladro di merendine”. Non su Rai1 perché la fiction non convinse pienamente, anche per il troppo dialetto. Altri tempi.

Per Bocci, Mimì Augello è il ruolo della vita, il personaggio che gli ha dato successo e popolarità. Tutto nasce de Montalbano e da lì sarà un susseguirsi di ruoli, fino ai giorni d’oggi dove si divide tra il ruolo di attore in “Fratelli Caputo”, e in altre serie che lo vedranno tra i protagonisti, e di divulgatore nel “Viaggio nella Grande Bellezza“, che torna domani su Canale 5.

Intervistato da Francesco Canino per il Fatto Quotidiano, Cesa Bocci ammette senza problemi: “È una di quelle fortune che capitano una volta sola”. Ed ecco la nota dolente, il sipario che cala su Mimì Augello, e su Montalbano.

Il mio cuore mi dice che si è chiusa un’epoca, per altro in maniera alta ed enorme. Montalbano in fondo è finito quando è morto Alberto Sironi: non c’è più lui, non c’è più quel gigante di Camilleri e nemmeno lo scenografo Luciano Ricceri.

C’è Riccardino, l’ultimo romanzo di Andrea Camilleri.

Quello segna la fine di Montalbano, che sul finale si dissolve. Ma come personaggio non mi riguarda, perché nel libro Mimì è in ferie. Per me sono stati vent’anni clamorosi, vissuti nella consapevolezza del grande privilegio di lavorare con professionisti immensi.

Cesare Bocci racconta un aneddoto sui pochi ma intensi incontri con il maestro Camilleri.

Andai a presentarmi da Camilleri e gli dissi: «Buongiorno sono Cesare, faccio Mimì». Lui mi rispose: «Lo so chi sei. Tu ieri sera hai fatto piangere a me e a mia moglie». I suoi complementi li porterò per sempre nel cuore.

3 Risposte

  1. Everglow ha detto:

    I romanzi rimasti da trasporre sono due, il cuoco dell’alcyon e Riccardino.
    Io spero che li facciano per dare un finale al Montalbano televisivo oltre a quello letterario.
    Per quanto riguarda l’assenza di Augello nell’ultimo romanzo, potrebbero cambiare qualcosa in sceneggiatura e farlo apparire, come del resto accadde in La forma dell’acqua. Infatti nel primo romanzo Mimì appare solo all’ultimo rientrando dalle ferie per dare il cambio a Montalbano, mentre nel film c’è.

  2. Alessandro Impellizzieri ha detto:

    C’è anche “Acqua in Bocca” il libro scritto da Camilleri e Lucarelli, che potrebbe portare Montalbano alla prima e unica indagine fuori dalla Sicilia.

  3. Ital ha detto:

    A prescindere …dalla realizzazione…in forse di due opere mancanti ….Montalbano e’ arrivato alla fine delle sue storie ….
    Una serie che ha accompagnato piu di 20 anni della storia tv con successo paragonabile a eventi come Sanremo…..
    Cosa pressoche UNICA nel panorama tv nostrano per una fiction …