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#IORESTOACASA, LETTURE PER PREPARARSI ALLA TV CHE VERRÀ: L’ALLIGATORE

Cosa leggere? Segnalazioni quotidiane di libri che hanno ispirato serie tv
in arrivo (o in preparazione) nei prossimi mesi

Sono in pochi a conoscerlo con il suo vero nome, Marco Buratti. Per tutti lui è l’Alligatore, l’ex frontman di una blues band, i The Old Red Alligators. Riciclatosi come investigatore privato dopo aver scontato ingiustamente sette anni di carcere per partecipazione a banda armata, si muove “senza licenza e nell’ombra” per “indagini riservate, nelle quali sia necessario stabilire contatti con ambienti extralegali”. Insieme a lui Beniamino Rossini, un gangster milanese vecchio stampo, e Max detto “La Memoria”, meglio conosciuto come “analista” per le capacità analitico-mnemoniche superiori alla norma.

Personaggi “borderline”, anticonvenzionali. Ideali per Raidue che negli ultimi anni ha fatto degli investigatori “sui generis” un suo marchio di fabbrica. Sarà Matteo Martari, che ora vediamo la domenica in “Bella da morire”, a prestare il volto all’Alligatore negli otto episodi (quattro prime serate) in arrivo (presumibilmente) in autunno, tratti dai romanzi di Massimo Carlotto. Prodotta dalla Fandango per Rai Fiction, vede nel cast tra gli altri anche Valeria Solarino, Thomas Trabacchi ed Eleonora Giovanardi, oltre a Gianluca Gobbi e Fausto Maria Sciarappa. La regia è stata affidata a Daniele Vicari ed Emanuele Scaringi. Le riprese si sono svolte tra il Nordest e Roma. In particolare a Padova e nei Colli Euganei, luoghi dove l’Alligatore indaga abitualmente portando in superficie segreti sommersi dal perbenismo e dal bigottismo imperanti nelle realtà di provincia. Ma nel corso della saga, ad ora composta da nove romanzi, l’investigatore si sposterà anche in Sardegna e in Corsica trovandosi faccia a faccia con ex funzionari dei servizi segreti, trafficanti di droga, avvocati corrotti e bande di delinquenti francesi assoldati per stroncare l’indipendentismo corso.

La serie tv si ispira invece al primo capitolo delle avventure di Buratti, pubblicato venticinque anni fa. “La verità dell’Alligatore” è un noir particolare: impossibile non scorgervi in qualche misura richiami lontani alle vicende personali dell’autore. Un intreccio tra finzione e realtà che lo rende ancor più suggestivo e potente:

“L’Alligatore è un ex cantante di blues. Ingiustamente condannato a sette anni di carcere, gli è rimasta addosso la fragilità degli ex detenuti e l’ossessione della giustizia. Ha messo a frutto le sue “competenze” e le sue conoscenze nella malavita divenendo un investigatore molto particolare: più a suo agio nel mondo marginale ed extralegale che tra poliziotti e magistrati, ricorre volentieri all’aiuto di strani “personaggi”, primo fra tutti Beniamino Rossini, un malavitoso milanese con il quale ha stretto una bella amicizia malgrado le differenze culturali e di temperamento. I due intuiscono presto che gli omicidi di due donne, imputati a un povero tossico, sono in realtà maturati nei corrotti ambienti di una certa borghesia di provincia…”