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ANDREA VALAGUSSA: VI PRESENTO #LASTRADICASA2, LO STATO DELLA FICTION ITALIANA E UN NUOVO SUPER PROGETTO (ESCLUSIVA)

Esclusiva BubinoBlog – Torna domani sera, in prima serata su Rai1, la seconda, attesissima stagione de “La Strada di Casa” con Alessio Boni, Lucrezia Lante della Rovere, Sergio Rubini e Eugenio Franceschini. Abbiamo il piacere di ospitare nuovamente un caro amico del blog come Andrea Valagussa, capo-sceneggiatore della fiction giallo-mistery prodotta dalla Casanova di Luca Barbareschi.

Innanzitutto grazie davvero per l’interesse e lo spazio che ci dedicate, siete sempre molto attenti e generosi.

Altra premessa necessaria. Io firmo la serie da head writer, ma Strada 2 non esisterebbe senza tre autori che hanno fatto squadra con me: Mario Cristiani, Maura Nuccetelli ed Elisa Zagaria, colleghi pieni di talento, inventiva e pazienza. In tre per sostituire Francesco Arlanch, co-autore della prima stagione che purtroppo ha fatto scelte professionali diverse, ma che sarà sempre genitore di Strada.

Vengo ora alle tue domande.

La Strada di Casa 2, dove eravamo rimasti?

A un padre che “torna a casa” fisicamente e moralmente, sistemando i conti col passato, riconoscendo i propri errori, chiedendo perdono alla famiglia e alla comunità e lasciando finalmente l’azienda in eredità al figlio e a un’idea di futuro diversa, biologica e sostenibile.

Una storia risolta dunque con un’unica eccezione: Fausto Morra ha saldato i suoi debiti con tutti tranne che con la giustizia. Anche se abbiamo scoperto che non è un assassino, resta comunque un imprenditore che ha truffato accettando di vendere carne straniera per nostrana al fine di trarne profitto. Per questo è giusto che paghi.

Come continuare?

La seconda stagione parte proprio da qui. Se nella prima un coma aveva tenuto Fausto lontano dalla sua famiglia per cinque lunghi anni, in questa è il carcere a separarlo da moglie, figli, azienda.

Strada 2 parte ancora da un ritorno. In carcere Fausto resiste, combatte, pazienta perché non vede l’ora di riabbracciare i suoi cari, tornare a respirare il profumo della sua terra, la sua Itaca. Ma come ci insegna Dante, Ulisse non è destinato a una placida vecchiaia, l’avventura è nel suo dna, l’ignoto il suo richiamo.

Ed è questo che accade. Il re torna. I braccianti esultano. Moglie e figli questa volta lo abbracciano felici. L’amico rivale Baldoni ammette di aver sentito la sua mancanza. C’è anche un’occasione ulteriore di festa: il principe ha atteso il suo ritorno per celebrare le nozze. Sembra l’alba di un nuovo giorno, l’Eden, ma poi la sposa non si presenta; Lorenzo, il figlio, viene addirittura sospettato di averla uccisa; l’azienda si scopre sotto la minaccia di un oscuro nemico e Fausto è costretto a rimettersi in viaggio, ad aprire una nuova indagine che lo porterà a dubitare degli affetti più cari e a scoprire verità e tradimenti impensabili.

Se la prima stagione insomma era quella del “ritorno di un padre”, questa potremmo sottotitolarla “In nome del figlio”. Tutto ruota attorno ai figli e a quello che i genitori sono disposti a fare per loro.

Giallo-mistery, quali i modelli tra romanzi, tv e cinema?

Per natura io sono onnivoro. Mi nutro di qualsiasi stimolo, proveniente da qualunque fonte: il mito, le serie che vedo su qualsiasi piattaforma, i film, i libri che leggo (anche se il tempo è sempre meno di quel che vorrei dedicare alla visione e alla lettura).

Se però mi chiedi qual è la fonte principale per la creatività, ti rispondo la verità. Quello che non manca mai nella mia giornata è la lettura dei quotidiani e, quando posso, la visione di documentari. Senza contare che mi nutro delle storie di chi mi sta vicino. La complessità e l’imprevedibilità del reale è qualcosa che mi affascina e mi ispira da sempre.

Anche in questo caso è andata così. La domanda che genera la serie è: che segreti può portare nel cuore un uomo che ha vissuto gli ultimi tre anni in carcere? Che verità può nascondere una sposa che non si presenta all’altare? Che reazioni genera in chi la aspetta invano?

Situazioni semplici, vere, che danno vita a una storia complessa, piena di colpi di scena, andirivieni tra piani temporali, segreti, bugie, tradimenti, misteri, una storia che insegue la sorpresa, ma anche e soprattutto le emozioni. Queste da sempre le due colonne di Strada e anche mie: giallo e relazionale.

La fiction italiana, stato di salute.

Lavoro in questo settore da 15 anni. Lo stato di salute mi sembra ottimo. C’è fermento, mercato, possibilità di sperimentare. Certo c’è ancora molta strada da fare per arrivare al livello dei competitor, ma credo che la qualità media stia crescendo, che ci sia più coraggio.

Anche Mediaset finalmente è tornata a muoversi, diversificare, proporre. E poi ci sono i nuovi broadcaster: Amazon, Netflix, nuove sfide. Speriamo solo di esserne all’altezza.

Altri progetti?

Scaramanticamente non si parla mai di progetti futuri. Con Casanova e Rai1 stiamo però sviluppando una serie che, parole del direttore di Rai Fiction, vuole sperimentare i confini estremi della fiction di Rai1.

E’ un medical che in modo totalmente inedito si mescola al crime e che mette al centro un protagonista controverso, responsabile di una scelta eticamente discutibile. Da qui scaturisce un viaggio agli inferi, una strada lunga e tortuosa per tornare a rivedere le stelle. E’ una sfida ardua che speriamo ardentemente di vincere. Se sarà così sarete ovviamente i primi a saperlo!

 

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Scrittura fatta, set finito, prima serata montata e x festeggiare Birra Morra. Preparatevi perché stiamo tornando @Stradadicasa2

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