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BELVE TRASLOCA SU RAI2. SABINA BEGAN E VIRGINIA RAGGI TRA LE OSPITI. LA FAGNANI SVELA I “NO”

Francesca Fagnani trasloca il suo “Belve” da Nove a Rai2. Il debutto è segnato per questo venerdì, 14 maggio, in seconda serata e precisamente alle 22:55. “Il direttore Ludovico Di Meo ha mostrato subito curiosità, con Seconda linea è andata com’è andata, il programma è stato chiuso, ed è venuto naturale puntare su Belve. Sono veramente contenta, è un progetto mio, sento l’orgoglio ma anche la responsabilità”, rivela a Repubblica.

Due ospiti a puntata, quasi tutte donne ma ci saranno anche uomini. Uno è Marco Travaglio, l’altro è ancora da decidere. Veniamo alle ospite che si alterneranno su Rai2. Quali “Belve” vedremo? Nella prima puntata Rosalinda Celentano e Arisa, nella seconda Bianca Berlinguer e Sabina Began. Poi toccherà a Asia Argento, Sonia Bruganelli, Anna Carrino, la moglie del boss del clan dei casalesi. Spazio alla politica con Virginia Raggi e Laura Ravetto.

Qualche ospite ha detto no? “È il quarto invito che faccio a Maria Elena Boschi, ha sempre declinato. Forse mi sbaglio, non è una belva. Peccato che l’avvocatessa Giulia Bongiorno mi abbia detto no, ha molto da raccontare”. Francesca Fagnani, nella vita compagna di Enrico Mentana, ricorda alcune interviste. “Giorgia Meloni. Ho scoperto che è simpatica, ironica. L’avvocatessa Bernardini De Pace è considerata una dura, dopo l’intervista sul Nove tanti l’hanno scoperta”.

Le interviste che sogna? “Angela Merkel. Tra le italiane, Franca Leosini”.Qualcuno ha mai detto: ora basta? “Il mio è un percorso narrativo in crescendo. Se sgancio la bomba subito, è finita. Tento di costruire una confidenza. Negli incontri mi interessa la rivendicazione della fierezza e delle fragilità. Siccome cerchiamo di esporre la parte miglior attraverso i filtri invece di giocare a viso aperto, cerco di far venire le ospiti allo scoperto, anche se non mi piace quello che dicono”.

Poi il ricordo degli anni e di quella grande “palestra” dell’informazione che si chiama Rai, dove ha iniziato dalla sede di New York. “C’erano Claudio Fusi, Giovanna Botteri, Gerardo Greco, Giovanni Floris. Mettevo a posto le cassette dell’archivio e i corrispondenti mi portavano in giro, era l’anno dell’11 settembre, stavi dentro la storia. Sono tornata e ho fatto un altro stage da Giovanni Minoli”. Poi il salto con Michele Santoro e Annozero. “Tutto quello che so fare l’ho imparato lì”.

I talk sono in crisi? “Non ha stancato il talk, perché dipende da cosa offre l’agenda; il problema è la frammentazione del racconto dalla mattina alla sera. I talk vanno in onda sempre perché costano poco, tutti con la stessa formula e siccome i partiti scelgono chi mandare in onda, anche con gli stessi protagonisti. Bisognerebbe fare uno sforzo per rinnovare il parterre. Non si può sempre sottostare all’ospite di prima linea, lo trovo inaccettabile. Non dobbiamo servire a loro, ma far capire un punto di vista”.