Crea sito

#BIBBIANO E L’OPINIONISMO SOCIAL: ESISTE ANCORA UNA COSCIENZA?

Risultati immagini per social hating

Ne scrissi proprio su questo blog molto prima che programmi come “Non è L’Arena” o “Chi l’ha visto?” cominciassero a occuparsene. Nella convinzione che di affidi si debba parlare. Che vicende come quelle raccontate in “Veleno”, rimaste in ombra per troppo tempo, meritino luce, verità e voce. Che non si possa (né si debba) giocare su un tema tanto complesso quanto delicato. Né tanto meno sproloquiarne a vanvera. Perché non sarà di certo l’indignazione fine a se stessa ad aiutare i bambini di Bibbiano. E neanche il sensazionalismo gratuito. Al contrario, servono solo a spostare pericolosamente il focus della questione, a discapito di quei bimbi, di cui oggi si scrive e si parla sui social quasi senza cognizione di causa. Quasi come se si trattasse di un reality qualunque. Ma non lo è.

Oggi ci sentiamo tutti opinionisti. Potere dei social. Ma come potremmo pensare di dare un peso, un valore alle nostre opinioni se non sappiamo darli in primis ai fatti, alle vicende di cui scriviamo? Se non riusciamo neanche a comprenderne la complessità? Ci indigniamo. Urliamo. E crediamo a tutto ciò che ci viene detto, senza preoccuparci di verificare. Perché in questo grande “opinionificio” leggere, informarsi è una perdita di tempo: quel che conta è il consenso. Condivisioni, like, commenti. E allora, pur di ottenere consenso, vale tutto e il contrario di tutto. Parlare di tutto. Scrivere su tutto. Senza misura. E senza essersi preventivamente e sufficientemente informati.

In questi giorni l’hashtag #Bibbiano dice anche questo. E fa rabbia. Peggio, aggiunge rabbia quando non ce ne sarebbe bisogno. Perché basta già quella che suscita anche il solo sapere di indagini su bambini a cui sarebbe stato negato l’affetto dei propri genitori, perlopiù in nome di interessi economici.

La giustizia deve fare il suo percorso, In Tribunale, non altrove. I media devono continuare a occuparsene, come ha già fatto “Chi l’ha visto?” in diverse occasioni. E la verità deve venire a galla. Ma non in un clima di odio, di strumentalizzazioni e di disinformazione senza controllo. Perché, in questo modo, si rischia prima o poi di soffocare nel silenzio quella che è una delle conquiste più importanti, faticose e dolorose nella storia dell’umanità: la libertà di pensiero e d’espressione. Se si può imparare qualcosa da quanto sta avvenendo in questi giorni sui social intorno all’hashtag #Bibbiano, è questo. Facciamone tesoro.

9 Risposte

  1. Ital ha detto:

    E caro Giulio ….la libertà di espressione e’ una grande conquista della democrazia e va sempre difesa ….e sostenuta anche se spesso ultimamente a onor del vero … par di vedere piu una liberta’ …di dire stronxate ….
    Per carità a pensarci bene ….pure questo e il bello ….della democrazia ….purtroppo ….

  2. Lucio Voreno ha detto:

    i giornali e i tg mettendo in sordina questa agghiacciante vicenda hannoi alimentato lo sdegno delle reti sociali

  3. Sabato ha detto:

    4 bambini su 7 sono tornati dai genitori naturali già da alcuni giorni perché si è ritenuto che fossero stati allontanati ingiustamente, quindi qualche responsabilità verrà fuori… Intanto lo psicoterapeuta Claudio Foti, da subito considerato il mostro della situazione, è tornato libero. È importante attendere che la Giustizia faccia il proprio corso prima di lanciarsi in commenti avventati su una questione così delicata.

  4. Sabato ha detto:

    non si può (né si deve) giocare su un tema tanto complesso quanto delicato. Né tanto meno sproloquiarne a vanvera. Perché non sarà di certo l’indignazione fine a se stessa ad aiutare i bambini di Bibbiano. E neanche il sensazionalismo gratuito. Al contrario, sono funzionali solo a spostare pericolosamente il focus della questione su altri fronti, a discapito di quei bimbi, di cui oggi si parla sui social senza cognizione di causa. Quasi come se si trattasse di un reality” 👏

  5. Beppe ha detto:

    Concordo, si potrebbe scrivere e strumentalizzare, su tanti punti di questa storia assurda e folle, come folli e seriamente deviate sono tutte quelle persone che hanno creato una cosa del genere, ma l’unica cosa sulla quale dobbiamo principalmente focalizzarci è l’individuo bambino che è l’unica vittima di tutta questa storia! Che ogni bimbo torni al più presto a casa sua. Stop!

  6. Ital ha detto:

    Proprio vero ….
    Su temi importanti diventa relativa l’opinione personale ….perche’ un tema così delicato e prioritario come la tutela dei minori non può e non deve trasformarsi in slogan da bar e strumentalizzazioni inaudite…
    Il tema dicevamo e’ complesso e il marcio va scavato ed estirpato ….con forza e con coraggio ….ma anche con il giusto equilibrio ….
    Diverse inchieste ….dei mass media hanno affrontato e raccontato storture e abusi ….negli anni passati (la storia trasformata in fiction con la Ferilli recentemente trasmessa , raccontava una di queste tristi vicende ) ….ma la cosa ….e’ rimasta ai margini come fosse un problema minimale …ma il ripetersi di queste situazioni nel tempo ….impone attenzione , indagini , punizioni esemplari e non la sola caccia alle streghe ….via social ….

  7. Beppe ha detto:

    Da quando esistono i social, il cazzaggio è diventato sport nazionale, anche tra quelle personalità che una volta sembravano molto più intelligenti e lungimiranti di quanto poi hanno mostrato con uno smartphone in mano!

  8. Lucio Voreno ha detto:

    è tornato libero ma sempre indagato rimane ma rgli è presente anche nelle brutte vicende raccontate da Trincia, inoltre adesso viene accusato anche dalla ex moglie per maltrattamenti

  9. Sabato ha detto:

    La situazione è complessa e tutta da chiarire. Supposizioni e strumentalizzazioni sono quanto mai inopportune