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BRUNO VESPA E I 25 ANNI DI PORTA A PORTA. IL FUTURO? “DECIDE LA RAI E IL PADRE ETERNO”

25 anni di Porta di Porta: un quarto di secolo per il talk show di Bruno Vespa su Rai1. Ribattezzato “la terza camera del Parlamento” da Andreotti, tra politica, informazione e costume è sopravvissuto alle mode. Vespa fa un bilancio e parla del futuro.

“Tutti pensavano che la trasmissione sarebbe partita a gennaio e che avremmo chiuso ragionevolmente a giugno”, e invece Porta a Porta è ancora qua. “È cambiato senza che nessuno se ne accorgesse, nemmeno noi. Le variazioni che sono state fatte sono avvenute senza grandi strategie o riunioni. Una crescita continua e costante, che ci ha premiato e continua a premiarci”.

Così Bruno Vespa dalle pagine del RadioCorriereTv. Tra i momenti da ricordare, il giornalista non può non citare la prima puntata, era il 22 gennaio 1996, con Romano Prodi, il contratto agli italiani con Silvio Berlusconi e l’intervista a Giuseppe Conte dello scorso 23 dicembre, “in cui il Presidente del Consiglio ha sostanzialmente chiuso la porta in faccia a Renzi”.

Senza dimenticare la telefonata del Papa, l’11 Settembre, il terremoto a L’Aquila e il Covid. “Fare televisione in questo momento è un grande privilegio e una grande responsabilità. Speriamo, dopo avere raccontato il disastro, di potere raccontare la rinascita”. Sul futuro di Porta a Porta, Bruno Vespa dice che sarà: “Un combinato di quello che vorranno la Rai e il Padre Eterno”.

3 Risposte

  1. Ital ha detto:

    Sarebbe ora di dare spazio a un altro modo di informare politicamente….e con nuove leve …
    Ma pare che il giornalista tappeto piaccia ancora molto ai nostri politici ….perché cosi possono raccontar meglio le loro balle ….

  2. Emilio la Rosa ha detto:

    È durato anche troppo sperpero di denaro pubblico per fare spesso il 7/8%

  3. tex ha detto:

    Porta a porta il migliore talk politico ed il più imparziale