Crea sito

BUBINOCINEMA: CONSIGLI SUI FILM DEL 20 GIUGNO IN TV

Ormai l’estate è esplosa e anche le produzioni che tenevano in piedi i rimasugli della stagione televisiva si stanno concludendo. Abbiamo quindi la Finalissima di quel gioiellino grezzo che poteva essere sfruttato meglio di All Together Now su Canale 5, una trasmissione che sinceramente mi auguro di rivedere, in versione rivisitata, magari meno prolissa perché a causa della durata si è arrivati a fare caciara inutile, magari come Access estivo, con una manche al giorno dal lunedì al venerdì, prima scrematura al sabato e semifinale la domenica, con finale a fine estate in prima serata. Ma questo spazio è dedicato al cinema in TV e quindi tralascio queste mie osservazioni. Oltre allo Show di Canale 5, anche La7 propone le ultime battute di una delle sue colonne portanti con uno speciale di Piazzapulita, mentre Rai 1 già da giovedì scorso si è affidata alle repliche di Don Matteo. Su Rai 2 abbiamo un’importante gara per gli Europei U21 tra Germania e Serbia. Le proposte delle grandi generaliste si chiudono con due programmi di attualità, un’inchiesta sulla droga e la violenza associata, in chiave documentaristica sul Nove e il Talk di approfondimento su Rete 4.

Ma sinceramente oggi anche io resterò a farmi stressare dalle interruzioni pubblicitarie, ma non per una di queste produzioni o per un film. Bensì per la proposta di Mediaset Extra che oggi è imperdibile dato che racconta una storia non solo della TV, ma della cultura italiana attraverso lo spettacolo. Una lunga intervista, condotta da Maurizio Costanzo ed Enrico Mentana a Vittorio Gassman, Alberto Sordi e Monica Vitti, andata in onda 20 anni fa, nel 1999. e chi se lo perde?!

In fondo i film si possono pur sempre recuperare, questa perla no.

Rai 3 – Ch. 3 – Chef – La ricetta perfetta (2014)

Commedia dei buoni sentimenti che si prefigge di avere una morale e di parlare di rinascita. La trama è presto detta, con Carl Casper cuoco provetto e sulla cresta dell’onda che, dopo essere stato licenziato per ingiusta causa da un padrone di lavoro più attento al marketing che alla qualità, si ritrova con la responsabilità di un figlio di cui non si è mai occupato, e con la necessità di trovare l’idea giusta per rilanciare le proprie ambizioni, tornando a scavare nel passato dove trova appoggio nella ex moglie e nelle velleità del Street food, distantissime dalle sue attività più recenti. Se non fosse stato per la parata di nomi altisonanti, da Dustin Hoffman a Sofia Vergara, passando per Scarlett Johansson e Robert Downey Jr. (sì, abbiamo Happy, Iron Man e Vedova Nera fuori dalla Stark Tower), sarebbe stato il tipico film indie ricco di aspettative che però si perde nel finale per eccesso di buonismo e per rincorrere l’Happy ending a tutti i costi. Invece è un film che deve rincorrere il pubblico e l’happy ending è nel suo DNA. Però si intuisce il mestiere del regista, che è anche sceneggiatore, produttore e protagonista, anche grazie alle scelte “secondarie” come la colonna sonora, quasi perfetta per le scene che deve accompagnare, le ambientazioni, alcune scene e la scorrevolezza con cui la caduta e la risalita vengono raccontate.

Un bel film, 3 stelle e mezzo.

Italia 1 – Ch. 6 – Autobahn – Fuori controllo (2016)

Thrillerino d’azione loffio e innocuo, praticamente basato sul nulla che, probabilmente, se non avesse avuto nel cast due nomi come Anthony Hopkins e Ben Kingsley, non sarebbe nemmeno uscito nelle sale, ma direttamente in Home Video o nei circuiti televisivi per essere distribuito successivamente in edicola. Un film fatto per essere masticato da un pubblico senza pretese che però si fa bastare che ci sia azione continuativa, e così ci ritroviamo un protagonista che sembra fatto di vibranio, infrangibile, che nemmeno una bomba ai neutrini può scalfire, la biondina, sua fiamma, malata ma che può guarire con cure che solo il debosito di Paperon de’ Paperoni può finanziare e naturalmente i cattivi che devono mettere i bastoni tra le ruote. Questi cattivi sono i due attori degni di nota del cast, che però qui gigioneggiano come se non ci fosse un domani, essendo consapevolmente molto più grandi di chi li dirige e di chi ha scritto la sceneggiatura, cosa che però rappresenta un difetto per il film. Unica nota positiva le scene di inseguimento.

1 stella e mezzo.

TV8 – Ch. 8 – Dragon Trainer (2010)

Dragon Trainer è un film adatto a bambini di tutte le età o quasi,diciamo dai 6 ai 99 anni,è una storia di amicizia che supera le differenze anatomiche e tassonomiche,è una storia di un superamento di una naturale diffidenza per il diverso che spesso si tramuta in odio ingiustificato,è una storia che parla di eroi forzuti e irascibili e di eroi un po’più piccoli,meno forzuti che usano l’intelligenza al posto dei muscoli per cercare di prevalere. Non è di certo la prima volta che il cinema usa mostri, alieni o draghi per parlare della diversità. Quello che ho trovato di più bello e importante in questo film è il messaggio esplicito che viene dato. In un momento cruciale, Astrid fa riflettere Hic sul valore della sua scelta, del non aver voluto reiterare una violenza che si prolunga ormai da generazioni, forse per aver proiettato se stesso nell’avversario, le proprie paure e le proprie debolezze anche su chi doveva affrontare. Insomma, Hic ha saputo fare un gran bel salto di paradigma e ha dimostrato, inconsapevolmente, che la volontà e il libero arbitrio sono i mezzi fondamentali per cambiare il corso della storia e anche le scelte fatte nel proprio piccolo possono cambiare un po’ il mondo. Infine, altro messaggio ancora più grande: invece di farsi la guerra, di cercare lo scontro, basterebbe avvicinarsi e abbattere i muri, sforzarsi di comprendere le qualità e le ragioni degli altri e non cercare di prevaricarli con la prepotenza, la forza e l’arroganza di chi sa già tutto. L’umiltà può portare alla conoscenza, alla condivisione e a scoprire quanto ogni essere vivente non potrà mai bastare a se stesso su questo pianeta. Un messaggio contro l’intolleranza, semplice, ma importante, che non bisognerebbe mai stancarsi di riproporre e ricordare, visti i tempi che corrono. La speranza e la possibilità di cambiare davvero le cose dovrebbero nascere prima di tutto dall’intelligenza dei giovani e dai loro valori. La storia in effetti è un po’ sempre la solita storia, ricalcata su quella amicizia speciale che supera qualsiasi barriera e ambisce a infrangerla; il protagonista è in effetti sempre il solito protagonista, imbranato e goffo ma dal cuore d’oro, e la ‘bella’ in questione è in effetti il modello che va forte ultimamente, quello della tipa tosta che non le manda a dire. Ma Dragon Trainer è, a suo modo, una piccola sterzata verso luoghi che all’animazione odierna, grazie soprattutto ai passi da gigante compiuti dalla Pixar, stanno diventando pian piano sempre più praticabili e idonei.

4 stelle e mezzo. Ma si sa che io amo l’animazione.

20 – Ch. 20 – Matrix Revolutions (2003)

Questo film è la naturale continuazione e conclusione del II capitolo, come si trattasse di Matrix Reloaded parte II. Questa conclusione della trilogia è agli antipodi rispetto al primo (e qualitativamente alto) capitolo della trilogia: i bei duelli roboanti e ipertecnologici si riducono agli ultimi 10 minuti del film, l’approfondimento psicologico e filosofico lasciano il passi ad una coralità inutile. Il primo Matrix era non solo innovativo ma anche eccezionalmente ben fatto, con una filosofia di fondo così robusta da superare anche gli strabilianti (per quei tempi) effetti speciali. Purtroppo la coppia di registi (ora registe) polacchi non ha saputo tenere alte le tematiche affrontate e per un discorso di mera rincorsa agli incassi aveva già annunciato il secondo capitolo come irrinunciabile, quando era un pastrocchio e con il terzo tutto degenera. La guerra è scoppiata e l’esercito delle Macchine avanza implacabile su Zion. L’ultima roccaforte umana è chiamata a resistere fino a quando l’Eletto non troverà in sé il potere e il coraggio di porre fine una volta per tutte al conflitto.

1 stella e mezzo.

Iris – Ch. 22 – Alì (2001)

Acuto e giusto ritratto celebrativo, per fortuna molto distante dall’essere agiografico, di quel personaggio straordinario, ben più che il migliore pugile di tutti i tempi, che è stato Cassius Clay, poi Muhammad Alì. Il film è inevitabilmente sfilacciato, avendo l’esigenza di trattare solo i maggiori tra i tanti momenti importanti nella carriera e nella vita del campione, che però presi singolarmente riescono a trasmettere perfettamente il fascino di un uomo la cui grandezza va al di là delle sue vicende sportive. Il film ricostruisce la carriera del più famoso pugile al mondo a partire dal primo titolo mondiale vinto nel 1964 fino alla super sfida in Zaire contro Foreman nel 1974 puntando i riflettori anche sulla sua vita privata, le scelte religiose e il suo rifiuto di andare a combattere in Vietnam. Decisamente bravo Will Smith, secondo me nella sua migliore interpretazione in decenni di carriera.

4 stelle

Rai Movie – Ch. 24 – Snitch – L’infiltrato (2013)

Più che un film potrebbe essere stato un buon tv movie, di quelli che il sabato sera estivi ti fanno compagnia su Rai2 prima di andare a dormire. È la storia di John, distrutto dall’arresto del figlio, incastrato dal suo ex migliore amico. Jason rischia una condanna di 10 anni di carcere , l’unica possibilità per uno sconto di pena è fornire delle informazioni per aiutare la polizia a sgominare una banda di spacciatori, ma il problema è che il ragazzo non sa niente, conoscendo solo l’amico che l’ha incastrato e quasi ignorando quando fosse invischiato. In aiuto di Jason si mette in gioco il padre e, con l’aiuto di un ex spacciatore ora assunto nella sua ditta ,entra sotto copertura della Dea ,infiltrandosi in una grossa organizzazione internazionale di traffico di droga per cercare di incastrare il boss e scagionare suo figlio.

Nessuna stella.

Cielo – Ch. 26 – True Justice – Stato di guerra (2011)

Il film rientra in una saga composta da 13 titoli che compongono una serie televisiva di altrettanti episodi di un’ora e mezza l’una, ma proposti come film singoli, e presentati anche con una cronologia diversa rispetto alla sequenzialità che avrebbe come serie TV. Ma la saga prima o poi terminerà! Un gruppo di russi arriva a Seattle portando con sé una partita di diamanti destinata al mercato nero, inimicandosi le gang locali. Starà a Kane e alla sua squadra mettere termine alla guerriglia. Sempre allo stesso modo, sempre senza alcuna espressività, sempre per far pagare il mutuo a tutto lo staff.

Nessuna stella.

Paramount Network – Ch. 27 – L’amore in gioco (2005)

Questa commediola sentimentale disperatamente hollywoodiana sembra essere alla ricerca di approvazione, non solo dal pubblico, ma anche dai colleghi dei registi che forse volevano provare una strada diversa che potesse dare una maggiore credibilità in un contesto come quello americano, ma certo non sembra provenire dagli stessi autori di “Scemo & più scemo” o del geniale “Tutti pazzi per Mary”: nulla di più corretto, lineare e prevedibile di questo filmetto leggero. Scontatissimo lieto fine dopo cento minuti di scontatissima storiella rosa. Eppure la realtà, quella politicamente scorretta e volgare, sembrava essere il posto in cui i Farrelly vivevano. Mah. Lei è una donna in carriera, lui un insegnante di educazione fisica con la fissa per il baseball. Tutto pare funzionare, se non fosse che la passione sportiva di lui travolge pian piano la relazione. Quando tutto sembra perduto, però, i due ritroveranno l’amore nel compromesso, cercando di venirsi incontro l’un l’altro.

1 stella

TV2000 – Ch. 28 – Che fine ha fatto Totò Baby (1964)

Forse la più singolare delle commedie di Totò,che spesso improvvisò le scene sul momento poichè insoddisfatto del copione. Parodia del thriller con Bette Davis “Che fine ha fatto Baby Jane?”. La trama, come spesso accade, è sgangherata ma Totò è ineguagliabile nella sua vis comica. Memorabile il pranzo a base di droga, con il ghigno sadico che compare sul volto dell’ignaro Totò, o ancora quando lo sentiamo canticchiare “Non ho l’età”. Il film procede in parte secondo i canoni del film comico incentrato su Totò, dove il comico napoletano sembra libero di improvvisare come ai bei tempi in cui gli faceva pendant Peppino (ma Pietro De Vico è una spalla non disprezzabile) e in parte sembra davvero un horror, quando il protagonista, vorace di insalate alla marijuana, diventa uno spietato e folle assassino. È un film totalmente folle, che in diversi momenti fa ridere, con qualche trovata comico/macabra, come quando Totò trasforma i cadaveri in applique portalume, e con le consuete gag tra i protagonisti e i tutori dell’ordine. Qui si dimostra ancora una volta l’insopprimibile vena di comicità anarchica tipica di Totò. Totò e suo fratello Pietro sono ladruncoli specializzati in furti di valigie. Un giorno in una valigia trovano un cadavere, nel tentativo di sbarazzarsene la perdono distrattamente, scambiandola con quella di due autostoppiste. Per recuperarlo si intrufolano in una villa in cui si fa largo uso di marijuana: Totò, drogato fino al midollo, comincia ad avere impulsi omicidi. Secondo me tra i migliori film di Totò, tra quelli in cui mostra a tutti di non essere solo improvvisazione e comicità.

3 stelle e mezzo, ma anche 4 perché di solito ai film di Totò metto voti bassi.

La 5 – Ch. 30 – Bounce (2000)

Commedia sentimentale melensa e inverosimile, costruita su una sequela di luoghi comuni e banalità tipiche del genere, interpretata dalla coppia che si spingeva come divi per eccellenza almeno per la prima decade del nuovo millennio. Un incontro amoroso dovuto ad un tragico capriccio del destino. Infatti il giovane ha scambiato all’ultimo momento all’aeroporto il biglietto di viaggio con uno scrittore desideroso di raggiungere prima possibile la sua famiglia, così è restato a terra con una bella signorina, e il gesto gli salva la vita: l’aereo precipita e l’uomo a cui ha ceduto il biglietto muore. Sentendosi in colpa per l’accaduto, il protagonista incontra la vedova, e a questo punto si innesca la storia d’amore. Tutto si sviluppa in maniera talmente prevedibile che anche i protagonisti lo recitano in maniera svogliatissima perché sanno come va a finire, peccato che lo sappiamo anche noi che in questi casi diventiamo tutti veggenti

1 stella, o meglio mezza stella che è più indicata.

Spike – Ch. 49 – Da Grande (1987)

Continua la riproposizione dei film interpretati da Renato Pozzetto, anche se non in giorni specifici, il che fa pensare che non abbiano pensato ad un ciclo ma che semplicemente vogliano riempire un palinsesto. In questo caso una bella favola, divertente e decisamente bella che all’epoca pagò lo scotto di essere arrivato al cinema insieme a “Big” con Tom Hanks, con la stessa trama e poche differenze. Un film brioso, intelligente, al limite del surrealismo, ma senza scadere in pedanterie o astrattismi. Marco ha otto anni e si sente incompreso e trascurato dai suoi genitori, sempre alle prese con i loro problemi economici e sentimentali. Gliene fanno di tutti i colori: si dimenticano del suo compleanno, gli preparano la torta sbagliata, lo costringono a fare il baby sitter a tempo pieno alla sorellina Silvietta. Marco non vede l’ora di crescere ed ecco che una luce misteriosa lo trasforma in un quarantenne, grosso, libero e un po’ bamboccio. In questa nuova forma riesce a corteggiare la maestra di cui è da sempre invaghito, che ricambia e a capire che crescere non è un gioco.

3 stelle piene e il miglior film con Renato Pozzetto.

Cine Sony – Ch. 55 – La vendetta del Cowboy (2012)

Un western moderno che ricalca il genere ma quasi denaturandolo. La trama è interessante e se fosse stato girato negli anni d’oro dell’amore per il Far West probabilmente sarebbe venuto fuori un capolavoro, ma non ci sono più i maestri del genere e di conseguenza si adatta il tutto ai nostri tempi. Tornato alla sua città natale, il cowboy John Mason riallaccia i rapporti con i suoi amici di infanzia e il padre sceriffo di origini messicane. Nel posto imperversa però una banda di spietati banditi dedita a rapine a mano armata, in una delle quali resta ucciso il padre di Mason. Così si mette così in cerca degli assassini, deciso a vendicarsi.

1 stella.

Italia 2 – Ch. 120 – Come ammazzare il capo 2 (2014)

Sequel evitabile anche se riesce a non essere copia del precedente. La regia è cambiata e si nota, in negativo, lo script è meno incisivo e se fa sorridere è solo perché all’intelligente trovata precedente sostituisce la stupidità e spesso la volgarità di situazioni e battute. Nick, Curt e Dale dopo una vita passata ad odiare i rispettivi capi, decidono di reinventarsi e brevettano il “doccia amico”. Ottengono un grande ordine da un miliardario dell’industria, ma una volta prodotti tutti i pezzi, costui si tira indietro, sperando di farli fallire e comprare tutto, successivamente, all’asta fallimentare. I tre decidono allora di rapirgli il figlio per rifarsi dei costi sostenuti. Questa trama inconsistente vorrebbe provare a reggersi sui colpi di scena e su un tono satirico, ma si adagia sul già visto. Non proprio un bel film, ma se si vuole ridere senza avere un motivo per farlo, se si vuole passare una serata a non far nulla, lasciando i neuroni a riposo, ci sta tutto.

Per me NESSUNA STELLA ed è già tanto.

Sante Longo

Laureato in cultura teatrale e scienze dello spettacolo, appassionato di cinema e teatro, ma anche di televisione e musica

9 Risposte

  1. Sante Indignato Longo ha detto:

    Oggi televisivamente parlando è una bella giornata.

  2. Bubino ha detto:

    Da Grande…. e poi arrivò, dopo, la versione americana con Tom Hanks. L’apice di Pozzetto e di quel cinema anni ’80, leggero, scanzonato, tipico di quelli anni.

  3. Sante Indignato Longo ha detto:

    Il mio preferito di pozzetto.

  4. Maria Addolorata Greco ha detto:

    Totò è una garanzia. Non dirò a mio marito che c’è truce justice sennò mi fa vedere quello.

  5. marta70 ha detto:

    Per me nessuna stella ed è già tanto. Il commento è top! Tele spenta col caldo…ma il post di Sante merita sempre di essere letto.

  6. Sante Indignato Longo ha detto:

    Anche perché il caldo passa ma i film segnati si possono recuperare.

  7. Sante Indignato Longo ha detto:

    Ps. Grazie

  8. marta70 ha detto:

    Esattamente!

  9. Bubino ha detto:

    Una guida-enciclopedia, molto utile infatti e non “scade”.