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BUBINOCINEMA: CONSIGLI SUI FILM DEL 21 GIUGNO IN TV

Oggi assisteremo ad una sfida inedita tra Rai 1, dove va in scena la cultura con l’inaugurazione della stagione Lirica dell’Arena di Verona, con la Traviata di verdi in Mondovisione, tra l’altro un modo per omaggiare ulteriormente Franco Zeffirelli che di questo adattamento ha curato la regia, creandone un colossal, come suo solito, rendendo tutto molto sfarzoso, e Canale 5 con il tentativo di riesumare uno dei classici della comicità anni ’90 in “Digital edition”, un tentativo in cui sinceramente non credo molto. Non manca lo sport con gli Europei U21 e la sfida tra Francia e Croazia su Rai 2 e la National League di Pallavolo maschile giunta alla sua quarta settimana, con la sfida tra Italia e Serbia. Inoltre documentari su Rai 3, la satira di Zoro su La7 e la replica della notte dei Record su TV8, forse per testarne le possibilità in questo periodo, anziché riproporlo in garanzia.

Per gli amanti della musica fatta bene (e lo so, son gusti), suggerisco anche lo speciale che va VH1 (canale 67) dedicato ad un viaggio nella storia del Rock attraverso i suoi più grandi rappresentanti di sempre.

E adesso cinema!

Rete 4 – Ch. 4 – Changeling (2008)

Un grandissimo film. Forse un capolavoro grazie ad un mix perfetto di atmosfere, di tratteggio, di dettagli, di non-detto, che lo rendono così potente e tragico, come solo la vita sa a volte essere. Una delle migliori performance di Angelina Jolie: toccante, sofferente, tragicamente forte, una di quelle che le fanno perdonare scelte come quelle che vedremo più avanti con Salt. Siamo nel 1928 e la vita di Christine sarà travolta da un dolore ineguagliabile: la scomparsa di Walter, suo figlio, ad opera di uno psicopatico. Polizia e media interverranno nella vicenda e le “faranno dono” di un bambino della stessa età, ma che, ovviamente, non è suo figlio. Lo accoglie in casa e con l’aiuto di un reverendo cerca di imporsi contro un sistema che le nega la speranza e la giustizia. Non per disgusto verso quel bambino non suo, ma per amore di suo figlio. La lotta sarà dura, difficile e lei stessa verrà colpita dalla società solo perché cerca amore, giustizia e solidarietà. Molto toccante il finale del film, privo di happy ending, ma ricco di realismo. “Changeling” non è solo la storia di una madre e di un figlio e della sua speranza, ma anche il ritratto di un’epoca.

4 stelle e mezzo.

Italia 1 – Ch. 6 – Battleship (2012)

Un film veramente senza trama e senza anima, ma a che serve avere scene da cinema apocalittico e combattivo ma poi sviluppato come se fosse un videogioco di bassa lega? Per la noia ininterrotta di esplosioni senza soluzione di continuità, per la banalità disarmante, seppure armata, dell’intreccio, per la retorica in dialoghi da caduta delle braccia supportati da primi piani ridicolmente enfatici, per la pura e semplice propaganda venduta in tutto il mondo come film, Battleship è un delle cose peggiori che abbia mai visto. Perché il tutto è un pretesto per allestire un baraccone sparatutto senza senso. Per salvare il pianeta dall’attacco di una forza superiore, l’esercito statunitense mette in gioco le migliori forze del settore per combattere una guerra che vede i militari coinvolti su ogni fronte: terra, cielo e mare. All’ammiraglio della Marina Shane va il compito di coordinare le operazioni delle due maggiori navi da guerra, affidate ai comandi dell’ufficiale Alex Hopper, il fidanzato della figlia Sam, e dell’ufficiale comandante Stone, il fratello maggiore di Alex. E in più abbiamo Rihanna che resta bella.

Nessuna stella.

20 – Ch. 20 – Hazzard (2005)

Qui lo dico prima. NESSUNA STELLA. Hanno preso un pezzo della mia infanzia e ne hanno fatto uno scempio. Non lo perderò mai né ai produttori, né al regista, né a Jessica Simpson di cui all’epoca ascoltavo addirittura gli album. È un film grossolano e volgare, scontato e prevedibile. I cugini Bo e Luke Duke, con l’aiuto della loro splendida cugina Daisy e dello zio Jesse, sono sempre in conflitto con le autorità della contea di Hazzard, rappresentate da Boss Hogg e dallo sceriffo Rosco Coltrane. Ma non succede assolutamente nulla.

Ribadisco: NESSUNA STELLA.

Rai 4 – Ch. 21 – Salt (2010)

Per me resterà sempre un mistero il fatto che Angelina Jolie sia diventata una star tenendo conto che, a parte pochissime volte, ha sempre interpretato film orrendi in cui è fuori parte o al massimo è stereotipata. Eppure lei ha dimostrato di essere talentuosa, non solo come attrice, ed era bellissima davvero. Nel film siamo in piena guerra fredda. In qualità di ufficiale della CIA, Evelyn Salt ha giurato fedeltà alla sua patria. Una fedeltà messa in discussione quando un disertore la accusa di essere una spia russa. Convinta di essere vittima di un complotto, Evelyn Salt si dà alla fuga e riesce ad evitare di essere catturata. Ma il suo comportamento anziché dimostrare la sua innocenza riesce solo ad alimentare ulteriori dubbi sul suo conto. Troppo inverosimile, troppo forzato e palesemente finto.

Mezza stella.

Iris – Ch. 22 – All is lost – Tutto è perduto (2013)

Il film è ben fatto, fa riflettere, affianca la sconfinata bellezza del mondo marino, dell’orizzonte e del cielo, alla terribile solitudine dell’uomo, piccolo e inerme di fronte all’immenso della natura. Un uomo sta facendo un viaggio con la sua imbarcazione nell’Oceano Indiano. Dopo aver colpito parte di un container alla deriva, l’uomo non riuscirà più a riparare completamente la nave e, complice l’arrivo di una serie di tempeste, si ritroverà presto alla deriva. Se lo spettatore riesce ad immedesimarsi nel personaggio vedrà letteralmente crescere i battiti del proprio cuore e sarà partecipe della disperata impresa del naufrago che solo raramente si concede attimi di scoramento. Uno dei miglior thriller di sopravvivenza! Un film quasi muto cullato dalle fantastiche colonne sonore e dalla scenografia dell’oceano. Decisamente uno dei migliori film del genere.

4 stelle.

Rai Movie – Ch. 24 – Showgirls (1995)

Avevo 15 anni quando vidi il film spinto dal fatto che mia attrice preferita di “Bayside School” facesse parte di un film impegnato. Fui inorridito dalla bruttezza del film. Ma avevo 15 anni e magari non capivo. Rivedendolo il giudizio peggiora sempre di più. È pieno zeppo di difetti, dai dialoghi da soap-opera alle recitazioni di molti attori, Un’occasione mancata per raccontare il mondo crudele e corrotto dello show-business, in cui a contare sono il denaro, il lusso sfrenato, l’aspetto estetico, il riflesso insomma di un mondo fittizio fatto di persone fittizie, dove tutto è lecito per arrivismo, come attentare alla vita di qualcuno solo per sostituirlo, stuprare qualcuna perché puoi e l’altra deve starsene zitta se non vuole perdere tutto, ricattare. Da un regista di talento come Verhoeven ci si sarebbe aspettato una maggiore cura della sceneggiatura e della recitazione, coreografie e scene di massa invece sono fatte molto bene. Memorabile è la scena in cui Nomi Malone entra in un negozio di lusso per comprare un vestito con fare da prostituta da strada, di quelle col fuocherello e il lampione al lato, e chiede un “Verace” facendosi deridere. Una citazione venuta malissimo di “Pretty Woman”. Nomi Malone ha un passato oscuro e un presente incerto nel topless bar Stardust. La sua ambizione più sfrenata consiste nel diventare protagonista del musical “Dea” allo Stardust. Sul palcoscenico e dietro le quinte, tra una movenza di “lap dance” e un omicidio, Nomi ritroverà se stessa.

Nessuna stella, anche se alcuni stanno tentando di rivalutarlo.

Cielo – Ch. 26 – Son de Mar (2001)

Bigas Luna ha fatto di meglio, ma anche di molto peggio, basta ricordarsi Bambola con Valeria Marini e la scena con le anguille o con la Mortadella. Un film ridicolo, maldestramente intriso di pseudo erotismo tra amplessi e finti orgasmi risibili e romanticismo con citazioni letterarie decisamente penose. Inoltre a tratti, soprattutto nella prima parte del film, sembra quasi che il film corra troppo velocemente. Il finale se possibile è ancor peggio, ma per fortuna dura poco. Un giorno di fine estate, in una cittadina della costa spagnola arriva Ulises, il nuovo insegnante di lettere della locale scuola. L’uomo ha modo di scoprire la sensualità del Mediterraneo e di conoscere Martina, che gli prepara deliziose patatine fritte. I due si innamorano, e dopo qualche tempo lei rimane incinta. Una mattina, però, Ulises esce per andare a pesca di tonni e scompare. Martina, rimasta sola con un bambino piccolo, si rassegna a sposare Sierra, un ricco costruttore locale. Ma Ulises ricompare.

1 stella.

TV2000 – Ch. 28 – La gabbia dorata (2013)

Un esordio, nei lungometraggi, per il regista spagnolo, che regala una sorpresa e la consapevolezza che probabilmente saprà fare davvero tanto. La storia è quella di Juan, Sara e Samuel, tre adolescenti dei quartieri poveri del Guatemala, che cercano di raggiungere gli Stati Uniti d’America, alla ricerca di una vita migliore. Lungo il loro cammino, attraverso il Messico, incontrano Chauk, un indio del Chiapas che non parla lo spagnolo e gira senza documenti. Il viaggio è lungo, a bordo dei treni merci o seguendo a piedi i binari delle ferrovie, e porterà i ragazzi verso un’imprevedibile realtà. Un’altra storia di emigrazione, prima che immigrazione, questa volta dalla miseria dell’America centrale al sogno americano. Che però non è reale e per arrivarci si sviluppa un racconta con pochi dialoghi e molti fatti, privilegiando le immagini dei luoghi e delle strade da percorrere, gli insistenti binari ferroviari, i treni su cui saltare illecitamente, i camion che portano solo il male che faranno loro quelli che li accolgono ad alcune fermate tra banditi, sfruttatori, guardie di frontiera, senza alcuna pietà. Davvero un colpo ad ogni sequenza.

4 stelle e mezzo.

La 5 – Ch. 30 – Walking on sunshine (2014)

Un film musicale con una miriade di brani anni ’80 e già questo aumenta il mio giudizio, nonostante sfrutti subdolamente la nostalgia dell’infanzia in un’epoca forse ingiustamente mitizzata. È un film leggero ed evanescente che parla dei dubbi dell’amore (ma che originalità), degli incontri estivi che lasciano il tempo che trovano, ma lo fa maldestramente con un po’ di volgarità e costruzioni che se il film fosse stato italiano avremmo definito da sceneggiata napoletana. Oltre alla musica, anche le location (tutte pugliesi) toccano il mio cuoricino fragile. In un villaggio costiero della moderna Italia, dopo una storia d’amore Maddie si sta preparando a sposare il bell’italiano Raf e invita la sorella Taylor alle nozze. Ciò che Maddie però ignora è che Raf è l’ex fidanzato con cui Taylor ha vissuto l’amore della sua vita. Un po’ Rimini Rimini, un po’ il matrimonio del mio migliore amico. E questo fa crollare le quotazioni. Ma un Giulio Berruti che merita lo sguardo per l’aspetto estetico.

2 stelle.

Spike – Ch. 49 – The Shepherd – Pattuglia di confine (2008)

I film di questo tipo a me non piacciono e spesso lo faccio notare perché, anche quando ne parlo bene lo faccio con molta sorpresa. In questo caso invece la sorpresa è che mancano anche gli elementi tipici dell’azione, con pochi combattimenti, nonostante uno dei maestri del genere (in passato) come Van Damme e Scott Adkins con cui avrebbe potuto regalare almeno la spettacolarità del corpo a corpo. Invece nemmeno questo. L’agente Jack Robideaux arriva a Columbus, New Mexico, con il compito di pattugliare il confine agli ordini del capitano Ramona Garcia. Una pericolosa banda di criminali, soldati delle forze speciali capeggiati da Benjamin Meyers, traffica eroina alla luce del sole. Mentre prosegue nelle indagini con il compagno Billy, Jack viene rapito dai poliziotti messicani che lavorano per Meyers: scoprirà che anche alcuni dei suoi collaboratori sono coinvolti nelle attività illegali.

Nessuna stella

Cine Sony – Ch. 55 – A mother’s sacrifice (2018)

Tipico film giallognolo, degno dei migliori sabati di Rai 2. Una produzione televisiva senza nerbo e senza emozione. Josey Beck è la figlia diciassettenne dei divorziati Kathrin e Stefan. Una sera, dopo un litigio con la madre a causa di un tatuaggio, Josey decide di uscire di casa per raggiungere gli amici, nonostante il parere contrario di Kathrin. Preoccupata, la madre chiama la figlia ma la telefonata è interrotta in maniera brusca. Non riuscendo più a contattarla, inizia le sue drammatiche ricerche per ritrovarla: mentre Stefan pensa a un allontanamento volontario, Kathrin ha ben altri sospetti.

Nessuna stella.

Italia 2 – Ch. 120 – Necropolis – La città dei morti (2014)

Premetto che io sono un amante di questo genere, così come lo sono dell’animazione, ma è anche vero che difficilmente mi è capitato di vedere un film più inutile di questo. Nessuna emozione, nessuna originalità, niente da dichiarare. Eppure le premesse c’erano tutte. Prendere spunto dalla mitologia classica, immergerla in pensieri alchemici, rimpinguarli di pensieri danteschi, trasportati nelle moderne catacombe parigine, un inizio travolgente. La storia e l’ambientazione erano già state toccate in Catacombs, ma qui ci tocca subire la violenza verbale di una protagonista saputella e logorroica, tal Perdita Weeks (un nome, una garanzia) che trova sempre una spiegazione per tutto: inventandosela di sana pianta, ovviamente, rasentando il ridicolo, che in film d’orrore non è davvero il massimo, soprattutto se mira a fare sul serio e a mettere da parte ogni ironia o sarcasmo, come parrebbe in questo caso, Insomma ci troviamo di fronte ad una Indiana Jones in gonnella petulante fino al suicidio. Sotto le strade di Parigi si dipanano chilometri di tunnel e cunicoli, dimora eterna di innumerevoli anime. Quando una squadra di esploratori si avventura in tale labirinto inesplorato, costellato di ossa e resti umani, scopre il segreto che la città dei morti ha mantenuto per secoli. Ha così inizio per gli esploratori un viaggio nella follia e nel terrore, che tocca le profondità della psiche umane per rivelare demoni personali mai affrontati.

1 stella e mezzo, ma perché per gli horror e per l’animazione parto da 1.

Sante Longo

Laureato in cultura teatrale e scienze dello spettacolo, appassionato di cinema e teatro, ma anche di televisione e musica

12 Risposte

  1. Sante Indignato Longo ha detto:

    Oggi 3 perle in mezzo ad un cumulo di bilie.

  2. Bubino ha detto:

    All is lost – Tutto è perduto non lo conoscevo e la descrizione è più di un invito alla visione!

  3. Sante Indignato Longo ha detto:

    No, è Giulio berruti. Se vuoi vederlo lo trovi in walking on sunshine

  4. Sante Indignato Longo ha detto:

    Davvero bello. Un “il vecchio e il mare” moderno. Senza dialoghi ma col mare che parla, i rumori, le onde… Bello.

  5. Alex3850 ha detto:

    Ah finalmente qualche film da 4 stelle e mezzo pensavo che non le avrei mai viste, magari domani ci sarà qualche film da 5 stelle.

  6. Beppe ha detto:

    La Jolie mi è sempre stata sulle scatole (tifavo per Jennifer Aniston!), quindi mai visto Changeling col quale, tra l’altro, ottenne una nomination agli Oscar, per poi vederselo scippare dalla grandissima Winslet! ghghhgh
    Berruti è sempre un gran bel vedere, ma il film sarà la classica commediola americana sui bei paesaggi , il cibo e lo stile, italiani…. passo. Il resto, per carità!
    Insomma stasera la prima mezz’ora di Traviata e poi si esce! 😉

  7. Lucio Voreno ha detto:

    la sapiente mano di Clint per l’ottimo changeling

  8. Vins ha detto:

    ecco chi era, giulio berruti! Adesso è cambiatissimo, non sembra neanche più lui, spero non abbia fatto ricordo alla chirurgia estetica :/ comunque no, vedrò quello di rete 4

  9. Sante Indignato Longo ha detto:

    Ce ne sono stati già.
    Riguarda le altre puntate. Fino ad ora almeno una decina, dal 19 maggio.

  10. Sante Longo ha detto:

    ho controllato: arrivando fino a questo articolo ci sono 22 film con 4 stelle, 11 film con 4 stelle e mezzo e 12 con 5 stelle.

    spoiler: domani il massimo è 4 e mezzo.

  11. Vins ha detto:

    Grazie per il post interessantissimo, non sapevo che guardare ma dalla recensione del film di rete 4 mi sa che guarderò quello assolutamente, grazie mille 🙂

  12. Vins ha detto:

    PS ma il tipo della foto in copertina è del film su rete4? mi pare di conoscerlo ma non ricordo bene il nome