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BUBINOCINEMA: CONSIGLI SUI FILM DEL 23 LUGLIO IN TV

Una delle scommesse di questa estate, su Rai 1, si sta concludendo senza aver ottenuto i risultati sperati, ma restando comunque su risultati quanto meno sufficienti. Mentre tra Rai 2 e Italia 1 c’è uno scontro indiretto tra i pompieri di Chicago e una squadra mobile della polizia tedesca. Scontro tra parole tra gli sportivi raccontati da Mughini su Rete 4 e il talk politico su La7. Su Rai Movie il ricordo dell’attrice Ilaria Occhini con Mine Vaganti.

Rai 3 – Ch. 3 – La Corte (2015)

Commedia più che gradevole, con ambientazione giudiziaria ma con risvolti rosa. Coniuga con eleganza, finezza e molta ironia, la descrizione di un processo nella provincia francese, con il ritrovato amore tra due che non avevano mai dimenticato di essersi amati. Xavier Racine è il temuto presidente di una corte d’assise penale. Soprannominato “il presidente dalla doppia cifra” per le sue condanne mai inferiori ai dieci anni, Racine cambia improvvisamente quando ritrova Birgit a far parte di una giuria chiamata a giudicare un presunto omicida. Sei anni prima, Racine amava Birgit quasi in segreto e forse lei è l’unica donna che abbia mai amato. Ottima sceneggiatura. Ottima interpretazione. Magari non è il capolavoro dell’era moderna, ma merita davvero molto.

4 stelle e mezzo.

TV8 – Ch. 8 – Il Pesce Innamorato (1999)

Il film sembra ripercorrere lo stesso medesimo canovaccio di sempre. Non solo la narrazione segue pedissequamente un tracciato, ma quello ci può stare se il tracciato viene sviluppato in maniera differente. Ma qui risulta tutto identico a tutti i film precedenti di Pieraccioni. Forse il suo peggior film, solo caruccio e simpatico, ma simpatico come una persona appena conosciuta che ti sembra piacevole ma che poi non hai voglia di rivedere nemmeno ne capitasse l’occasione. Arturo scrive racconti per bambini da quando aveva dieci anni. Adesso, a trent’anni, incontra la figlia di un editore che decide di pubblicargli “Il pesce innamorato”, un racconto che aveva scritto da bambino. Il successo arriva fulmineo e per Arturo nulla è più come prima. In un lussuoso albergo conosce Matilde e il colpo di fulmine è immediato.

Nessuna stella.

Nove – Ch. 9 – In the name of the King (2007)

Trasposizione pessima di un videogioco che già di per sé ha di buono solo la varietà delle ambientazioni. Qualità che il film perde, cercando di recuperare con riprese che sembrano voler dimostrare di aver imparato la lezione di Peter Jackson, ma probabilmente ha studiato male. La vita di Farmer è sconvolta quando sul suo villaggio si abbatte l’onda di devastazione portata dai Krug, una banda animalesca, che gli uccide il figlioletto e rapisce la moglie Solana. Farmer parte subito all’inseguimento dell’orda insieme ai compagni Norick e Bastian. Inizia così un’epico viaggio sulle tracce dei Krug, il cui potere deriva dai malefici sortilegi del mago Gallian, il cui scopo è rovesciare il re e impadronirsi del trono.

Nessuna stella.

20 – Ch. 20 – Next (2007)

Un fanta thriller tratto da un romanzo breve di Philip K. Dick (autore del romanzo da cui è tratto anche Blade Runner), che però si perde facilmente per strada diventando presto ripetitivo e rumoroso, come se cercasse di rincorrere il pubblico facendolo interessare a tutti i costi a qualcosa che non risulta interessante per come è sviluppato, tanto che la fine sembra arrivare bruscamente senza una chiusura della narrazione. Al centro della storia un prestigiatore con un potere speciale che gli permette di vedere con un anticipo di qualche minuto il futuro.

1 stella e mezzo. Se non ci fosse stato Cage forse sarebbero state due se l’attore al suo posto avesse avuto almeno 2 espressioni facciali.

Rai 4 – Ch. 21 – Drowning Ghost – Oscure presenze (2004)

Thriller tendente all’horror con ambientazione nordica ma che riprende troppo le narrazioni teen hollywoodiane. Cento anni fa, tre studenti del Convitto Hellestads furono brutalmente massacrati. L’assassino si annegò in un lago vicino e il suo corpo non fu mai trovato. La storia è diventata un mito per generazioni di studenti, nonché il tema di una festa annuale. Sara, una studentessa che sta scrivendo una tesi basata sulla leggenda, scopre fatti nuovi l’evento che potrebbero gettare ombre cupe sul buon nome dei maggiori beneffatori della scuola. Nella notte in cui si festeggia il centenario della leggenda alcuni studenti scompaiono misteriosamente e qualcosa di oscuro e sconosciuto sembra muoversi attraverso i corridoi della scuola. Forse volevano far rivivere i fasti di Cristal Lake in uno dei numerosissimi laghi scandinavi.

1 stella e mezzo.

Iris – Ch. 22 – Sella d’Argento (1978)

Probabilmente questo film può essere ricordato come la fine del filone, ricchissimo, degli spaghetti western. Ma dopo quasi 2 decenni di successi, originalità, inventiva e qualità, qui sembra che tutto abbia mollato la presa. Dialoghi ridicoli, ritmo dimenticato, trama fiacca. Solo la colonna sonora e l’esperienza interpretativa in questo genere di Giuliano Gemma restano buoni. Roy, quando aveva dieci anni, ha ucciso il killer di suo padre, un mercenario assoldato da Thomas Barrett. Adesso che è diventato un infallibile pistolero chiamato Sella d’Argento vorrebbe vendicarsi della famiglia che ritiene mandante dell’assassinio, ma il caso vuole che salvi la vita al piccolo Thomas Barrett jr. e che, teneramente ricambiato, gli si affezioni. Pur non del tutto fallito, il film soffre per troppa retorica e scarsa concentrazione narrativa.

1 stella.

Rai 5 – Ch. 23 – In solitario (2013)

Film per appassionati di mare, vela, traversate. Non per me quindi. Però resta gradevole il tentativo, piuttosto annacquato, di modernizzare il conflitto atavico tra uomo e natura. Yann Kermadec vede il suo sogno realizzarsi quando si ritrova improvvisamente a dovere sostituire il noto skipper della DNSC, prestigiosa squadra di barca a vela, alla vigilia della partenza della Vendée Globe. Dopo alcuni giorni di gara, però, Yann è costretto a fermarsi per riparare il timone danneggiato, quando il viaggio in solitaria prende una piega che non si sarebbe mai aspettato, ponendolo di fronte a un’amicizia che farà il giro del mondo.

2 stelle.

Rai Movie – Ch. 24 – Mine Vaganti (2010)

Parto da un presupposto: a me Ozpetek non piace. Non mi piace la sua retorica, il suo voler a tutti i costi toccare mille punti e non svilupparne nessuno, il suo sguardo sul mondo gay fatto di preconcetti e veli difficili da togliere. E questo film non è da meno, nonostante qui abbiamo un cast, soprattutto la parte femminile, davvero eccezionale nelle interpretazioni. E questo è anche merito di Ozpetek. Qui siamo di fronte ad una commedia familiare che si carica di macchiette e che nonostante voglia avere velleità drammatiche è più divertente di altre. Totalmente privo di sorprese, si salva, come ho detto, solo con il cast femminile e alcune gag simpatiche che però rappresentano un unicum nel film. La famiglia Cantone, proprietaria di un pastificio in Puglia, è in fremente attesa per il ritorno da Roma del figlio Tommaso. La mamma Stefania, il padre Vincenzo, la zia Luciana, la nonna, la sorella Elena e l’amica d’infanzia Alba sono accomunati dal desiderio di vedere Tommaso affiancare il fratello Antonio nella nuova gestione del pastificio di famiglia. Tommaso naturalmente ha altre idee per la testa. Non mancheranno tuttavia colpi di scena che costringeranno Tommaso a fermarsi più di quanto avesse previsto.

2 stelle.

Paramount Network – Ch. 27 – La Gang del Bosco (2006)

Anche se sembra che il film ad un certo punto si areni, mostra una presentazione dei personaggi attenta e divertente, un ritmo sempre incalzante e trovate comiche continue ed efficaci. A dimostrazione che gli sceneggiatori dei film d’animazione sono ancora più produttivi di quelli che si occupano dei film live. Come infatti stiamo notando ultimamente. Anche gli adulti possono godersi il film grazie al gioco di citazioni. RJ, un intraprendente procione, inserisce una moneta in un distributore automatico per mangiarsi un pacchetto di patatine che si incastrano innescando una furibonda lotta tra l’animale e la macchina. Da lì cominciano le avventure di RJ per procacciarsi del cibo. Dopo aver tentato di rubare a un orso la sua scorta alimentare, il procione cerca di coinvolgere un gruppo di animaletti appena usciti dal letargo (uno scoiattolo ipercinetico, una saggia tartaruga, una famiglia di timorosi porcospini e via dicendo) a raccogliere il cibo che gli serve per risarcire l’orso. Ed è qui che compaiono gli umani. Perché il cibo che vuole raccogliere viene dal vicino centro residenziale che nel frattempo è stato costruito proprio ai limiti del bosco. Il meglio lo si ha nell’ultima mezz’ora.

4 stelle.

TV2000 – Ch. 28 – Il mio amico a quattro zampe (2005)

Opal, dieci anni, si è appena trasferita in Florida e si sente molto sola: sua madre se n’è andata di casa anni prima e con suo padre, un pastore protestante, è spesso in disaccordo. Un giorno, al supermercato, Opal incontra un cagnolino randagio che decide di portare a casa. Grazie al cucciolo, conoscerà una serie di stravaganti personaggi. Il film è tipicamente una commedia per bambini e si rifà totalmente al genere, nonostante il regista avesse potuto dare un apporto differente. Invece no. Ci ritroviamo le mossettine, le situazioni inutili e inverosimili e un tocco di morfina per chiunque abbia più di 9 anni.

Nessuna stella.

Focus – Ch. 35 – Matrix (1999)

In chiusura del XX° secolo arriva il primo film Cult del XXI° secolo, senza ombra di dubbio tra i promotori di un nuovo modo di fare cinema. Un ibrido tra le arti marziali, l’ideologia violenta dei videogiochi in voga già all’epoca, la fantascienza tipica di autori come Dick, la grafica fumettistica e un intelligente uso degli effetti speciali. Di negativo ha solo che apre ad una nuova saga del complottismo, ma quella non è colpa del film. Nel XXII° secolo gli uomini hanno perso contro le macchine senzienti. Queste ultime tengono l’umanità addormentata in bozzoli per rubare l’energia vitale, mentre ignari vivono, grazie al programma Matrix, una realtà che è solo virtuale. Neo si unisce ai resistenti per cercare di risvegliare l’umanità e liberarla da questa schiavitù inconsapevole.

4 stelle. Lo miglioro rispetto a prima, perché mi sono accorto di essere stato alto con i due seguiti.

Giallo – Ch. 38 – Delitto a Martigues (2016)

Tipico film per la TV con trama poliziesca che viene sviluppata come fosse una serie TV. Elisabeth Richard, vice procuratore, e Paul Jansac, comandante della gendarmeria, fanno nuovamente coppia per un’altra complessa indagine, questa volta a Martigues, in Provenza. Il corpo di Pierre Saint-Florent viene rinvenuto su una spiaggia con indosso una muta da sub. L’autopsia rivela che è stato assassinato e i sospetti, dai familiari ai conoscenti, fioccano. Il mistero è più fitto di quanto si creda, dando vita a un caso di provincia in cui non possono mancare tradimenti, rancori familiari e non detti.

1 stella.

Italia 2 – Ch. 66 – Scuola di Polizia 3: Tutto da rifare (1986)

Dopo il secondo capitolo, divertente e ben riuscito, avrebbero dovuto fermarsi. Capisco voler inseguire il successo commerciale, ma qui siamo difronte ad una semplice, ripetitiva, ridicola, patetica, presa per i fondelli del pubblico. Le battute sono le stesse del film precedente. Le gag si rifanno ad entrambi i capitoli già visti. Il rigorismo economico reaganiano colpisce duro: di due scuole di polizia una dovrà chiudere. Tra gli istituti si scatena la lotta per conquistare il diritto alla sopravvivenza: i cattivi soggetti del comandante Mauser sembrano prevalere sugli imbranati allievi di Lassard. Toccherà ai soliti Mahoney & C. rimettere le cose a posto. Avrebbe dovuto terminare un capitolo fa, invece non siamo nemmeno al giro di boa di questa che ormai è una saga serializzata.

Nessuna stella.

La seconda serata offre relativamente poco, anche se possiamo trovare una perla.

Rete 4 – Lo squalo 2 (1978) – Dopo il successo strepitoso del primo Squalo Spielberghiano, questo film riprende tutti gli elementi che hanno reso il precedente un cult ma li lascia lì, solo in superficie, credendo che potesse bastare. Sicuramente intrattiene, ma chi si aspetta almeno un po’ della tensione o della qualità del primo comincerà ad esserne deluso e annoiato dopo pochi minuti. 1 stella.

Canale 5 – Vicino a te non ho paura (2013) – Il fatto che sia tratto da un ennesimo romanzo strazzamutade di Nicholas Sparks, mi fa partire con la valutazione da molto indietro.quindi se siete fan del genere aggiungete almeno due stelle. Io ne darò nessuna. Film melenso oltre i livelli d’allarme, il malato c’è anche qui e la storia banale e prevedibile non si discosta un millimetro dal già visto. Nessuna stella.

Rai Movie – Alaska (2015)

Originale melodramma italiano che fa perno sulla forza del destino in amore e sulla pervicacia dei sentimenti. Un’ottima prova davanti e dietro la macchina da presa. Un po’ lento all’inizio, poi il film prende quota. Diventa intenso e coinvolgente. Buona prova attoriale dei due protagonisti, lei espressiva per natura, lui drammaticamente ben caricato. Fausto e Nadine si incontrano per la prima volta in un grande albergo di Parigi, scoprendosi fragili, soli e ossessionati da un’idea di felicità all’apparenza irraggiungibile. Mentre Fausto è italiano e vive nella città francese lavorando come cameriere, Nadine è francese ed è caratterizzata da una bellezza commovente. Per loro due il destino avrà in serbo molti ostacoli, che li porteranno a perdersi, amarsi e soffrire. Un film a tratti spietato ed esasperato. Tra speranze illusorie e ferite narcisistiche, merita la visione.

4 stelle.

Paramount Network – Incinta o… quasi (2009) – Avrebbe voluto essere una frizzante commedia degli equivoci, ma resta una commedia romantica che si perde nei cliché e che vuole giocare, come se fossimo bambini alle elementari, su una finta gravidanza portata avanti a fatica. Nessuna stella.

Sante Longo

Laureato in cultura teatrale e scienze dello spettacolo, appassionato di cinema e teatro, ma anche di televisione e musica

3 Risposte

  1. Ital ha detto:

    Matrix un must ….il primo ….poi ….si perde un po’
    Mine vaganti …ottima occasione per rivedere la brava Ilaria Occhini….
    Simpatica commedia, bel cast , gag molto divertenti ….ma pare …a tratti un incompiuto ….sembra mancargli qualcosa ….
    Sugli stereotipi …ripeto ….Sante la commedia ne e’ piena e ci vive di questi e non solo per quanto riguarda il mondo gay …ma sui piu disparati temi ….

  2. Sante Indignato Longo ha detto:

    Gli stereotipi sono divertenti nelle commedie quando congeniali.
    In giù al nord non mi sognerei mai di criticare un gioco basato sugli stereotipi. In piume di struzzo nemmeno. In una commedia che punta alla sensibilizzazione, che vuole dare modo di pensare, sì.
    Non è lo stereotipo in sé che critico e condanno, ma la maniera in cui lo si sfrutta.

  3. Ital ha detto:

    Capita spesso che lo stereotipo venga …usato a sproposito …
    Certo da Ozpetek ….ci si aspetta di meglio ..