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BUBINOCINEMA: CONSIGLI SUI FILM DEL 23 GIUGNO IN TV

Proseguono le serate estive con le repliche delle repliche e di argomenti d’attualità mesi fa. Su Rai 1 il montaggio del meglio del Seat Music Award, mentre per i Talk abbiamo repliche su Rete 4 e su La7. La leggerezza invece va in replica su TV8, Rai Premium e su Mediaset Extra, mentre Nove prosegue con la proposta della Nation League di Pallavolo maschile, questa sera con la sfida tra Italia e Polonia, mentre su Rai 2 vanno avanti gli Europeu U21 con lo scontro tra Danimarca e Serbia. Canale 5 invece porta avanti la sfortunata serie spagnola, unica prima TV della serata.

Rai 3 – Ch. 3 – Sol Levante (1993)

Thriller un po’ blando che avrebbe potuto essere decisamente migliore ma che, a parte qualche lungaggine e qualche ripetitività, non è poi così male e riesce a modificare un romanzo di Crichton senza necessariamente cambiarne il senso e riuscendo a dribblare le accuse di razzismo che inizialmente si era tirato dietro. All’inaugurazione del nuovo grattacielo di una multinazionale giapponese, a Los Angeles viene uccisa una ragazza. I due poliziotti incaricati del caso sono Web Smith e John Connor, esperto di rapporti con i nipponici. Connor lascia andare il primo sospettato; Web protesta, ma è Connor ad avere ragione. E nelle indagini finisce anche un senatore, apparentemente nemico della presenza giapponese negli Stati Uniti. Ha quel quid in più grazie all’apporto erotico che aleggia intorno all’intera storia.

2 stelle.

Italia 1 – Ch. 6 – Come ti spaccio la famiglia (2013)

Una commedia acida e cattiva che ha al centro degli sfigati, quelli reietti e soli che qui sono tutti parte della stessa famiglia, finta, di dubbia moralità e che si prende la rivincita rispetto tradizionalismo tipico di Hollywood. Molte scene sono surreali e esilaranti, alcuni momenti sono politicamente scorretti, come di norma in una commedia satirica. Il film decolla nella seconda parte dove il ritmo e le gag sono senza sosta, fino a raggiungere l’epilogo finale, come si addice ad una commedia. Qui viene presa di mira la famiglia americana e lo si fa creandone una che è l’opposto di quello che la propaganda definisce “media”, mettendo in piedi una commedia degli equivoci on the road che non annoia nemmeno per un secondo. David Burke è un piccolo spacciatore, che per scrupolo non vende roba ai ragazzini e per ovvie ragioni preferisce mantenere un profilo basso. Quando però cerca di aiutare un gruppo di alcuni ragazzi, fronteggia un trio di punk che lo mettono in guai seri. Derubato della scorta di droga e del denaro, David deve fare i conti con il suo fornitore Brad e, per ripagare il debito che ha con lui, è costretto a recarsi in Messico per un’importante consegna. Per passare inosservato, escogita un piano infallibile e coinvolge nel viaggio i suoi vicini di casa: la cinica spogliarellista Rose, il potenziale cliente Kenny e l’adolescente Casey, spacciandoli per la moglie e i due figli. Tutti insieme, partiranno alla volta del confine per un weekend del 4 luglio da fuochi d’artificio. Spesso mi viene contestato che valuto sempre negativamente le commedie leggere che possono essere viste per passare serate tranquille. Ma questo è l’esempio lampante che non è assolutamente così. Film di questo tipo, leggeri ma intelligenti, briosi, con una solida sceneggiatura e un cast che armonizza in tutto, sono la causa per cui altri film leggeri sembrano in nulla. 

4 stelle.

20 – Ch. 20 – L’uomo con i pugni di ferro (2012)

Una rilettura dei classici film di kung fu, con la mano di Tarantino e di Eli Roth, in cui però mancano le idee originali. Diventa un action moderno immerso nella musica rap e nello splatter, senza però avere la visionarietà dei due nomi che ho citato prima, restando sulla superficie e perdendosi parecchio. Fin dal suo arrivo in uno sperduto villaggio feudale nella Cina del XIX secolo, un fabbro è stato costretto a creare elaborati strumenti di distruzione per le diverse sette fazioni del posto in lotta per il controllo del potere. Quando la guerra tra i diversi clan esplode con conseguenze inaspettate, lo stesso fabbro incanala un’antica energia che lo trasforma in un’arma umana grazie a un potente braccio d’oro. Mentre combatte al fianco di iconici eroi contro gli spietati cattivi, decide di sfruttare questo potere per diventare il salvatore del popolo che lo ha adottato. Le basi ci sarebbero state tutte, anche volendo accettare quella colonna sonora che non c’entra una cippalippa, però purtroppo non ce la fa fino in fondo.

2 stelle

Rai 4 – Ch. 21 – Aftershock (2012)

Anche qui troviamo Eli Roth tra gli sceneggiatori, per un thriller Horror immerso in un incubo post apocalittico ma che sembra più uscito da un B-movie anni 70. Il film parte come una commedia sciocca, molto sciocca, praticamente insopportabile nel seguire le gesta di un turista sopraggiunto in Cile per consolarsi del proprio fallimento matrimoniale, e dunque accorso a trovare un suo caro amico per concedersi un allegro week end “scopereccio” a Valparaiso, in compagnia di un tris di fanciulle splendide quanto insopportabili. Il terremoto improvviso dà inizio alla catastrofe. L’incubo di pericoli annunciati fa indubbiamente crescere la tensione e lo sterminio puntuale e crudele, molto pulp, anzi quasi splatter, dei sopravvissuti vira al genere horror puro e maligno che è sempre stato nelle corde e nel carattere, oltre che nello stile, di Roth. Un filmaccio insomma, che tuttavia conserva, non si sa proprio se per merito o colpa, il potere perverso, la capacità innegabile di attaccare lo spettatore allo schermo senza riuscire a fargli distogliere l’occhio da una serie di vicissitudini spesso improbabili, assurde, ricattatorie, ma così abilmente confezionate, da costringere ad andare avanti fino alla fine.

2 stelle e mezzo.

Iris – Ch. 22 – Acqua e sapone (1983)

Come da prassi per i primi film di Carlo Verdone, si riesce a ridere di tutto: si ride delle caratteristiche sociali che riesce a cogliere, si ride dell’ingenuità che porta in evidenza e che ci accorgiamo che appartiene a tutti, si ride perché riesce a conciliare la saggezza popolare con l’ironia e il sarcasmo di chi la sa osservare e raccontare. Ma, sempre come da prassi, la storia in sé è esilina, ma sa far riflettere in modo semplice e chiaro sulle attese sbagliate dei genitori che puntano al “meglio” per i propri figli senza pensare che sarebbe il meglio per loro. C’è una riflessione sull’industria dell’immagine all’epoca non così preminente come oggi. E la malinconia e un velo di tristezza accompagna la narrazione. Sandy, giovane fotomodella americana, arriva a Roma accompagnata dalla madre. Questa si mette subito alla ricerca di un precettore che provveda all’istruzione della figlia. La scelta cade su padre Spinetti, un severo prelato che però viene scavalcato, grazie a uno stratagemma, da Rolando, un bidello laureato che si spaccia per sacerdote. Sandy scopre il trucco, ma si presta volentieri al gioco.

2 stelle e mezzo.

Rai Movie – Ch. 24 – Don Jon (2013)

Oggi è la giornata delle commedie leggere che non nascono per lasciarti necessariamente qualcosa ma che meritano di essere viste, senza pregiudizio, e non solo perché non c’è altro da fare o per avere la compagnia del televisore acceso mentre si fa tutt’altro. Qui abbiamo una parodia decisamente consapevole delle solite commedie sentimentali, riconoscendo i soliti stereotipi del genere e scansandoli, prediligendo l’autoironia in un racconto di formazione sentimentale. Un film simpatico, non logorroico, a volte sagace e cattivo. Jon è un moderno dongiovanni, dipendente dal porno ed egocentrico, che non ha mai avuto problemi nel conquistare le donne fino a quando ha incontrato Barbara, una ragazza idealista alla ricerca dell’uomo giusto. La passione per Barbara spinge Jon a non dar peso alle loro differenze ma sulla sua strada presto trova Esther, una donna di qualche anno più grande rimasta recentemente vedova. Esther sembra capire Jon più di quanto Jon stesso si capisca, spingendolo a guardarsi dentro e a intraprendere un viaggio interiore per realizzare ciò che vuole veramente.

3 stelle e mezzo.

Cielo – Ch. 26 – Predestination (2014)

Un film assolutamente folle che può piacere o non piacere, ma di sicuro non può assolutamente lasciare indifferenti. Quando parliamo di viaggi nel tempo entriamo inevitabilmente in un mondo di paradossi tanto affascinanti quanto difficili da gestire sul piano della trama. Predestination non fa eccezione, ma riesce nonostante questo, a non cadere nel banale. L’originalità del racconto sta non tanto nel soggetto fantascientifico in sé quanto nell’affrontare tematiche intimistiche (transgender) non proprio comuni, almeno in questo ambito. Un agente temporale ha il compito di viaggiare in segreto nel tempo per impedire i crimini di futuri killer e terroristi. L’ultimo incarico che gli viene assegnato prevede che egli recluti se stesso da giovane per rintracciare l’unico criminale che da sempre continua a sfuggirgli.

3 stelle.

Paramount Network – Ch. 27 – Killers (2010)

Commediola fresca, leggera, buona proprio per le sere d’estate quando non si ha voglia di uscire e non si ha nient’altro da fare. In definitiva, e per le motivazioni appena elencate, è una commedia fallimentare perché sembra una parodia di “Mrs. & Mr. Smith”, perché gli attori sembrano fuori parte e sono privi di qualsivoglia carisma, perché Tom Selleck sembra abbia accettato la parte per coprire più rate del mutuo possibile. Jen Kornfeldt, giovane programmatrice di computer reduce da una brutta separazione, incontra in vacanza Spencer Aimes, spia sotto copertura pagata dal governo. Entrambi trovano il vero amore e convolano presto a nozze. Tutto sembra andare per il verso giusto fino al giorno del 30esimo compleanno di Spencer, quando i due scoprono che l’uomo è l’obiettivo di un misterioso assassino che segue la coppia da anni. Il matrimonio di Jen e Spencer si trasforma in una vera e propria lotta per la sopravvivenza.

1 stella. Più un’altra mezza perché anche se Ashton Kutcher dovrebbe smettere di fare film, è pur sempre un bel vedere.

La 5 – Ch. 30 – Inviati molto speciali (1994)

Sembrerebbe un modo mal riuscito di riproporre le commedie che si occupano di ambienti lavorativi e di contrasti che in esso si sviluppano, un po’ come “Una donna in carriera”, ma in questo caso abbiamo una commedia d’ambiente giornalistico (Prima pagina) e un thriller dalle atmosfere alla Grisham, che però non riescono a far divertire o a lasciare la suspense, cuciti addosso a una copia inedita e poco armonica, con un Nick Nolte, prosciugato dall’età, e una Julia Roberts, sciupata e pesta. Sulla carta il risultavo poteva essere decisamente diverso, ma quei due insieme non dovevano essere proprio messi! Sabrina, giornalista alle prime armi, soffia all’espertissimo Peter, che lavora per un’altra testata, lo scoop su un deragliamento ferroviario. Peter non gradisce e, alla prima occasione, le restituisce lo scherzetto. Poi una cosa tira l’altra, gli spigoli si smussano e i due decidono di lavorare d’amore e d’accordo su un caso di corruzione.

1 stella e mezzo.

Rai Gulp – Ch. 42 – Il viaggio di Norm (2016)

Ho più volte detto che per gli Horror e per i film di animazione ho sempre un occhio di riguardo, che li guardo anche quando sono consapevole che ne resterò totalmente deluso o se anche immagini di scena fanno presagire il disastro. Ecco, questo film è una di quelle volte. Noioso, squallido, messaggi fasulli e di facciata, battute e animazione imbarazzanti. Sfollati dal loro habitat naturale nell’Artico, un orso polare di nome Norm e i suoi tre amici lemming, raggiungono New York. Abile ballerino, vegano e capace di parlare la lingua umana, Norm ha come obiettivo quello di fermare i piani del malefico Greene, immobiliarista senza scrupoli.

1 stella.

Spike – Ch. 49 – Un povero ricco (1983)

Questa commediola di inizio anni ’80 poggia la sua fragilissima struttura soltanto su Renato Pozzetto, che, per quanto cerchi di fare del suo meglio, da solo non basta a salvare il risultato mediocre della sceneggiatura. La trama è di una banalità unica: un uomo ricco prova a fare una vita da povero per capire come si vive senza denaro, nel caso in cui la sua azienda fallisse. Un film scacciapensieri, per passare un’ora e mezza gradevole pensando a quanto ci sembrasse bello tutto ciò che guardavamo da bambini. L’ingegner Ronconi (Pozzetto) è ricco da far schifo, ha una grossa industria a Milano ma è ossessionato dal timore di diventare povero. Su consiglio del suo psicanalista (Gregoretti), per esorcizzare i suoi timori si cala nella parte per vedere l’effetto che fa. Resisterà poco ma troverà l’amore nella dirimpettaia proletaria (Muti) della casa popolare che l’azienda gli ha assegnato quando – cambiato nei connotati – si è fatto assumere sotto falso nome da una delle consociate del gruppo che lui stesso dirige.

2 stelle perché Pozzetto si sa cucire addosso anche ruoli inutili, come questo, e perché è un po’ un simbolo degli anni ’80.

Rai Storia – Ch. 54 – I sette fratelli Cervi (1968)

Un film che sembra strutturato come uno sceneggiato televisivo, affronta una tragedia storica tutta italiana, consumatasi alla fine della Seconda guerra mondiale: Quella dei sette fratelli Cervi, tutti contadini della bassa emiliana che decisero di impegnarsi nella resistenza, tentando azioni indipendenti dai partigiani. La loro tragica fine è un evento importante della nostra storia. Avvicinatosi alle idee comuniste in carcere, Aldo Cervi convince alla causa antifascista i suoi numerosi fratelli. Mentre questi si danno da fare ospitando in casa ex prigionieri, Aldo va in montagna con i partigiani, legandosi anche sentimentalmente a Lucia, un’attrice, membro del movimento clandestino. Tornato a casa, Aldo è catturato con i suoi fratelli dai fascisti: verranno fucilati. Il sacrificio dei sette fratelli Cervi rappresenta uno degli episodi più drammatici della Resistenza. Il film ripercorre, in lunghi flashback, la storia di questa famiglia contadina. Un film forse oggi un po’ didascalico ma utile per non dimenticare.

3 stelle e mezzo che diventano 4 se lo guardo con gli occhi del cuore.

Cine Sony – Ch. 55 – Arma micidiale (2010)

L’unica cosa che mi rimane del film è Val Kilmer che sembra mio nonno. Fresco di prigione, Angel viene di nuovo coinvolto in affari loschi dall’amico Rich. In seguito a una misteriosa soffiata alla polizia, scoppia uno scontro a fuoco che mette alla prova la loro amicizia. Se la Cine Sony continua a produrre questi film, prima o poi dovrà dichiarare bancarotta. Non può restare a galla con produzioni che per il 99% non giustificano nemmeno il non aver cambiato canale.

Nessuna stella.

VH1 – Ch. 67 – Boys don’t Cry (1999)

Bel film che purtroppo non è esente da difetti. Certo l’argomento è molto delicato e soprattutto ci sono scene veramente forti che colpiscono come il fulmine di Pegasus in pieno stomaco, senza darti modo di riprenderti perché è pronto un altro attacco. Ma dei difetti mi interessa decisamente poco, anzi dico che ci sono per evitare che si possa contestare che lo guardo con occhio interessato, ma non ne vedo. Questo film è un CAPOLAVORO. Teena Brandon (1972-1993, perché va ricordato che si tratta di una storia vera) è una ragazza in crisi d’identità sessuale e decide di vivere la sua vita nei panni di un uomo. Va nel Nebraska e lì si innamora di Lana che ricambia. Ma le bugie usate da Teena per coprire il suo essere donna non dureranno molto. Verrà stuprata e uccisa da due fanatici amici di Lana. Non c’è morale in questo piccolo grande film. Insomma il film è ottimo ma la cosa perfetta con quest’opera prima è la recitazione degli interpreti che lascia a bocca aperta, specialmente la protagonista.

Boys don’t Cry è un poetico dramma che non lascia indifferenti nemmeno se hai un bidone dell’immondizia al posto del cuore.

Mi scuso se proprio per questo film ho usato un po’ di ironia in più, ma mi serve per contrastare la rabbia che mi sale dentro ogni volta che non solo lo guardo, ma anche se lo penso.

Inevitabilmente 5 stelle e oltre.

Sante Longo

Laureato in cultura teatrale e scienze dello spettacolo, appassionato di cinema e teatro, ma anche di televisione e musica

4 Risposte

  1. Modica2 ha detto:

    Il film capolavoro sarebbe?

  2. Daniele Marinucci ha detto:

    Boy’s don’t cry. Ovvio.

  3. marta70 ha detto:

    Acqua e sapone! Gli anni 80! Io ero una bimba e Verdone un giovane di gran belle speranze!

  4. Beppe ha detto:

    Boys don’t cry capolavoro!

    Come ti spaccio la famiglia è la miglior commedia “on the road”, degli ultimi 10 anni con una Aniston perfetta nel ruolo di spogliarellista sgangherata. Lui, il protagonista di cui non ricordo mai il nome, è praticamente il mio ideale di uomo, bono al punto giusto, senza strafare! 😍😋