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BUBINOCINEMA: CONSIGLI SUI FILM DEL 26 LUGLIO IN TV

Se non si parla di film, l’unica proposta che potrebbe attirare l’attenzione del pubblico, a mio avviso, è l’ultima puntata, con tanto di vincitore, dell’edizione digitale di La sai l’ultima? che spero torni in un periodo diverso, per testare realmente la sua forza. Tra la storia su Rai 3, e la Serie medical drama su Italia 1 vedremo invece un sostanziale pareggio, sempre secondo me, come anche tra le generaliste minori, Alias La7, TV8 e Nove.

Rai 1 – Ch. 1 – Quando parla il cuore (2012)

Una divertente incursione da Bollywood nella nostra TV, come spesso accade in estate su Rai 1, anche se meno del dovuto. L’India è la seconda industria cinematografica al mondo, con miliardi di dollari in movimento e da noi arrivano giusto 4 o 5 film in estate, a distanza di anni dalla loro produzione. Questa commedia ha tutti i cliché bollywoodiani e strizza allo stesso tempo l’occhio all’occidente. Denaro, fama e conoscenza della lingua inglese sono tre fattori che giocano un ruolo fondamentale nel modo in cui in India la società giudica un individuo. Shashi, una giovane donna indiana, vorrebbe almeno conoscere l’inglese per acquistare sicurezza e tenere il passo con il marito, sempre in viaggio per lavoro. Anche per compiacerlo, decide allora di iscriversi ad un corso di inglese che la porterà fino a New York, con tante difficoltà da affrontare e un nuovo futuro in vista. La protagonista è un volto ormai internazionale.

2 stelle e mezzo.

Rai 2 – Ch. 2 – When the bough breaks – Quando l’amore si spezza (2016)

Un buon thriller che punta sull’ossessione, con una trama lineare e coerente, che però ha la pecca di presentare protagonisti che difficilmente aiutano ad empatizzare, poiché molto distanti da noi. All’inizio sembra lento, ma è perché non cerca il colpo di scena forzato a tutti i costi. Anzi, credo che il fatto che parta con risvolti drammatici aiuta lo spettatore a sentirsi parte della storia, anche se non ad entrare in empatia con i personaggi principali. John e Laura Taylor, giovane coppia di professionisti, vogliono disperatamente un bambino. Dopo aver valutato tutte le opzioni, assumono Anna, una donna perfetta per far loro da madre surrogato. Man mano che la gravidanza progredisce, Anna matura però una pericolosa ossessione nei confronti di John.

2 stelle e mezzo.

Rete 4 – Ch. 4 – Training Day (2001)

Violento, crudo, realista, con un ottimo cast. Denzel Washington su tutti riesce a dare un senso ad una stario già interessante sulla carta, in cui il ritmo e l’azione vengono supportati anche da dialoghi all’altezza. Jake Hoyt è una nuova recluta della polizia di Los Angeles. Per diventare ispettore deve sottoporsi a 24 ore di tirocinio con il sergente Alonzo Harris, un veterano della sezione antidroga che lavora da dodici anni nei quartieri più caldi della città. Alonzo, che considera Jake un pivello ingenuo e inesperto, se lo porta appresso. Poco a poco Jake comincia a capire di che pasta sia fatto Alonzo: il suo cinismo che lo spinge a cacciarsi nelle situazioni più complicate.

4 stelle.

20 – Ch. 20 – Un milione di modi per morire nel West (2014)

Sono pochi gli esempi di generi da non parodiare. Il Western è stra questi. Non perché sia intoccabile come genere, ma perché ha in sé già la giusta ironia, e quando manca il film è un disastro. Quindi calcare troppo porta ad ottenere lo stesso effetto del western che si prende troppo sul serio: una ciofeca. Qui abbiamo anche un cast eccezionale che, con altre sceneggiature o anche semplicemente un altro regista, avrebbe potuto regalare la perfezione, ma ci ritroviamo a metà tra il comico e la commedia con troppa verbosità. Un vile contadino, che è stato appena lasciato dalla sua ragazza, si allena per diventare un asso del grilletto con l’aiuto della moglie di un noto pistolero, sperando così di riconquistare la sua amata. Pian piano, però, comincerà a nutrire nei suoi confronti sentimenti che vanno ben al di là dell’amicizia.

1 stella e mezzo.

Iris – Ch. 22 – I nuovi eroi (1992)

Un film che unisce Van Damme e Ivan Drago per è un incubo. Troppa inutile azione non supportata da una vera storia, anche se volendo dare credibilità almeno al regista, che ne è anche sceneggiatore, potrebbe essere vista come critica sociale contro la macchina militare statunitense, ad opera di un tedesco. L’inespressività dei protagonisti ha, in questo film, una motivazione valida. Il film però resta risibile, e non me ne vogliano i fan del genere. Il sergente Scott e il soldato Luc sono morti in Vietnam nel 1969. Scott, per la verità, ha ucciso Luc, ma quel che importa è che i due sono stati trasportati negli Stati Uniti e, in gran segreto, criogenati per tornar buoni più tardi. Vari anni dopo Scott e Luc sono soldati invincibili, usati per operazioni antiterroristiche. Ma Luc è sempre buono, mentre Scott continua ad essere un fanatico omicida.

Nessuna stella

Rai Movie – Ch. 24 – Qualcosa di speciale (2009)

Una drammatica commedia sentimentale, proprio del senso che si sviluppa come una commedia drammatica ma anche che drammatico è il risultato finale. Una messa scena troppo patinata, senza anima e mordente, per quanto incentrata su un personaggio che necessita di un esame di coscienza, piuttosto che di riscoprire l’amore. Ryan Burke è diventato una sorta di guru per tante persone, infatti dopo aver perso la moglie in un incidente stradale, ha cominciato a scrivere libri, e fare corsi, nei quali spiega come superare i problemi legati all’elaborazione del lutto. Durante un meeting incontra Eloise con la quale si apre, scoprendo le proprie debolezze. Infatti predica bene ma razzola malissimo dato che ha cominciato a mentire agli altri per convincere se stesso di aver superato la perdita, mentre in realtà è schiacciato da conflitti interiori. Tutto scivola fin troppo liscio, segno di una totale assenza di emozione, se non il tentativo da parte del regista di portare a casa il compitino.

1 stella.

Cielo – Ch. 26 – La sorella di Ursula (1978)

Giallo erotico di bassa lega in cui da subito si svela l’arcano e quindi viene meno la suspense. Troppo rivolto all’erotismo, quasi hardcore in alcune scene, in cui solo l’arma dei delitti è interessante: un megafallo che viene usato per sventrare le vittime a seguito di una penetrazione troppo violenta e profonda. C’è di buono che sa trasmettere un certo disagio. Dopo la morte del padre, le due sorelle Dagmar e Ursula arrivano in un lussuoso albergo sulla riviera per superare il momento di sconforto e mettersi sulle tracce della madre. Nel frattempo, un misterioso assassino comincia a uccidere le ragazze della zona, tutte legate da una circostanza alquanto singolare: prima di essere assassinate, avevano avuto un rapporto sessuale.

1 stella.

TV2000 – Ch. 28 – Bekas (2012)

Film che tratta con delicatezza il problema degli orfani nei paesi in guerra. Due fratelli orfani vivono come possono e sognano come i bambini. La loro ingenuità li porterà ad un’avventura strana ma quello che colpisce è la naturalezza con cui trattano i problemi, anche se a volte la scrittura diventa didascalica. Durante i primi anni Novanta il regime di Saddam Hussein esercita grande pressione sulla regione curda dell’Iraq. Due ragazzini curdi senzatetto vedono al cinema Superman e in loro nasce il desiderio di andare in America. Per arrivarci, però, hanno bisogno di passaporti, denaro e tanta buona sorte. Sfortunatamente, non hanno niente di tutto ciò ma cominciano ugualmente il loro cammino verso il sogno americano.

3 stelle e mezzo.

La 5 – Ch. 30 – Voce del verbo Amore (2007)

Un film vecchio, anacronistico, grottesco. Se fosse stata una fiction televisiva, secondo quegli standard, forse sarebbe stata appena sufficiente, ma non lo è e appare un disastro. Dialoghi fuori contesto, recitazione pessima, persino le inquadrature sembrano fatte in maniera svogliata. Francesca, progettista di giardini e parchi, e Ugo, architetto, sono sposati da dieci anni e hanno due figli. Sono in crisi e decidono di separarsi. Ugo si invaghisce di Matilda mentre Francesca rivede Ernesto, una vecchia fiamma. Scoprono così di essere ancora gelosi uno dell’altra.

Nessuna stella

Spike – Ch. 49 – 10 minuti a mezzanotte (1983)

questo genere di film è il motivo per cui, pur riconoscendo la carriera sfaccettata di Bronson, non riesco a vederlo in maniera positiva. Leo Kessler, in servizio come ufficiale nella polizia di Los Angeles, deve occuparsi degli efferati omicidi di alcune giovani donne. Le indagini lo portano a sospettare di un impiegato all’apparenza innocuo. Questi è effettivamente il maniaco assassino ma, essendo malato di mente, non può venire condannato. Kessler a quel punto non ci sta e decide di farsi giustizia da solo. Il personaggio del giustiziere solitario non è sicuramente simpatico. Ma in questo caso il film funziona, grazie anche alla regia di Jack Lee Thompson, autore, tra l’altro, del primo “Promontorio della paura”, quello con Gregory Peck e Robert Mitchum. Però, per quanto il film funzioni, consegna al pubblico un personaggio stereotipato per l’attore Bronson, che in quel periodo, da metà anni settanta, non interpretava altro.

2 stelle.

Italia 2 – Ch. 66 – The Eye (2002)

Horror metafisico di buona fattura, poi ripreso da Hollywood e rovinato. Purtroppo nella parte centrale si lascia un po’ andare. Mun è una ragazza cieca dall’età di due anni che si sottopone a un delicato intervento: le vengono trapiantate le cornee di una persona morta da pochi giorni. L’operazione ha successo e Mun lentamente recupera la vista, ma accanto alle immagini reali inizia a vedere presenze irreali. Fantasmi di uomini, donne e bambini tutti deceduti tragicamente la ossessionano con sempre maggiore frequenza fino a spingerla sull’orlo della follia.

3 stelle.

Le proposte in seconda serata invece sono ancora meno interessanti.

Rai 2 – Passione pericolosa (2017) – James Franco è un bravo attore e spesso sa fare delle buone scelte. Non è questo il caso. E pensare che avrebbe potuto essere un buon esempio di metacinema. Peccato però. 1 stella e mezzo.

Iris – Ricercati: Ufficialmente morti (1987) – Western moderno pessimista con una sceneggiatura con poca logica e un cast che sembra fuori parte. Naturalmente il fatto che lo indichi come western non deve trarre in inganno. Mi riferisco alla costruzione tipica del genere, per quanto al centro ci siano poliziotti e spacciatori e non cowboy ed indiani. Il film sembra comunque uno di quei prodotti nati per far pagare il mutuo a tutte le maestranze. 1 stella.

Rai Movie – Gigolò per caso (2013) – Uno sguardo verso gli insegnamenti di Woody Allen, qui presente come attore, ma dubito che Turturro non abbia chiesto suggerimenti di regia. Un ironico divertissement in cui non mancano le aperture. Una simpatia e una eleganza di fondo che ne fanno comunque un buon film. Peccato che manchi qualcosa. 2 stelle e mezzo.

Sante Longo

Laureato in cultura teatrale e scienze dello spettacolo, appassionato di cinema e teatro, ma anche di televisione e musica