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BUBINOCINEMA: CONSIGLI SUI FILM DEL 28 LUGLIO IN TV

Ogni estate vorrei essere più tollerante, ma poi le repliche esagerano e ci sono giorni in cui ci sono solo quelle. Ma meno male che ci sono anche altre cose da fare. Intanto i film sono meno del solito, perché è giusto fare spazio alle repliche, certo.

Rai 3 – Ch. 3 – In nome di mio figlio (2016)

Un film che vorrebbe essere una sorta di inchiesta romanzata su un delitto realmente avvenuto. Ma il film, che avrebbe potuto essere più che buono, lascia le risposte che cerca a qualcun altro. Limitandosi a fare il racconto superficiale, senza mai nemmeno fingere di voler essere un po’ più profondo. Da vent’anni l’uomo in maschera, un serial killer che vaga tra i campeggi estivi e i luoghi di vacanza uccidendo un ragazzo ogni tre anni, ha eluso tutte le forte di polizia. Quasi ossessionato dal desiderio di catturarlo è Claus Jansen, il padre di una delle vittime che ha fatto della sua ricerca una crociata. I suoi tentativi hanno finito spesso con aiutare o ostacolare le indagini ufficiali, coinvolgendo cittadini innocenti e diffondendo voci su eventuali assassini. A volte, sembra anche che Claus sia il vero assassino ma l’unica cosa che l’uomo sta uccidendo è la sua stessa vita compromettendo il suo matrimonio, il suo rapporto con il figlio più piccolo e la fiducia nelle forze dell’ordine.

1 stella e mezzo.

Canale 5 – Ch. 5 – Fiore del deserto (2009)

Un film che sarebbe potuto essere toccante, ma si sviluppa come un’agiografia. Troppo sbilanciato il racconto, fino a sembrare un adattamento della vita di Santa Maria Goretti in luoghi differenti e in tempi moderni. Certo, quello che viene raccontato è da condannare ed è una piaga da estirpare. Ma questo è un film e avrebbe potuto romanzare meglio la vita, dura e difficile, della protagonista. La vita di Waris Dirie è iniziata nei deserti africani e proseguita nel mondo delle top model. Nata in un villaggio della Somalia, da una famiglia di nomadi con dodici figli, subì l’infibulazione più o meno a cinque anni. Quando ne aveva tredici il padre la vendette a un uomo di sessant’anni: Waris non accettò quel destino, fuggì a Mogadiscio, e poi a Londra, nella residenza di uno zio ambasciatore, come cameriera. Quando l’uomo fu richiamato in Somalia, lei decise di restare in Inghilterra. Sola e analfabeta iniziò a guadagnarsi da vivere con lavori umili. Si iscrisse a una scuola serale, finché un giorno un fotografo, Terry Donaldson, la convinse a posare. All’improvviso il suo destino cambiò. Iniziò così una fortunatissima carriera di fotomodella. Al culmine del successo, Waris ha trovato il coraggio di raccontare la propria storia. Oggi Waris Dirie è il portavoce ufficiale della campagna dell’ONU per eliminare le mutilazioni femminili.

2 stelle.

Italia 1 – Ch. 6 – R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà (2013)

Un bell’adattamento di un fumetto della Dark Horse. Perché per fortuna anche il cinema, nonostante i grandi numeri vogliano farcelo credere, sa che i fumetti non sono solo Marvel o DC’s. Un riuscito meltin pot tra generi dai buddy movie ai demenziali, con incursioni nell’horror, nel fantasy, un po’ ovunque. Però poi la sceneggiatura un po’ si perde. Nick è un giovane poliziotto che, dopo essere stato ucciso per aver intralciato i piani di un criminale senza scrupoli, viene assunto per una squadra speciale di polizia dell’aldilà, il Dipartimento Rest In Peace. L’obiettivo di questi poliziotti è quello di permettere ai colleghi appena morti di riposare in pace dopo aver scoperto chi li ha uccisi e aver portato a termine la loro vendetta. Nelle ricerche sul colpevole della sua morte, Nick viene affiancato da un pistolero, assassinato centinaia di anni prima.

2 stelle.

Iris – Ch. 22 – La Talpa (2011)

Un film anomalo rispetto al suo genere, con lo sguardo nostalgico, ma molto rivolto al presente. I ritmi pacati non fanno che sottolineare la bellezza della messa in scene, dell’adattamento del romanzo. Un romanzo in cui non c’è solo spionaggio, ma anche rapporti umani. E il film sa rendere giustizia anche a questo. L’intelligence inglese richiama in azione l’agente George Smiley per proporgli una nuova missione. George, armato di pazienza, deve scoprire chi è la pericolosa spia che si nasconde tra i membri dei servizi segreti e deve catturarla, cercando di rompere i fitti rapporti che la talpa è riuscita a crearsi. Dopo aver individuato quattro possibili sospetti, per George sarà difficile barcamenarsi tra vecchie storie di amicizie e rivalità e la riuscita della missione comporterà un prezzo molto alto da pagare.

4 stelle.

Rai Movie – Ch. 24 – Un’Estate in Provenza (2014)

Fiera dello stereotipo. Un filmettino prevedibile e senza originalità. Fa specie vedere Jean Reno in un film di questo tipo che sembra più adatto a spot pubblicitari che al cinema. Un’accozzaglia di luoghi comuni che sembra insultare l’intelligenza di chi guarda. Lea, Adrien e il loro fratello Theo, nato sordo, vanno in vacanza in Provenza con il nonno Paul “Oliveron”, che non hanno mai incontrato a causa d’una vecchia lite familiare. Non si tratta di certo di una vacanza da sogno e in meno di ventiquattr’ore tra gli adolescenti e un nonno che credono a torto psicopatico lo scontro generazione è inevitabile. Man mano che però il passato turbolento di Paul ritornerà a galla, le distanze tra nonno e nipoti finiranno per accorciarsi.

1 stella e nessuna.

Cielo – Ch. 26 – Shattered – Gioco Mortale (2007)

Tipico Thriller, scontato e a volte paradossale. Non basta un colpo di scena al momento giusto per raddrizzare le sorti di qualcosa che sembrava in caduta libera. Neil è un ambizioso uomo di successo ed è sposato alla bella Abby, che fa la casalinga, per quanto sogni di tornare a fare la fotografa, e accudisce la figlioletta Sophie. Una notte, un certo Tom Ryan punta loro una pistola alla testa dall’interno della loro auto e inizia a dare ordini: non bastasse la minaccia dell’arma da fuoco, anche la baby-sitter cui è affidata Sophie lavora per lui, ed è pronta a far fuori la bambina al minimo sgarro. Si lascia guardare in una serata in cui non si ha voglia di pensare troppo.

2 stelle.

Paramount Network – Ch. 27 – L’ultimo dei Mohicani (1992)

Per quanto sia l’ennesima versione dello stesso romanzo, continua ad essere originale nella messa in scena. Devo però ammettere che ne ho visti solo 3, su 5 o 6 credo. Un ottimo film in cui tutto tende alla perfezione, anche se, secondo me, non riesce ad agguantarla fino in fondo. Occhio di Falco è un giovane bianco cresciuto nella tribù dei Mohicani, di cui Chingachgook e suo figlio Uncas sono gli ultimi superstiti. Il maggiore Heyward accompagna a Forte Henry Cora e Alice, figlie del colonnello Munro. La loro guida è Magua, un Urone che si finge fedele, ma è in realtà venduto ai Francesi.

4 stelle e mezzo.

TV2000 – Ch. 28 – Persuasione (2007)

Adattamento televisivo del romanzo di Jane Austen, con produzione che mostra i limiti, ma che tutto sommato non è da buttare. Brava la protagonista. 1815: Anne è la seconda di tre figlie di Sir Walter Elliot, un baronetto che ha dilapidato le proprie sostanze ed è ora costretto ad affittare la propria residenza a un ammiraglio. Si dà però il caso che la moglie di questi sia la sorella del capitano Wentworth, che otto anni prima era fidanzato con Anne, che era stata però convinta dalla sorella maggiore Elizabeth e da Lady Russell ad abbandonarlo perché non considerato un partito all’altezza della figlia di un nobile. Il ritorno del capitano, diventato molto ricco durante le guerre napoleoniche ed ora al centro delle attenzioni femminili anche per la sua bellezza, mette in grande subbuglio l’animo di Anne, che si chiede se egli le abbia perdonato l’affronto subito allora e se la fiamma del suo amore sia ancora viva. Per fortuna alla base c’è Jane Austen e non Inga o Rosamunde. Sarebbe venuto fuori un polpettone indigeribile.

1 stella e mezzo, anche due.

La 5 – Ch. 30 – Tentazioni d’Amore (2000)

Una commedia insolita che sembra mostrare più attenzione per la coerenza e la verosimiglianza, che per la battuta facile e fine a se stessa. Ci sono i tempi comici, i tempi di sviluppo del personaggio, anche psicologico, il tempo per vedere crescere le relazioni umane, anche se forse resta comunque un filmetto sentimentale. Il rabbino Jake e il sacerdote cattolico Brian sono cresciuti insieme; fin dall’infanzia, hanno imparato a condividere tutto. Dopo sedici anni, ritrovano un’amica comune che avevano soprannominato “Anna Banana”: l’affetto si trasforma in qualche cosa di più serio, e tra i due affiora la gelosia.

2 stelle piene.

Rai Gulp – Ch. 42 – Rags (2012)

Tipico film in chiave Disney, ma prodotto da Nickelodeon. Non mi piace lo zucchero Disney, non cambia sapore se lo trovo in un contenitore diverso. Charlie è un adolescente che sogna di lasciare la sua difficile vita per il mondo della musica. Kadee Worth, invece, è una superstar in cima alle classifiche ma stretta nella morsa delle decisioni del padre. Un produttore discografico che note le potenzialità di Charlie gli dà la possibilità di registrare un demo e di esibirsi in un ballo in maschera a cui partecipa anche Kadee. Con il pericolo di essere scoperto dal patrigno, Charlie inizia così a esibirsi. E tutto è talmente telefonato da fare paura.

Nessuna stella.

Spike – Ch. 49 – Febbre da cavallo (1976)

Uno dei più begli esempi della commedia all’italiana, prima della caduta libera con la commedia scollacciata o scorreggiona. Scene indimenticabili, battute azzeccatissime e grande complicità tra i protagonisti, che hanno regalato personaggi entrati di diritto nell’immaginario comune. Mandrake, Pomata e Felice, tre amici con il comune vizio delle scommese clandestine sui cavalli e allo stesso tempo alla disperata ricerca di denaro (per i debiti contratti con le scommesse), cercano di truccare una corsa. Uno di loro dovrà prendere il posto del fantino di un cavallo dato per sicuro vincente, facendo in modo che vinca invece un brocco su cui loro punteranno molti soldi.

5 stelle.

Rai Storia – Ch. 54 – Uomini senza legge (2010)

Riferimenti storici lontani da noi, ma non per questo meno interessanti. Le conseguenze del colonialismo le vediamo oggi, più che nel 2010, esasperate come negli anni immediatamente successivi all’indipendenza delle colonie. Quindi il film assume un significato diverso guardato con quest’ottica. Si è conclusa da poco la Seconda Guerra Mondiale e in Francia si moltiplicano le manifestazioni a favore dell’indipendenza in Algeria. Intanto ad Algeri cinque uomini si riuniscono per organizzare la cassa della Banca Postale. Ufficialmente il denaro raccolto dovrebbe servire a finanziare la guerra d’indipendenza. Ma i cinque uomini in realtà non condividono tutti le stesse idee.

3 stelle.

La seconda serata invece offre anche buone cose, come ad esempio “I tre giorni del Condor” su Iris che non recensisco perché è andato in onda da poco, ma è da vedere lo stesso.

Rete 4 – Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo (1993) – Un film che solo definirlo tale è fargli un regalo. In questo film manca tutto. Se poi ci aggiungiamo che hanno scelto Jerry Calà come protagonista, si capisce che volevano creare qualcosa di orrendo già sulla carta, rendendo lo spettatore consapevole di aver ucciso i suoi neuroni volontariamente. Nessuna stella.

Italia 1 – Role Models (2008) – Una nuova commedia che vede adulti con la sindrome di Peter Pan fare i conti con la loro età adulta e la maturità. Noiosissimo lo svolgimento, anche se a volte ha delle buone battute. Per quanto spesso siano battute facili. 1 stella e mezzo.

Rai 4 – We are you friends (2015) – un basso esempio di film commerciale americano. Ma senza senso. Caotico, contraddittorio, con personaggi senza spessore e musica davvero di bassa lega. Però Zac Efron è bello. Anche se non voglio ammetterlo. Nessuna stella.

Rai Movie – Mr. Deeds (2002) – Non si direbbe, ma questa commedia senza né capo né coda è tratta da uno dei grandi classici della commedia mondiale, diretta da un eccezionale Frank Capra nel 1936. Ma in questa trasposizione moderna resta solo una sinossi simile e si perde tutto il resto. Dispiace vedere Winona Ryder in un film che non merita nemmeno una nota positiva. Nessuna stella.

Paramount Network – Oceano di fuoco – Hidalgo (2004) – Sceneggiatura debole, ma buon ritmo, grazie soprattutto ad un buon cast. Le atmosfere quasi fiabesche aiutano a farlo scorrere, nonostante sia zeppo di occasioni perse. 2 stelle.

Sante Longo

Laureato in cultura teatrale e scienze dello spettacolo, appassionato di cinema e teatro, ma anche di televisione e musica