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IL CASO “SALVATE IL SOLDATO RYAN”

QUANDO "SALVATE IL SOLDATO RYAN" E' UNA PRIMA TV FREE salvate il soldato ryan

Ne abbiamo parlato giusto due giorni fa nello spazio commenti del consueto Post Auditel, ma il caso meritava un piccolo post dedicato. Forse in pochi lo sanno e altri più in alto non vogliono ammetterlo, ma “Salvate il soldato Ryan”, che questa sera è per la prima volta in onda su Canale 5, venne ostacolato sul piccolo schermo italiano quando doveva essere trasmesso in chiaro. Come è stato possibile?

La spiegazione la possiamo trovare in un articolo del 18 gennaio 2001 tramite l’archivio notizie di Adnkronos. Prima di lasciarvi ai virgolettati, la sostanza è questa: il film all’epoca era vietato ai minori e le normative italiane in vigore non ne permettevano la trasmissione in prima serata. Rai e Mediaset di conseguenza avrebbero dovuto optare per la seconda serata, ma i costi erano troppo alti e anche le richieste dei produttori non aiutavano: 7 miliardi di lire per quattro passaggi televisivi, al massimo quattro break pubblicitari e nessun genere di taglio.

Roma, 18 gen. – (Adnkronos) – ‘Salvate il soldato Ryan’ mette in imbarazzo la Tv italiana. Rai e Mediaset non hanno nessuna intenzione di acquistare e trasmettere il capolavoro di Steven Spielberg sulla seconda guerra mondiale. Diversi i motivi: i costi eccessivi dei diritti, circa 7 miliardi di lire per quattro passaggi Tv, ma soprattutto l’imbarazzante, per il piccolo schermo, realismo del film interpretato da Tom Hanks. Morale, ‘Salvate il soldato Ryan’ e’ troppo ‘forte’ per la prima serata e troppo costoso per la seconda, quando gli ascolti piu’ bassi consentono un ritorno inferiore dagli investimenti pubblicitari. Quindi, unico caso in Europa, l’Italia non vedra’ mai in una Tv non a pagamento uno dei film piu’ celebrati degli ultimi anni. ”Dire che e’ paradossale e’ poco. E’ criminale che un film di Spielberg, un capolavoro sulla seconda Guerra mondiale, non possa andare in prima serata”, dice Felice Laudadio, oggi presidente di Cinecitta’ Holding e curatore del Festival di Venezia del ’98 aperto proprio da ‘Salvate il soldato Ryan’.

Il film, indiscusso manifesto contro la guerra, racconta la storia del capitano Miller (Hanks) che, con i suoi uomini, sbarca a Omaha beach, in Normandia, il 6 giugno del ’44 con la missione di recuperare e riportare a casa il soldato Ryan, ultimo di quattro fratelli morti in guerra. A lanciare il sasso, e portare alla ribalta questo paradosso televisivo tutto italiano, e’ stato ‘Il Foglio’ di oggi.

Il film, al momento della sua uscita nelle sale, ebbe il divieto ai minori di 14 anni dopo la ‘R’ che ne impediva la visione agli under 17 in America. Questo ‘marchio’ lo bandisce automaticamente dal ‘prime time’ televisivo per una legge sconosciuta a molti altri Paesi. ”E’ vero -aggiunge Laudadio- c’e’ sangue nel film. Ma in prima serata le Tv pubbliche e private fanno vedere cose ignobili. Non vediamo ogni giorno su tutti i telegiornali il sangue versato dai palestinesi uccisi dagli israeliani?”

Ma quello che brucia di piu’ e’ che, di fatto, l’ostacolo piu’ grande all’approdo di ‘Salvate il soldato Ryan’ (trasmesso a pagamento su Tele +) in Tv siano le spietate leggi di mercato. Oltre al prezzo elevato da pagare per i diritti, comunque proporzionato a un kolossal, Spielberg in persona ha posto una serie di condizioni in caso di messa in onda: non piu’ di quattro interruzioni pubblicitarie, nessun tipo di taglio. Troppo per la Tv italiana. ”Per noi ci sono forti controindicazioni -ha spiegato Gabriella Ballabio, responsabile degli acquisti Mediatrade- Un film del genere puo’ andare solo in prima serata”.

Alla Ballabio fa eco Marina Chiaravalle, degli acquisti Rai: ”Dato il costo elevatissimo, una seconda serata sarebbe impraticabile. E poi rischieremo di farci sparare addosso da tutte le associazioni dei genitori”. Ma alle posizioni dettate dalle regole di mercato contravviene Alberto Contri, consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini, che invece si schiera per la messa in onda del film di Spielberg: ”La Rai dovrebbe mandarlo in onda, non si puo’ sempre badare al rapporto costi-benefici. Lo si puo’ trasmettere in seconda serata, la logica non puo’ essere sempre quella della raccolta pubblicitaria”.

Maurizio Costanzo, presidente di Mediatrade, sottolinea invece il valore indiscutibile dell’opera di Spielberg: ”In questo caso, quando si tratta di prodotti di cosi’ alto valore, bisognerebbe fare delle deroghe per poterli mandare in onda prima serata”.

Luciana Castellina, presidente di Italiacinema, l’Agenzia che supporta il cinema italiano all’estero, non nasconde alcune perplessita’ su ‘Salvate il soldato Ryan’ (”un film che si svolge in Francia dove i francesi non si vedono mai”), ma ammette che ”e’ grave che non lo si possa vedere in Tv per ragioni commerciali. Con i suoi difetti, ‘Salvate il soldato Ryan’ racconta un pezzo di storia importante. Ma tutto e’ ormai legato all’audience, e colpisce davvero che questa sia la misura che decide tutto”.

La Castellina si sorprende a proposito del divieto ai minori di 14 anni avuto dal film: ”Mi stupisce che ci sia stato questo divieto quando tantissimi film americani, molto piu’ violenti, passano senza alcuna censura”. E si augura che il caso-Spielberg non diventi un pericoloso precedente: ”La situazione oggi e’ tragica, i film belli sono in terza o quarta serata. Sarebbe scandaloso che, applicando rigorosamente il concetto del profitto, venissero trasmessi solo certi titoli”.

Infine, il Moige (Movimento italiano genitori), da sempre attento ai palinsesti televisivi: ”Ci lascia perplessi questa ipocrisia della Tv che non trasmette ne’ in prima ne’ in seconda serata ‘Salvate il soldato Ryan’, visto che le violazioni del Codice di tutela dei minori sono continue e spesso fatte con film di bassa e squallida qualita”’. Per il presidente, Maria Rita Munizzi, ”fare un’eccezione per questo capolavoro realistico sulla seconda guerra mondiale sarebbe un atto di civilta’ e di cultura, certo avvisando adeguatamente il pubblico sulla particolarita’ del film. La Rai non dimentichi i 2500 miliardi che riceve da noi italiani con il canone. Anche la legge Mammi’ prevedeva la possibilita’ di eccezioni per prodotti di elevato spessore culturale”.

Tratto da “TV: SCOPPIA IL CASO SPIELBERG, ‘RYAN’ NON PUO’ ANDARE IN ONDA” (Gmg/Rs/Adnkronos)

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