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CLAUDIA PANDOLFI: ANCORA MI FERMANO PER UN MEDICO IN FAMIGLIA E DISTRETTO DI POLIZIA

Nell’atto finale de “Gli Orologi del Diavolo”, in onda questa sera e domani su Rai1, Claudia Pandolfi avrà un ruolo di primo piano nei panni di Alessia, la nuova compagna di vita del personaggio di Beppe Fiorello.

Una storia che ha colpito molto la Pandolfi. “Quel che è successo a Gianfranco Franciosi è scioccante, qualcosa di inimmaginabile. La serie racconta una storia intensa, mirabolante, al limite del credibile, già molto efficace nel libro, con l’interpretazione di Giuseppe ancora più intensa.”

L’attrice presenta Alessia. “Il mio personaggio è stato in parte romanzato, soprattutto nella parte della vita insieme al protagonista, i due si conoscono solo di vista, non sappiamo molto del loro passato. Sappiamo però che ha tre figli e un marito violento, una condizione terribile che si percepisce già dal primo sguardo che i due si scambiano al supermercato. È un lento scoprirsi il loro, per vivere un amore autentico, prima devono combattere i propri mostri.”

E nella vita reale come si comporta Claudia? “La vita è una bambina feroce, come tutti i bambini trasparenti, a volte spietati, ma così amorevoli da “ucciderli” di coccole. La vita è pura, insospettabilmente sorprendente, l’importante è fare subito i conti con questa imprevedibilità e sperare di finire nell’impossibile, altrimenti sai che noia.”

Con la lunga crisi del settore dovuto alla pandemia, è nato un bel progetto. “Per la prima volta dopo cinquanta anni, attori e lavoratori dello spettacolo si sono uniti in una associazione di categoria (UNITA) perché crediamo nel valore del nostro lavoro, fino a oggi dato troppo per scontato.” Ma perché solo ora? “Perché siamo delle realtà individuali, spesso in concorrenza tra noi, perché siamo protetti dai nostri agenti, senza sapere che un contratto può essere fatto in mille forme diverse.”

Un attore sceglie o viene scelto? “Ci crede se dico che gli attori vengono sempre scelti? Sono pochissime le persone che si permettono di decidere, nella mia carriera ho detto davvero pochissimi no. Ancora oggi mi fermano per “Un medico in famiglia”, “Distretto di polizia” e per i film di Virzì. Sono questi i tre momenti della mia vita che mi fanno essere presente nel ricordo delle persone, che mi hanno anche permesso di lavorare bene, variare molto nelle esperienze.”

Fonte: RadioCorriereTv