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COSA NON È #ADRIAN

Mancano poche ore all’attesa prima di Adrian e nei giorni scorsi, tra giornali di massimo livello e comunicati ufficiali, si sono sprecati termini su termini per definire i contenuti dell’evento, spesso inventati o impropri. Complici l’impreparazione dei giornalisti sull’argomento – d’altronde è difficile vedere in Italia una serata d’animazione autoprodotta – e la nota mania del Clan Celentano a “spararla grossa”, di Adrian si è letto di tutto e di più.

Ma ricordiamo bene ad addetti ai lavori e telespettatori cosa non è Adrian.

Non è una graphic novel animata — Termine contenuto in alcuni comunicati e ripreso da tutti i giornali, basta consultare la semplice Wikipedia per sapere che graphic novel vuol dire “romanzo grafico”, un libro composto da fumetti, ma che non deve confondersi con la nozione di “fumetto”. Se un fumetto è composto da più tavole grafiche, contenenti le nuvole dei dialoghi, la graphic novel oltre alle tavole include una parte letteraria prominente, che sia fiction o non-fiction. Dunque, Adrian non può essere un libro a fumetti animato. Al più, la definizione di “graphic novel animata” si potrebbe accettare per la tecnica di realizzazione se gli episodi della serie contengono delle vere tavole grafiche in movimento. Ma da quel che si è visto e si sa, non è questo il caso. Se volete approfondire la questione e delle differenze tra graphic novel e fumetto, vi consiglio di leggere quest’analisi.

Non è un minifilm in 9 puntate — Termine apparso nelle ultime ore per giustificare l’accorpamento di 2 episodi della serie, che da 25 minuti passerebbe a 45 o 50 minuti, la parola “minifilm” non esiste nei dizionari italiani e nemmeno nelle fantasie linguistiche del web. Se non si tratta di un film, cioè di un’opera audiovisiva superiore ai 60 minuti, allora siamo di fronte a un cortometraggio o una serie di cortometraggi. Ma dato che Adrian è un prodotto seriale che nasce per la televisione, si deve sempre parlare solo e soltanto di “episodi” qualunque sia la durata effettiva di ognuno: 20, 40, 90, 120 o 200 minuti. L’utilizzo del termine “puntate” è di solito preferibile per programmi d’intrattenimento o comunque prodotti che non siano fiction. Qualcuno potrebbe dire, “e allora le miniserie”? In quel caso, il termine si riferisce a quei prodotti seriali di durata limitata/definita, comunemente con non più di 4 appuntamenti.

Non è un kolossal — Termine da megalomani (che in teoria va scritto con la C e non con la K tanto per fare gli ammerighani), di matrice tutta italiana (sempre per farci riconoscere), è impiegato nelle strategie di marketing per definire un progetto di notevole impatto, con un grande sforzo produttivo (economico). Tutto è maestoso, più grande di ogni cosa e al pubblico va fatto capire. In teoria le cifre di Adrian non sono ufficialmente conosciute, qualcuno ha parlato di 23 milioni di Euro ma non è possibile sapere se il dato riguarda il pacchetto completo o la sola serie tv. Più di un giornale però ha voluto declinare il termine “kolossal” per il contenuto in sé del progetto, di un’opera che non va assolutamente persa, che va goduta e consumata. Altrettanto sbagliato.

Non ha l’iconografia di Milo Manara — È sbagliato parlare di iconografia perché non è un termine che fa parte dell’industria dell’animazione. Sebbene una delle accezioni del termine sia “la descrizione di tutti i ritratti di un determinato soggetto”, il vero ruolo attribuito a Milo Manara è quello riferito al “character design” o in italiano “progettazione dei personaggi”. In parole povere, Milo Manara ha realizzato molteplici disegni da più angolazioni dei vari personaggi presenti nella serie e questi faranno da modello per chi poi si occuperà effettivamente dei disegni e delle animazioni di ciascun episodio. Qualcuno sul web ha persino creduto che tutti gli episodi fossero disegnati da Manara stesso, distratto dalla descrizione “disegni di Milo Manara”: un lavoro impossibile, di una mole nemmeno immaginabile, che richiederebbe una vita intera spesa su una scrivania e matita/penna digitale in mano. Infatti, ci sono voluti 1000 animatori sparsi in vari continenti e centinaia di altre figure professionali specializzate.

Cos’è, allora, Adrian?

È tutto molto semplice. Adrian è una serie tv d’animazione. Introdotta da uno show (o spettacolo) in diretta dal Teatro Camploy di Verona. È anche ora di spezzare la maledizione di “cartone animato”, un termine generico, applicato indiscriminatamente ad ogni genere di prodotto (americano – basti pensare a I Simpson, che in realtà è una “situation comedy animata”, europeo o giapponese – dove il termine è “anime”) e che ha inculcato di generazione in generazione il concetto di prodotto esclusivo per bambini.

Allora, una volta per tutte, per far comprendere che si tratta di tematiche per adulti (o non solo per bambini), che si parli di “Serie tv” al quale può essere affiancata l’etichetta specifica “d’animazione”.

I termini giusti… questi sconosciuti! Basta cercarli e utilizzarli correttamente. “Chiamiamo le cose per quelle che sono”.