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CRISTINA PARODI A TU PER TU CON BUBINOBLOG (ESCLUSIVA)

Luca Germanò ha intervistato la giornalista, conduttrice e oggi anche stilista Cristina Parodi che, con disponibilità e gentilezza, ha risposto alle domande dei lettori di BubinoBlog.

Ciao Cristina, bentornata su BubinoBlog. Dopo tanti di conduzione del Tg5 accetteresti mai di ritornare a condurre un telegiornale? Se si, quale degli attuali ti attrae maggiormente?

Ho imparato che nella vita non si può mai dire mai perché possono succedere tante cose diverse. Certo è che non ho rimpianti del Tg5 ma soltanto il ricordo di una bellissima esperienza che è stata lavorare in quel telegiornale quando nasceva e per così tanto tempo.

Che telegiornali guardo? Li guardo un po’ tutti perché comunque mi piace seguire l’informazione. Il Tg1 soprattutto quando c’è qualcosa di istituzionale mentre quando ci sono dei casi politici o delle maratone a maggior ragione guardo Mentana perché è il più bravo di tutti nel raccontare, al di sopra delle opinioni, come stanno veramente le cose. Poi quando voglio che a darmi le notizie siano dei miei amici, mi sintonizzo sul Tg5 perché è sempre un telegiornale molto veloce, piacevole e puntuale da ascoltare.

Complimenti per la professionalità, il garbo e la competenza… merce rara nella tv odierna! Torniamo alle domande. Dopo l’esperienza a Mediaset, sei approdata a La7 con il contenitore Cristina Parodi Live. Ritieni il programma non abbia avuto modo di farsi conoscere al pubblico e di crescere su una rete fortemente incentrata su talk politici?

Grazie dei complimenti che mi fanno davvero molto piacere. L’esperimento a La7 è stata una bellissima esperienza che però è durata troppo poco. Il programma era veramente bello ed è stato riconosciuto anche dalla critica e dalle tante persone che ci seguivano. E’ durato poco purtroppo ma non tanto per la dominanza dei talk politici a La7 ma perché è cambiata la proprietà della rete.

Dovendo far evidentemente quadrare i conti e il bilancio è stato interrotto il programma che costava di più, essendo lungo, andava in onda in diretta tutti i giorni e con tante persone che ci lavoravano. Resta però, secondo me, un bellissimo esempio di infotainment. Un programma fatto bene, con un bellissimo stile, aveva un suo seguito. Avrebbe dovuto durare di più per crescere ma non gli è stato dato tempo.

Qualche settimana fa è uscita la notizia della tua nuova avventura su Tv8 (da te confermata su Instagram), poi però è arrivata l’ufficialità della conduzione di Adriana Volpe. Ci puoi svelare quali motivazioni ti hanno portato a declinare l’offerta?

Confermo che un mesetto circa fa, anche di più, mi è stato proposta la conduzione del nuovo programma di Tv8 che effettivamente rappresenta uno dei pochi progetti importanti che nascono adesso. L’ho valutato con attenzione perché è sicuramente un programma su cui la rete punta molto. Alla fine però ho detto di no, principalmente perché in realtà quel tipo di esperienza televisiva quotidiana di intrattenimento di cronaca – per altro è un programma che dovrebbe essere molto lungo, tipo 4 ore al giorno – è una cosa estremamente faticosa.

Lo so perché l’ho già fatta in tante occasioni, dal primo Verissimo a La7 fino alla Vita in Diretta, e in questo momento la mia vita ho scelto di occuparmi di alcune cose che mi stanno molto a cuore e che non sarebbero compatibili con una presenza in televisione così pesante. Visto che non devo necessariamente andare in video per ritenermi soddisfatta e felice, anche se non ho assolutamente abbandonato la televisione del tutto, in questo momento ho preferito declinare questa proposta.

Hai da poco iniziato una nuova sfida professionale nella moda con Crida. Come è nata questa nuova esperienza? A ridosso della pandemia che ha colpito tutti i settori, quali strategie state adottando per ripartire e tutelare i posti di lavori delle persone che lavorano con voi?

Crida è il nuovo brand che ho iniziato lo scorso autunno e ho creato con una mia amica e socia di Bergamo. E’ certamente uno dei motivi che mi hanno spinto poi a fare questa scelta, è un progetto a cui pensavo da tanto tempo, un progetto di moda molto preciso e di nicchia perché produciamo soltanto abiti assolutamente made in Italy, di grandissima qualità e che rimangono nell’armadio per più di una stagione. Insomma assolutamente timeless.

Certo non ho avuto il tempismo giusto per iniziare questa attività imprenditoriale. Dopo un esordio molto buono è stata bloccata per due mesi dal lockdown, così come tutto il settore della moda. Proprio perché crediamo moltissimo in questo progetto, e aveva già dato dei segnali molto positivi, continuiamo ma soprattutto puntando su quei valori che la moda più che mai oggi deve ribadire, cioè che l’abito non è soltanto un qualcosa da comprare e sfruttare per poco seguendo le tendenze che l’abito è un valore del made in Italy.

Gli abiti italiani sono quelli fatti meglio al mondo e quindi è importante che la moda con i suoi abiti, con i suoi prodotti racconti delle emozioni, dei valori, dei contenuti. Credo che la moda andrà in questa direzione, anche quella dei grandissimi brand, e noi piccolissima startup siamo partiti l’anno scorso proprio con questi valori in mente e crediamo che oggi siano quelli giusti.

Vivendo a Bergamo, ed essendo tra l’altro la moglie del sindaco, hai vissuto da vicino l’emergenza sanitaria e umana che ha creato il Covid19. Ci puoi raccontare cosa non potrai mai scordare?

Noi di Bergamo abbiamo vissuti questi mesi con un dolore grandissimo. Chi non è di Bergamo, e non vive qui o nella provincia, forse non può neanche capire cosa abbiamo passato chiusi in casa sentendo, respirando questo questo dolore profondo. Un’emergenza che ci ha devastato. Bergamo è la città al mondo che ha avuto più vittime del coronavirus e quindi un’esperienza che non dimenticheremo mai, ci ha sicuramente segnato.

Ho vissuto per fortuna vicino alla mia famiglia e per fortuna occupandomi di qualcosa di utile alla città. Ho fatto raccolta fondi insieme a Cesvi e raccogliendo tantissimi soldi: 5 milioni in due mesi che abbiamo convertito in tantissimi aiuti concreti e distribuiti e tanti altri progetti che continuano adesso. Non dimenticherò mai il silenzio di questa città, la tristezza che si respirava anche solo guardando fuori dalla finestra dove nessuno cantava.

Ecco Bergamo è stata una città in ginocchio, però è vero che i bergamaschi sono persone estremamente concrete, Volonterose, operose e grazie anche agli aiuti che sono stati stanziati proprio dalla città per aiutare i piccoli imprenditori a ripartire, ora c’è un fervore importante e la gente non ha paura di tirarsi su le maniche, di faticare, di rimettersi in marcia e quindi spero che questo possa riportare Bergamo di nuovo ad essere la città bellissima dal punto di vista manifatturiero, ma anche dal punto di vista turistico, artistico e che possa attirare di nuovo tanti turisti, questo senza dimenticare tutti i nostri morti.

Cos’è cambiato in te dopo questa terribile pagina storica?

Ovviamente sono cambiata anch’io, come tutte le persone che hanno visto e sofferto da vicino in questa emergenza. Io sono cambiata perché ho capito che cosa vuol dire affrontare una guerra. Perché è questo quello che ha fatto l’Italia e in particolar modo Bergamo. Ho anche capito, mai come in questo momento, che siamo tutti connessi.

Il mondo è uno, siamo tutti collegati e un virus lontano, dall’altra parte del mondo, in un attimo può essere letale anche a casa tua. Non si può pensare di difendere il proprio territorio o di alzare dei muri, ma occorre essere consapevoli e responsabili per prendere insieme delle decisioni per il bene comune.

9 Risposte

  1. giu ha detto:

    Grazie alla signora Parodi per l’intervento garbato ed elegante come è nel suo stile. Confermo che il Cristina Parodi Live era davvero piacevole ma onestamente su La7 non c’entrava nulla.

    Complimenti a Luca per questa ennesima chicca che arricchisce il blog.

  2. TornatoRe ha detto:

    CHOC!
    La mia domanda ❤
    Grazie mille per l’intervista a Cristina ed anche a chi l’ha realizzata.

  3. Bubino ha detto:

    Bellissima intervista tutta da leggere e gustare. Grazie a Cristina Parodi, a Luca e ai Lettori per tutte le domande e spunti offerti per la chiacchierata!

  4. Ital ha detto:

    Grazie a Luca G. per l’intervista…..
    Verissimo per me ….rimane Cristina ….

  5. Niki ha detto:

    Bellissima intervista

    Grazie Luca G

  6. GP9⚽⚽⚽⚽🏁🏁🏁🏁 ha detto:

    Ciao Cristina , Bentornata su BubinoBlog
    Ero stato il primo che ti aveva portato qui e lo ricordo con particolare affetto.

    Bellissime risposte e colgo l’occasione x mandare un Forte Abbraccio a tutta BERGAMO

  7. Alextv ha detto:

    Complimenti per l’intervista

  8. marta70 ha detto:

    Una Signora. Una persona realizzata, conscia del suo valore, che non ha bisogno di essere in tv tutti i giorni per esistere.Ricordo perfettamente, gli appellativi cretini, anche qui di gente che deve fare l’ultras, che pesa le qualita’ personali e professionali dei personaggi televisivi sullo zero virgola di share. Buona vita a Cristina Parodi e un abbraccio a Bergamo

  9. Fabio Loi ha detto:

    Intervista fatta a regola d’arte! Complimenti davvero a Luca Germanò e grazie alla sig.ra Parodi per aver accettato di farsi intervistare sulle frequenze di Bubinoblog!