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#IORESTOACASA, LETTURE PER PREPARARSI ALLA TV CHE VERRÀ: SPECIALE “DANTE”

Cosa leggere? Nel #Dantedì scopriamo libri e serie tv in arrivo

ispirati alla figura e al mondo del Sommo Poeta 

Di presentazioni non ne ha certamente bisogno. Studiato, amato e (perché no?) criticato in tutto il mondo, Dante Alighieri è sopravvissuto ai secoli conservando indenne l’immagine di “sommo poeta” che, non senza polemiche, gli è stata cucita addosso. Fonte di ispirazione non solamente in letteratura, la profondità della sua opera sembra quasi spaventare chi ambisce a farne trasposizioni cinematografiche o televisive, considerato che non sono molte quelle realizzate ad oggi.

La Rai ci ha già provato nel 1965 con Vita di Dante, sceneggiato in tre puntate che vide Giorgio Albertazzi rivestire i panni del celebre letterato. E oggi ci riprova, come ha anticipato la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta lo scorso ottobre durante il MIA di Roma.Dovrebbe arrivare nel 2021, il 700° anniversario della morte del Poeta, Dante. Si tratta di una coproduzione Fabula Pictures e Fédération, ispirata ad un soggetto di Rita Monaldi e Francesco Sorti, celebri in tutto il mondo per i loro gialli storici (su tutti la saga iniziata con Imprimatur che vede come protagonista Atto Melani, cantante pistoiese e diplomatico alla corte del Re Sole).

Se è ipotizzabile pensare a un Dante indagatore, di tutt’altro tenore sembra essere Dante’s Inferno, progetto annunciato da Freeform a fine 2019. La particolarità è nell’idea di rielaborare in chiave contemporanea l’immaginario dantesco. Protagonista è infatti una donna, Grace Dante, che si muove nella Los Angeles dei nostri giorni incontrando i celebri personaggi danteschi che popolano i gironi dell’oltretomba. Il team creative, come anticipato da Deadline, è composto da Ethan Reiff e Cyrus Voris (Knightfall, Sleeper Cell), Nina Fiore e John Herrera (The Handmaid’s Tale, The Purge) e Danielle Claman Gelber (Chicago Fire, Chicago P.D., Chicago Med).

Entrambi i progetti sono ancora in fase embrionale ma, se entrambi vedranno davvero la luce, sembra proprio che il Poeta sia destinato ad accompagnarci ancora a lungo. D’altronde “Dante ci mostra la capacità di credere nella poesia, l’affermazione di sé pur nella coscienza della totale precarietà della vita”. Il credere, l’affermazione di sé, la precarietà della vita sono condizioni “senza tempo”: probabilmente il suo “essere immortale” è proprio qui, nelle parole di Giulio Ferroni, autore de “L’ Italia di Dante. Viaggio nel Paese della “Commedia”. Un saggio in uscita in questi giorni per scoprire (o riscoprire) il Sommo Poeta, padre della lingua italiana, e apprezzarne l’amore per quello che allora non era ancora il nostro Paese ma che lui già rese celebre in tutto il mondo nei suoi versi immortali:

“Seguendo la traccia della Divina Commedia, e quasi ripetendone il percorso, Giulio Ferroni compie un vero e proprio viaggio all’interno della letteratura e della storia italiane: una mappa del nostro paese illuminata dai luoghi che Dante racconta in poesia. L’incontro con tanta bellezza, palese o nascosta, nelle città come in provincia, e insieme con tanti segni della violenza del passato e dei guasti del presente, è un modo per rileggere la parola di Dante in dialogo con l’attualità, ma anche per ritrovare in questi luoghi una ricchezza, storica e letteraria, che spesso fatichiamo a riconoscere anche là dove ci troviamo a vivere. Da nord a sud, dalla cerchia alpina alla punta estrema della Sicilia, da Firenze al Monferrato, da Montaperti a Verona, da Siena a Roma, Ravenna, Brindisi, si seguono con Dante i diversi volti di questo paese “dove ‘l sì suona”, “serva Italia”, “bel paese”, “giardin dell’impero”: un percorso attraverso la storia, l’arte, la cultura, con quanto di essa luminosamente resiste e con ciò che la consuma e la insidia; ma anche un viaggio che riesce a restituirci, pur tra le fuggevoli immagini di uno smarrito presente, la profondità sempre nuova della nostra memoria”.