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DI MARE: CON ME RAI3 È TORNATA LA TERZA RETE PIÙ VISTA. FEDEZ? ASPETTIAMO LE SCUSE

Il direttore di Rai3 Franco Di Mare, ascoltato in Vigilanza Rai sull’arcinoto “caso Fedez”,  ha risposto punto su punto a tutte le domande dei membri della commissione, ribadendo che non è la Rai a doversi scusare ma il rapper. Oltre a sottolineare gli ascolti di Rai3 che è tornata la terza rete più seguita in Italia.

Di Mare rispedisce al mittente tutte le accuse, sottolineando che la Rai non avrebbe avanzato alcuna richiesta di conoscere il testo dell’intervento di Fedez o di modificarlo, decisione che in ogni caso sarebbe stata legittima secondo il contratto in essere con l’organizzazione dell’evento. Il direttore della terza rete Rai commenta la pubblicazione del video della telefonata come di una manipolazione della stessa, con parti tagliate per dimostrare la tesi sostenuta da Fedez.

Tutti vittime di una manipolazione, di una menzogna, di una verità, nelle migliori delle ipotesi, aggiustata. Chi pagherà per tutto questo? Ilaria Capitani (la vice direttrice finita nell’audio pubblicato, ndr), Rai3 e la Rai più in generale si aspettano delle scuse, che non arriveranno mai. Ho poche certezze, ma questa è una di quelle. Queste scuse non arriveranno ed è una pena perché la rete che dirigo ad interim è tornata a essere la terza rete generalista da quando la conduco io, da quasi dodici mesi. È una rete che si impone per correttezza, per limpidezza e trasparenza e questo è dovuto al fatto che il pubblico riconosce alla Rai e alla nostra rete qualità e affidabilità.

Come andrà a finire con Fedez? Franco Di Mare sottolinea che la decisione sulle eventuali azioni da intraprendere spetta ai vertici Rai e non al direttore di rete ma non ha dubbi che è stata lesa l’immagine della Tv di Stato.

Credo sia sufficiente una querela per diffamazione con richiesta civile di danni considerato che esiste un danno di immagine e che la reputazione oggi è una cosa importantissima nella vita economica di un’Azienda e nella vita professionale di ciascuno di noi. Questo danno c’è stato ma è una cosa che dovrà valutare la nostra leadership.