Crea sito

EUROVISION, LA STORIA E I VOLTI: GLI ANNI 2010. L’ITALIA TRA MENGONI, IL VOLO E MAHMOOD

Settima parte della nostra rubrica dedicata alla storia dell’Eurovision Song Contest. Questa volta faremo il riepilogo dello scorso decennio, un decennio in cui l’Italia è tornata in gara, portando sempre buone canzoni e raggiungendo quasi sempre la top 10.

2010

La 55° edizione dell’Eurovision si tenne a Oslo, presso la Telenor Arena. La tv pubblica norvegese NRK scelse come conduttori Erik Solbakken, Haddy N’jie e Nadia Hasnaoui. Solbakken e N’jie conducevano la manifestazione, interagendo anche con gli artisti partecipanti, mentre la Hasnaoui guidava solo la parte dedicata alle votazioni.

Lo slogan di questa edizione era Share The Moment, mentre il logo era composto da sette sfere che si intersecano fra loro per simboleggiare l’incontro fra persone ed emozioni differenti.

La novità più importante di questa edizione riguardava il voto: il televoto veniva aperto all’inizio della serata (e non dopo tutte le esibizioni), per concedere un maggior tempo a disposizione per votare.

La Germania vinse l’edizione 2010 con la canzone Satellite, interpretata da Lena Meyer-Landrut.


2011

Nel 2011 la manifestazione si è svolta a Düsseldorf, presso l’Esprit Arena (ora Merkur Spiel-Arena). Anke Engelke, Judith Rakers e Stefan Raab (rappresentante tedesco nel 2000) hanno condotto le tre serate. Lo slogan di quell’anno era Feel Your Heart Beat! e il logo rappresentava il cuore composto da fasci di luce.

In quest’edizione sono ritornati Austria, Italia (assente dal 1998), San Marino, e Ungheria. L’Italia scelse come rappresentante Raphael Gualazzi, vincitore delle Nuove Proposte di Sanremo, che si classificò al 2° posto con la canzone Madness of Love.

A vincere la competizione fu, per la prima volta, il duo Ell & Nikki, rappresentanti dell’Azerbaigian, con la canzone Running Scared.


2012

Nel 2012 la kermesse si sposta a Baku, la città più ad est che ha organizzato il Festival canoro. La sede scelta per il Concorso è la Baku Crystal Hall, un’arena costruita appositamente per l’evento.

Lo slogan (Light Your Fire) e il logo sono legati al soprannome dell’Azerbaigian, ovvero “la terra del fuoco”. La tv pubblica azera scelse come conduttori Leyla Əliyeva, Eldar Qasımov (vincitore dell’evento uscente) e Nərgiz Birk-Petersen. La conduzione fu tanto professionale, anche fin troppo professionale.

L’Italia fu rappresentata da Nina Zilli che, con la canzone L’amore è femmina (Out of Love), si classificò al 9° posto. La Svezia vinse l’edizione con la canzone Euphoria, interpretata da Loreen. Euphoria fu un successo internazionale.


2013

Nel 2013 l’Eurovision ritorna, dopo 21 anni, a Malmö. La tv pubblica svedese scelse la Malmö Arena come sede principale e Petra Mede come conduttrice. È la prima volta dal 1995 che la manifestazione viene condotta da un unico conduttore.

Lo slogan di quella edizione è stato We Are One, e il logo scelto è stato una farfalla multicolore. Per questo Eurovision speciale, viene realizzato anche un inno ufficiale: We write the story porta la firma di Benny Andersson (ABBA) e del dj Avicii. Su queste note, all’inizio della serata finale, gli artisti sfilano in passerella: una novità molto televisiva voluta da SVT.

L’Italia venne rappresentata da Marco Mengoni che, con la canzone L’Essenziale, si classificò al 7° posto (terza top ten di fila). Quell’anno vinse la Danimarca con la canzone Only Teardrops, cantata da Emmelie de Forest.


2014

Nel 2014 Copenhagen fa da scenario alla 59° edizione dell’Eurovision. La tv pubblica danese DR scelse la B&W Hallerne, un ex cantiere navale oggi riqualificato a sede di eventi culturali e parco giochi, come arena e Nikolaj Koppel, Pilou Asbæk, Lise Rønne come conduttori. Lo slogan scelto era #JoinUs, mentre il logo scelto era un diamante. Il palco realizzato era uno dei più grandi della storia dell’ESC, secondo solo a quello di Mosca 2009.

La Rai scelse Emma come rappresentante italiana: la sua canzone La mia città arrivò 21°, ottenendo il secondo peggior risultato italiano nella storia della manifestazione.

Conchita Wurst, rappresentante austriaca, vinse la competizione con la canzone Rise like a Phoenix. Per la prima volta Montenegro e San Marino raggiunsero la finale.


2015

La 60° edizione dell’Eurovision si svolse a Vienna (dopo 48 anni), presso la Wiener Stadthalle. La ORF, emittente televisiva austriaca, scelse Building Bridges come slogan e come logo un cerchio nel quale sono contenute diverse sfere disposte a forma di ponte ondulato.

Per la prima volta, la conduzione fu affidata a tre donne: Arabella Kiesbauer, Alice Tumler e Mirjam Weichselbraun.

La vincitrice uscente Conchita Wurst, oltre ad esibirsi come opening act in finale, ha condotto l’evento, intervistando gli artisti nella green room. Per la prima volta l’Australia venne invitata a partecipare al Concorso. L’Italia venne rappresentata dal gruppo Il Volo, che si classificarono al 3° posto con la canzone Grande Amore. La Svezia vinse con la canzone Heroes, interpretata da Måns Zelmerlöw.


2016

Nel 2016 la competizione torna, dopo 3 anni, in Svezia e, dopo 16 anni, a Stoccolma. La sede scelta è la Ericsson Globen Arena, già sede nel 2000. I conduttori furono il vincitore dell’anno precedente Måns Zelmerlöw e Petra Mede (alla sua seconda conduzione). Lo slogan di quell’edizione era Come Together, mentre il logo scelto per questa edizione era un soffione luminoso.

Questa fu la prima edizione in cui viene cambiato radicalmente il sistema di voto, simile a quello del Melodifestivalen svedese: giurie e televoto non formavano più un’unica classifica ma avevano classifiche separate, mentre si mantenne lo stesso punteggio da assegnare.

Nella serata finale, i portavoce rivelavano i voti della giuria, mentre i presentatori sveleranno, stato per stato concorrente, i risultati del televoto, partendo dal concorrente che ne ha ricevuti di meno a quello che ne ha ricevuti di più; in tal modo il vincitore della competizione si saprà solo verso la fine della serata.

In quella edizione partecipavano 42 nazioni. Venne espulsa la Romania a causa dei problemi finanziari che la TVR aveva.

L’Italia venne rappresentata da Francesca Michielin, seconda classificata a Sanremo 2016, con la canzone No Degree of Separation. La cantante veneta ottenne un discreto 16° posto. A vincere l’edizione fu Jamala, rappresentante dell’Ucraina, con la canzone 1944.


2017

Nel 2017 Kiev diventa la capitale eurovisiva. La sede scelta è l’International Exhibition Centre, proposta inizialmente come alternativa alla sede primaria proposta (il Palazzo dello Sport, già sede dell’ESC nel 2005).

La conduzione fu affidata a Oleksandr Skičko, Volodymyr Ostapčuk e Timur Mirošnyčenko (commentatore ucraino dell’ESC e dello JESC per molti anni). Oleksandr Skičko e Volodymyr Ostapčuk erano i presentatori dell’evento dal palco principale, mentre Timur Mirošnyčenko presentava l’evento dalla Green Room.

Lo slogan di quella edizione fu Celebrate Diversity, mentre il logo era composto da una collana di perle tradizionale ucraina, nota come namysto, stilizzata per simboleggiare la cultura e la storia del paese ospitante

L’Italia inviò Francesco Gabbani come rappresentante. La sua canzone Occidentali’s Karma arrivò al 6° posto. Vinse il Portogallo con la canzone Amar pelos dois, cantata da Salvador Sobral.


2018

Per la prima volta, nel 2018, la manifestazione si svolge a Lisbona, presso l’Altice Arena. La conduzione fu affidata a quattro persone (una novità assoluta), più precisamente quattro donne: le presentatrici della tv pubblica RTP Catarina Furtado, Silvia Alberto, Filomena Cautela e l’attrice di NCIS:Los Angeles, Daniela Ruah. Lo slogan di questa edizione era All Aboard.

L’Italia era rappresentata da Ermal Meta e Fabrizio Moro, che raggiunsero il 5° posto con la canzone Non mi avete fatto niente. A vincere l’edizione fu Netta Barzilai, rappresentante di Israele, con la canzone Toy.


2019

Nel 2019, dopo 20 anni di distanza, l’Eurovision torna ad organizzarsi in Israele, questa volta (e per la prima volta) a Tel Aviv. La conduzione fu affidata a Erez Tal, Assi Azar, Lucy Ayoub e alla top model Bar Refaeli.

Lo slogan di quella edizione era Dare to Dream, mentre il logo aveva la forma di una stella a cinque punte, formata da tre triangoli.
In questa edizione (l’ultima pre-Covid) parteciparono 41 nazioni.

Mahmood rappresentò l’Italia con la canzone Soldi, che si classificò al 2° posto. Con 472 punti, Mahmood è tuttora l’artista che ha stabilito il maggior punteggio per l’Italia nella storia dell’ESC.

A vincere l’edizione fu Duncan Laurence, rappresentante dei Paesi Bassi, con la canzone Arcade.


Rubrica a cura di Michele Ivan Corapi