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EUROVISION, LA STORIA E I VOLTI: GLI ANNI 90 E LA VITTORIA DELL’ITALIA CON TOTO CUTUGNO

Quinta puntata della rubrica dedicata alla storia dell’Eurovision Song Contest. Oggi parleremo degli anni 90. Per l’Italia, questo decennio è da definire come “l’inizio della fine”, in quanto la partecipazione al Festival non è più regolare come un tempo e forse anche l’interesse è via via svanito.

1990

Il nuovo decennio dell’Eurovision inizia da Zagabria, scelta come città ospitante dalla tv pubblica jugoslava JRT per omaggiare le origine dei Riva, gruppo vincitore del Concorso nella precedente edizione.

La conduzione fu affidata a Helga Vlahovic, portavoce della Jugoslavia nel 1974 e nel 1981, e Oliver Mlakar, commentatore della manifestazione per molti anni. Dopo le prime prove fatte, a causa dei commenti fatti dalla stampa (in merito alla loro età), i due presentatori designati lasciarono il programma e vennero così sostituiti da due colleghi più giovani: Rene Medvešek e Dubravka Marković. Alla fine i due presentatori designati accettarono le scuse dei vari media coinvolti e tornarono alla conduzione della trasmissione.

L’Italia vinse per la seconda volta il Festival con la canzone “Insieme: 1992”, eseguita da Toto Cutugno.


1991

L’edizione del 1991 si svolse in Italia, grazie alla vittoria di Toto Cutugno. Inizialmente Sanremo doveva essere la sede principale del Concorso, ma poi venne scelta Roma, ufficialmente per motivi di sicurezza (legati alla guerra del Golfo e alle crescenti tensioni in Jugoslavia). Al comune di Sanremo comunque rimase il patrocinio dell’evento.

I conduttori della manifestazione furono Toto Cutugno, vincitore nella passata edizione, e Gigliola Cinquetti, vincitrice nel 1964 e 2° nel 1974).

L’edizione venne ricordata particolarmente per la caotica organizzazione e per e la scarsa dimestichezza che Cutugno aveva con la lingua inglese. L’Italia fu rappresentata da Peppino Di Capri, scelto direttamente dalla Rai. La canzone Comme è ddoce ‘o mare si classificò al settimo posto. Carola, rappresentante per la Svezia e 3° classificata nel 1983, vinse l’edizione con la canzone Fångad av en stormvind.

In realtà fu un’edizione dal risultato inatteso: Svezia e Francia, alla fine delle votazioni, ottennero lo stesso numero di punti. Il regolamento prevedeva che, in caso di pari merito, avrebbe vinto il Paese con il maggior punteggio ricevuto più volte; la vittoria andò alla Svezia perché aveva avuto più volte i dieci punti (i due Paesi ottennero lo stesso numero di volte i dodici punti).


1992

L’edizione del 1992 si svolse a Malmö, presso il Malmö Isstadion. La conduzione fu affidata a Lydia Cappolicchio (di origine italiana) e Harald Treutiger, presentatore del Melodifestivalen 1991 (selezione nazionale in cui Carola vinse il pass per l’Eurovision 1991).

Le cartoline di presentazione dei cantanti cambiarono ancora: ogni cantante partecipante mostrava le più popolari bellezze dei Paesi in gara. La scenografia rappresentava un grande vascello vichingo con un drago fumante.

Fu l’ultima edizione in cui partecipò la Jugoslavia come stato unitario. L’Irlanda vinse la manifestazione con la canzone Why Me?, eseguita da Linda Martin e scritta da Johnny Logan, Mr. Eurovision in persona. Mia Martini, rappresentante italiana, raggiunse il 4° posto con la canzone Rapsodia.


1993

Dopo 5 anni, l’Irlanda tornò ad organizzare la manifestazione, ma venne scelta Millstreet, una cittadina di circa 1500 abitanti, come città ospitante. La città di Millstreet fu la città più piccola ad aver ospitato il Festival. La sede principale fu la Green Glens Arena, un’arena usata principalmente per sport equestri.

Le cartoline di presentazione dei cantanti mostravano gli artisti di ogni paese, filmati in Irlanda durante la settimana di prove dello show. La conduzione fu affidata a Fionnuala Sweeney. A questa edizione parteciparono 25 paesi: si ritirarono la Jugoslavia e il Lussemburgo, mentre debuttarono Bosnia ed Erzegovina, Croazia e Slovenia.

L’Irlanda vinse per la seconda volta consecutiva con la canzone In Your Eyes, eseguita da Niamh Kavanagh. Enrico Ruggeri partecipò per l’Italia, classificandosi al 12° posto.


1994

Dublino fu lo scenario del secondo Eurovision organizzato consecutivamente dall’Irlanda. La sede dell’evento fu il Point Theatre e i conduttori furono Gerry Ryan e Cynthia Ní Mhurchú. Il numero di Paesi che volevano partecipare al concorso divenne troppo grande, così l’EBU decise di instaurare un sistema di relegazione. Sei dei sette paesi, che nel 1993 finirono negli ultimi posti, vennero relegati e persero il diritto di partecipare all’Eurovision 1994.

Debuttano in quest’edizione Estonia, Lituania, Russia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria. L’Italia non partecipò alla manifestazione: la Rai si ritirò nuovamente, sempre motivando la propria scelta con uno scarso interesse del pubblico.

Per la terza volta consecutiva vinse l’Irlanda, ottenendo il maggior punteggio sino ad allora mai raggiunto: 226 punti. La canzone s’intitolava Rock ‘n’ Roll Kids ed era eseguita da Paul Harrington e Charlie McGettigan. La Polonia debuttò alla grande, raggiungendo la seconda posizione. Uno dei momenti più emozionanti della serata fu l’Interval Act Riverdance. Per la prima volta i portavoce delle giurie nazionali apparirono in video e non sono più solo delle voci.


1995

“Stessa spiaggia, stesso mare” recitava una vecchia canzone e, diciamo concretamente, era anche il pensiero dell’Eurovision 1995. Stessa città ospitante, Dublino, e stessa sede, Point Theatre. La conduzione fu affidata a una sola persona: Mary Kennedy. Bisogna ritornare al 1987 per rivedere una sola conduttrice alla guida dell’evento.

La serata finale si aprì con le parole: “Raidió Teilifís Éireann è lieta di accogliervi nuovamente presso il Point Theatre di Dublino per ciò che ormai è diventato l’annuale Eurovision Song Contest dell’Irlanda”.

I vincitori furono i Secret Garden, rappresentanti norvegesi, con la canzone Nocturne. Come l’anno precedente, l’Italia non partecipò al Concorso.


1996

Oslo fu da scenario alla 41° edizione dell’Eurovision Song Contest. La conduzione fu affidata a Morten Harket, cantante del gruppo norvegese a-ha, e Ingvild Bryn.

A causa dell’alto numero di paesi che volevano partecipare alla manifestazione, il sistema di relegazione fu rimpiazzato da un sistema di qualificazione (dal meccanismo troppo lungo da spiegare). Come nei due anni precedenti, l’Italia non partecipò al Concorso. Per la settima volta (record assoluto), l’Irlanda vinse la competizione con la canzone The Voice, eseguita da Eimear Quinn.

La televisione norvegese NRK cercò di modernizzare il concorso; per esempio fu utilizzata la realtà virtuale per le esibizioni, ma soprattutto per la visualizzazione dei voti. La presentatrice, infatti, si muoveva in realtà in uno studio blu a cui venivano sovrapposte delle immagini create con la grafica digitale. Nelle cartoline di presentazione, ogni partecipante ricevette gli auguri da un rappresentante del governo (pratica poi eliminata).


1997

Dublino tornò, per la quarta volta in cinque anni, a organizzare l’evento. La sede scelta fu il Point Theatre. I conduttori dell’edizione furono Carrie Crowley e l’allora cantante dei Boyzone, Ronan Keating.

Fu introdotto il televoto in Austria, Germania, Regno Unito, Svezia e Svizzera. I vincitori furono i Katrina and the Waves con la canzone Love Shine a Light per il Regno Unito, giunto alla sua quinta vittoria. L’Italia gareggiò con i Jalisse, che si classificarono al 4° posto con la canzone Fiumi di parole (questa fu l’ultima partecipazione dell’Italia alla competizione… fino al 2011).


1998

Nel 1998 la manifestazione si tenne a Birmingham, presso la National Indoor Arena. A questa edizione parteciparono 25 paesi e tra questi paesi non ci fu l’Italia. Invece debuttò la Macedonia.

La conduzione fu affidata a Terry Wogan, leggenda dell’Eurovision in terra inglese, e Ulrika Jonsson. Wogan, oltre a condurre l’evento, fece anche il commentatore per l’Inghilterra: è la terza persona a svolgere contemporaneamente queste due funzioni (le prime furono Denise Fabre e Léon Zitrone, conduttori nel 1978).

Quell’anno il sistema di televoto fu introdotto per far sì che il pubblico fosse più partecipe nello show. Per la prima volta un transgender vinse l’Eurovision: Dana International, rappresentante Israeliana, si aggiudicò la competizione con la canzone Diva. Ospite d’onore della serata fu Katie Boyle.


1999

Il secolo dell’Eurovision si chiude a Gerusalemme. Fu un’edizione densa di cambiamenti: viene eliminata l’orchestra e anche la regola per cui ogni paese doveva usare la lingua d’origine.

Per la prima volta tre persone furono scelte per la conduzione: il giornalista Yigal Ravid, la modella Sigal Shachamon e la cantante Dafna Dekel. Come l’anno precedente, l’Italia non partecipò al Concorso. La Svezia vinse l’edizione con la canzone Take Me to Your Heaven, eseguita da Charlotte Nilsson (ora Perrelli).


Rubrica a cura di Michele Ivan Corapi