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#IORESTOACASA, LETTURE PER PREPARARSI ALLA TV CHE VERRÀ: FEDELTÀ

Cosa leggere? Segnalazioni quotidiane di libri che hanno ispirato serie tv
in arrivo (o in preparazione) nei prossimi mesi

Non fatevi tradire (anche voi) dal titolo. “Fedeltà” racconta invece di rapporti logori e sentimenti violati. Di incomprensioni e silenzi assordanti. E di come rimanere fedeli al proprio partner possa in realtà voler dire tradire se stessi. È stato Marco Missiroli ad esplorare questo mondo nel romanzo che gli è valso il Premio Strega Giovani 2019. Lo ha fatto raccontando la storia di Carlo e Margherita, i loro pensieri più intimi, le diverse prospettive sull’evoluzione del loro rapporto. E non solo il pubblico gli ha dato ragione ma anche la critica. Netflix ha quindi deciso di acquisirne i diritti per trarne una serie. Annunciata il 29 marzo 2019, attualmente è in fase di lavorazione. Molto non si sa al riguardo, se non che sarà girata tra Rimini e Roma.

Nell’attesa di conoscere maggiori dettagli sul progetto, riportiamo di seguito la sinossi del romanzo in cui magari potreste ritrovarvi. Nel ruolo di traditore. O di tradito. Dalla parte di Carlo. O di Margherita. O, perché no, di nessuno dei due. O anche di entrambi. Perché tutto è sempre lì, nel perché si tradisce o nel perché si decide di resistere alla tentazione. Se è per l’altro o per sé. A ognuno le sue risposte:

«Il malinteso», cosí Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, cosí come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo”