FESTIVAL DI SANREMO 2019 ALL’INSEGNA DELL’ARMONIA CON BISIO E RAFFAELE, CONFERMATI BOCELLI, GIORGIA, ELISA OSPITI MA NIENTE STRANIERI, OMAGGIO AL QUARTETTO CETRA E (FORSE) PREMIO ALLA CARRIERA A PEPPINO DI CAPRI

FESTIVAL DI SANREMO 2019 ALL’INSEGNA DELL’ARMONIA CON BISIO E RAFFAELE, CONFERMATI BOCELLI, GIORGIA, ELISA OSPITI MA NIENTE STRANIERI

”Armonia” è la chiave della quasi imminente (manca meno di un mese al kick-off) edizione 2019 del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Parola di Claudio Baglioni, direttore artistico per il secondo anno consecutivo della manifestazione tanto cara alla musica italiana, alla tv, ai suoi molteplici seguaci e naturalmente alla città dei fiori.

Proprio al Teatro del Casinò di Sanremo si è svolta stamani la tradizionale conferenza stampa di presentazione della kermesse, che da qualche anno a questa parte non è altro che un rituale fatto di tanti, troppi, condizionali in mezzo a ben poche conferme e novità. Ma andiamo a riassumere in punti quel (poco) di importante che si è detto riguardo alla cinque giorni musicale del 5-9 febbraio prossimi.

L’EDIZIONE 69, TRA SIMBOLI E SIGNIFICATI  Come lo scorso anno, anche per questa edizione Baglioni ha effettuato volutamente una profonda ricerca di significati: ”Il numero 69 simboleggia la simmetria e il sincronismo”, dichiara il cantautore romano. Richiamo evidente, nella forma del logo ufficiale, è quello dello Yin e lo Yang, quindi ”l’avvicinamento di poli opposti, il voler sposare con armonia elementi lontani tra loro”, aggiunge. Non mancano le prime battute sul 69 (Bisio a Baglioni: ”Quando ho pensato al 69 ho pensato a te e Virginia”), che Baglioni preferisce liquidare come ”alcuni facili giochetti”.

LE PRIME DICHIARAZIONI DI DE SANTIS E LA SUA RAI1  Debutto al microfono per Teresa De Santis nelle vesti di direttore di Rai 1, prima donna al timone della rete ammiraglia Rai. L’esordio pubblico in tale ruolo combacia non a caso con la prima conferenza del Festival: ”Ho pensato che sarebbe stato bello uscire pubblicamente per la prima volta insieme al Festival di Sanremo, che seguo da ormai 24 anni. Claudio è un primatista, detiene il record di ascolti più alto degli uItimi 13 anni. Confido in lui ed eredito con gioia il lavoro dei colleghi che mi hanno preceduto, i quali ringrazio nella speranza di proseguire come loro sulla scia del successo”. E aggiunge: ”Grandi momenti per la prossima edizione (la settantesima, ndr), ci stiamo già lavorando e ci lavoreremo già l’indomani la fine di questa”. Infatti, le ultime voci parlano di un incontro De Santis-Conti per l’affidamento a quest’ultimo di Sanremo 2020.

Inoltre, si concede inevitabilmente qualche dichiarazione sul piano editoriale della sua Rai 1: ‘E’ una rete molto complessa, la rete generalista per eccellenza, con il forte mix di informazione, fiction e intrattenimento rappresenta e narra il nostro Paese”.

I CONDUTTORI Tra le conferme, per l’appunto, quella più rilevante ed essenziale: come anticipato in una nota Ansa quattro giorni fa, saranno Claudio Bisio e Virginia Raffaele i due volti, entrambi comici, che affiancheranno e alleggeriranno la figura del ”dirottatore artistico” Baglioni, che a sua volta li ha ribattezzati (come il titolo di una sua celebre canzone) Fratello Sole e Sorella Luna, in riferimento ai poli opposti di cui sopra: ”Ho voluto due persone con più ironia di me perché lo scorso anno ho finito il serbatoio”. Non mancheranno gag e momenti inediti tra i tre. ”Punteremo più in alto sull’intrattenimento e il divertimento.

CLAUDIO BISIO Appena tornato dalle vacanze, il comico dichiara: ‘Nelle nostre intenzioni c’è il desiderio di fare gruppo. Io e Virginia non abbiamo mai lavorato insieme e non vedo l’ora di farlo. C’è voglia di fare tante cose, anche inedite. Non voglio fare lo sborone, ma non abbiamo nulla da dimostrare”. E rivela: ”Dovevamo fare Zelig (con la Raffaele, ndr) ma l’idea non si è più realizzata”.

VIRGINIA RAFFAELEClaudio (Bisio, ndr) lo stimo da sempre, io ero piccola e lui già lavorava. E’ un mostro, anche artisticamente parlando” e nello scherzo prosegue: ”Quest’anno devo imparare un solo nome, Claudio. Non posso sbagliare. Ringrazio Baglioni per avermi richiamato, nonostante l’anno scorso sia stata un po’ scostumata ad averlo chiamato vecchio. Perchè l’anno scorso non lo era, l’anno scorso”.

OK PRIMA E DOPOFESTIVAL, MA CON CHI? Claudio Fasulo, capostruttura del Festival, conferma per il terzo anno il PrimaFestival, in partenza nell’access prime time di Rai 1 il 25 gennaio con una coppia di conduttori ancora top-secret che coniugherà ”anticipazioni e gossip”. Altrettanto in via di definizione rimane il cast che animerà il DopoFestival insieme a Rocco Papaleo, coadiuvato da due presenze femminili e un gruppo musicale. DopoFestival che avrà un ”paesaggio lunare” in occasione del 50esimo anniversario dallo sbarco del primo uomo sulla Luna e una finestra di Sanremo byNight sul Forte Santa Tecla.

IL CASO CARONE-DEAR JACK E LA PRESUNTA CENSURA Alla domanda riguardante l’esclusione dell’accoppiata Pierdavide Carone e Dear Jack dai Big in gara, con il loro pezzo ”Caramelle” riguardante un tema delicato come la pedofilia, Baglioni smentisce categoricamente le accuse di censura: ”Carone già escluso nel 2018 con un pezzo buono che era vicino all’accesso nella categoria Campioni, quest’anno il suo brano è stato ammesso a più ascolti ma non è rientrato nei 22. Non c’è nessuna volontà censoria. Ogni graduatoria possibile è opinabile, l’infallibilità non c’è” e velatamente stizzito aggiunge: ”Ho mandato un messaggio a Pierdavide Carone ma il messaggio è caduto nel vuoto, probabilmente ha cambiato numero”.

LA SCENOGRAFIA Grande assente della conferenza stampa è stata la bozza grafica della scenografia, di cui Baglioni ha solo dato qualche accenno ambizioso: ”Avremo un palco estremamente ampio, forse sarà l’Ariston più grande di sempre”. Ma prima di pensare a nuovi tagli sulle poltrone della platea, Fasulo rassicura: ”Non ci sarà un’ulteriore riduzione di posti”. In un secondo momento, Baglioni aggiunge: ”L’orchestra sarà inserita in un golfo armonioso, ondulatorio”. E qui ci chiediamo davvero se l’orchestra non finirà sotto il palco nel verso senso della parola, in delle ‘catacombe sanremesi’. A firmare la scena è Francesca Montinaro, già scenografa dell’edizione 2013 (che ricordiamo per l’orchestra ”appesa”, ”volante” sul fondale barocco) e all’epoca prima donna in assoluto nella storia del Festival.

CAPITOLO OSPITI: SI ITALIANI, NO STRANIERI Tirati di bocca grazie alle ultime domande dei giornalisti, Baglioni conferma la presenza in qualità di ospiti di Andrea Bocelli e il figlio Matteo, Elisa, Giorgia e la coppia vincente dei conduttori di Sanremo Giovani, ovvero Pippo Baudo (già ospite nel 2018) e Fabio Rovazzi. Ci saranno almeno due ospiti cantanti a serata. Forse anche Checco Zalone, citato da Bisio. Sul profilo internazionale e di eventuali ospiti stranieri, Baglioni non muta il suo pensiero: ”Quest’anno più dell’anno scorso la regola di ingaggio è che l’ospite internazionale porti qualcosa e non prenda solamente, a mero scopo promozionale. Io sto aspettando ancora proposte, al momento non ce ne sono, quindi il Festival si mantiene su questa linea autarchica ed è già internazionale di suo”.

TRIBUTI, PREMI E ALTRE IDEE Tra le prime timide idee ci sono quelle riguardanti nuovi tributi e omaggi a personaggi scomparsi, come quello al Quartetto Cetra, con un quarto non precisato volto insieme al cast dei conduttori. E’ al vaglio anche l’eventuale Premio alla Carriera a Peppino Di Capri, tramite una petizione che si sta facendo largo in queste ultime settimane, seguendo lo stesso iter dello stesso assegnato a Milva nell’edizione 68. Infine, Baglioni: ”Ci avvicineremo al musical e al teatro-canzone. Vogliamo fare diverse performance, perché questi due artisti al mio fianco (Claudio Bisio e Virginia, ndr) hanno tanti talenti da mostrare”.

Insomma, si è detto tutto e niente, in una conferenza risultata carente di news appetibili per la stampa e per gli aficionados del Festival come il sottoscritto, più vuota e scialba delle precedenti. Ma siamo comunque qui a raccontarvela. Perchè Sanremo è Sanremo.