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FRECCERO: A MEDIASET GAY A OGNI ORA, C’È LIBERTÀ. LA RAI NON È COSÌ VECCHIA COME APPARE

Carlo Freccero, intervenuto al Festival della Comunicazione, non poteva non parlare delle vicende che hanno dominato le discussioni del fine settimana, tra le polemiche su Pio e Amedeo a Felicissima Sera e quelle di Fedez al Concerto del Primo Maggio, con un corto circuito tra televisione, politica e società. Raggiunto dal quotidiano Open, il giornalista ed ex dirigente tv riassume il suo pensiero.

Pio e Amedeo e Mediaset

“Conosco Pio e Amedeo da anni e li ritengo molto bravi. Hanno preso in giro il pubblico di Mediaset, hanno portato sul palco i cantanti neomelodici che piacciono da morire al Sud e nelle tv generaliste non hanno spazio, hanno preso in giro tutte le categorie televisive. Loro sono intelligenti, astuti, e hanno continuamente dato prova di libertà immensa. Loro attaccano il politicamente corretto e si sono ribellati a un dato di fatto: sulle reti Mediaset ci sono gay a ogni ora”.

“E loro che sono “trumpiani”, in quanto eterosessuali bianchi, si ribellano a questa narrativa unica. Non solo hanno ragione, ma soprattutto dimostrano che Mediaset è libera. Pio e Amedeo sono solo il contraltare di un onnipresente Tommaso Zorzi e dimostrano che a Mediaset puoi dire quello che vuoi. Mi hanno ricordato il 1979, quando ho iniziato a Canale 5: si poteva dire qualsiasi cosa, come nel programma Drive In”.

Fedez e Rai

“Fedez arriva e in pochi minuti ti mostra la Rai vecchia e da buttare: l’opposto di Instagram, di Tik Tok, e di tutto quel mondo lì. Fossi stata la vicedirettrice della Rai 3 gli avrei detto: “Ma le vedi le nostre reti? La vita in diretta, gli opinionisti gay, il Festival di Sanremo? Siamo costantemente sul tema della fluidità, non puoi non rendertene conto, non può dire che noi non vogliamo affrontare il tema”. La Rai non è così vecchia come è apparsa il Primo maggio. Lo stesso non posso dire per la politica: nel festival della comunicazione andato in onda questo weekend la politica ufficiale – anzi i valletti della politica – hanno dimostrato tutta la loro inazione”.