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#GFVIP: ARES FILM, IL CAPRO ESPIATORIO DI UN GRUPPO DI MIRACOLATI INGRATI?

Ho sempre seguito i melò della Ares Film, dai tempi dei primi film-tv di Garko su Rete 4 alla fine degli anni ’90. Erano gli inizi in sordina di una carriera che prenderà il volo con “Il Bello delle Donne” (dal 2001) e poi con “L’Onore e il Rispetto” (dal 2006).

La vicenda di cui tutto il web parla, perché dalla tv è sparita, esplode con la società di produzione dichiarata fallita (l’ultima fiction è “Furore 2”, trasmessa da Canale 5 nel 2018), Teodosio Losito che purtroppo ci ha lasciato nel gennaio 2019 e Alberto Tarallo fuori dal giro (anche se prima del lockdown aveva annunciato un suo coinvolgimento nella nuova serie di Dario Argento).

Leggo oggi un pezzo di Selvaggia Lucarelli che spiega bene alcuni concetti che mi balenano nella mente da ieri sera, dall’ospitata di Gabriel Garko al GF Vip. Annunciata con un promo ad hoc, nel telegiornale e con i social invasi da commenti sul tema. Il risultato lo sappiamo, il reality è salito di appena 1 punto percentuale ed è stato superato nettamente dallo show di Carlo Conti. Paese reale e paese virtuale, verrebbe da dire.

Ma veniamo alle riflessione di Selvaggia dalle pagine di TPI.

Il problema è che Gabriel Garko ha quasi 50 anni e ieri sera ha dimostrato di non aver capito ancora nulla di come gestire la sua vita. Sembra avere il problema – ricorrente – di chi è stato manipolato per anni e quando torna “libero” trova nuovi manipolatori che sostituiscono i precedenti. Magari meno evidenti, ma più subdoli e altrettanto invischianti. Non so bene chi l’abbia convinto a mettere in piedi quel teatrino al Grande fratello ieri sera e non so chi l’abbia convinto a fissare la seconda puntata a Verissimo – sebbene lo sospetti fortemente e sono giri da cui le persone sane stanno alla larga – ma forse è il caso che quello che qualcuno ha definito come il “coraggioso”, “eroico” Garko capisca una volta per tutte che lui è ancora parte dello stesso sistema che vorrebbe denunciare.

L’interesse del web, il paese virtuale, era l’ormai ribattezzato “Ares Gate”, scaturito da alcune parole di Adua Del Vesco pronunciate di notte con Massimiliano Morra. Ma quale verità è stata raccontata ieri?

La decisione di raccontare in un programma Mediaset il presunto sistema Ares faceva già abbastanza ridere. A Signorini, poi, che è uno dei principali volti Mediaset, che dirige il settimanale della famiglia Berlusconi, che vanta amicizia con i Berlusconi. Ares è esibita perché parte di un sistema, perché era una società di Mediaset, perché Mediaset mandava in onda quei prodotti per la maggior parte agghiaccianti, con quegli attori agghiaccianti e certe sceneggiature agghiaccianti. Dunque, se proprio Garko ci voleva raccontare la sua terribile verità, quello era già il posto sbagliato. E lo era ancor di più alla luce della censura subita.

E passiamo al titolo del post, molto forte ma troppe cose mi hanno portato a pensarlo, scriverlo e la Lucarelli argomenta bene il pensiero.

Finché Ares continuava a produrre fiction, a creare attori mediocri dal nulla a cui le Virna Lisi e Stefania Sandrelli davano credibilità, il sistema in fondo è andato bene a tutti. Ed era un sistema che viziava i suoi attori, con assistenti personali, autisti, copertine, narrazioni da grandi star. Stuoli di personaggi di serie b si facevano plasmare come soldatini di terracotta, sbiancature dei denti, chirurgia plastica, zigomo appuntito, nasi piallati. Basta vedere i volti dei Garko, di Adua, dei Morra e di altri. Si facevano cambiare i nomi, si lasciavano convincere perché ambiziosi o perché manipolati o entrambe le cose, questo non lo so. Certo è che fino al 2015/2016 quando la Ares ha iniziato la corsa verso il fallimento, questo sistema di terribili manipolazioni era qualcosa di cui non ci si riusciva a liberare. Finite le macchine con gli autisti, tutti hanno avuto un improvviso slancio di libertà. Adesso, se per Garko ed altri è venuto davvero il momento dell’Onore e il rispetto, bisogna che Garko dimostri di essere altro, rispetto al sistema.

Il celebre carro del vincitore. Tutti sopra, ammassati, quando le cose girano e girano bene, per molti anni più che bene, e poi ai segni di cedimento, le fiction che iniziano ad andare male, le produzioni che si diradano e poi cessano del tutto… si scappa? Se davvero ci sono state manipolazioni e privazioni di libertà, lo si denuncia ma non si trasforma il tutto in un detto e non detto a scopi meramente televisivi, sminuendo il senso del tutto.

Denunciare non con la letterina retorica in tv e il bambino per mano che gli tiene la busta col cachet, ma con una denuncia articolata e cazzuta alle autorità competenti, con un racconto fatto non agli stessi che gli mettono il bavaglio e che hanno foraggiato Ares per anni, ma sui suoi social o a giornalisti seri, con una narrazione asciutta, senza spettacolarizzazioni e senza un nuovo codazzo intorno di gente che ancora una volta gli dice dove, come e a quanto vendere la sua pelle. Perché in fondo chi ti usa chiedendoti di fingere una storia d’amore, non è così diverso da chi ti usa per alzare lo share. Forse è ora che Garko torni a essere di Garko. E che ci dica cosa è successo, non di chi si innamora.

Stendiamo poi un volto pietoso, pietosissimo sull’annuncio di Signorini che la seconda parte della “verità” di Gabriel Garko verrà raccontata non al GF Vip ma a Verissimo. Luogo, data, ora e quel sorriso che già pregusta i picchi d’ascolto svuotano totalmente il già poco senso dell’operazione “verità” di Garko. Ma perché?

7 Risposte

  1. Byron ha detto:

    La Lucarelli non è gay e non ha mai avuto un ruolo di primo piano in tv, non può farla cosi facile. Nemmeno’ io sono a favore delle finzioni, ma bisogna ricordare che quando Garko è emerso come attore (fine Anni 90) e poi sex symbol l’Italia era ben più omofoba di ora. Infatti nessuno – a parte Leo Gullotta – faceva coming out. Sicuramente Garko avrà guadagnato molti soldi, ma ha vissuto in una gabbia dorata. Fingere una vita che non c’era per non deludere le fans adoranti, per non perdere il suo status e anche per garantire introiti alla Ares con la sua presenza acchiappa ascolti.
    Il caso di Adua mi.sembra diverso. Costretta – come ha dichiarato – ad essere perfetta e poi precipitata nell’anoressia.

  2. Beppe ha detto:

    Che Garko continui ad essere vittima del suo personaggio e di chi lo gestisce è abbastanza chiaro, ma credo che stavolta c’entri (più delle altre volte) il fattore denaro: del resto non si campa di sola aria, soprattutto ora che è tutto fermo!

    Signorini (ed altri personaggioni made in Mediaset!) è inutile che lanci stoccate alla D’urso elevando i contenuti delle sue trasmissioni rispetto a quelli degli show della Carmelita nazionale, quando quest’ultima almeno li sa condurre conoscendo benissimo i tempi televisivi ed avendo inventato un stile copiatissimo (dallo stesso Alfonsino!) seppur a volte criticabile…

  3. giu ha detto:

    concordo in pieno; Gabriel si è fatto usare ancora una volta

  4. Osservo ha detto:

    Nella casa hanno qualche nome buono ( Brandi, Gregoraci, De Blanck, avevano Leali). E invece, come in tutti i reality mediaset, decidono di puntare su storielle con protagonista questa gentaglia, che sono “prodotti interni” per usarli, riciclarli e buttarli nella pattumiera quando sono usurati.

  5. Ital ha detto:

    Non voglio entrare e non entrero’ nel chiacchiericcio….di aresgate ….ma queste parole della Lucarelli mi paiono ….calzanti …..
    ——Denunciare …..a giornalisti seri, con una narrazione asciutta, senza spettacolarizzazioni —-
    Ecco cosa avrebbero dovuto fare ….
    Invece ….questi sopravvissuti Ares …si vendono …per avere nuovamente i riflettori puntati …
    Che tristezza …che bruttura ….che scempio …
    Se poi questo e’ l’ intrattenimento a casa Mediaset…francamente ….

  6. Osservo ha detto:

    Perché?! Perché sono allo sbando, una rete allo sbando che si deve aggravare a qualcosa pur di sopravvivere.
    Tutti a smarcarsi da quella che viene definita “regina del trash” e poi, sono solo l altra faccia della medaglia.

  7. Emilio la Rosa ha detto:

    Sistema Mediaset davvero deprecabile