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#GFVIP SERGIO ARCURI: ADUA SERVITA E RIVERITA NELLA VILLA DI TARALLO, MORRA SI CREDEVA MASTROIANNI

Sergio Arcuri, fratello di Manuela, non usa giri di parole. Adua Del Vesco e Massimiliano Morra parlano così per ingratitudine e perché la loro carriera è finita con il fallimento della Ares Film.

Contattato da FanPage, ecco come parla di Adua.

Esiste il gioco delle parti. Adua era una giovane ragazza che veniva dalla Sicilia, per venire a fare le cose in Ares prendeva l’autobus, e nel giro di pochissimo tempo è diventata la protagonista. In una prima fase, che non so quanto sia durata, era contentissima di quanto aveva avuto e di quello che Ares, e Tarallo nello specifico, le avevano dato. Mi ricordo la questione del cambio del nome, per esempio. Mi disse che non era per niente contenta di chiamarsi Adua Del Vesco, perché era un nome, come diceva lei, “vecchio” e lei era una ragazzina, aveva 20 anni, forse anche meno. “È un nome vecchio, non mi piace per niente. Però va bene lo cambio se è una cosa che mi serve per la mia carriera”, mi disse.

La splendida villa di Tarallo a Zagarolo, dove abitava anche la Del Vesco.

Adua quando è arrivata a Roma non aveva una casa. Alla fine stai in una mega villa, servita e riverita…la linea è sempre molto sottile. All’inizio era molto contenta di essere ospitata. Poi probabilmente quando è diventata famosa e ha cominciato a guadagnare soldi e indipendenza, voleva staccarsi. Però ti assicuro che non tutti quelli che lavoravano in Ares da protagonisti – non è successo a me, non è successo a mia sorella – andavano a vivere da Tarallo. Se ne avevi bisogno e glielo chiedevi, ti ospitava molto volentieri. Che oggi rinneghino non mi sembra un segno di riconoscenza. Tarallo faceva un po’ il mecenate.

Il grande amore tra Alberto Tarallo e Teodosio Losito.

Li ho vissuti entrambi e ti dico che Alberto era follemente innamorato di Teo. Ricordo le carinerie, le attenzioni. Una su tutte: Losito era l’unico a figurare da autore, anche se alla scrittura delle fiction partecipava anche Tarallo. Ma Alberto, per questo amore che aveva per Teo, voleva che fosse lui a comparire e firmare le sceneggiature.

E la stoccata su Morra.

Nel periodo in cui stavano in Ares, soprattutto Morra, si sentiva il nuovo Mastroianni. Poi la carriera si è arenata. Probabilmente ne attribuisce le colpe a Tarallo. Colpe che magari Tarallo ha pure, perché forse gli ha fatto fare solo un certo tipo di personaggio e non lo ha fatto studiare. Molti attori dell’Ares decidevano di non studiare perché si sentivano già arrivati.