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#GIORNODELLAMEMORIA: DEDICATO A VOI, “GIUSTI” SENZA VOLTO NÈ NOME…

A cura di Giulio – Non vi conosco. Non so chi siete, come vi chiamate. Non so neanche se qualcuno di voi sia ancora in vita oggi. Ma in questa giornata dedicata alla Memoria, il mio pensiero è anche per voi. Voi che memoria non avete. Voi, condannati ingiustamente dalla Storia a un oblio quasi inevitabile. I Perlasca, i Palatucci, gli Shindler senza volto, né nome che hanno scelto di rispondere esclusivamente alla loro coscienza e non ai folli, irragionevoli dettami imposti dall’alto. Incapaci di volgere lo sguardo dall’altra parte, davanti a crudeltà e atrocità quotidiane. Incapaci di sottostare a una propaganda becera, che nascondeva sotto il tappeto quanto di ignobile e disumano stava accadendo.

I Giusti li chiamano oggi. Tipografi, insegnanti, universitari, medici, contadini, religiosi. Con il loro silenzio hanno coperto fughe. Nei loro laboratori, clandestini o no, hanno stampato documenti falsi. Con le loro attività hanno procurato soldi ai fuggiaschi. Hanno aperto case, Chiese, conventi, ospedali nascondendoli. Hanno aperto le loro soffitte, cantine. Li hanno trasportati verso il confine, con le loro auto, i loro furgoncini. Con il timore di essere scoperti. Sapendo di rischiare in quel momento non solo la loro vita ma anche quella dei loro cari. Mariti, mogli, genitori, figli. Tutto in nome di una libertà, di una salvezza tanto agognate quanto non sempre raggiunte.

Uomini, donne: “Giusti” non per nomea, né riconoscimento. E neanche per numero: che abbiano aiutato una, due, cento o mille persone, poco importa. Giusti, semplicemente perché “giusti” lo sono stati davvero. Giusti di cui oggi non conosciamo il volto, né il nome, né la vita. Le cui azioni vengono custodite gelosamente da figli, nipoti.

Questa Giornata è anche per voi. È per quel tassista che in Danimarca portava intere famiglie verso il mare da cui poi avrebbero potuto raggiungere la Svezia. È per quell’insegnante in Belgio che è riuscita a salvare molti bambini della sua scuola dalla deportazione, anche fingendosi infermiera per aiutarli ad espatriare. E solo perché “non ce la facevo più a vedere bambini che partivano per l’estate, su iniziativa degli ufficiali nazisti, verso imprecisati campi estivi e non tornavano più”. È per quella famiglia di contadini che, in una remota località della Bassa padana, nascose per anni una famiglia di conoscenti tra il pollaio e un vecchio fienile. E per quel medico che la curò “perché era giusto farlo”. Fino a quando una soffiata, una irruzione non li costrinse a fuggire.

Per coscienza, per coraggio: gesti che servirono a salvare solo una piccola parte di quelle persone che la follia nazista aveva scelto di condannare, ma che mai come oggi è importante ricordare, tramandare perché ognuno di noi sappia che anche in situazioni estreme abbiamo comunque la possibilità di scegliere in autonomia. Di decidere a chi o cosa rispondere. Piccoli barlumi di speranza in una delle pagine più vergognose che la storia dell’umanità ricordi.

3 Risposte

  1. Ital ha detto:

    I “grandi” ….NON INDIFFERENTI ….giustamente da ricordare ….
    Grazie Giulio ….un pensiero ….a tutti LORO di cui non abbiamo nomi, ne volti ma sicuramente hanno avuto un cuore …..e in un dramma enorme ….hanno riscattato ….quella bestia chiamata Uomo ….

  2. Bubino ha detto:

    Grazie Giulio. Hai un cuore speciale.

  3. Zeus ha detto:

    Bellissimo articolo,complimenti Giulio!