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GIOVANNI BARBARO, IL REGISTA DI #POMERIGGIO5, A TU PER TU CON BUBINOBLOG (ESCLUSIVA)

Giovanni Barbaro, il regista di Pomeriggio 5, è stato raggiunto dal nostro LucaG per ripercorrere la sua lunga carriera che comprende alcuni cult del daytime di Canale 5 come Vivere e Centovetrine.

Ciao Giovanni, grazie per aver accettato il mio invito e benvenuto su BubinoBlog. Iniziamo dal lontano 1999 quando arrivasti nel cast tecnico di Vivere, una delle punte di diamante del daytime di Canale 5 per molti anni. Ci puoi raccontare come iniziò quell’avventura professionale e com’era strutturata una giornata lavorativa sul set?

In quel periodo stavo facendo delle sit-com come assistente alla regia (“Finalmente soli” e “Casa Vianello”) e quando seppi del progetto chiamai subito il produttore creativo per un appuntamento. Fu un bel colpo di fortuna perché la troupe era quasi praticamente fatta ma mancava solo un altro posto come assistente alla regia; dopo venti minuti di colloquio riuscii a ottenere quel posto!

In seguito, pochi mesi dopo, lo stesso produttore mi disse di provare a fare la regia perché secondo lui il tempo era maturo; e così iniziai con la regia. La giornata sul set si svolgeva in modo diverso in base al fatto se fossimo in studio o in esterna. In studio era tutto più controllato perché tutti i reparti erano lì a portata di mano e quindi la giornata si svolgeva prima con un controllo con i reparti delle scene che si andavano a girare.

Nel frattempo gli attori ripassavano le scene con l’actor coach e si preparavano con trucco, parrucco e costumi; contemporaneamente sul set in studio il regista preparava con i reparti preposti la scena da girare. Una volta pronti attori e regia si registrava la scena e così via fino a fine giornata con una media di dieci scene a giornata. In esterna invece la media era di tre/quattro scene al giorno perché era tutto più complicato, soprattutto per i tempi di trasferimento e preparazione del set.

Dal 2001 al 2014 hai diretto un altro cult della programmazione del pomeriggio di Canale 5, Centovetrine, anche lei una soap interamente italiana e girata in Piemonte. Ci puoi raccontare come nacque il progetto e quale fu per te l’elemento che ne face diventare un prodotto di successo?

Il progetto nacque da un’idea dello stesso produttore creativo di “Vivere”, avallata ovviamente dai vertici della fiction di Mediaset. Il fatto di girarla in Piemonte fu determinato da diversi fattori: uno su tutti, avere un’intera struttura dedicata (“Telecittà” di San Giusto Canavese).

Il suo grande successo fu determinato da un azzeccato cast sostenuto da una forte sceneggiatura, da un bel lavoro di marketing da parte di Mediaset e da una grande passione da parte di chiunque ci lavorasse.

Negli ultimi anni il prodotto venne mandato un po’ alla sbaraglio, tra messa in onda in prima serata e retrocessione su Rete 4. Come mai, invece di tutelare un programma made in italy, si è deciso di distruggerlo fino ad arrivare alla chiusura del prodotto?

Purtroppo quelli sono stati gli anni di inizio recessione e ci furono tentativi di provare a far rendere meglio il prodotto, spostandolo di fascia oraria e di rete. Fondamentalmente la chiusura fu poi  basata sul prediligere altre produzioni meno costose.

Nelle ultime due stagioni televisive su Raiuno viene programmato “Il Paradiso delle Signore”. La soap vede tra gli addetti ai lavori gran parte delle  persone che lavoravano a Centovetrine. Visti gli ottimi risultati che sta ottenendo, pensi che il Biscione abbia fatto un errore a chiudere un prodotto dove vi lavoravano persone che hanno rimesso su un team forte, offrendo un prodotto forte alla concorrenza?

Sì, credo che con il senno di poi non l’avrebbero chiusa.

Dopo la parentesi nel settore delle soap, da settembre 2015 hai intrapreso una nuova linea professionale ovvero la direzione della regia di Pomeriggio Cinque. Com’è nata questa occasione lavorativa?

Innanzitutto, devo dire che è stato un ritorno alle origini nel senso di un ritorno a una regia di studio televisivo (non di set come le soap o le fiction), visto che dal 1994 al 1999 avevo lavorato per programmi musicali e sportivi, oltre che per le sit-com.

L’occasione è nata quando un paio d’anni prima la produzione di Videonews cercava dei registi per delle produzioni interne e un mio collega/amico che lavorava all’interno suggerì il mio nome visto che, come detto precedentemente, avevo già avuto delle esperienze nel campo.

Anche se stavo lavorando a “Centovetrine” decisi di mandare il C.V. e presentarmi a un colloquio; mantenni i contatti fino quando, quasi in contemporanea con la chiusura di “Centovetrine” si presentò questa opportunità di fare la regia di “Pomeriggio cinque”.

La community del nostro blog è composta da persone che amano in particolare il dietro le quinte. Ci puoi raccontare com’è strutturata la giornata lavorativa di un regista di un programma quotidiano come Pomeriggio Cinque, dall’organizzazione prima della messa in onda, alla messa in onda fino ad arrivare alla conclusione di puntata?

La giornata lavorativa inizia con una riunione a cui partecipano, oltre alla conduttrice, anche gli autori, i giornalisti, la produzione, la segreteria e la regia. Nel primo pomeriggio si rifà il punto della puntata, poi io scendo in studio e con i reparti faccio delle prove tecniche.

Finite queste, entra il pubblico e vado in regia a preparare la puntata collaborando con la produzione che si occupa del coordinamento dei collegamenti. Poi preparo il promo e quando la conduttrice scende in studio lo facciamo in diretta.

Alle 17.15 circa parte la diretta e, a fine puntata, si fa un veloce punto sul giorno successivo.

Al termine della stagione 2015-2016 di Pomeriggio 5, nell’estate sei stato impegnato nella ripresa della fiction di costume “Sacrificio d’Amore”, andata in onda su Canale 5 in due parti causa bassi ascolti. La prima parte a fine 2017 e inizio 2018 mentre la seconda fu trasmessa nell’estate 2018. Ci puoi raccontare come funzione la ripresa di una fiction, quali sono i tempi fra riprese e montaggi? Come mai questo prodotto non fu accolto con successo dal pubblico a casa?

Purtroppo fu programmata in una serata difficile e soprattutto troppi spostamenti di palinsesto. Rimane un dispiacere perché credo fosse davvero un bel prodotto.

Le tempistiche sono molto diverse da una soap o da un programma televisivo. Tra scrittura, shooting, finalizzazione e messa in onda posso passare anche due anni.

Da regista, in base ai programmi che ci sono in onda nel panorama televisivo, qual è un programma che ti piacerebbe dirigere e soprattutto perché?

Amo il mio lavoro e quando dirigo un programma metto sempre il massimo del mio impegno, quindi il programma che preferisco è sempre quello che sto facendo.

Per concludere, a livello lavorativo prediligi un programma in diretta o in registrata? Quali sono i punti di forza e di debolezza delle due forme?

Preferisco le dirette perché l’adrenalina che passa è davvero tanta e poi perché non hai margini di ripensamento. È istinto puro. Certo però che un programma registrato ha i suoi vantaggi… in caso di errori hai il tempo per rimediare!

5 Risposte

  1. Bubino ha detto:

    Grazie Claudio, anche da parte di Luca!

  2. Claudio ha detto:

    Ottimo lavoro come semrpe del blog, soprattutto sul dietro le quinte dei programmi di maggior discussione… Intendo questo come altri in genere…. Complimenti a voi di bubinoblog

  3. Niki ha detto:

    Intervista boom

  4. Niki ha detto:

    Grazie LucaG

  5. Bubino ha detto:

    Grazie Giovanni e LucaG per la lunga e iper dettagliata intervista, per veri appassionati della tv!