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GIRI DI VALZER IN RAI, ECCO IL TOTO-DIRETTORI PER LE RETI E I TG DELLA TV PUBBLICA

Prima cosa da premettere. E’ quasi (ma non è detto) scontato che in Rai ci sia il classico metodo dell’alternanza o almeno così gira voce da giorni da testate qualificate che seguono queste vicende. Partiamo dalla questione reti.

Come abbiamo scritto anche noi, riportando i passaggi fondamentali dell’intervista fatta dalla giornalista de La Stampa, Michela Tamburrino, alla direttrice di Rai1, Teresa De Santis, si capisce come ci sia la netta volontà della dirigente di restare al suo posto ma il cambio del vento politico attuale può costringerla a lasciare. Oltretutto l’anno prossimo potrebbe scattare il suo pensionamento dall’azienda in base al regolamento Gubitosi del 2013 in materia di pre-pensionamento aziendale.

Se la De Santis dovesse lasciare, è vero come qualcuno ha scritto sotto al post dell’intervista sopra citata che è stata ventilata l’ipotesi Mario Orfeo (ora alla presidenza della struttura Rai Way). Tuttavia la figura dell’ex Dg sta agendo nell’ombra in questa nuova fase che la Rai (inevitabilmente) attraverserà. Il motivo? Alcuni dei candidati vicini a Renzi (e quindi a Orfeo in Rai) stanno chiedendo sempre più udienza per scalare posizioni nel totonomine e cercare di fare il salto quando nessuno lo pronosticava 15 mesi  fa.

Tornando al discorso Rai1, secondo logica lotizzatoria, andrà (forse) ad un esponente che piace (e non vicino come sponsorizzazione aziendale) al PD. Angelo Teodoli è un nome che sta risalendo diverse posizioni, specie dopo la sua nomina a capoprogetto su RaiPlay per Fiorello al posto dell’uscente Andrea Fabiano, che ha lasciato la Rai per passare al gruppo TIM. Piace all’AD Salini ed è sponsorizzato dall’ex AD (ora ‘dirigente ombra’) Orfeo. La responsabile della Teche Rai, Maria Pia Ammirati, è un’ipotesi morta quasi sul nascere ma è un nome in corsa nel totonomine.

In base agli attuali equilibri – e come ha riportato (a ragione) Affari Italiani – l’attenzione può essere rivolta ad un epurato della gestione De Santis, ovvero Ludovico Di Meo. Affari Italiani ha anche tirato fuori il nome del direttore di RaiNews24, Antonio Di Bella, ma la candidatura ventilata nei giorni scorsi non trova ad oggi nessun riscontro concreto. Detto questo, Teodoli è al momento molto forte per un ritorno a Rai1.

Questione Rai2: Carlo Freccero, volente o nolente, dovrà lasciare a novembre. Di fatto il suo contratto è da consulente e non da dirigente e oltretutto è anche senza compenso come lui stesso ha dichiarato appena tornato a Rai2. Possibile (ma non certo) che alla seconda rete vada un esponente 5S in segno di continuità lottizzatoria ma di profilo (si parla dal punto di vista tecnico e delle competenze) diametralmente opposto rispetto allo stesso Freccero. La sopra citata Ammirati è una candidata condivisa da entrambi i soci di governo e ha più che discrete chance di arrivare al traguardo (c’era stato un tentativo anche nel novembre 2018 ma poi non se ne fece nulla).

Nelle ultime ore è spuntato il nome di Franco Di Mare, ora vice direttore a Rai1 con delega agli approfondimenti e con un programma – ‘Frontiere’ – in onda da ieri (e per ogni lunedì) in seconda serata sull’ammiraglia. È considerato vicino ai 5S (e più precisamente – spiegano alcuni retroscenisti – sponsorizzato dal neo ministro per lo Sport e le politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, vero spin-doctor dei 5S quando si parla di Rai) ma il problema di una sua eventuale scelta provocherebbe non pochi problemi di tipo editoriale a Rai2 in quanto, in base alla formazione dello stesso Di Mare, il canale si trasformerebbe in un channel-news che farebbe a cazzotti con Rai3, che invece quella linea la sposa fin dalla sua fondazione.

Ovviamente anche per Rai2, come per Rai1, non escludiamo colpi di scena ulteriori nelle prossime settimane. Per quanto concerne Rai3, dopo l’autoeliminazione dei venti leghisti, dorme (almeno per ora) tra due grandi guanciali l’attuale direttore Stefano Coletta che, dei tre capi di rete attualmente in carica a Viale Mazzini, è quello che ha maggiori chance di restare. Il discorso sulle testate è quello su cui c’è maggiore incertezza rispetto ai canali.

Analizziamo in primo luogo la situazione del Tg1. Che il direttore Giuseppe Carboni sia costantemente sul filo del rasoio fin dal suo arrivo è cosa nota. Decisioni buone e altre meno, una redazione spaccata in due e promozioni non propriamente concordate (per usare un eufemismo) sono solo alcuni dei motivi per cui ci sono molte voci che sostengono il cambio (e lo sponsor Grillo potrebbe non bastargli come scudo nell’eventuale tentativo di rimanere al comando). Uno degli attuali vice dello stesso Carboni, ovvero Filippo Gaudenzi, è un profilo che ai due azionisti di governo non dispiace affatto. Gaudenzi è al momento il profilo più caldo.

C’è chi ha parlato di Francesco Giorgino che, grazie alle sue recenti maratone politiche estive su Rai1 su quella che poi è stata la formazione dell’esecutivo Conte 2 in salsa giallorossa (col supporto del Tg1 e lasciando sotto l’ombrellone l’highlander Vespa), ha visto rinforzare la sua posizione (chissà se per la direzione o meno visto che per due volte negli ultimi 9 anni ha rifiutato di fare il vice preferendo la conduzione delle 20.00). C’è poi chi tenta di cambiare sponsor last minute per guadagnare consenso e posizioni nella corsa al dopo Carboni, Stiamo parlando di Mario Prignano, assunto al Tg1 da Augusto Minzolini e già caporedattore della redazione politica nonché ex vicedirettore di Radio Rai e del Gr1 sotto la direzione di Andrea Montanari (ex direttore del Tg1 e ora a capo della struttura che gestisce i centri studi Rai dislocati su tutto il territorio nazionale). Prignano, il cui sponsor storico era il centrodestra, ora starebbe tentando di entrare nella ‘Scuderia Orfeo’ per provare la scalata. Ad ogni modo la battaglia sul Tg1, dalla riforma del 1975 ad oggi, è una partita che non si decide certo alla prima mossa e quindi le sorprese possono essere dietro l’angolo e magari venire allo scoperto più tardi.

Capitolo Tg2: è complicato in questo momento decifrare con esattezza la posizione di Gennaro Sangiuliano. La pluriennale amicizia dai tempi dell’università con il Premier Giuseppe Conte può essere la chiave giusta per farlo rimanere al suo posto ma anche qui la situazione è da monitorare con attenzione.

Sul fronte Tg3, invece, il discorso è il medesimo fatto per Coletta a Rai3 ma con una leggera differenza. Giuseppina Paterniti, nonostante alcuni contrasti (molto duri) con la propria redazione nel maggio scorso, ha una posizione stabile ma non per questo da considerare sicura di conferma. Se dovesse lasciare, secondo Affari Italiani, c’è la possibilità RaiNews24 (paventata a ottobre scorso con Di Bella negli States). In caso di cambio, attenzione alla possibile richiesta di Italia Viva (il blocco politico legato a Matteo Renzi) di chiedere la direzione del telegiornale della terza rete proprio per il sopra citato Andrea Montanari (sponsorizzato – casualmente – da Mario Orfeo, che l’ha voluto alla guidal del Tg1 non appena diventato Dg nell’estate 2017).

4 Risposte

  1. BeppeDaniz ha detto:

    Freccero va subito sostituito e presto, visto i tantissimi flop che sta subendo Rai 2!!!

  2. Lorenzo Gubello ha detto:

    Ottimi nomi rai1 e rai2

  3. Ital ha detto:

    Vedremo….

  4. Tex ha detto:

    BOOOOOOOOM!
    Il ritorno di Teodoli!