Crea sito

#IORESTOACASA, LETTURE PER PREPARARSI ALLA TV CHE VERRÀ: I DELITTI DEL BARLUME

Si annoiava Marco Malvaldi quando nel 2000, nel bel mezzo di una tesi di laurea in chimica computazionale, diede vita ai vecchietti del BarLume. Oggi li conosciamo anche grazie alla Palomar che nel 2013 li ha portati per la prima volta in tv, su Sky. Una serie di gialli a tinte comedy, arrivata in gennaio alla settima stagione: Tv8 la ripropone da domenica 29 marzo a partire dal primo episodio della quinta stagione (Un due tre stella!). Protagonista è il barrista Massimo, interpretato da Filippo Timi, costretto suo malgrado a indagare sui casi che scuotono la quotidianità di Pineta, immaginaria cittadina toscana. Lo aiuta (o forse sarebbe meglio dire lo intralcia) un gruppo di arzilli pensionati che, un po’ per noia e un po’ per curiosità, proprio non riesce a fare a meno di ficcare il naso ovunque. Soprattutto dove non li riguarda.

Sono dovuti passare sette anni però prima che i lettori potessero conoscere il BarLume e i bizzarri personaggi che lo popolano. Quel primo romanzo nato per noia, “La briscola in cinque”, è stato infatti pubblicato solo nel 2007. Ne sono seguiti altri sei, una raccolta di racconti (Sei casi al BarLume) ed altri pubblicati all’interno di diverse antologie Sellerio.

La serie, girata a Marciana Marina e in altre suggestive località dell’isola d’Elba, non segue l’ordine cronologico di uscita dei romanzi. Seguendo l’esempio di un altro cavallo di scuderia Palomar, il Commissario Montalbano, ogni tv-movie è a sé, per quanto legati da una linea orizzontale che nell’insieme esplora l’evoluzione dei rapporti tra i personaggi. Quattro poi sono ispirate a storie originali (Un due tre stella!, Il battesimo di Ampelio, Hasta Pronto Viviani e Ritorno a Pineta). Insieme a Timi nel cast compaiono anche Lucia Mascino (il Commissario Fusco) Enrica Guidi (la Tiziana), Stefano Fresi e Corrado Guzzanti nei panni di Beppe Battaglia e Paolo Pasquali. E poi, nel “quartetto uretra”, Alessandro Benvenuti nel ruolo di Emo, Atos Davini in quello di Pilade, Marcello Marziali (Gino) e Massimo Paganelli (Aldo). E qui è doveroso ricordare anche Carlo Monni, scomparso dopo aver interpretato zio Ampelio nei primi due episodi della serie.

Su un’eventuale ottava stagione ancora nessuna certezza. Di materiale da adattare ce n’è: due romanzi (Il gioco delle tre carte del 2008 e Bocce ferme del 2018) oltre a svariati racconti. Probabilmente se ne saprà di più nei prossimi mesi. Intanto, per chi fosse interessato, oggi Sellerio ha raccolto i romanzi in due volumi. Un po’ di spensierata leggerezza, unita al brivido dell’indagine, di questi tempi non può che aiutare:

Volume I – La briscola in cinque – Il gioco delle tre carte – Il re dei giochi

Volume II – La carta più alta-Il telefono senza fili-La battaglia navale

Quando hai ottant’anni, l’unica cosa che puoi fare in un giorno di pieno agosto è andare al bar”. E che fare al bar? Le carte, i fatti altrui, discussioni continue, e dopo: investigare. Come fanno i vecchietti del BarLume: Nonno Ampelio, l’oste Aldo, il Rimediotti pensionato di destra, il Del Tacca-del-Comune. Se c’è un delitto nei dintorni di Pineta, il loro onnisciente pettegolezzo diventa una formidabile macchina da indagine. Da dove Massimo il barrista estrae la chiave dell’enigma, come una Miss Marple in puro toscano. “La briscola in cinque”: da un cassonetto dell’immondizia sporge il cadavere di una ragazzina. Sembra un fatto di sesso e droga, di balordi del giro, anche per la condotta della vittima, figlia di una delle migliori casate di Pineta. Dalle beffarde maldicenze, durante la partita a carte dei vecchietti del BarLume, spunta un intrigo più contorto e scabroso. “Il gioco delle tre carte”: congresso a Pineta. Viene ucciso un anziano professore giapponese. Non c’è altra traccia da seguire se non un computer, ma aprendolo non si trova un indizio. Il commissario Fusco è smarrito. I vecchietti, al BarLume, fanno confusione. Nel gioco delle tre carte, la carta che vince si nasconde ostentandola. Come la verità in questo enigma investigativo. “Il re dei giochi”: il re dei giochi è il biliardo nuovo dove si accampano in permanenza i vecchietti del BarLume. Più che giocare, sezionano Pineta. Sulla statale c’è stato un terribile incidente. È morto un ragazzo ed è in coma…

2 Risposte

  1. Mattietto ha detto:

    Mi sto riguardando tutti i film, a partire dalla prima edizione! Una serie ben fatta e ben interpretata. Devo dire che la prima rimane insuperabile per scrittura dei personaggi, genuinità e credibilità. E col grande Monni, vero valore aggiunto.

  2. marta70 ha detto:

    Malvaldi e Sellerio! Libri bellissimi. I vecchietti terribili del Bar Lume sono eccezionali