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IL BILANCIO FINALE DI #AMICI18 TRA LUCI E OMBRE

A cura di LucaG Della mia esperienza in studio ad Amici, nell’atto finale della diciottesima edizione del talent show targato Fascino, non troverete purtroppo un reportage foto e video poichè non abbiamo avuto il privilegio di portare con noi gli smartphone. Inutile riscrivere una cronaca di quello che avete già visto in onda senza poter aggiungere un elemento in più. Peccato.

Ci tenevo però ad analizzare l’edizione conclusasi sabato 25 Maggio 2019 con la vittoria del cantante Alberto. Il percorso accademico ha preso il via a fine novembre con le due commissioni rivoluzionate rispetto all’anno precedente, tra i docenti di canto Rudy Zerbi, Alex Britti e Stash mentre la commissione di ballo composta dalle veterane Alessandra Celentano e Veronica Peparini. Per il primo anno non presente Garrison ma inserito nel cast il coreografo di fama mondiale Timor Steffens.

Partiamo adesso dall’elemento principale del programma, ovvero i ragazzi che sono entrati nell’accademia più famosa d’Italia. Il loro livello del talento sin dall’inizio è sembrato più alto rispetto alle edizioni precedenti soprattutto nella disciplina del ballo. Elemento vincente della puntata del sabato pomeriggio è stato quello del ritorno della formazione di due squadre fisse che sino sfidate fin all’inizio del serale.

Passiamo alla fase più infuocata del programma, il serale. Quest’anno i propositi per ritornare ai fasti di due anni fa dal punto di vista del regolamento c’erano tutti, il ritorno del bravissimo Giuliano Peparini nelle vesti di direttore artistico, il ripristino delle figure dei direttori artistici e il dimensionamento della giuria dal sovraffollamento dell’anno scorso a un’unica componente di Loredana Bertè.

Tengo a precisare che non voglio prendere in considerazione l’aspetto auditel, ovvero la sfida con Ballando con le stelle e Milly Carlucci. Il primo fallimento di quest’edizione è stato scongelare la figura dei direttori artistici. Fino a due anni fa erano un fondamentale riferimento per i ragazzi in gara, li supportavano da quando li sceglievano come componenti della loro squadra fino a quando venivano eliminati dal gioco, seguivano i ragazzi nella preparazione settimanale, spettava a loro la decisione in puntata su chi e come schierare in base all’andamento della gara. Il rapporto umano e artistico che si instaurava tra i direttori artistici e concorrenti si percepiva da casa ed era un’elemento che dava una luce in più alla gara.

Quest’anno si è passati ad avere in studio i due direttori artistici Riky Martin per la squadra dei bianchi e Vittorio Grigolo per la squadra blu. La loro esperienza rispetto al ruolo che avevano i colleghi che li hanno preceduti è risultata al quanto futile, personalmente avrei optato per due direttori artistici che sappiano parlare bene l’italiano per facilitare l’interfacciarsi con i ragazzi e il pubblico, che conoscano bene la nostra cultura e tradizione, a loro avrei dato le stesse mansioni che avevano in precedenza gli ex direttori artistici.

Rispetto a due anni fa il programma quest’anno andava in diretta, quindi sarebbe stato impossibile scegliere al momento chi schierare, avrei fatto decidere la scaletta ai direttori artistici, da consegnare alla produzione al tempo giusto per riuscire organizzare la diretta e organizzazione di scene e ospiti, in base alle loro sensazioni e dopo aver visto il livello delle esibizioni preparate dai concorrenti nella settimana.

Per quanto riguarda la parte della giuria avrei sin dall’inizio predisposto una giuria con due componenti fissi uno competente sul ballo e uno sul canto, il terzo componente a rotazione ogni settimana, ritornando cosi alla giuria a tre, per la parte del canto confermo la scelta caduta sulla grandissima Loredana Bertè.

In merito al regolamento del serale: avrei diviso la gara in due manche, a giudicare le prime due prove sarebbe il pubblico da casa essendo il programma in diretta, successivamente la terza prova dal valore di 3 punti avrei dato l’incarico di giudicarla alla Giuria in maniera segreta senza far vedere il punteggio fino all’esito finale della manche, successivamente la 4° prova l’avrei fatta giudicare nuovamente alla giuria con il valore di un punto dichiarando in maniera esplicita chi hanno votato e perchè. La quinta e ultima prova la farei votare dai professori segretamente e dalla giuria pubblicamente.

Finita la manche farei partire le carte, della squadra che perde lo scontro il direttore artistico ha il potere di decidere un innominabile, della squadra vincente ogni singolo componente deve fare un nome di chi vorrebbe eliminare dal programma della squadra avversaria che ha perso la prima competizione della serata. Il concorrente che ottiene più voti abbandona momentaneamente lo studio sarà il primo candidato all’eliminazione della puntata.

Prima di riprendere la seconda manche, inserirei in scaletta l’ospite comico ogni settimana diverso, non una presenza fissa perchè nove-dieci puntate con un unico comico o duo può sembrare ripetitivo e stancare il pubblico. Riprenderei la seconda manche con lo stesso regolamento della prima manche, al termine della seconda una volta scoperto chi sarà il secondo candidato all’eliminazione, farei partire la sfida che decreterà l’eliminato della puntata tre prove a giudicare il pubblico a casa attraverso l’apertura del televoto, ma non solo. A votare ci sarà anche la giuria, al termine della sfida e chiuso il televoto una volta, uniti i voti della giuria e del pubblico, farei partire le carte e cosi si conosce l’eliminato di puntata.

Voi cosa ne pensate?

3 Risposte

  1. Michael93 ha detto:

    Si, maria potrebbe migliorare Amici di molto
    Cosi❤️

  2. marta70 ha detto:

    Io sarò un’integralista ma un regolamento uno e unico si può avere? Intanto quest’anno livello mio buono. I ballerini arrivati in finale tra i più talentuosi mai passati in trasmissione

  3. Ital ha detto:

    Alcune idee …meglio di cio che abbiamo visto in Tv …
    Io darei il risultato dell’eliminato della puntata …all’inizio della successiva …per creare una maggior fidelizzazione