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IL BRUTTO (E IL BELLO) DEL PERDERSI LUNGO “LA STRADA DI CASA”

Recensione a cura di @giulio – Non basterebbe neanche Google Maps per orientarsi lungo “La Strada di Casa”. Perché se c’è qualcosa in cui questa seconda stagione può considerarsi riuscita è proprio nel sadismo di una scrittura che si diverte a disorientare lo spettatore. E senza tentare nemmeno di nasconderlo. D’altronde cos’altro è un giallo se non la sfida incalzante tra chi lo confeziona e chi ne fruisce? Tra un depistatore (l’autore) e un depistato (il pubblico). E tutto si gioca lì: nel riuscire a portare il fruitore (in questo caso lo spettatore) dove si vuole. A sospettare prima dell’uno e poi dell’altro, rimescolando di continuo le carte in tavola. Per condurlo infine totalmente nella direzione opposta.

Nel farlo La Strada di Casa gioca prettamente sul tempo, sviluppando la narrazione intorno a flashforward e flashback, in molti casi funzionali ad alimentare sospetti o a lasciare intuire qualcosa: solo in pochi altri finiscono davvero per svelare verità fino a quel momento taciute. Qui poi il giallo, senza rinunciare agli elementi tradizionali del thriller, si alimenta anche dell’irresolutezza, psicologica e affettiva, dei suoi personaggi. Le violenze subite da Milena, il viaggio nella malattia di Gloria trovano corrispondenza nelle efficaci interpretazioni di chi ha prestato loro volto e voce. Performance che cozzano con altre al confronto, meno riuscite, memorabili più per piattume che per intensità. E non è evidentemente il caso di Alessio Boni né di Sergio Rubini.

Insomma, per quanto il prodotto resti su alcuni fronti comunque migliorabile (alcuni passaggi eccessivamente lenti, altri piuttosto deboli in termini di dinamicità registica), non si può non riconoscergli di essere riuscito in ciò in cui altri falliscono sempre più spesso al giorno d’oggi, in cui i thriller e i gialli proliferano a dismisura: disorientare, spaesare, turbare lo spettatore. Tenerlo il più a lungo possibile col fiato sospeso. Renderlo incapace di capire cosa potrebbe succedere da lì a breve. Fargli vivere quella sensazione di smarrimento che spaventa e attrae allo stesso tempo. In poche parole: fargli perdere “La Strada di Casa” e non fargliela più ritrovare. Almeno fino alla fine.

3 Risposte

  1. Andrea Valagussa ha detto:

    Come non essere d’accordo? 😉 Scherzi a parte, grazie davvero della lusinghiera recensione. E un abbraccio a tutti quelli che ci hanno seguito! Alle prossime cavalcate!

  2. Ital ha detto:

    Giulio ….hai trovato proprio le giuste parole …—–far perdere “La Strada di Casa” e non farla più ritrovare, almeno fino alla fine.—–

  3. Saruzzo ha detto:

    Concordo pienamente!
    A me ha conquistato dalla prima puntata e domani lo finisco.