IL COLLEGIO, PROF. MAGGI: I RAGAZZI STANNO MALE, LO VEDO DAI TEMI. GLI ADULTI? ANALFABETI DI RITORNO

Il Collegio sta per tornare su Rai2 con la nuova edizione, ambientata nel 1977. Da martedì 26 ottobre si riaprono i cancelli del reality che ha riavvicinato i ragazzi alla tv generalista. Venti giovanissimi hanno vissuto in estate un’esperienza unica tra lezioni, disciplina, il taglio dei capelli, risate, lacrime e ora il tutto arriva in prima serata con 8 puntate. Un appuntamento diventato un cult della stagione. Tra i professori più famosi c’è Andrea Maggi che si racconta a Gente con intelligenza e una lucida visione dei ragazzi e dell’Italia.

Il 1977 per l’Italia è stato un anno caldo tra manifestazioni, le prime tv e radio libere e private, l’autogestione. Per i ragazzi del Collegio, spiega il prof. Maggi, “è stato piuttosto divertente: per loro l’autogestione significa sostanzialmente “fare quello che mi pare”. E non organizzarsi in modo autonomo, come era allora”. Poi la difesa ad una generazione troppo spesso criticata. “I ragazzi di oggi non si vivono come soggetto politico. Ma non sono così leggeri come crediamo“. E ricorda i temi arrivati nelle agende politiche grazie a loro.

“Grazie ai ragazzi l’ambientalismo è stato riportato nell’agenda politica degli ultimi anni”. Tante manifestazioni in piazza, l’eroina green Greta Thunberg e l’arrivo della pandemia che ha fermato tutto e i ragazzi sono tra le fasce d’età che più hanno sofferto. “Stanno male, molto peggio di quello che pensiamo. Lo vedo nei temi: la tristezza della solitudine, la lontananza forza dai nonni e spesso anche la loro morte”. Un momento duro.

Non è solo Maggi a puntare l’attenzione sul disagio dei giovani. Molti gli studi che sottolineano i sintomi quali ansia, attacchi di panico, disturbi nel sonno e nell’alimentazione. Non è solo la colpo della pandemia, che ha aggravato problematiche già presenti e spesso sottovalutate. La colpa? “Noi uomini abbiamo mollato la gestione dei ragazzi e della famiglia alle nostre mogli, fidanzate ed ex compagne. Grande ansia in loro e nei ragazzi”.

Qual è il modo giusto per avvicinarsi ai ragazzi? Dare il buon esempio “perché i ragazzi imparano per imitazione. Se vogliamo crescere uomini e donne onesti, dobbiamo esserlo noi, per primi. E noi dobbiamo essere buoni padri, mariti, ex compagni”. Perché anche quando la coppia finisce, genitori si rimane per sempre. E gli adulti? “Molti hanno dimenticato quello che hanno imparato a scuola. L’analfabetismo di ritorno è una piaga del nostro Paese“.