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IL PROCESSO DIVENTA THE TRIAL: LA PRIMA SERIE MEDIASET DISPONIBILE IN TUTTO IL MONDO GRAZIE A NETFLIX

Dopo L’Amica Geniale, Gomorra, I Medici e The Young Pope, l’eccellenza italiana si fa grande nel mondo ancora una volta con Il Processo.

La serie diretta da Stefano Lodovichi con protagonista Vittoria Puccini, dopo aver debuttato lo scorso novembre su Canale 5, è visibile in tutto il mondo dal 10 aprile. Nonostante il tiepido consenso ottenuto in Italia, l’alta qualità di questo progetto è stata notata da Netflix. Il gigante dello streaming l’ha infatti inserita tra gli originali della sua piattaforma, con l’aggiunta di un’esclusiva scena inedita all’inizio del primo episodio.

Disponibile in inglese (The Trial), spagnolo (El Juicio), turco, francese ed italiano (con sottotitoli anche in cinese e vietnamita), la serie prodotta da Mediaset ha appena iniziato la sua corsa. Gli articoli e le recensioni internazionali non si contano, e dopo essere stato il terzo programma più visto in Argentina la settimana scorsa, non è più così remota la possibilità di una seconda stagione o di uno spin-off. Ma solo il tempo risponderà a questo interrogativo. Intanto è giusto godersi il successo di un prodotto tutto italiano.

Per chi se lo fosse perso e volesse recuperarlo, ecco la trama:

In una splendida Mantova, un coro di personaggi gravita intorno al brutale omicidio della diciassettenne Angelica. Tra questi la PM Elena Guerra (Vittoria Puccini), che scopre di essere indissolubilmente legata alla vittima, e l’avvocato Ruggero Barone (Francesco Scianna), per cui il processo alla sua assistita (Camilla Filippi) rappresenta l’occasione di tutta una vita. Tutti camminano in bilico, perennemente sul filo di un rasoio: quello di un processo il cui esito deciderà il nuovo corso della vita di ciascuno.

A cura di Fabio Turri

16 Risposte

  1. Erodio76 ha detto:

    Il pubblico di Canale5 lo si riavvicina con le fiction popolari (per non dire trash, ecco), ricche di trame o da Grand Hotel o al massimo mutuate da qualche rivista di cronaca. È così x via del target storico di chi segue questo canale. Se vendono all’estero, magari ne ricavano ugualmente abbastanza soldi per produrre cose fatte meglio, ma che rendono poco alla loro emissione in Italia

  2. Ital ha detto:

    Che sia stato un risultato basso …e’ un dato di fatto ….
    Ma nella visione …del prodotto posso dire che era ben fatto, non parliamo di capolavoro certo ma di una fiction, tra pregi e difetti , era interessante …ma decisamente poco pop e sicuramente non adatta a Canale 5 …
    La Rai nel settore fiction e’ 2 o 3 spanne sopra , quindi impossibile fare un confronto serio ora ….
    Sul discorso Netflix …ti ricordo che anche La casa di Carta …fu di poco successo in Spagna…sulle generaliste …
    Un caro saluto …😉

  3. Ammerde ha detto:

    Pensavo… distopia… immagina la Andreatta che fa fiction che fanno l’8%. su rai1, ma sono adorate al passaggio in replica su la7. Qualcuno li chiamerebbe successi? 🙂

  4. Ammerde ha detto:

    Io l’ho visto… con fatica immensa nelle prime puntate…
    solo sul finale diventava un minimo interessante, ma con finale banale e completamente centrato su Scianna. Che va benissimo ma allora non presentarla come la serie della Puccini… personaggio idiota e poco sopportabile all’inizio come alla fine… che fa gli stessi errori a 15 come a 40 anni…
    per dire che anche sul prodotto avrei varie riserve.
    Poi chiaro che a quel punto visti sei mortali episodi almeno chi era l’assassina volevo saperlo.
    in generale però continuo a vedere mancare le fiction da mediaset.
    al punto che se netflix si sposta di poco su quel target, rischia di prenderselo tutto perché al momento non è conteso. Praticamente è rimasta solo Lux a giocarci, ad anni alterni, mentre Publispei rincorre cadaveri… la follia.
    sempre piacevole confrontarsi con te, comunque…
    quest’anno non abbiamo tanti prodotti su cui farlo…

  5. Ammerde ha detto:

    Comunque i Cesaroni e le fiction Ares sono due mondi opposti… rispetto per alcuni ascolti di onore e rispetto ma non le confonderei con il fenomeno di costume dei Cesaroni… povero Branciamore è l’unico che non l’ha sfruttato.

  6. Ammerde ha detto:

    Questa volta discordiamo temo XD

  7. Ammerde ha detto:

    Bisogna ammettere che non manca il coraggio, a spacciare il flop del decennio per un successo, e un (s)montaggio incomprensbile nell’aggiunta di una scena esclusiva inedita…

    Se queste fiction vanno benissimo su netflix, perché Cesarano non va a Netflix e restituisce a noi orfani delle VERE fiction mediaset le vere fiction mediaset? Quelle dei 10 milioni di pubblico e critica, dai Cesaroni a Paolo Borsellino a Maria Montessori, a Rivombrosa… E’ un target che la Andreatta snobba e forse fa anche bene, però esiste… e non si sazia certo delle d’ursate.

    La Rai dimostra ogni giorno che si possono fare ascolti e critica insieme. ok questa stagione non è andata benissimo ma sono 10 anni che le va bene e comunque. vince per distacco su tutti gli altri…

    Comunque sicuramente la Puccini sta già correndo a fare il seguito, candidandosi alternativamente al 5% su Canale 5 fino alle 3 di notte, o all’uscita diretta solo su Netflix perché le fiction Mediaset Publitalia le paga perché vadano bene su Netflix. XD

  8. Ammerde ha detto:

    parole sante.

  9. Lucilla ha detto:

    Applausi…..

  10. Ital ha detto:

    Se non si hanno le fette di salame , pardon di logo sugli occhi, …e si e’ appassionati di fiction …non si può …non ammettere che questa fiction sia un buon prodotto …e ben recitato …
    Come ho detto …quando ando in onda …forse non idoneo per una rete che ha abituato il suo pubblico a volgari reality e talk beceri ….
    Il genere legal poi ha sempre avuto poca fortuna …da noi con poche eccezioni ….

  11. Veu ha detto:

    una delle serie più brutte, noiose e soporifere della tv.
    che la continuino sulle piattaforme online ma evitino i passaggi tv perchè ha già dimostrato che in tv non è piaciuta a nessuno.

  12. Veu ha detto:

    ma mille volte meglio le fiction Ares e compagnia che sta roba da piattaforma online che va bene solo sulle piattaforme perchè totalmente antitarget con le reti ammiraglie.
    Cesarano ha rovinato ancora di più la serialità Mediaset che già andava male, adesso va anche peggio con titoli che non piacciono a nessuno, trame pessime, lente e soporifere e volti che non sono della rete, ecc.

  13. andreatv99 ha detto:

    I Cesaroni sono stati snaturati senza i personaggi storici. Dovrebbero ritornare Elena Sofia Ricci, Alessandra Mastronardi e Max Tortora.

    Sì, mi riferivo alle ultime produzioni della Ares

  14. Guasty ha detto:

    Per carità, onore al merito, ma ce ne vuole per arrivare al livello di Gomorra o l’Amica Geniale. Non basta solo la fotografia fatta bene.

    Probabile che Netflix a ‘sto punto se vorrà, farà come con la Casa di Carta, prendendosi in carico lei stessa la produzione di una nuova stagione.

  15. Mario Parisi ha detto:

    LE fiction Ares,tranne negli ultimi anni sono andate bene. Io farei una settima serie de I Cesaroni

  16. andreatv99 ha detto:

    Come tutti hanno detto, Cesarano ha sicuramente aumentato la qualità delle fiction Mediaset. Il problema è che deve riavvicinare il pubblico dopo anni di serie di bassa qualità. Anche Non Mentire, se non fosse un remake, avrebbe successo in tutto il mondo.
    Made in Italy già ha avuto recensioni positive.
    Il silenzio dell’acqua sono riusciti a venderlo all’estero.

    Il problema è che prima di Cesarano c’erano le fiction ares, quella con Panariello, Dottoressa Gio.