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IL RITORNO (E LA RIVINCITA) DEL “BULBARELLISMO” PER LA RINASCITA DI RAISPORT

Dopo la direzione, fallimentare e burrascosa, di Gabriele Romagnoli e quella ad interim di Bruno Gentili, a Rai Sport è iniziata una nuova era. Il 27 novembre scorso il Cda della Rai, su proposta dell’amministratore delegato Fabrizio Salini, ha dato mandato ad Auro Bulbarelli (nella foto) di prendere le redini della testata sportiva.

Mantovano, 48 anni, storico telecronista del ciclismo in Rai, tanti racconti di corse importanti alle spalle che hanno incollato i telespettatori allo schermo (tanto che qualche retroscenista ha definito simpaticamente il suo modo di commentare col termine “bulbarellismo”), prima di diventare nel 2009 vicedirettore di Rai Sport.

Bulbarelli è a Viale Mazzini dal 1991, quando venne assunto a Rai Lombardia. Chi lo conosce bene lo descrive come un ottimo professionista, che tuttavia è rimasto per troppo tempo nel dimenticatoio negli ultimi anni. Ora, però, ecco arrivare per lui la grande occasione di rivincita, con la direzione di Rai Sport, che necessita obbligatoriamente di un rilancio editoriale.

Il piano editoriale: A fine gennaio 2019, Bulbarelli dovrà presentare all’Ad Salini (e poi anche alla sua redazione) il suo piano editoriale. Il primo step fondamentale è quello di costruire una buona squadra che lo accompagni nella ricostruzione di “Beirut” (come la definì duramente il suo predecessore Romagnoli all’Ansa nel giorno delle sue dimissioni).

Secondo quanto riportato dal blog lospecialista.tv di Gianluca Vacchio nella giornata del 3 dicembre, Bulbarelli starebbe già mettendo mano alla questione vicedirettori, cercando di capire quali sono i profili adatti per la sua direzione (attualmente i vice in carica sono Bruno Gentili, Marco Mazzocchi (distaccato a Rai2), Maurizio Losa, Donatella Scarnati e Marco Franzelli). Di questi, almeno 3 dovranno saltare (i vice di Bulbarelli saranno 5 n.d.r.).

Civoli e Varriale in pole position: Tra le novità che Bulbarelli vorrebbe attuare c’è quella di avere un vicedirettore nella redazione milanese di Rai Sport. Il nome più quotato sarebbe quello di Marco Civoli, che ha già ricoperto questo ruolo e che ora ricopre quello di team leader nelle partite della Nazionale Italiana di Roberto Mancini. Per Civoli – si legge – sarebbe un bivio: tornare dietro alla scrivania oppure rimanere con una mansione di line di primissimo piano.

Per Roma, invece, salgono le quotazioni di Enrico Varriale. Anche lui, così come Civoli, dovrebbe prendere una decisione non da poco: diventare vicedirettore oppure aspettare un’offerta importante con un programma sportivo in Italia, visto che all’estero riscuote successo con il format “La Giostra del Gol”, trasmessa su Rai Italia in quattro continenti.

Conferme, ritorni e uscite: Oltre a Civoli e Varriale, ci sarebbero altri due nomi molto caldi per la vicedirezione di Rai Sport. Nello specifico – prosegue l’articolo – si tratterebbe di Ivana Vaccari (per lei sarebbe un ritorno in quel ruolo) e Raimondo Maurizi (la sua sarebbe una conferma). Nel lotto degli attuali vicedirettori, invece, si giocherebbero una conferma anche Bruno Gentili (che ha diretto la testata ad interim fino a qualche giorno fa), Marco Franzelli e Donatella Scarnati.

Sul fronte uscite, i papabili all’addio sarebbero Maurizio Losa e Marco Mazzocchi. Il primo, persa la lotta per la direzione di Rai Sport (andata poi a Bulbarelli), ora starebbe trattando con l’azienda alcune proposte, mentre il secondo dovrebbe rimanere come autore nel programma “B come Sabato”.

Tra il job posting per la redazione calcio e il Giro “salato”: Per il nuovo responsabile di Rai Sport, però, non ci sono solo le questioni di line da dover affrontare nelle prime battute della sua direzione. Di fatti, tra i dossier urgenti da affrontare, ci sono anche l’assegnazione del ruolo vacante di caporedattore della redazione calcio (il cui job posting è stato bloccato ad agosto ma che potrebbe ripartire a breve su indicazione dello stesso Bulbarelli) e soprattutto la questione legata ai diritti di trasmissione sul Giro d’Italia 2019.

La nota manifestazione ciclistica potrebbe lasciare la Rai sia per via dell’accordo scaduto con Rcs Sport sia per l’elevato costo del rinnovo della concessione chiesta dall’editore di Rcs, Urbano Cairo. L’imprenditore, infatti, ha chiesto alla Rai ben 18 milioni di euro all’anno per trasmettere tutto il pacchetto del ciclismo, che lo stesso nuovo direttore di Rai Sport ha definito economicamente troppo alta per le casse dell’azienda (come ha dichiarato a Repubblica qualche giorno fa):

“Rai Sport farà l’impossibile. Dipenderà dalla struttura acquisizione diritti Rai e la cifra è molto, troppo alta. Cercheremo un compromesso. Dovremo capire, confrontarci, ragionare in termini di media value, con in mano gli ascolti degli ultimi anni. Dobbiamo capire se è una richiesta che possiamo soddisfare e soprattutto perché ha avuto un’impennata così significativa”.

Per il futuro, se il Giro dovesse scendere dal cavallo di Viale Mazzini, con Sky (con il canale Tv8), Discovery (con Eurosport – già detentore dei diritti sul satellite – DMAX e Nove) e La7 (rete di proprietà dello stesso Cairo) interessati all’acquisizione del pacchetto.