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#IORESTOACASA, LETTURE PER PREPARARSI ALLA TV CHE VERRÀ: LA CONCESSIONE DEL TELEFONO

Cosa leggere? Segnalazioni quotidiane sui libri che hanno ispirato serie tv

in arrivo (o in preparazione) nei prossimi mesi

Chi volesse leggerlo, deve affrettarsi. Perché andrà in onda lunedì prossimo La Concessione del Telefono. Un nuovo regalo, il terzo, di Rai Fiction e Palomar ai telespettatori che, nell’ambito del ciclo “C’era una volta Vigata”, negli anni scorsi hanno portato sul piccolo schermo anche “La stagione della caccia” e  “La mossa del cavallo”.

È l’estate del 1995 quando Andrea Camilleri inizia a pensare al romanzo, pubblicato per la prima volta tre anni dopo: “Trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale per la concessione di una linea telefonica privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venire subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia”.

Un romanzo a cui lo scrittore teneva particolarmente, tanto da assicurarsi che la trasposizione televisiva, diretta da Roan Johnson, ne rispettasse la struttura epistolare restituendo lo spirito “satirico-grottesco” di cui è pervaso: il racconto è infatti organizzato in capitoletti, catalogati in “cose scritte” (il “documento” in lingua) e in “cose dette” (la “conversazione” in cui convivono lingua e dialetto). E a ispirarne l’essenza il “motivo dello scangio” (uno scambio da cui parte e intorno a cui si dipana la narrazione), di impronta pirandelliana, come si evince anche dalla citazione in epigrafe di un passo tratto da “I vecchi e i giovani”.

Una sfida non facile tradurre tutto questo in immagini. Non a caso la sceneggiatura, curata anche da Johnosn e da Francesco Bruno, ha avuto un’evoluzione molto lenta ed è quella a cui Camilleri ha contribuito di più, come ha raccontato il produttore Carlo Degli Esposti a Repubblica. Il tv-movie è “il primo girato senza Andrea”: ne è uscito un racconto “speciale”, che ha mantenuto la forma epistolare seguendo le indicazioni dello scrittore. Il protagonista, lo sventurato commerciante di legname Filippo Genuardi, è interpretato da Alessio Vassallo. Fabrizio Bentivoglio è Don Lollò, Commendatore e “uomo di rispetto”, mentre Corrado Guzzanti veste i panni di Vittorio Marascianno, Prefetto di Montelusa. Del cast fanno parte anche Federica De Cola, Corrado Fortuna, Thomas Trabacchi, Giugiù Gramaglia, Emmanuele Aita.

Di seguito la sinossi del romanzo (e buona lettura!):

1891. Il telefono è arrivato in Sicilia, ma per ottenere l’allacciamento è necessaria una concessione governativa firmata dal ministro, previo pagamento di una onerosa tassa. Filippo Genuardi, commerciante di legnami, dovrà sudarsi la concessione dato che i pali necessari al collegamento telefonico sono 58 lungo una striscia di 3 chilometri che interessa ben 14 diversi proprietari; senza contare che la lettera che Genuardi ha indirizzato al prefetto di Montelusa contiene un imbarazzante errore proprio nel cognome… Non resta che rivolgersi all’uomo di rispetto locale, ma la vicenda si complica perché il commerciante viene sospettato di essere un sovversivo”.

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